Dipartimento Imprese e Mondi Produttivi Provincia di Caserta

Dipartimento Imprese e Mondi Produttivi Provincia di Caserta Il Dipartimento si propone di sostenere le imprese e l'eccellenza del Made in Italy Responsabile Provinciale: Dott. Andrea Striano

🏛️Il MASAF ha aperto la consultazione pubblica dedicata alla futura programmazione europea per pesca, acquacoltura e pol...
13/08/2026

🏛️Il MASAF ha aperto la consultazione pubblica dedicata alla futura programmazione europea per pesca, acquacoltura e politiche del mare.
👥 CHI PUÒ PARTECIPARE
Pescatori, acquacoltori, operatori della filiera, associazioni, istituzioni e cittadini interessati.

❓A COSA SERVE
I contributi raccolti concorreranno al processo di definizione del Piano Nazionale e Regionale di Partenariato 2028-2034, nel quale prenderanno forma le future priorità della programmazione.

📌 PERCHÉ È RILEVANTE
La consultazione interviene quando il quadro è ancora in formazione; imprese e rappresentanze possono quindi indicare esigenze, criticità e priorità delle filiere prima della definizione degli interventi successivi.

⏳ SCADENZA: 10 SETTEMBRE 2026

Vale la pena seguire questa fase con attenzione, perché la capacità di rappresentare gli interessi produttivi acquista maggiore efficacia quando precede le decisioni e contribuisce alla loro formazione.

🔎 Seguirà un approfondimento sui contenuti della consultazione e sulle questioni di maggiore interesse per il sistema produttivo.

⌛️Oggi, 13 agosto 2026 entra in vigore il Regolamento (UE) 2026/1738 sulla circolarità nella progettazione dei veicoli e...
13/08/2026

⌛️Oggi, 13 agosto 2026 entra in vigore il Regolamento (UE) 2026/1738 sulla circolarità nella progettazione dei veicoli e sulla gestione dei veicoli fuori uso.

Occorre anzitutto distinguere l’entrata in vigore dall’applicazione dell’intero impianto: il quadro generale decorrerà dal 1° settembre 2028, mentre gli obblighi industriali più rilevanti saranno introdotti negli anni successivi.

A ben vedere, la portata del provvedimento emerge se lo si colloca nella trasformazione dell’automotive europeo. Progettazione, materiali riciclati, tracciabilità, responsabilità del produttore, recupero dei componenti e materie prime critiche entreranno nello stesso sistema, incidendo sui costruttori e, per riflesso, sui rapporti con fornitori e componentisti.

Sul versante dei costi conviene mantenere una valutazione rigorosa. Le stime della Commissione sulla proposta originaria indicavano, per i costruttori, un costo medio per veicolo relativamente contenuto; quel dato, da solo, non consente di sostenere una significativa perdita di competitività.

La questione economica assume maggiore consistenza considerando distribuzione degli oneri, investimenti, capacità delle PMI di adeguarsi, prezzo delle materie seconde e cumulatività delle prescrizioni.

Giova ricordare, inoltre, che i requisiti applicabili ai veicoli immessi nel mercato dell’Unione riguarderanno anche i produttori extra-UE che intendano vendervi. Una prima tutela concorrenziale, pertanto, esiste.

Resta allora da comprendere quale sarà l’effetto sui mercati extra-UE.

Un produttore europeo sostiene gli investimenti necessari all’adeguamento e, quando esporta, può competere con imprese soggette a costi energetici, disponibilità delle materie prime, condizioni finanziarie e vincoli regolatori differenti. Ne consegue che uno dei parametri decisivi sarà il rapporto tra costo cumulativo della regolazione, produttività, investimenti ed export.

Vale la pena soffermarsi anche sulle materie prime critiche. Neodimio, disprosio, praseodimio, terbio, samario, nichel e cobalto assumono un peso crescente nell’automotive, mentre le relative catene di approvvigionamento restano concentrate.

Recuperarne una quota maggiore può ridurre dipendenze esterne e rafforzare la sicurezza industriale europea; perché ciò avvenga, servono capacità di riciclo, tecnologie, investimenti e mercati delle materie seconde adeguati.

In ultima istanza, la circolarità potrà rafforzare l’automotive europeo soltanto se autonomia negli approvvigionamenti, capacità produttiva e competitività procederanno insieme.

Occorrerà quindi seguire la fase attuativa: futuri target su acciaio e alluminio riciclati, metodologie di verifica, materiali critici nei magneti permanenti e obblighi lungo la supply chain.

Saranno soprattutto queste decisioni a definire il rapporto effettivo tra circolarità, costi e competitività dell’industria europea.

Dipartimento Nazionale Imprese Andrea Striano

PPWR: DA OGGI LE NUOVE REGOLE EUROPEE SUGLI IMBALLAGGI ENTRANO NELLA FASE APPLICATIVADa oggi, 12 agosto 2026, trova appl...
12/08/2026

PPWR: DA OGGI LE NUOVE REGOLE EUROPEE SUGLI IMBALLAGGI ENTRANO NELLA FASE APPLICATIVA

Da oggi, 12 agosto 2026, trova applicazione generale il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il PPWR, che sostituisce la precedente disciplina europea e introduce un nuovo quadro direttamente applicabile alle imprese.

Occorre precisare che gli obblighi previsti dal regolamento seguono scadenze differenti e che molte disposizioni produrranno i loro effetti negli anni successivi; alcune prescrizioni, tuttavia, acquistano efficacia già da oggi e richiedono pertanto attenzione immediata da parte delle filiere interessate.

Tra queste assume particolare rilievo la disciplina relativa ai PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti, rispetto alla quale la Commissione europea ha chiarito che i limiti si applicano anche agli imballaggi prodotti prima del 12 agosto qualora siano immessi sul mercato successivamente.

Le conseguenze interessano una platea ampia di attività produttive: dal packaging all’agroalimentare, dalla trasformazione delle plastiche alla distribuzione, fino alle imprese manifatturiere che commercializzano prodotti confezionati nel mercato europeo.

Per la Campania e per la provincia di Caserta meritano particolare attenzione le ricadute sull’agroalimentare, sul lattiero-caseario, sulle conserve, sulle bevande e sulle numerose micro e piccole imprese inserite nelle relative filiere.

Per queste ragioni ritengo utile seguire, sin dall’avvio della nuova disciplina, le difficoltà che potranno emergere nella sua applicazione concreta.

Costi di adeguamento, disponibilità dei materiali, rapporti con i fornitori, gestione delle scorte e dubbi interpretativi costituiscono aspetti sui quali sarà importante raccogliere riscontri direttamente dal sistema produttivo, distinguendo le difficoltà circoscritte dalle criticità che, per diffusione o rilevanza economica, possano richiedere un approfondimento ulteriore.

Le imprese e le rappresentanze produttive che dovessero riscontrare problemi applicativi potranno segnalarli anche al nostro Dipartimento.

Seguire l’attuazione di una disciplina così ampia significa, infatti, poter valutare i suoi effetti sulla base di ciò che accade concretamente nelle imprese e disporre, quando necessario, degli elementi utili per rappresentarne le esigenze nelle sedi competenti.

Dott. Andrea Striano
Dipartimento Nazionale Imprese e Mondi Produttivi – Fratelli d’Italia
Responsabile Dipartimento Imprese e Mondi Produttivi – Provincia di Caserta

Ministero delle Imprese e del Made in Italy Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica

EXPORT ITALIANO, UNA CRESCITA DA TRASFORMARE IN NUOVE OPPORTUNITÀ PER IMPRESE E TERRITORII dati diffusi oggi dall’Istat ...
11/08/2026

EXPORT ITALIANO, UNA CRESCITA DA TRASFORMARE IN NUOVE OPPORTUNITÀ PER IMPRESE E TERRITORI

I dati diffusi oggi dall’Istat restituiscono un segnale importante per il sistema produttivo italiano: a giugno 2026 le esportazioni crescono del 9,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e, considerando l’intero primo semestre, registrano un incremento del 4,5%.

È un risultato che assume particolare rilievo se consideriamo il contesto internazionale nel quale le nostre imprese sono chiamate a competere, caratterizzato da trasformazioni dei mercati, ridefinizione delle catene del valore e crescente pressione competitiva; e proprio per questo la capacità dell’Italia di continuare a portare le proprie produzioni sui mercati esteri costituisce un elemento di forza che merita di essere valorizzato.

Giunti a questo punto, però, il tema che considero più utile per chi opera a diretto contatto con imprese e territori riguarda il passo successivo: comprendere come una dinamica nazionale favorevole possa diventare occasione di ulteriore crescita per una platea sempre più ampia del nostro sistema produttivo.

L’export, infatti, non è soltanto il risultato delle imprese che già operano stabilmente sui mercati internazionali; può diventare anche una prospettiva di sviluppo per quelle realtà produttive che possiedono qualità, competenze e capacità manifatturiere, ma che devono ancora rafforzare dimensione, organizzazione e presenza commerciale all’estero.

È su questo terreno che Campania e provincia di Caserta possono svolgere una parte importante.

Disponiamo di competenze che attraversano l’agroalimentare e la manifattura, l’automotive e l’aerospazio, la moda, l’arredamento e la meccanica; pertanto, mentre il dato nazionale ci restituisce la solidità della proiezione internazionale del Paese, occorre lavorare affinché una quota crescente di questo patrimonio produttivo territoriale possa trovare nuovi mercati, consolidare quelli già raggiunti e inserirsi con maggiore continuità nelle filiere internazionali.

Per queste ragioni considero il risultato dell’export non soltanto un dato da registrare positivamente, ma un’indicazione sulla direzione nella quale continuare a lavorare: accompagnare la crescita delle imprese, rafforzarne la capacità competitiva e creare condizioni sempre migliori perché anche i nostri territori possano concorrere pienamente alla proiezione internazionale dell’Italia.

È così che un risultato nazionale diventa sviluppo territoriale e che la forza dell’export italiano può tradursi, progressivamente, in maggiore capacità produttiva, maggiore occupazione e maggiore solidità del nostro sistema economico.

IDROGENO: DAGLI INCENTIVI ALLA COSTRUZIONE DELLA FILIERA 👇Il nuovo meccanismo nazionale per l’idrogeno rinnovabile e il ...
11/08/2026

IDROGENO: DAGLI INCENTIVI ALLA COSTRUZIONE DELLA FILIERA 👇

Il nuovo meccanismo nazionale per l’idrogeno rinnovabile e il bioidrogeno, annunciato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, mette a disposizione fino a 400 milioni di euro l’anno e prevede procedure competitive almeno semestrali tra il 2026 e il 2029.

Il dato è certamente rilevante; tuttavia, proprio perché la misura introduce un orizzonte pluriennale, la questione che merita di essere posta non riguarda soltanto l’entità delle risorse disponibili, ma la capacità del nostro sistema produttivo di trasformarle in investimenti, competenze e nuova capacità industriale.

Un incentivo, infatti, può sostenere la produzione di idrogeno; non può, da solo, costruire una filiera.

Perché una filiera industriale si consolidi occorrono produttori e sviluppatori energetici, tecnologie e componentistica, infrastrutture e servizi; occorre, soprattutto, che a questa capacità di offerta corrisponda una domanda industriale sufficientemente solida, in particolare nei comparti nei quali la decarbonizzazione presenta maggiori difficoltà.

È sotto questo profilo che la misura interessa direttamente anche la Campania.

La presenza di competenze industriali, attività energetiche, rinnovabili, biomasse, biogas e biometano può costituire una base significativa; ma una base produttiva diventa una filiera soltanto quando le sue diverse componenti vengono riconosciute, messe in relazione e orientate verso una prospettiva industriale comune.

D’altra parte, poiché le procedure saranno competitive e le graduatorie premieranno i progetti capaci di offrire le condizioni economiche migliori, non sarà sufficiente disporre della tecnologia o individuare un investimento: conteranno la sostenibilità economica dei progetti, la capacità di aggregare competenze e la possibilità di costruire una domanda effettiva.

Per la Campania e per la provincia di Caserta, pertanto, il tema dell’idrogeno dovrebbe essere affrontato già oggi non come una semplice questione di incentivi, ma come una questione di politica industriale territoriale.

Occorre conoscere ciò che il territorio possiede, comprendere ciò che ancora gli manca e individuare le connessioni produttive che possono essere costruite.

Perché le risorse pubbliche possono accelerare una trasformazione; ma è la capacità industriale di un territorio a determinare se quella trasformazione produrrà, nel tempo, investimenti, lavoro e sviluppo.

Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratelli d'Italia Elena Donazzan Andrea Striano

PPWR: accompagnare le imprese nell’applicazione delle nuove regole 👇Dal 12 agosto diventa applicabile il nuovo Regolamen...
10/08/2026

PPWR: accompagnare le imprese nell’applicazione delle nuove regole 👇

Dal 12 agosto diventa applicabile il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, il PPWR, destinato a incidere progressivamente su numerose filiere produttive.

Le regole vanno rispettate; allo stesso tempo, però, quando una nuova disciplina entra nella sua fase applicativa, compito della politica è verificare che gli adempimenti richiesti non determinino, soprattutto per le micro e piccole imprese, costi sproporzionati, difficoltà negli approvvigionamenti o ulteriori complessità capaci di ridurne la competitività.

È su questo terreno che, come Responsabile provinciale del Dipartimento Imprese e Mondi Produttivi Provincia di Caserta, intendo porre l’attenzione.

Le Confederazioni e le organizzazioni di rappresentanza stanno già svolgendo il loro compito sul piano tecnico e informativo; alla politica spetta invece comprendere se, dall’applicazione concreta della norma, emergano difficoltà che vadano oltre il singolo caso aziendale e assumano una rilevanza più generale.

Per questa ragione ritengo necessario mantenere un raccordo costante con le rappresentanze del sistema produttivo, affinché eventuali criticità possano essere individuate, comprese e, quando necessario, portate nelle sedi politico-istituzionali competenti.

Non si tratta, dunque, di sovrapporsi alle competenze delle Confederazioni, ma di affiancarle laddove una questione tecnica diventi anche una questione di competitività, di tenuta delle filiere e di interesse generale.

È questa la linea che intendo seguire anche sul PPWR: rispetto delle regole, certamente, ma con la stessa attenzione verso la sostenibilità economica della loro applicazione e verso la capacità delle nostre imprese di continuare a produrre, investire e competere.

Andrea Striano
Dipartimento Nazionale Imprese
Dipartimento Imprese e Mondi Produttivi Provincia di Caserta

Ministero delle Imprese e del Made in Italy Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica

Siccità e agricoltura: quando è in gioco la tenuta delle imprese, è in gioco la tenuta dei territoriVi sono difficoltà c...
10/08/2026

Siccità e agricoltura: quando è in gioco la tenuta delle imprese, è in gioco la tenuta dei territori

Vi sono difficoltà che riguardano un singolo settore e altre che, proprio perché incidono su attività dalle quali dipendono lavoro, filiere e reddito, finiscono inevitabilmente per riguardare l’intero equilibrio economico di un territorio.

La siccità appartiene a questa seconda categoria.

Quando, infatti, la disponibilità di acqua si riduce e le esigenze irrigue aumentano, l’impresa agricola non affronta soltanto un problema tecnico, ma una condizione che incide sui costi, sulla programmazione e, in ultima analisi, sulla capacità stessa di mantenere continuità nella produzione.

E se questo vale in generale, assume un significato ancora maggiore in Campania e nella provincia di Caserta, dove l’agricoltura non costituisce un’attività separata dal resto dell’economia, ma alimenta filiere, sostiene occupazione, valorizza produzioni e conserva un rapporto profondo tra impresa e territorio.

Per questa ragione è importante che l’attenzione riservata in questi anni al comparto agricolo prosegua con la stessa continuità, accompagnando le imprese tanto nelle esigenze determinate dalle condizioni contingenti quanto nel percorso di rafforzamento della loro capacità produttiva.

Non si tratta, d’altra parte, di ricondurre una questione tanto complessa alla sola gestione dell’emergenza, né di ritenere che un singolo intervento possa essere sufficiente; si tratta, piuttosto, di proseguire lungo una direzione che tenga insieme due esigenze complementari: sostenere la continuità produttiva quando le difficoltà si manifestano e, nello stesso tempo, favorire quelle condizioni che consentano alle imprese di affrontarle con maggiore solidità.

Da ciò deriva l’importanza degli investimenti nell’efficienza idrica ed energetica, nell’innovazione e nelle infrastrutture, così come assumono utilità, entro questo quadro più ampio, gli strumenti disponibili sul territorio, tra i quali il Bando Green Economy 2026 della Camera di Commercio di Caserta.

Ma gli strumenti vengono dopo.

Prima vengono le imprese, perché sono esse che producono; vengono le filiere, perché da quella produzione dipendono; vengono i territori, perché dalla loro capacità produttiva traggono una parte non marginale della propria forza economica.

Pertanto, se dalla tenuta del comparto agricolo dipendono non soltanto i risultati di una stagione produttiva, ma lavoro, investimenti e continuità economica, ne consegue che l’ascolto delle imprese campane e casertane e la rappresentazione delle loro esigenze debbano accompagnare, con altrettanta continuità, il percorso già intrapreso a sostegno del settore.

Non perché l’agricoltura debba essere considerata un settore da assistere, ma perché costituisce una parte della capacità produttiva che i nostri territori hanno interesse a preservare e rafforzare.

Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Andrea Striano Dipartimento Nazionale Imprese Marco Cerreto

⚠️ ALLERTA IMPRESE | Voucher Cloud & CybersecurityIl MIMIT - Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito le ...
10/08/2026

⚠️ ALLERTA IMPRESE | Voucher Cloud & Cybersecurity

Il MIMIT - Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito le modalità operative per l’accesso al Voucher Cloud & Cybersecurity, misura destinata a sostenere gli investimenti delle PMI e dei lavoratori autonomi nell’acquisto di servizi cloud e soluzioni per la sicurezza informatica.

Con il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 sono state fissate le date dello sportello: la precompilazione delle domande partirà alle ore 12:00 del 20 ottobre 2026, mentre la presentazione sarà possibile dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027.

La dotazione complessiva è pari a 150 milioni di euro, dei quali oltre 71 milioni sono riservati agli investimenti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno, compresa la Campania.

L’agevolazione assume particolare interesse perché interviene su due esigenze che, ormai, non possono più essere considerate accessorie: da una parte la capacità delle imprese di utilizzare infrastrutture digitali più efficienti, dall’altra la necessità di proteggere dati, processi e continuità aziendale da rischi informatici sempre più rilevanti.

C’è poi un elemento operativo da non sottovalutare: le domande saranno istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione. Ne consegue che ottobre non deve rappresentare il momento nel quale iniziare a valutare l’investimento, ma quello nel quale arrivare con fabbisogni, fornitori e programma già definiti.

Per le imprese interessate, dunque, questo è il momento della pre-valutazione: verificare i requisiti, individuare gli investimenti ammissibili e costruire per tempo il progetto di digitalizzazione.

La finanza agevolata produce maggiore utilità quando viene programmata, non quando viene inseguita.

Invitalia per le imprese Domìni Economici APS

17/07/2026

Ministero delle Imprese e del Made in Italy, da lunedì 20/7 disponibile la nuova App 'Osservaprezzi Carburanti'

Roma, 17 lug (GEA) - Da lunedì 20 luglio, nel pomeriggio, sarà disponibile gratuitamente per dispositivi iOS e Android la nuova App “Osservaprezzi Carburanti” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, uno strumento pensato per offrire ai cittadini un’informazione semplice, trasparente e immediata sui prezzi dei carburanti praticati sul territorio.
Attraverso l’App, i consumatori potranno individuare il distributore più vicino oppure confrontare i prezzi per scegliere quello più conveniente.
La consultazione sarà resa ancora più efficace dalla visualizzazione del prezzo medio regionale e dalla possibilità di confrontarlo con il prezzo praticato, nella stessa giornata, da ciascun impianto.
La nuova applicazione rappresenta un ulteriore passo avanti nel rafforzamento degli strumenti di trasparenza del mercato, a beneficio dei consumatori e della concorrenza.
Nella fase iniziale di utilizzo, il Ministero invita gli utenti a segnalare eventuali osservazioni sulla precisione dei dati e sulle funzionalità dell’App, così da raccogliere indicazioni utili a migliorarne progressivamente l’efficacia e la qualità del servizio offerto.

Guardiamo i dati del XIV Rapporto Nazionale sull'Economia del Mare, quelli che vedete nell'immagine qui in basso, e non ...
09/07/2026

Guardiamo i dati del XIV Rapporto Nazionale sull'Economia del Mare, quelli che vedete nell'immagine qui in basso, e non possiamo non avvertire un sentimento d'orgoglio che va ben oltre il semplice compiacimento.

Poi vediamo i dati su occupazione, trasporto turistico e costiero e su cantieristica navale.
La Blue Economiy cresce, e cresce più di altri altri Paesi. E cresce soprattutto nel Mezzogiorno.

L'Italia, cari amici, nell'economia del mare, sta mostrando la propria forza, il proprio valore e la propria eccellenza, sostenuta da politiche nazionali che hanno puntato con decisione su innovazione, competitività e continuità degli investimenti; combinazione, questa, che spiega la crescita del settore e la solidità dei risultati che oggi osserviamo.

Ebbene, vediamo l'Italia e in particolare il Sud crescere e se l'Italia cresce, cresce anche il sentiment a livello internazionale e dei mercati, ma ancor di più, e possiamo affermarlo in modo convinto, cresce anche il nostro orgoglio.

Andrea Striano Andrea Striano Dipartimento Nazionale Imprese Elena Donazzan Adolfo Urso Ministero delle Imprese e del Made in Italy Marco Cerreto Gimmi Cangiano Fratelli d'Italia Centro Studi Tagliacarne

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