20/06/2026
UN’ESTATE SENZA PISCINA, IL TUFFO PUO’ ATTENDERE.
Ormai appare sempre più evidente che, salvo sviluppi dell’ultimo momento, la piscina comunale non aprirà per la stagione estiva 2026.
Una circostanza che riteniamo rappresenti un danno per il territorio, per le famiglie, per i ragazzi e per tutti coloro che avrebbero potuto usufruire di un importante servizio pubblico durante i mesi estivi.
Dagli atti emerge che la procedura per l’affidamento della gestione della piscina per il quadriennio 2026-2029 è stata formalmente avviata soltanto il 22 maggio 2026, con l’approvazione degli atti di gara.
Una data che inevitabilmente porta a domandarsi se vi fosse il tempo necessario per individuare un gestore, completare gli adempimenti richiesti e garantire l’apertura della struttura in tempo utile per la stagione estiva.
Ma c’è un ulteriore elemento che lascia perplessi.
Nel Piano Economico Finanziario predisposto dal Comune per l’affidamento della gestione della piscina vengono stimati costi che appaiono difficilmente conciliabili con la realtà di una struttura di questo tipo.
Tra le spese annue previste figurano infatti appena 225 euro per energia elettrica e poco più di 8.000 euro per il personale, a fronte di un impianto che dovrebbe garantire assistenza bagnanti, servizio cassa, gestione del bar, manutenzioni, pulizie, cura del verde, trattamento delle acque, acquisto di prodotti chimici, utenze e tutti gli adempimenti necessari al corretto funzionamento della struttura.
Senza volerci sostituire agli operatori del settore, ci domandiamo se tali previsioni fossero realmente aderenti ai costi effettivi di gestione e se il piano economico posto a base della gara fosse concretamente sostenibile.
Perché se i numeri non riflettono la realtà, il rischio è che il problema non sia la mancanza di interesse da parte dei potenziali gestori, ma la difficoltà di rendere economicamente praticabile la gestione dell’impianto.
C’è poi un altro aspetto che ha attirato la nostra attenzione.
Nel capitolato approvato dalla Giunta Comunale è previsto che l’Amministrazione si riservi la facoltà di disporre di 60 ingressi gratuiti annuali.
A questo punto, considerata la mancata apertura della piscina, è probabile che quest’anno nessuno potrà usufruirne. Ma la previsione resta comunque interessante.
Abbiamo consultato capitolati e bandi adottati da altre amministrazioni comunali e, molto spesso, analoghe agevolazioni vengono accompagnate da una precisa indicazione delle finalità perseguite: attività scolastiche, iniziative sociali, progetti rivolti ai minori, alle persone fragili, manifestazioni sportive o eventi organizzati dall’ente.
Nel nostro caso, invece, troviamo semplicemente la previsione di 60 ingressi gratuiti a disposizione dell’Amministrazione, senza ulteriori specificazioni circa i destinatari, le finalità o i criteri di assegnazione.
E allora la domanda è semplice.
Chi dispone concretamente di questi ingressi?
Chi decide a chi assegnarli?
Con quali criteri?
E negli anni passati come è stata gestita questa possibilità?
Il rischio, ancora una volta, è quello di trovarsi davanti all’ennesima cattedrale nel deserto, una struttura pubblica che esiste, che richiede manutenzione e risorse, ma che non riesce a trasformarsi in un servizio realmente disponibile per i cittadini proprio nel momento in cui dovrebbe esserlo.
Per fare chiarezza su questi aspetti, oltre che sulle ragioni della mancata apertura della piscina comunale, abbiamo presentato una specifica interpellanza consiliare.
Perché comprendere le ragioni che hanno portato a questo risultato e verificare che le scelte compiute siano realmente nell’interesse della collettività è un dovere nei confronti dei cittadini.