26/01/2026
“Prendo la parola a nome della mia lista per fare una riflessione a dieci anni dalla morte di Giulio Regeni.
Parlo anche come ragazza che studia e che guarda alla ricerca come a una possibilità concreta per il proprio futuro.
Per questo la vicenda di Giulio Regeni non mi appare lontana, né astratta.
Giulio era un ricercatore.
Il suo lavoro era cercare di capire la realtà, raccogliere dati, fare domande.
Quello che dovrebbe essere il compito normale di chi fa ricerca è diventato, in quel contesto, motivo di violenza e di repressione.
Questo aiuta a capire perché il lavoro dei ricercatori è così importante.
I ricercatori non sono figure astratte, chiuse nelle università: osservano la realtà, ne analizzano le dinamiche sociali, economiche e politiche, rendono visibili problemi che altrimenti resterebbero nascosti.
In una società libera questo è fondamentale, perché le decisioni pubbliche dovrebbero basarsi sui fatti e non solo sulle opinioni, e perché molte disuguaglianze, abusi e violazioni dei diritti emergono proprio grazie a chi li studia. Ed è anche per questo che, spesso, la ricerca dà fastidio.
È una riflessione che riguarda anche il nostro Paese.
In Italia, troppo spesso, la ricerca e il lavoro dei ricercatori non ricevono l’attenzione e la tutela che meritano, nonostante il ruolo fondamentale che svolgono.
Per questo è necessario dirlo con chiarezza:
mai e poi mai lo studio, la ricerca e la dignità della persona possono essere considerati una colpa.
A dieci anni di distanza, il tema non è solo il ricordo, ma la giustizia.
Perché senza giustizia, i diritti umani restano dichiarazioni vuote.
E senza la tutela di chi studia e fa ricerca, anche la libertà rischia di indebolirsi.
Come giovane, penso che il futuro dipenda anche da questo:
dal fatto che chi studia e chi fa ricerca possa farlo in sicurezza, con libertà, senza paura, cercando la verità.
Ricordare Giulio Regeni significa difendere questa idea di futuro:
un futuro in cui la ricerca è protetta, i diritti umani sono centrali e la giustizia non viene messa da parte”.