Responsabilità Civica

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Responsabilità Civica - Comune di Castagneto Carducci

LA LEGALITA’ NON HA COLORI POLITICIIeri a Donoratico è stato inaugurato il capannone confiscato ai sensi del codice anti...
10/04/2026

LA LEGALITA’ NON HA COLORI POLITICI

Ieri a Donoratico è stato inaugurato il capannone confiscato ai sensi del codice antimafia, restituito finalmente alla comunità per fini sociali. Da ex Assessore alla Legalità, che ha lavorato con dedizione a questo progetto nella scorsa legislatura, non posso che essere felice di vederlo giungere a conclusione con la sua apertura e l’inizio delle attività al suo interno, che partiranno a favore della collettività: ogni bene sottratto alla criminalità e restituito ai cittadini è una vittoria dello Stato. E soprattutto è un giusto riconoscimento al prezioso lavoro portato avanti da Enzo Chioini.

Avrei avuto piacere di partecipare a un momento di grande valore simbolico, tuttavia ho scelto di non essere presente alla manifestazione. Una scelta di coerenza verso me stessa.

Un anno fa ho presentato un’interrogazione in Consiglio comunale su urgenti questioni di legalità nel nostro territorio. In quell’occasione, anziché un confronto costruttivo, ho ricevuto dalla Sindaca e dal presidio locale di Libera accuse di "strumentalizzazione politica" come da comunicati stampa. Da quando ricopro la carica di consigliera comunale di minoranza le mie azioni sono ispirate dagli stessi principi e valori per i quali ho ricoperto in precedenza la carica di assessore alla Legalità.

La legalità non ha colori politici ma nella pratica, purtroppo, anche un tema così delicato può essere piegato a logiche di appartenenza.

La lotta alle mafie si fa con l’ascolto e la vigilanza quotidiana, affrontando i temi anche quando le domande sono scomode.

Consigliera comunale
Catia Mottola

I PIRATI DEL TERZO MILLENNIOQuando i pericoli arrivano dal mare...Il progetto del Parco eolico offshore flottante nel ma...
12/03/2026

I PIRATI DEL TERZO MILLENNIO
Quando i pericoli arrivano dal mare...

Il progetto del Parco eolico offshore flottante nel mare tra la Gorgona e Capraia depositato dal gruppo Atis Floating Wind, joint venture tra Eni Plenitude e Simply Blue Group prevede un elettrodotto 380 kV che collegherà la nuova stazione di Castellina Marittima, a cui da Rosignano si attaccherà l’impianto eolico flottante, e la stazione esistente di Cornia a 132 kV di Suvereto: 45,2 km di tracciato, di cui 43,5 km su linea aerea costituita da tralicci di altezza che varia da 12 a 43 metri, attraverso il territorio di dieci comuni della Costa degli Etruschi e della Val di Cornia, Castagneto Carducci e Bolgheri compresi.
Si tratta di un progetto che avrebbe un impatto violento sul territorio e gli equilibri economici dello stesso, andando a incidere sull'agricoltura e sul turismo.
Tempestivamente le sindache di Castagneto Carducci e Suvereto, Sandra Scarpellini e Jessica Pasquini hanno coinvolto gli atri sindaci dell'ambito turistico Costa degli Etruschi presentando osservazioni e preoccupazioni alla Regione chiamata a rappresentare il territorio fortemente minacciato da questa iniziativa. L'amministrazione comunale di Castagneto Carducci ha avviato un tavolo di confronto con il Consorzio Bolgheri DOC: pur condividendo un necessario percorso di transizione energetica è evidente una proliferazione di progetti anche di grandi impianti energetici di tipo industriale in aree agricole di pregio paesaggistico e produttivo consentiti dall’attuale quadro normativo nazionale.
Diverse aziende agricole del territorio hanno presentato osservazioni critiche a questo progetto. Ferma la posizione di Cinzia Merli, presidente del Consorzio Bolgheri DOC, contraria all'elettrodotto che "attraversando i vigneti della nostra denominazione solleva forti preoccupazioni, poiché potrebbe compromettere l’integrità di un’area vitale per i nostri prodotti, che rappresentano un’eccellenza Toscana nel mondo".
Condividiamo pienamente la posizione di Sandra Scarpellini che sottolinea come "questi interventi giungono sui nostri tavoli quando ormai hanno avviato iter ministeriali avanzati ed è quindi necessario che abbiamo gli strumenti per tutelarci. È fondamentale agire in sinergia con tutti i principali attori del territorio castagnetano, che rappresentano lavoro, crescita ed eccellenze nazionali. Sarà importante dare informazioni ai cittadini sugli investimenti che ci riguardano, al vaglio del ministero competente".

Patto tra Comune e Consorzio Bolgheri Doc sul problema dei maxi impianti: «L’eccellenza del nostro territorio e delle nostre produzioni deve essere tutelata»

La mafia ha più paura della Scuola che della giustizia.Paolo Borsellino
26/02/2026

La mafia ha più paura della Scuola che della giustizia.
Paolo Borsellino

Siamo felici di partecipare a questo progetto con la gestione dei laboratori scolastici programmati nei Comuni di Gavorrano , Massa Marittima, Montieri, Monterotondo Marittimo e Roccastrada.
Tra l'altro soddisfatti che la Co-Progettazione trasmessa nel luglio scorso sia stata approvata dalla Regione Toscana. Attendiamo che ci siano indicate le scuole dove operare per attivare le azioni di educazione alla legalità. Maurizio Pascucci Associazione Sentinelle di Nonno Nino ETS

QUANDO FB DIVENTA UN CASSONETTO DELLA SPAZZATURA.Anche un lutto cittadino si può trasformare in un turpiloquio e in offe...
26/02/2026

QUANDO FB DIVENTA UN CASSONETTO DELLA SPAZZATURA.
Anche un lutto cittadino si può trasformare in un turpiloquio e in offese gratuite. Le condoglianze non sono una vetrina politica. Si fanno di persona e in silenzio. Ben vengano quelle del sindaco che rappresenta tutta la comunità, preferibilmente dalla pagina istituzionale.

19/02/2026

Castagneto Carducci : Sequestrati "altri" 700 mila euro a Michelangelo Fedele.

La Giustizia va avanti.
Ringrazio il Tenente Colonnello Claudio Bellumori della Guardia di Finanza per la buona riuscita della delicata operazione di sequestro avvenuta su un deposito di Michelangelo Fedele in Liechtesnstein.
Adesso i Politici si dovrebbero "attivare" affinchè quel denaro illecito possa essere restituito agli imprenditori e alle famiglie usurate da Michelangelo Fedele.
Io ho visto tanti di loro piangere!!

**FACCIAMO CHIAREZZA SUL FANGO**E SUI CONFINI TRA BUROCRAZIA E REALTA'La risposta dell’amministrazione al video "C'è qua...
16/02/2026

**FACCIAMO CHIAREZZA SUL FANGO**
E SUI CONFINI TRA BUROCRAZIA E REALTA'

La risposta dell’amministrazione al video "C'è qualcosa che non va" recentemente pubblicato conferma e rafforza le argomentazioni portate all’attenzione pubblica da due mamme e le consigliere di minoranza.

A una corretta critica politica fondata su problemi reali l’amministrazione risponde sulla pagina Facebook istituzionale con un chiarimento sui regolamenti riguardanti l’iscrizione di bambini all’asilo comunale. Sono i regolamenti che, insieme a una comunicazione fallace, hanno generato evidenti criticità. Le due mamme per avere chiarimenti hanno dovuto sollecitare diversi incontri con l’amministrazione, l’ultimo dei quali supportate da un legale che ha ravvisato qualche cono d’ombra, a tal punto da rendere possibile un ricorso al TAR. Basterebbe questo per riconoscere serenamente che qualche problema sia emerso realmente e non inventato.

Si risponde a una critica meramente politica paventando azioni legali per presunte diffamazioni o calunnie, di fatto inesistenti. “Contro il reiterarsi delle calunnie e delle affermazioni diffamatorie del video e a corredo dello stesso, che vanno oltre ogni misura di decenza, a voler stravolgere l’evidenza dei fatti e infangare il buon nome di un asilo nido comunale, di amministratori e dipendenti comunali, è altrettanto valutabile di agire legalmente”. Qui, purtroppo, si va oltre. Un ente pubblico che in sostanza dice: “Stai stravolgendo la realtà, e se fai un altro video di quel tenore posso valutare una querela!”
Come ha ben specificato Camilla Lazzarotti qui a essere infangata è solo la fiancata di uno scuolabus disteso fuoristrada nelle nostre campagne. E come già accaduto pochi mesi fa l’intervento su temi delicatissimi di legalità portato in Consiglio dalla minoranza, proprio a tutela della scuola e dell’istituzione comunale, fu definito come “atto di distruzione dell’immagine della scuola” (!).

Le mamme e le due consigliere hanno posto con un video l’attenzione su una comunicazione insufficiente, su una discutibile gestione dei posti e di una sezione lattanti più rispondente a un’operazione di facciata che reale, su una programmazione carente. Niente di offensivo. Rispettare le regole e le normative (avendo valutato un eventuale ricorso al TAR, qualche dubbio rimane – si può dire?) non ha nulla a che vedere con l’ascolto dei cittadini e la volontà di aiutare a risolvere eventuali problemi. Questo è il punto. Che può sintetizzarsi in un profondo disagio espresso dalle mamme e da una critica politica delle consigliere.

Tutto ciò è confermato dall’affermazione dell’ente: “Contro gli atti della pubblica amministrazione, compresi quelli emessi nel corso di questa procedura, è possibile fare ricorso, nei modi previsti dalla legge a tutela dei cittadini”. Tradotto: le mamme possono fare ricorso al TAR spendendo una cifra che va dai 3 ai 5mila euro, oltre alle spese per un legale, per avere una sentenza che mediamente arriva dopo 1 o 2 anni. Questa risposta racconta cosa significa confrontarsi con la burocrazia. E nel caso specifico suona quasi come offensiva. Non ci dimentichiamo che lo stipendio dei dipendenti pubblici e dei politici è pagato dai contribuenti. Solo per questo tutti i cittadini e si sottolinea – tutti – meritano massimo rispetto, disponibilità, collaborazione e impegno a risolvere problemi.

Così, sempre per chiarezza, teniamo ben presente un principio fondamentale. A critica politica si può rispondere: 1) Con argomentazioni politiche nel merito delle questioni; 2) Accusando la parte politica avversa di strumentalizzazioni (modalità diffusa per distogliere l’attenzione dal merito); 3) Minacciando azioni legali temerarie (fondate sul nulla). Nella terza ipotesi chi amministra tira fuori i muscoli a scapito del confronto aperto. Le azioni legali da parte dell’ente pubblico sono ammissibili solo davanti alla violazione evidente della legge e vanno ben ponderate perché per farle si utilizzano risorse dei contribuenti, non di funzionari, dirigenti o politici.

Infine nel video contestato dall’amministrazione si evidenziavano problematiche serie riguardanti la sicurezza nel trasporto scolastico: lì è calato il silenzio.

Forse sarebbe stato sufficiente ascoltare anziché arroccarsi in una posizione di difesa accompagnata dalla minaccia di ricorrere ad azioni legali. In democrazia, nella dialettica politica, evidenziare criticità (quando sono reali) è un valore per la cittadinanza. Esprimere un dissenso non significa diffamare, calunniare, infangare. Questa è una forzatura inaccettabile.

LA CRITICA POLITICA NON È UN REATO DI LESA MAESTA', È DEMOCRAZIA.Con profondo sconcerto prendo atto di questa CHIAREZZA ...
12/02/2026

LA CRITICA POLITICA NON È UN REATO DI LESA MAESTA', È DEMOCRAZIA.
Con profondo sconcerto prendo atto di questa CHIAREZZA in risposta alle considerazioni condivise con la consigliera Bartoli e le signore Borello e Lazzarotti.
“L’amministrazione respinge con fermezza la grave affermazione che non siano state rispettate le procedure o che vi siano state irregolarità nell’assegnazione dei posti (ma dove l’ha letta? 🤦‍♀️)”: il legale che si è confrontato con l’Amministrazione ha spiegato nel dettaglio quale era la questione. Su questo punto non ci sono dubbi.
Per fare ULTERIORE CHIAREZZA sarebbe indispensabile che chi ha scritto si documentasse sul significato di certa terminologia: la diffamazione è l’offesa alla reputazione di un’altra persona e la calunnia è invece il comportamento di chi accusa un’altra persona, dinanzi alle autorità, di un fatto che costituisce reato, nella consapevolezza che non lo ha commesso.
Quando mancano argomenti e contenuti politici arriva il consiglio di non esprimere ulteriore dissenso, e sospendere inesistenti calunnie o diffamazioni, pena la valutazione di “agire legalmente” 🧑‍⚖️. Tutto questo per aver evidenziato una carente programmazione e una cattiva gestione dei servizi educativi, soprattutto in riferimento alla mancanza di trasparenza e alla sicurezza dei bambini 🚌
La critica politica non è un reato di lesa maestà 👑, è democrazia. I cittadini e le opposizioni hanno il dovere di controllare e commentare l'operato degli eletti.
Consigliera Catia Mottola per Responsabilità Civica (in risposta a un post del Comune di Castagneto Carducci non firmato)

11/02/2026

C’È QUALCOSA CHE NON VA – LE COSE NON DETTE

Dalla gestione dei servizi educativi alle criticità del trasporto scolastico, l’analisi di un sistema amministrativo che evidenzia scarsa programmazione e tanti problemi in tema di trasparenza e sicurezza.

Gli ultimi fatti accaduti in ambiente scolastico e in generale nei servizi connessi come il trasporto ad opera dello scuolabus evidenziano cortocircuito tra l’amministrazione comunale e la cittadinanza, e una gestione scolastica segnata da scarsa trasparenza e incongruenze regolamentari. L’evidente discrepanza tra annunci politici di potenziamento e l'effettiva riduzione dei servizi indica un fallimento della politica e ha costretto alcune famiglie a ricorrere a vie legali per tutelare i propri diritti. Ecco le criticità nel dettaglio:

➡️1. Trasparenza e Metodo Amministrativo
L’uso di "decreti promulgati ad hoc" a iscrizioni già avvenute è una pratica quantomeno discutibile salvo casi di urgenza. Cambiare le regole del gioco in corso d'opera (specialmente dopo che le famiglie hanno già programmato la propria vita lavorativa basandosi su posti a tempo pieno) è un atto di prepotenza burocratica e scarsa trasparenza. Tutto ciò denota una mancanza di comunicazione: il fatto che le famiglie non siano state avvisate preventivamente del cambiamento di destinazione dei posti è il segnale di un corto circuito comunicativo tra l'ente pubblico e la cittadinanza.

➡️2. Gestione dei posti e "propaganda" politica
C’è un’evidente discrepanza tra gli annunci mediatici e la realtà dei fatti. L’amministrazione ha annunciato un aumento dell'offerta, ma nei fatti i posti totali sono rimasti 41 (o sono diminuiti rispetto a un recente passato di 49 posti). Le consigliere dell’opposizione tengono a evidenziare che la maggioranza ha "venduto" come nuovo un servizio - la sezione lattanti - che in pratica è andato a sottrarre spazio a quello esistente (tempo lungo). In realtà è stata un’operazione di facciata e appare più come una manovra d'immagine piuttosto che un reale potenziamento strutturale del servizio.

➡️3. Impatto sociale e diritto al Lavoro
La politica comunale ha tra i suoi obiettivi primari la conciliazione dei tempi vita-lavoro dei cittadini. In questo caso è evidente un danno alle famiglie: il passaggio forzato dal "tempo lungo" al "tempo corto" per alcune famiglie colpisce direttamente i genitori lavoratori, come specificato per i casi di Camilla e Sofia. Non ci sono dubbi sul fatto che questo modus operandi non supporta adeguatamente l'occupazione, in particolare quella femminile. Il fatto che le famiglie abbiano dovuto ricorrere a un legale per risolvere un problema legato a un servizio educativo comunale indica un fallimento della mediazione politica e amministrativa.

➡️4. Coerenza del Regolamento
Il documento cita un nuovo regolamento approvato il 25 febbraio 2025 che prevedeva una gestione specifica, poi disattesa nella pratica. Questo getta dei coni d’ombra sulla capacità di programmazione della Giunta: approvare una norma e smentirla nei fatti pochi mesi dopo segnala una visione politica incerta e una cattiva gestione tecnica da parte degli uffici.

➡️5. Trasporto scolastico
Il trasporto scolastico quest’anno ha da subito sollevato molte perplessità. La “B&B Service”, società cooperativa, alla quale il Comune ha appaltato il nuovo servizio del trasporto scolastico ha fornito un chilometraggio insufficiente rispetto a quello della precedente aggiudicataria del servizio. Tutto ciò ha provocato una rimodulazione dell’attività didattica dell’Istituto Comprensivo e delle scuole paritarie con conseguente aumento di costi rispetto agli anni precedenti: in pratica si paga di più per un servizio inferiore!
Inoltre il trasporto scolastico presenta altre criticità: molti genitori si sono lamentati perché gli orari non vengono rispettati e i mezzi hanno spesso problemi. Addirittura uno scuolabus, all’incirca a metà novembre, ha avuto un incidente ed è finito fuori strada e solo per un caso i bambini sono rimasti illesi. Inoltre alcuni scuolabus sono stati danneggiati da studenti e l’amministrazione, unitamente al presidio scolastico, non è stata in grado di gestire la problematica (ci è stato riferito che il Comune avrebbe fatto seguire lo scuolabus da un’auto dell’amministrazione…).
E di tutto ciò, come opposizione, ne siamo venuti a conoscenza unicamente dalle testimonianze dei numerosi genitori che ci hanno contattato.
Inoltre, come ampiamente riportato dalla stampa locale, a inizio febbraio lo scuolabus che avrebbe dovuto accompagnare i bambini dell’Infanzia di Castagneto Carducci a Cecina non è partito in quanto fermato dalla Polizia dopo un controllo che avrebbe evidenziato la mancanza dei requisiti per circolare in sicurezza.

➡️Conclusioni
È evidente che l’insieme di questi accadimenti testimonia una carente programmazione e una cattiva gestione dei servizi educativi scolastici, soprattutto in riferimento alla mancanza di trasparenza e alla sicurezza dei bambini.
Per tutti questi motivi, a nostro avviso gravi, riteniamo quantomeno doveroso che l’assessore di riferimento relazioni in Consiglio comunale nel dettaglio quali sono i reali problemi e cosa l’amministrazione sta facendo per affrontarli e risolverli. È un atto dovuto verso le famiglie e la cittadinanza.

Ombretta Bartoli – Consigliere Comunale Lista Civica “Noi per Castagneto”
Catia Mottola – Consigliere Comunale Lista civica “Responsabilità Civica”

Nuove Shoah stanno segnando le nostre vite, che i giovani studenti del prossimo fine millennio studieranno sui libri di ...
27/01/2026

Nuove Shoah stanno segnando le nostre vite, che i giovani studenti del prossimo fine millennio studieranno sui libri di storia.
Ci saranno testimoni di questo tempo uguale a molti altri, un tempo di egoismo primordiale, di amore per l’odio, della voglia di sentirsi vivi attraverso la morte.
Ricordare è una scelta, oggi e sempre
27 gennaio Giorno della memoria.

UN ATTO DOVUTOIn data 2 agosto la consigliera Catia Mottola ha presentato la mozione per il riconoscimento dello Stato d...
23/09/2025

UN ATTO DOVUTO
In data 2 agosto la consigliera Catia Mottola ha presentato la mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina e la convivenza di due Stati con due Popoli. Portata in Consiglio comunale il 17 settembre. È un atto dovuto a seguito di una situazione sempre più grave che ha un valore simbolico. La questione è estremamente complessa ma le istituzioni devono prendere posizioni chiare in merito. Al di là di strumentalizzazioni politiche e delle reali difficoltà a costituire una Stato palestinese è indispensabile prendere coscienza dell'importanza di riconoscere ad ogni popolo una terra d'appartenenza.
In corso di Consiglio la mozione è stata approvata aggiungendo il Governo tra i destinatari delle istituzioni coinvolte per il riconoscimento.

Castagneto Carducci, 4 agosto 2025

Al Sindaco, agli assessori e al Consiglio Comunale di Castagneto CarducciMozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina e per la convivenza di due Stati con due popoli.

Con preghiera che questa mozione venga inserita nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.

PREMESSO CHE
- Il diritto internazionale riconosce il diritto all'autodeterminazione dei popoli, così come sancito dalla Carta delle Nazioni Unite;
- La risoluzione 67/19 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 29 novembre 2012 ha conferito alla Palestina lo status di Stato Osservatore non membro;
- Numerosi Stati membri dell'Unione Europea e altri Paesi hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina;
- Il conflitto tra Israele e Palestina può essere risolto solo con la soluzione a due Stati, negoziata secondo i dettami del diritto internazionale;
- Una soluzione a due Stati richiede il riconoscimento reciproco e la volontà di una convivenza pacifica;
- Il giorno 13 ottobre 2014 la Camera dei Comuni inglese ha approvato a larghissima maggioranza una mozione per riconoscere lo Stato di Palestina e analoghe iniziative a quelle della Camera dei Comuni britannica sono state prese dai Parlamenti di Irlanda, Spagna e Belgio, mentre il Parlamento francese ha votato il 28 novembre 2014 una mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina;
- Il giorno 27 febbraio 2015 il Parlamento italiano ha impegnato il Governo al riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 ed anche il Parlamento europeo con la risoluzione del 17 dicembre 2014 ha chiesto il riconoscimento dello Stato palestinese.
- Il giorno 9 maggio 2024 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione intitolata Admission fo new Members to the United Nations che riconosce la Palestina come “qualificata per diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, raccomandando al Consiglio di Sicurezza di “riconoscere favorevolmente la questione”: il testo è stato adottato con 143 voti a favore, 9 contrari e 25 astenuti, tra cui l’Italia.
- Numerose amministrazioni comunali italiane hanno formalizzato la stessa richiesta.

CONSIDERATO CHE
- Rimane opportuno separare gli atti terroristici dalla responsabilità della popolazione civile inerme, dentro la Striscia di Gaza e in Cisgiordania;
- Il riconoscimento dello Stato di Palestina oggi rappresenta il presupposto necessario per preservare la prospettiva politica dei “due popoli, due Stati” e dunque per garantire la convivenza in pace e sicurezza degli israeliani e dei palestinesi, soprattutto di fronte all’esplicita negazione di questa prospettiva da parte delle leadership politiche al momento al governo in Israele e agli obiettivi dell’organizzazione terroristica Hamas;
- Nella Striscia di Gaza i bombardamenti, le distruzioni di scuole, di centri sanitari, di abitazioni civili hanno messo a rischio la sopravvivenza dell’intera popolazione civile;
- Il proseguimento della guerra a Gaza e in Medio Oriente va contro le ragioni, i diritti e le legittime aspirazioni alla libertà del popolo palestinese, vittima delle politiche espansioniste dell’attuale Governo israeliano e di una lunga occupazione dei loro territori condannata più volte dalle Nazioni Unite perché illegale, in quanto contraria al diritto internazionale, come ha dichiarato la Corte di giustizia internazionale (Cig) in un parere espresso il 19 luglio 2024, nel quale ha affermato che le politiche e le pratiche adottate da Israele nei territori palestinesi occupati (TPO) di Cisgiordania, Gerusalemme Est e Striscia di Gaza violano il diritto internazionale e devono cessare il più rapidamente possibile;
- Le violenze e le violazioni dei diritti umani compiute durante l’occupazione militare dei territori palestinesi, che dura ancora oggi, sono state condannate anche dall’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (Unhcr);
- Esistono due mandati di arresto per il Primo Ministro israeliano e l’ex Ministro della Difesa emessi il 21 novembre 2024, dalla Corte Penale Internazionale (CPI) visto che la Camera preliminare della Corte penale internazionale ha riscontrato fondati motivi per accusare Netanyahu e Gallant di crimini contro l’umanità e crimini di guerra.

RILEVATO CHE
- Secondo la Corte Penale Internazionale, Netanyahu e Gallant hanno agito consapevolmente per impedire aiuti umanitari, violando il diritto internazionale umanitario e tali azioni avrebbero causato malnutrizione, disidratazione e sofferenze gravi alla popolazione civile, con un impatto devastante su ospedali e infrastrutture essenziali. La Camera ha sottolineato che le restrizioni erano motivate politicamente e non da necessità militari;
- Tutto ciò dimostra quanto sia indispensabile che le Nazioni Unite, l'Unione Europea e gli Stati nazionali non si fermino alle dichiarazioni di condanna ed al richiamo alle parti di fermare la violenza, ma che prendano posizione per eliminare definitivamente gli ostacoli al processo di pace tra Israele e Palestina favorendo una soluzione che permetta a entrambi i popoli di vivere in pace e sicurezza reciproca.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA E IL CONSIGLIO COMUNALE DEL COMUNE DI CASTAGNETO CARDUCCI
- Al riconoscimento dello Stato di Palestina da parte del Comune di Castagneto Carducci come gesto simbolico di grande importanza e concreta solidarietà verso il popolo palestinese.
- A farsi interprete di tali istanze e ad attivarsi verso gli altri Sindaci e Amministrazioni della Regione Toscana e il Governo per concordare un'azione comune di sensibilizzazione delle rappresentanze politiche parlamentari.

La Capogruppo di Responsabilità Civica Consigliera Catia Mottola

È INIZIATA LA CAMPAGNA ELETTORALE Sacrosanto da parte del sindaco stigmatizzare l'uso improprio dello stemma del comune ...
16/09/2025

È INIZIATA LA CAMPAGNA ELETTORALE
Sacrosanto da parte del sindaco stigmatizzare l'uso improprio dello stemma del comune di Castagneto Carducci da parte di Salvini. In campagna elettorale ogni occasione è buona per screditare l'avversario (Alessandro Tomasi), secondo uno schema vecchio tipico di chi fa fatica a parlare di contenuti. A noi e i cittadini (residenti e non) di Castagneto Carducci sarebbe piaciuto che il sindaco rispondesse con le stesse solerzia e puntualità a chi da mesi scrive per avere spiegazioni sul disastro del nuovo sistema di raccolta rifiuti e sulle multe comminate a chi lascia sacchetti vicino a cassonetti sporchi e stracolmi.
Difendiamo lo stemma ma pensiamo anche ai veri problemi del territorio e dei cittadini.

Indirizzo

Via Giosuè Carducci, 1
Castagneto Carducci
57022

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