13/08/2026
⌛️Oggi, 13 agosto 2026 entra in vigore il Regolamento (UE) 2026/1738 sulla circolarità nella progettazione dei veicoli e sulla gestione dei veicoli fuori uso.
Occorre anzitutto distinguere l’entrata in vigore dall’applicazione dell’intero impianto: il quadro generale decorrerà dal 1° settembre 2028, mentre gli obblighi industriali più rilevanti saranno introdotti negli anni successivi.
A ben vedere, la portata del provvedimento emerge se lo si colloca nella trasformazione dell’automotive europeo. Progettazione, materiali riciclati, tracciabilità, responsabilità del produttore, recupero dei componenti e materie prime critiche entreranno nello stesso sistema, incidendo sui costruttori e, per riflesso, sui rapporti con fornitori e componentisti.
Sul versante dei costi conviene mantenere una valutazione rigorosa. Le stime della Commissione sulla proposta originaria indicavano, per i costruttori, un costo medio per veicolo relativamente contenuto; quel dato, da solo, non consente di sostenere una significativa perdita di competitività.
La questione economica assume maggiore consistenza considerando distribuzione degli oneri, investimenti, capacità delle PMI di adeguarsi, prezzo delle materie seconde e cumulatività delle prescrizioni.
Giova ricordare, inoltre, che i requisiti applicabili ai veicoli immessi nel mercato dell’Unione riguarderanno anche i produttori extra-UE che intendano vendervi. Una prima tutela concorrenziale, pertanto, esiste.
Resta allora da comprendere quale sarà l’effetto sui mercati extra-UE.
Un produttore europeo sostiene gli investimenti necessari all’adeguamento e, quando esporta, può competere con imprese soggette a costi energetici, disponibilità delle materie prime, condizioni finanziarie e vincoli regolatori differenti. Ne consegue che uno dei parametri decisivi sarà il rapporto tra costo cumulativo della regolazione, produttività, investimenti ed export.
Vale la pena soffermarsi anche sulle materie prime critiche. Neodimio, disprosio, praseodimio, terbio, samario, nichel e cobalto assumono un peso crescente nell’automotive, mentre le relative catene di approvvigionamento restano concentrate.
Recuperarne una quota maggiore può ridurre dipendenze esterne e rafforzare la sicurezza industriale europea; perché ciò avvenga, servono capacità di riciclo, tecnologie, investimenti e mercati delle materie seconde adeguati.
In ultima istanza, la circolarità potrà rafforzare l’automotive europeo soltanto se autonomia negli approvvigionamenti, capacità produttiva e competitività procederanno insieme.
Occorrerà quindi seguire la fase attuativa: futuri target su acciaio e alluminio riciclati, metodologie di verifica, materiali critici nei magneti permanenti e obblighi lungo la supply chain.
Saranno soprattutto queste decisioni a definire il rapporto effettivo tra circolarità, costi e competitività dell’industria europea.
Dipartimento Nazionale Imprese Andrea Striano