Liberi per Castelforte

Liberi per Castelforte È una libera Associazione, fondata da donne e uomini liberi, ispirata ai valori fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana

Cittadine e cittadini di Castelforte,il tempo di restare a guardare è finito. Oggi il silenzio, e il non scendere in cam...
11/04/2026

Cittadine e cittadini di Castelforte,
il tempo di restare a guardare è finito. Oggi il silenzio, e il non scendere in campo, rischia di diventare complice di un declino che non possiamo più ignorare.

Negli ultimi anni Castelforte ha progressivamente perso slancio, visione e capacità di guardare al futuro. Un Paese che dovrebbe crescere e valorizzare le proprie risorse si trova invece fermo, appesantito da scelte deboli e da un’amministrazione incapace di tracciare una rotta. Le energie migliori del territorio non vengono coinvolte, i giovani sono costretti a cercare altrove le proprie opportunità, mentre le famiglie e le imprese restano senza risposte concrete.

A tutto questo si aggiunge un dato politico evidente: oggi si governa più per conservare equilibri interni e, soprattutto, per mantenere il potere, che per costruire il bene comune. Le decisioni appaiono sempre più lontane dai cittadini e sempre più legate a logiche e a scelte che non appartengono alla nostra comunità divenuta terra di conquista.

Ed è proprio qui che si segna una differenza profonda.
C’è chi ha già aperto la campagna elettorale parlando di nomi, candidati e posizionamenti.
E c’è chi, come noi, ha scelto di partire da ciò che conta davvero.

Noi scegliamo l’altra strada: prima il progetto per il bene della collettività e poi i nomi.

Perché Castelforte non ha bisogno dell’ennesima candidatura costruita a tavolino, ma di una visione chiara e condivisa. Ha bisogno di un percorso serio, aperto, capace di coinvolgere davvero la comunità.

Per questo abbiamo dato vita all’Unione Popolare per Castelforte: non un semplice contenitore elettorale, ma un ambizioso progetto civico e politico in costruzione. Un percorso che unisce sensibilità diverse, forze politiche, associazioni e liberi cittadini con un obiettivo comune: rimettere i cittadini di Castelforte al centro della Polis restituendo alla città autonomia, dignità e prospettiva.

Per noi il modello politico amministrativo viene prima delle persone, perché è il progetto a garantire coerenza, serietà e futuro. I nomi saranno il risultato di questo percorso, scelti tra le migliori energie di tutto il territorio, tra chi avrà voglia di mettersi in gioco con competenza e responsabilità.

Questa è la nostra idea di politica: aperta, partecipata e radicata.
Diversa da chi decide e parla solo a sé stesso.

Castelforte ha bisogno di tornare a crescere, di investire sul lavoro, sui servizi, sulla cultura e sulle nuove generazioni. Ha bisogno di un’amministrazione che non si limiti a gestire l’ordinario, ma che sappia costruire e programmare uno sviluppo armonioso e virtuoso del nostro territorio.

Per questo rivolgiamo un appello a chi ha a cuore questo Paese oggi mortificato, a chi non si rassegna, a chi vuole contribuire con idee, impegno e passione ad un progetto aperto e in continua evoluzione.

Non chiediamo una delega in bianco, ma una partecipazione attiva.
Non promettiamo scorciatoie, ma un impegno serio e condiviso.

Il futuro di Castelforte non è già scritto.
Si costruisce e abbiamo il dovere di costruirlo insieme.

UNIONE POPOLARE PER CASTELFORTE

Quanto sta accadendo a Castelforte rappresenta un unicum nella storia politica del nostro territorio, un caso di gravità...
14/03/2026

Quanto sta accadendo a Castelforte rappresenta un unicum nella storia politica del nostro territorio, un caso di gravità inaudita che scavalca i confini della normale dialettica democratica. Assistere alla "defenestrazione" di un Sindaco in carica, a più di un anno dalla scadenza elettorale, dopo che per anni ne è stata decantata la capacità amministrativa dalla sua stessa coalizione, è uno spettacolo indecoroso che offende la dignità di ogni singolo cittadino.
I "trenta denari" di biblica memoria impallidiscono di fronte a questo mercimonio politico, sulla pelle dei nostri cittadini, che stravolge anche la volontà popolare. Il voto dei cittadini di Castelforte viene oggi apertamente mortificato da logiche di palazzo, peraltro premature, che nulla hanno a che fare con il bene comune. In questo scenario, la vittima principale è lo stesso Primo Cittadino, sfiduciato e ridotto in uno stato comatoso, con un silenzio innaturale e preoccupante. Una domanda sorge spontanea e martellante: perché il Sindaco (e soprattutto l’uomo) permette di essere così maltrattato e non reagisce a questa trama di palazzo che mortifica prima di tutto la persona, poi il politico e, non da ultimo, l’istituzione? A meno che non ci siano altre dinamiche, che a noi non è dato sapere, lo spettacolo è veramente indecente.
L'umiliazione che il Sindaco ha ricevuto e appreso tramite un comunicato stampa va ormai ben oltre il semplice significato politico, perché intacca, inevitabilmente, anche la sfera personale. Vedere la figura del primo cittadino svuotata di ogni autorità, prima del tempo, da quella stessa maggioranza che lo ha sostenuto per anni, è un atto di violenza istituzionale che colpisce l'uomo prima ancora che il rappresentante. A questo punto, per rispetto della propria dignità e della carica istituzionale che ricopre, l'unica via d'uscita dignitosa sarebbe quella di rassegnare le dimissioni, portare lo scontro alla luce del sole e restituire il testimone ai cittadini.
Il silenzio, anche istituzionale, autorizza la cittadinanza a ipotizzare qualsiasi scenario, alimentando un clima di sfiducia che lacera il tessuto sociale. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio teatrino politico. Il paradosso è totale: è la sua stessa maggioranza a sfiduciare pubblicamente il Sindaco Pompeo (come farà domani a salire le scale del nostro Comune?), sconfessando anni di proclami e successi sbandierati. Davanti a questa deriva, ci poniamo un interrogativo etico ed amministrativo profondo: è ancora possibile proporre un’alternativa interna a questo sistema diabolico? Noi pensiamo che sia giunto il momento di invocare una sollevazione delle coscienze e rimettere l’uomo al centro della polis.
Siamo sicuri che i cittadini di Castelforte reagiranno a questo ennesimo teatrino di palazzo, ordito dal solito dominus che scalpita negli uffici comunali e che si nasconde dietro la foglia di fico del nuovo gruppo che ha lanciato la candidatura di Fusco Alessio, e siamo fiduciosi nello scatto di orgoglio che pervaderà la collettività. È necessario respingere con fermezza questa gestione del potere e non restare a guardare mentre il futuro del Paese viene deciso dal sindaco ombra in stanze chiuse, calpestando e trasformando il mandato ricevuto dalle urne dal sindaco Pompeo. La nostra decisione sul percorso da intraprendere, alternativo a questo modello patriarcale, l’abbiamo presa e sarà condivisa a breve con la cittadinanza. Tuttavia, una cosa deve essere chiara sin da ora: se sceglieremo la via della battaglia politica per il bene di Castelforte, lo faremo senza sconti, utilizzando ogni strumento civile e democratico a nostra disposizione per contrastare questo stato di cose.
Non saremo mai complici di questo scempio e, pertanto, chiediamo la vostra fiducia per un modello politico/amministrativo alternativo a queste logiche di palazzo, che pone la città di Castelforte come unica protagonista.
PARTITO DEMOCRATICO LIBERI PER CASTELFORTE

Quale capogruppo di Liberi per Castelforte, è doveroso replicare alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio in meri...
11/11/2025

Quale capogruppo di Liberi per Castelforte, è doveroso replicare alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio in merito alla mia astensione nell’ultimo Consiglio comunale sul finanziamento concesso dalla Regione Lazio per la riqualificazione della scuola primaria di Forma di Suio.
Intanto va ricordato al Presidente del Consiglio che il ruolo che ricopre dovrebbe essere quello di super partes, di garanzia di tutti i consiglieri comunali e quindi ispirato a principi di terzietà, così come stabilito dal Testo Unico. Il Presidente dovrebbe sapere che non è solo un membro del Consiglio, ma una figura istituzionale che deve operare al di sopra delle parti per assicurare il pluralismo, l’equità e l’efficienza del processo decisionale del Consiglio. È strano come non comprenda che la sua carica si discosta dai ruoli prettamente politici, come quelli del Sindaco o degli assessori, e lo pone come garante delle regole e del corretto svolgimento dei dibattiti.
Invece, nel dirigere i lavori in Consiglio comunale, non esercita affatto la sua funzione di garanzia e di imparzialità, tanto che sembra svolgere il ruolo di una specifica parte politica, addirittura tramite comunicati stampa e/o sui social, non gestendo affatto un democratico dibattito e non garantendo un corretto svolgimento dell’attività consiliare. In Consiglio comunale assistiamo a scene imbarazzanti, con capovolgimenti dei compiti, dove chi dovrebbe rispondere alle osservazioni della minoranza sui punti all’ordine del giorno finisce per non proferire parola, e ci troviamo a dover replicare al Presidente dell’assemblea che dovrebbe essere il moderatore, terzo e garante della massima assise!
Fatto questo doveroso richiamo normativo su quale dovrebbe essere il suo ruolo, nel merito della votazione relativa al plesso scolastico San Cataldo, in primis va precisato che la mia astensione è una chiara espressione di volontà e non è equiparabile a un voto “contrario all’interesse pubblico, né ostruzionistico”, così come afferma il Presidente del Consiglio.
Tale mio giudizio, già motivato in Consiglio comunale, va inquadrato in un discorso di più ampio respiro di politica scolastica, perché è notoria l’incapacità già manifestata dall’Amministrazione comunale nel programmare un virtuoso percorso didattico, dove il nostro Istituto Omnicomprensivo ha già rischiato (e rischia tuttora) di perdere l’autonomia e quindi i vari ordini di scuola, compromettendo la necessità dello stesso patrimonio edilizio scolastico che si cerca oggi di riqualificare.
Il Sindaco, già lo scorso anno, non ha voluto ascoltare i suggerimenti della minoranza, ossia quello di deliberare la fusione con Ponza che, in quanto isola (zona emergenziale), sconta numeri diversi per mantenere l’autonomia scolastica. Infatti, successivamente si è dovuto precipitare in Regione ad elemosinare con il piattino in mano, per impedire il disegno diabolico di qualche Comune e della stessa Provincia di Latina, che prevedeva la soppressione del nostro Istituto Omnicomprensivo, in quanto la Ragioneria veniva inserita nel polo delle scuole superiori e, di conseguenza, con lo smembramento degli altri ordini di scuola, le materne, le elementari e le medie sarebbero state preda di qualche Comune limitrofo.
La lezione non è bastata, perché l’Amministrazione, anche quest’anno, rischia di trovarsi nella medesima (e pessima) situazione: errare è umano (insomma… erano stati anche avvisati), perseverare è diabolico!
Il voto espresso in Consiglio comunale di astensione va inquadrato e letto in questo deficit di programmazione scolastica, in questa visione miope da parte della maggioranza, che potrebbe portare alla perdita dell’autonomia dell’Istituto Omnicomprensivo e quindi alla chiusura degli attuali plessi, nonostante la riqualificazione sbandierata. Della serie: concentratevi sulla luna, non sul dito che la indica.
Se al Presidente del Consiglio questo voto “è apparso incomprensibile e politicamente inspiegabile” — il che la dice lunga sulla visione della res publica — la minoranza oramai se ne è fatta una ragione, ma il nostro territorio e i cittadini di Castelforte non meritano una simile disfatta.
Il Capogruppo Liberi Per Castelforte
Gianpiero Forte

In qualità di capogruppo di “Liberi per Castelforte” sento il dovere di intervenire per fare chiarezza sui rapporti poli...
31/10/2025

In qualità di capogruppo di “Liberi per Castelforte” sento il dovere di intervenire per fare chiarezza sui rapporti politici e istituzionali tra chi ha l’onere di amministrare e chi ha il dovere di esercitare una libera e democratica opposizione, nel rispetto dei ruoli e delle parti.
La maggioranza non può assumere un modus operandi diverso a seconda di come si comporta la minoranza nello svolgimento del proprio compito, perché esistono regole di buona amministrazione e di rispetto che vanno onorate a prescindere e che valgono per tutti. Chi oggi amministra, domani potrebbe trovarsi all’opposizione e solo il rispetto delle istituzioni garantisce equilibrio e credibilità. Le regole, la diligenza del buon amministratore (ma direi soprattutto il buon senso) vanno osservate e non interpretate a seconda del momento di fibrillazione politico-amministrativa dovuto all’innalzamento dei toni del confronto.
La maggioranza non può pretendere — perché di pretesa si tratta — di imbavagliare la minoranza, poiché le regole e le competenze sono chiare e ben delineate. Anzi, nonostante il nostro ruolo, in questi anni abbiamo messo in campo una politica costruttiva e collaborativa, spinti dall’amore per il territorio, riconosciuta ipso facto e poi, alla prima nostra sacrosanta critica politica, subito dimenticata.
E allora iniziano i piagnistei, come quando si toglie il giocattolo al bambino, e cominciano le ripicche. Mi riferisco alle convocazioni delle riunioni dei capigruppo, che un tempo erano preventivamente concordate nel giorno e nell’ora con una semplice telefonata; alle diverse interpellanze rimaste senza risposta, tanto da costringerci a ricorrere al Prefetto per ottenere il rispetto del nostro ruolo; alle convocazioni dei Consigli comunali, dove la maggioranza stabilisce giorno e ora d’imperio. Insomma, tutta una serie di appuntamenti istituzionali che prima erano condivisi e oggi ci vengono soltanto notificati. Ma, badate bene, pur essendo dispiaciuti per questo atteggiamento politico, non ci strappiamo certo i capelli: ne prendiamo atto e ce ne faremo una ragione.
Quanto ai “rapporti incrinati con dichiarazioni offensive e atteggiamenti di continua provocazione”, la minoranza consiliare rispedisce al mittente tali accuse, avendo sempre svolto il proprio ruolo in modo collaborativo e costruttivo, mettendo in campo una dialettica democratica sia in Consiglio che nelle Commissioni consiliari.

È ora che la maggioranza la smetta con questo vittimismo spicciolo e con i continui piagnistei, e si assuma le proprie responsabilità per il degrado ambientale che ci circonda — nonostante gli affidamenti di lavori da capogiro costati oltre 160.000 euro al bilancio comunale, e quindi ai cittadini — per una politica economico-finanziaria a dir poco approssimativa e posticcia (basti pensare ai 600.000 euro previsti per “quadrare” il bilancio di previsione destinato ai loculi, poi cancellati a furor di insussistenza), per il depauperamento dei servizi (banca, posta, ASL) e dei centri storici, peraltro completamente al buio.
In risposta ai “contributi concreti offerti”, vogliamo solo ricordare alla maggioranza che diversi sono stati i suggerimenti, le idee e i bandi individuati e anticipati anche sulla stampa, che poi hanno trovato convergenza in delibere di Giunta e di Consiglio comunale votate all’unanimità, nell’interesse dei cittadini e del territorio. Certo, se poi non vengono seguite le pratiche nelle sedi competenti o, peggio, vengono presentati progetti incompleti — come già accaduto per la richiesta di finanziamento da 400.000 euro scartata dalla Regione Lazio per mancanza della documentazione richiesta, nonostante le decine di assunzioni effettuate da questa Amministrazione — allora non potete prendervela con la minoranza che “scoperchia le pentole” e mette in luce l’incapacità che regna a Palazzo.
Infine, ci vengono i brividi quando affermate che “continuerete a lavorare con determinazione”, perché se questo è l’impegno profuso e questi sono i risultati, siamo a dir poco preoccupati per ciò che sarete capaci di fare nel lasso di tempo di consiliatura rimasto.
P.S. Un consiglio (interessato ma sincero): non provate a impegnarvi ancora di più, altrimenti chissà cosa sareste capaci di combinare.

LIBERI PER CASTELFORTE
Gianpiero Forte

TARI, DEGRADO E SPRECHI: CASTELFORTE MERITA DI PIÙNon avremmo mai voluto arrivare a scrivere questo comunicato stampa, p...
21/08/2025

TARI, DEGRADO E SPRECHI: CASTELFORTE MERITA DI PIÙ

Non avremmo mai voluto arrivare a scrivere questo comunicato stampa, perché tanto è l’amore che proviamo per il nostro territorio che non vorremmo mai mortificarlo. Ma lo stato di degrado, abbandono, incuria e sporcizia ci obbliga a richiamare l’attenzione del Sindaco su una situazione divenuta ormai inaccettabile.
Oltre alla beffa, anche il danno economico: i rincari della TARI (tassa rifiuti), sono l’ennesima dimostrazione di una gestione confusa e distante dai bisogni reali dei cittadini. Questo, nonostante le tante rassicurazioni sbandierate anche in Consiglio Comunale in fase di approvazione del PEF (Piano Economico Finanziario).
Numerose le proteste di cittadini che si sono visti recapitare bollette TARI rivisitate e aumentate in modo ingiustificato, spesso anche incomprensibile e illogico. Famiglie colpite da aumenti fino al 50%, vessate da conteggi errati che, con veri e propri “giochi di prestigio”, vedono raddoppiare nuclei familiari e immobili senza alcuna causa.
Residenti storici considerati erroneamente come non residenti, passati da regime di prima casa a quello di seconda casa (abitazione a disposizione), con una tassazione completamente diversa e più pesante.
Un’Amministrazione che continua a navigare a vista, incapace persino di completare l’aggiornamento della toponomastica, nonostante le diverse note dell’Ufficio preposto e le numerose assunzioni comunali che hanno scaraventato l’Ente sul lastrico. Il risultato? Un cortocircuito tra Ufficio Tecnico e Anagrafe, che non riescono a completare e aggiornare le nuove indicazioni viarie e civiche. A questa banca dati, inattendibile, attingono sia l’Ufficio Tributi che la società incaricata della riscossione, con conseguenze catastrofiche per i nostri concittadini.
Colpo di genio dell’Amministrazione è stato quello di esternalizzare il servizio di riscossione TARI a una nuova società che ha ulteriormente ingarbugliato la situazione, pretendendo – impropriamente e ingiustamente – da circa 130 nuclei familiari castelfortesi una tassa maggiorata, considerandoli possessori di seconde case e di diversi immobili.
Infatti alcuni cittadini si sono visti raddoppiare immobili (garage) che magicamente si trasformano in due unità abitative; altri, da sempre residenti in Via Ripitella, ricevono oggi avvisi TARI per Via Petrete, con nuclei familiari duplicati, mentre in realtà si tratta della stessa famiglia, da sempre nello stesso luogo!
Il caos generato è tale, e le proteste così numerose, da indurre gli Uffici comunali – lasciati soli e senza alcuna guida politica – a valutare l’emissione di un ruolo TARI suppletivo in autotutela, per correggere i tanti strafalcioni già notificati, nel tentativo di limitare il danno e la legittima rabbia dei cittadini ingiustamente vessati.
Ad accrescere ulteriormente le responsabilità dell’Amministrazione comunale, qualora ce ne fosse ancora la necessità e il bisogno, va inoltre ricordato che il nostro territorio è gravato da una importante servitù ambientale (discarica), e che il Comune di Castelforte percepisce ogni anno ingenti somme compensative a ristoro (circa 500.000 euro). Queste risorse potrebbero – anzi dovrebbero – essere usate per calmierare i costi della TARI, che invece continua ad aumentare di anno in anno, senza alcun miglioramento reale nella percentuale di raccolta differenziata.
Al contrario, tali importanti somme vengono spesso impiegate in modo molto discutibile, per finalità di bilancio dal chiaro sapore clientelare.

Emblematiche sono le due Procedure Negoziate, trasformatesi poi in subappalti, per la pulizia e il decoro urbano delle aree verdi di Castelforte e Suio, compresi il taglio dell’erba e la gestione dei parchi pubblici (Determina N. 206 del 19/05/2025): oltre 180.000 euro di spesa sulle esigue risorse comunali, che non hanno minimamente migliorato la situazione del territorio.
Un altro esempio di spreco di denaro pubblico, per restare sempre e solo (ci sarebbe molto altro da dire anche in altri ambiti) in merito alla pulizia e al decoro del territorio, lo troviamo nei lavori alla Villa Comunale: a distanza di appena un anno, piante secche, erba da riseminare, fiori appassiti e un impianto di irrigazione – costato molto e dotato di centraline e quadri di comando di ultima generazione – che non ha mai funzionato.
Un Ente amministrato in modo sempre più approssimativo, da dilettanti allo sbaraglio, che giocano con la pelle dei cittadini, proprio in un momento in cui tanti, come padri e madri di famiglia, non riescono più a far quadrare i conti.
È questo il livello di attenzione che il Sindaco e l’Amministrazione riservano al nostro territorio e ai nostri concittadini?
La verità è che questa Amministrazione sembra in modalità “allucinata”, intenta solo ad arruolare truppe in vista della prossima campagna elettorale, con qualche consigliere comunale che ha già cambiato casacca (salto della qu***ia) e senza alcuno scrupolo nel mettere le mani nelle tasche dei castelfortesi pur di raggiungere i propri scopi.
Tutto questo non può essere consentito, né può essere accettato da questa minoranza consiliare, né – siamo certi – dai cittadini di Castelforte.

Il Gruppo Consiliare del PD Il Gruppo Consiliare di Liberi per Castelforte
ROSATO GIUSEPPE - CARDILLO GIANCARLO FORTE GIANPIERO

Con senso di responsabilità civica e nel pieno rispetto del ruolo istituzionale che ricopro, desidero condividere pubbli...
10/08/2025

Con senso di responsabilità civica e nel pieno rispetto del ruolo istituzionale che ricopro, desidero condividere pubblicamente una riflessione sulla recente installazione di due dispositivi elettronici per il controllo della velocità lungo la SP Ausente, in Via per Castelforte. Una riflessione che, a dire il vero, sarebbe spettata al nostro Sindaco — la cui scelta di non intervenire sembra dettata dalla volontà di non inimicarsi nessuno, anche quando in gioco c’è la sicurezza dei cittadini.

I residenti di Castelforte, di Santi Cosma e Damiano e delle aree limitrofe stanno subendo le conseguenze della collocazione di due nuovi autovelox da parte del Comune di Minturno. Ogni giorno viene notificata un’enorme quantità di multe, al punto da mettere in difficoltà persino il servizio postale, costretto a recapitare numerose buste verdi — spesso più di una per la stessa persona — agli automobilisti colpiti.

Molti cittadini, costretti a percorrere quotidianamente quel tratto per motivi di lavoro o per raggiungere la stazione ferroviaria, si vedono recapitare sanzioni pesanti, con conseguente decurtazione di punti dalla patente. È fin troppo facile incorrere in questi rilevamenti, che finiscono per gravare ulteriormente su bilanci familiari già messi a dura prova da un contesto economico difficile.

In un momento storico in cui molte famiglie faticano ad arrivare a fine mese, dover affrontare anche questo accanimento sanzionatorio appare come una vera e propria stangata istituzionalizzata. Sorge spontaneo chiedersi se tali dispositivi rispondano realmente a un’esigenza di sicurezza stradale o piuttosto alla necessità dell’Ente di fare cassa, soprattutto dopo la rimozione di altri due autovelox lungo la superstrada Minturno–Formia.

È evidente che il posizionamento di questi strumenti — su un’arteria percorsa prevalentemente da cittadini non residenti a Minturno — sembri mirare a evitare malcontento interno, scaricando l’onere sulle comunità confinanti. Se l’obiettivo fosse stato davvero quello di mettere in sicurezza il tratto, le decisioni sulla regolamentazione del traffico avrebbero dovuto essere prese con uno spirito comprensoriale, equo e rispettoso della mobilità intercomunale.

Come amministratori locali, abbiamo il dovere di garantire un equilibrio tra il rispetto delle norme e la tutela delle esigenze e della dignità di chi rappresentiamo. L’adozione di strumenti sanzionatori come i due autovelox fissi viene percepita come una scelta punitiva, soprattutto quando non è preceduta da un’analisi approfondita delle alternative disponibili.

Non siamo contrari alla sicurezza stradale né alla tutela di pedoni e automobilisti. Tuttavia, il rispetto dei limiti di velocità poteva essere garantito anche con soluzioni meno punitive e più orientate alla prevenzione: segnaletica verticale e orizzontale ben visibile, dossi rallentatori, dissuasori di velocità. Se l’intento fosse stato realmente quello di salvaguardare l’incolumità pubblica, si sarebbero potute adottare misure differenti.

Alla luce di quanto esposto, auspichiamo che l’amministrazione comunale di Minturno avvii una riflessione profonda e urgente. La scelta attuale appare ingiusta e vessatoria nei confronti di chi, come i cittadini di Castelforte, Santi Cosma e Damiano e dell’intero comprensorio, percorre quotidianamente — quasi a memoria — quella strada per necessità.

Oggi più che mai, lavorare insieme per soluzioni che coniughino efficacia e buon senso è un dovere imprescindibile.
Gianpiero Forte

Negli ultimi giorni si è acceso un vivace dibattito, anche sulla stampa locale, tra l’associazione Castelforte Produce e...
23/07/2025

Negli ultimi giorni si è acceso un vivace dibattito, anche sulla stampa locale, tra l’associazione Castelforte Produce e l’Amministrazione comunale. Il confronto è culminato in una Delibera di Giunta con cui è stato revocato il patrocinio gratuito inizialmente concesso alla manifestazione tenutasi presso Forma di Suio.

Durante quell’evento sono emerse riflessioni e analisi sui punti di forza e di criticità dell’area termale. Secondo il Sindaco, l’associazione avrebbe superato i propri limiti, sconfinando nella politica e criticando l’operato dell’Amministrazione, in particolare sulla questione termale di Suio.

A generare malumori sarebbe stata, soprattutto, una lettera inviata da Castelforte Produce alla delegazione pontina della Giunta regionale del Lazio. In quel documento si evidenziavano, con spirito costruttivo, alcune criticità dell’area termale.

Ho avuto modo di leggere quella missiva e, a una prima analisi, non vi ho riscontrato attacchi diretti all’attuale maggioranza né critiche a Consiglieri regionali o esponenti di partito.

L’Amministrazione, invece, ha dato un’altra chiave di lettura ed ha revocato il patrocinio. Tuttavia, a mio avviso, proprio la richiesta di patrocinio avanzata da Castelforte Produce andrebbe vista come un segno di rispetto verso l’Istituzione locale, oltre che come un’opportunità per conferire maggiore prestigio all’evento.

Per quanto mi risulta, Castelforte Produce è un’associazione apartitica, già promotrice di importanti iniziative culturali sia nel centro cittadino che nell’area termale, in grado di attrarre un pubblico numeroso e generare significative ricadute culturali e sociali.

Ben vengano, quindi, realtà associative e della società civile che si impegnano con passione e spirito critico su tematiche centrali per il nostro territorio. Il loro contributo è fondamentale per stimolare la coscienza collettiva e alimentare quel senso civico e istituzionale che, troppo spesso, tende ad affievolirsi.

In un tempo come il nostro, è raro incontrare persone disposte a investire risorse, tempo e competenze in ambiti tanto delicati e complessi. Dovremmo tutti avere la capacità di fare squadra nell’interesse collettivo, evitando conflitti sterili che rischiano di proiettare all’esterno un’immagine poco edificante della nostra comunità.

Le analisi e le riflessioni, da qualunque parte provengano, sono risorse preziose: spetta a noi incanalarle nel giusto alveo, farne massa critica e rappresentarle in un progetto condiviso e ambizioso, capace di valorizzare appieno un territorio ricco di potenzialità.

Nessuno possiede la formula magica né la verità assoluta, ma attraverso un confronto sano, aperto, liberale e democratico – che personalmente da sempre auspico e sostengo è possibile creare sinergie virtuose in grado di far crescere Castelforte e restituirle il ruolo che merita.
Gianpiero Forte

Liberi per Castelforte esprime profonda preoccupazione per la prolungata chiusura dell’Ufficio Postale di Castelforte.Da...
18/07/2025

Liberi per Castelforte esprime profonda preoccupazione per la prolungata chiusura dell’Ufficio Postale di Castelforte.

Dal lontano marzo, infatti, l’ufficio è stato chiuso per presunti lavori di ristrutturazione, ma, ad oggi — dopo quasi cinque mesi — gli interventi non sono nemmeno iniziati.

L’obiettivo di trasformare l’ufficio postale in un centro di servizi polifunzionali e in un avamposto della pubblica amministrazione, più vicino alle esigenze dei cittadini e delle imprese, si sta purtroppo rivelando un completo fallimento.

Del tanto annunciato Progetto Polis — proposto con spirito costruttivo dalla minoranza — non vi è ancora alcuna traccia. Ciò che desta maggiore preoccupazione è l’inerzia del Sindaco: nonostante le continue sollecitazioni presentate in Consiglio Comunale e alla stampa, l’Amministrazione non ha manifestato il dovuto dissenso nei confronti di Poste Italiane per i gravi ritardi (i lavori non sono neppure iniziati, anzi, addirittura, non è stato proprio aperto il cantiere).

Il Sindaco, per alleviare i disagi della cittadinanza, avrebbe dovuto programmare e richiedere a Poste Italiane misure alternative o temporanee, come l’attivazione di un ufficio postale mobile, l’installazione di uno sportello bancomat sostitutivo o qualsiasi altro servizio utile a garantire la continuità operativa. Nulla di tutto ciò ha fatto.

Il malessere è profondo e inaccettabile per tutte le fasce della popolazione, in particolare per gli anziani, costretti — in questo caldo torrido — a recarsi nei comuni limitrofi per espletare anche le operazioni postali più semplici. Molti, infatti, non riescono nemmeno a ritirare la pensione o a prelevare denaro, poiché lo sportello ATM esterno è anch’esso fuori servizio.

L’Amministrazione eviti, dunque, di impartire lezioni su come contrastare lo spopolamento e il declino dei centri storici, quando non è nemmeno in grado di garantire la permanenza di un servizio pubblico essenziale, e non di certo nuovo.

Questa criticità, aggravata dall’apertura ridotta della filiale Unicredit (soli due giorni a settimana), sta impattando negativamente sul tessuto socio economico del territorio, sull’accoglienza e sulla permanenza dei turisti, dei concittadini emigrati che tornano in Paese durante l’estate, e di tutti coloro che frequentano l’area termale.

Un’amministrazione lungimirante ed efficiente dovrebbe mettere in campo misure concrete e virtuose per arginare il preoccupante calo demografico e il continuo depauperamento del nostro territorio, perché se abbandonato e privo di interventi mirati, rischia un progressivo impoverimento che, col tempo, potrebbe condurre a un isolamento irreversibile.

Il capogruppo Liberi per Castelforte
Gianpiero Forte

Indirizzo

Castelforte

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Liberi per Castelforte pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi