02/06/2026
2 giugno: 80 anni di Repubblica, 80 anni di democrazia, 80 anni di voto alle donne.
Ottant'anni fa gli italiani scelsero la Repubblica e, per la prima volta, le donne parteciparono al voto politico nazionale. Fu una scelta di libertà, di coraggio e di fiducia nel futuro, compiuta da un Paese che usciva dalla guerra e che voleva ricostruire se stesso scegliendo la strada della democrazia. Quella democrazia sancita poi nella Costituzione italiana e fondata sulla Liberazione, frutto di Resistenza e antifascismo.
Oggi quella ricorrenza parla ancora a tutti noi. Lo dimostra la forte partecipazione democratica che abbiamo visto in occasione del referendum costituzionale del marzo scorso, con tantissimi giovani che hanno deciso di esserci, di esprimere la propria opinione, di prendere parte alla vita pubblica. È un segnale importante, che ci ricorda quanto siano ancora attuali i valori racchiusi nella nostra Costituzione: libertà, uguaglianza, dialogo, pace, giustizia, rispetto delle persone e delle differenze.
La politica dà il meglio di sé quando sa guardare lontano, quando costruisce speranza e futuro, quando mette al centro l'interesse di una comunità prima di qualsiasi appartenenza o convenienza. È quello che fu fatto 80 anni fa, anche in Garfagnana, anche a Castelnuovo. Eppure le ferite erano profonde e i segni c’erano ancora tutti: paesi segnati dal conflitto, famiglie spezzate, una comunità che aveva visto da vicino il prezzo dell'odio e della violenza. Eppure da quelle macerie nacque qualcosa di straordinario, la volontà di ricostruire non soltanto case e strade, ma un Paese più giusto, più libero, più umano. Un Paese fondato sul lavoro, sulla dignità delle persone, sulla solidarietà e sulla pace: parole che le madri e i padri Costituenti vollero scrivere sulla Costituzione, grazie al contributo - per la prima volta nella storia del nostro Paese - delle donne, protagoniste di una conquista che cambiò per sempre la storia italiana, e le voci dei tanti che presero parte a questo processo, tra loro mi piace ricordare l’onorevole Loris Biagioni, che portò anche la voce della nostra terra nell'Assemblea chiamata a scrivere la carta costituzionale
La Repubblica non è un'eredità acquisita una volta per tutte. Quella scelta va difesa ogni giorno. La libertà, la pace, la giustizia sociale vanno difese ogni giorno. L’unico modo che conosco per farlo è costruire istituzioni capaci di aprirsi, di coinvolgere, di dare fiducia. Perché la democrazia vive soltanto quando le persone si sentono parte di una comunità e del suo futuro.
Viva la Repubblica italiana. Viva la Costituzione.