23/11/2016
“FATE PRESTO”
23 NOVEMBRE 1980 – TERREMOTO DELL’IRPINIA – ricordato anche per l’accorato appello lanciato da quelle popolazioni col grido “ FATE PRESTO” !
Commemorare il 36° anniversario per garantire la “memoria storica”.
Ricordare doverosamente le vittime ; ricordare gli errori umani perché servino d’insegnamento;
ricordare le disgrazie di tanti , divenute fortune di pochi.
Sembrerebbe assurdo ma, del terremoto dell’Irpinia dell’80 , non si conosce ancora l’esatto numero delle vittime, i danni accertati, i danni pagati e le ricostruzioni eseguite.
I danni maggiori si ebbero in un’area geografica compresa tra tre regioni: Campania, Basilicata e Puglia e le province di : Avellino, Benevento , Potenza, Foggia. Ugualmente colpite con danni e vittime le province di Salerno, Napoli e Caserta.
Il terremoto, avvenuto alle ore 19,25 di domenica, causò danni all’edilizia pubblica, privata, beni architettonici e vittime di ogni età .
Caserta ha avuto il suo terremoto senza vittime, ma con ingenti danni accertati all’edilizia pubblica e privata nella città e nelle frazioni.
Nel 1980 non esisteva ancora la “protezione civile” , anche se il volontariato muoveva i suoi primi passi facendo egregie cose.
Gli sfollati vennero alloggiati in alberghi cittadini e , successivamente, in appartamenti reperiti dall’Ente Comune.
A Caserta nasce il “terremoto endemico”.
La temporanea sistemazione in alberghi degli sfollati, venne trasformata successivamente in alloggiamento definitivo in abitazioni.
Il primo cittadino avv. Giampaolo Iaselli , per far fronte all’emergenza, requisì alloggi privati, ed il complesso di edilizia residenziale privata “p.co PRIMAVERA” in Tuoro (Ordinanza 80/80, del Commissario Straordinario di Governo per il sisma Giuseppe Zamberletti).
Storia del “terremoto infinito” del p.co Primavera.
L’Ente Comune, dalla requisizione passa all’acquisto del complesso edilizio, tranne una piccola parte.
Tre palazzoni con 86 appartamenti (di 140 e 250 mq cadauno) non rifiniti, non abitabili, edificati su un’area di 45.000 mq dalla Immobiliare Primavera S.r.l., amministratore il geom. Fusco da Mondragone.
Per la costruzione del complesso edilizio, non vennero pagati gli oneri di cui alla legge Bucalossi ,oneri di urbanizzazione ed edificazione . Vennero utilizzati i “casertanissimi” ATTI d’OBBLIGO. L’Ente Comune (generalmente l’assessore all’urbanistica) concordava con i costruttori un lascito di valore equipollente agli oneri non pagati. L’atto d’obbligo generalmente consisteva : in superfici da adibirsi a verde attrezzato , di appartamenti , ecc., ecc.
Per il p.co primavera di Tuoro, l’A.C. concordò due aree da 5.000 mq cadauno e la costruzione , su una di esse, di un edificio da adibirsi a scuola materna.
La requisizione , degli 86 appartamenti, venne pagata con i fondi dell’Ordinanza 80/80. Successivamente , l’Ente Comune, richiese ed ottenne dal Governo i fondi per l’acquisto del complesso edilizio. Furono acquisiti al patrimonio comunale 70 appartamenti su 86 . I rimanenti 16 non vennero acquistati perché non di proprietà della S.r.l. Primavera , ma da questa lasciati in permuta alla proprietà del terreno. A tutt’oggi invenduti e di proprietà indefinita. Trentasei lunghi anni durante i quali si sono consumati fiumi d’inchiostro per avvocati e soldi pubblici.
In 36 anni dal p.co Primavera di Tuoro i terremotati sono spariti, solo pochi, forse, hanno ancora diritto ad essere definiti senza tetto. Negli anni, il complesso edilizio, sorto male è finito peggio.
Oggi è all’attenzione dell’Amministrazione Marino per un “progetto di riqualificazione”.
Durante 36 lunghi anni il complesso edilizio è divenuto un vero e proprio “GHETTO”. Le colpe del degrado sono da spalmarsi sulle spalle di TUTTI : delle Amministrazioni succedutesi, degli abitanti stessi, e della cosiddetta società civile. Ed a nulla sono serviti la costruzione di un “polifunzionale “ ad uso scuola , e una “tensostruttura “ sportiva divenuta rudere unitamente all’edificio “asilo” ed all’attiguo palazzetto di GINNASTICA ARTISTICA.
L’attuale Amministrazione Comunale annuncia di volere “RIQUALIFICARE le PERIFERIE DEGRADATE” e tra queste , il p.co PRIMAVERA di Tuoro.
Benissimo, nessuna obiezione. Riqualificare , non significa spendere soldi pubblici senza prima aver risolto i “motivi del degrado”.
Parco Primavera di Tuoro, prima di riqualificazione strutturale , abbisogna di RIQUALIFICAZIONE SOCIALE.
LA “ RIQUALIFICAZIONE “ SI POTRA’ OTTENERE SOLO DOPO AVER RISOLTO I SEGUENTI PROBLEMI:
Censimento della popolazione; verifica degli aventi ancora diritto all’alloggio; allontanamento degli abusivi; rideterminazione del pagamento dei fitti; recupero dei arretrati; regolamento di gestione del complesso edilizio, aree verdi, e appartamenti assegnati (condominio); definizione-progetto per l’utilizzo della tensostruttura-sportiva e dell’asilo-scuola-materna (abbandonati); riclassificazione degli appartamenti e relativa riduzione delle superfici in uso . L’edilizia economico-popolare non supera i 110 mq ad appartamento. Quindi, da 86 appartamenti se ne potranno ricavare almeno il doppio . Grande occasione per l’Ente Comune di risolvere problematiche di “DIRITTO ALLA CASA”.
PRIMA DI PASSARE ALL’ACQUISTO DEGLI ALTRI 16 APPARTAMENTI E DELLA RIQUALIFICAZIONE DELL’INTERO PARCO, L’ENTE COMUNE DEVE ADEMPIERE AI SUOI DOVERI COSI’ COME INNANZI RICORDATO.
“ DECIDERE COME E COSA FARE DI QUESTA PROPRIETA’ .
Continuare la destinazione per i senza tetto, con definizione di regolamento e apposita TRASPARENTE graduatoria ?
Ipotizzare il valore immobiliare , assegnazione agli aventi diritto , per l’eventuale riscatto ?
Tutto ciò è dovuto, PERCHE’ :
- le aree “ghetto” generano disagi-sociali, malesseri, violenza, ecc., ecc.;
- si ha il dovere di spendere bene il denaro pubblico;
- amministrare bene per recuperare dignità alla “politica”.
- P.co Primavera NON DEVE RIMANERE PERIFERIA DEGRADATA, NON DEVE PIU’ GRAVARE
ECONOMICAMENTE SUL DENARO PUBBLICO, DEVE DIVENTARE UN MODELLO DI VIVIBILITA’ QUALIFICATA.
Caserta 23 novembre 2016 Nicolò Antonio CUSCUNA’