04/09/2026
PRIMA DELLE CANDIDATURE, CREDO SERVA FARE CHIAREZZA
In questi mesi sembra essere già iniziata la corsa a parlare del futuro politico di Castiglione, di possibili liste e candidature.
Io credo che, prima di pensare a chi si candiderà domani, sia necessario capire fino in fondo cosa è successo ieri.
Il Comune di Castiglione del Genovesi non è stato commissariato per caso.
L'Amministrazione eletta nel 2024 è terminata anticipatamente dopo una crisi che ha visto cinque consiglieri della stessa maggioranza dimettersi, uno dopo l'altro. Sulle ragioni di quelle dimissioni, salvo quanto pubblicamente motivato in un solo caso per ragioni di salute, ancora oggi i cittadini non hanno ricevuto una spiegazione complessiva.
Eppure, a distanza di pochi mesi, sembra già prevalere la corsa a raccontare quanto era stato fatto, programmato, appaltato e lasciato in eredità.
Io credo che serva prima di tutto un po' di memoria.
Prendiamo proprio la pulizia delle strade.
Il 22 gennaio 2025 come gruppo consiliare Il Bene in Comune, presentammo un'interrogazione sulla mancata pulizia stradale. Chiedevamo chi fosse responsabile del servizio, quali controlli venissero effettuati e cosa si intendesse fare per garantire igiene e decoro.
Non abbiamo mai ricevuto una risposta scritta.
Oggi viene detto che lo spazzamento era già compreso nel nuovo servizio predisposto dalla precedente Amministrazione.
Benissimo. Ma allora la domanda è ancora più semplice: se lo spazzamento era previsto, perché per tutto quel periodo le strade non venivano regolarmente spazzate?
È esattamente il problema che avevamo sollevato quando quell'Amministrazione era ancora pienamente in carica.
Poi naturalmente verificherò gli atti della nuova gara, il capitolato, l'aggiudicazione e la data prevista per l'effettivo avvio del nuovo servizio. Perché una cosa è programmare o appaltare un servizio, altra cosa è garantire che quel servizio arrivi realmente ai cittadini.
Ed è questo il metodo che continuerò a seguire: atti, date e documenti.
Non interpretazioni costruite a posteriori.
Anche perché la crisi amministrativa non può essere cancellata dal racconto di oggi.
Quando la maggioranza non aveva più i numeri necessari, fu cercato anche un confronto con il nostro gruppo affinché si potesse arrivare all'approvazione del Rendiconto.
Quel confronto non portò a un accordo.
E non per il gusto di dire “no”.
In quei mesi avevamo accumulato troppi dubbi sulla gestione amministrativa e finanziaria e troppa difficoltà nell'ottenere informazioni e documenti. Interrogazioni rimaste senza risposta, atti difficili da reperire, richieste di accesso necessarie anche per acquisire documentazione che avremmo dovuto poter conoscere nell'esercizio del nostro mandato.
Proprio nel report che pubblicammo nell'aprile 2026 avevamo documentato come diverse nostre iniziative fossero rimaste senza riscontro e come molte interrogazioni presentate nel 2025 fossero rimaste, in gran parte, senza risposta.
In quelle condizioni non ritenevo politicamente serio sostenere un'Amministrazione soltanto per consentirle di restare in piedi.
Poi arrivò il 4 giugno.
Il Consiglio chiamato ad affrontare il Rendiconto andò deserto per l'assenza della maggioranza. Successivamente arrivarono le nostre dimissioni e il commissariamento.
Questi fatti appartengono alla storia amministrativa recente di Castiglione. Non si cancellano e non serve interpretarli, vanno ricordati insieme a tutto il resto.
Così come continuerò a ricordare e documentare anche ciò che di positivo è stato fatto. Perché informare correttamente significa proprio questo.
Ma oggi, dopo una consiliatura terminata dopo appena due anni, credo che chiunque abbia avuto responsabilità amministrative dovrebbe avere prima di tutto la capacità di chiedersi: cosa non ha funzionato?
Rivendicare ciò che si ritiene di aver fatto bene è legittimo.
Ma non può diventare un modo per rimuovere tutto il resto.
I conti che abbiamo analizzato in questi giorni, le osservazioni della Corte dei conti, le rettifiche successive, le difficoltà di riscossione, la trasparenza amministrativa, i servizi che i cittadini non hanno ricevuto come avrebbero dovuto e, infine, cinque consiglieri della stessa maggioranza che hanno lasciato progressivamente quell'esperienza meritano una riflessione molto più profonda.
Prima dei nomi.
Prima delle liste.
Prima delle candidature.
Io continuerò a fare quello che ho fatto fino ad oggi: cercare i documenti, leggerli, pubblicarli e permettere ai cittadini di formarsi liberamente la propria opinione.
Perché Il Bene in Comune è nato prima di tutto per questo.
E credo che Castiglione, dopo quello che è successo, abbia bisogno soprattutto di trasparenza, memoria e responsabilità.
Rosa Genovese
già capogruppo consiliare de il Bene in Comune