22/05/2026
Ciao, Pasquale.
Da 24 anni questa rivista ha rappresentato un costante punto di riferimento per la mia vena poetica e non solo. Ha raccolto poesie, racconti, ricordi di famiglia, resoconti delle varie attività associative. Nata grazie all'estro e alla bravura di un raffinato poeta, ha costituito una importante vetrina per migliaia di poeti, artisti, letterati. Purtroppo è l'ultimo numero di una fantastica raccolta. Pasquale Francischetti è andato a cavalcare le verdi praterie sei giorni fa ma la notizia l'ho appresa solo questa mattina, avendo chiamato a casa per chiedergli se fosse già stato chiuso il numero di giugno. La moglie, affranta, mi ha riferito la triste notizia, scusandosi per non essere riuscita ad avvisare le centinaia di persone che, in tutta Italia e anche all'estero, intrattenevano rapporti amicali e professionali con il compianto marito. Le sue già precarie condizioni di salute si sono aggravate a seguito di una caduta e non vi è stato nulla da fare. Mi ha riferito, altresì, che né i figli né i membri del cenacolo accademico si sentono di continuare l'attività editoriale e pertanto la rivista chiude i battenti. La chiusura di una rivista, tuttavia, non rappresenta la fine di un progetto editoriale. Vi sono opere che cessano di essere stampate ma continuano a vivere nelle parole che hanno custodito, nei ricordi che hanno alimentato, nei legami che hanno contribuito a creare. Le pagine possono fermarsi all'ultimo numero; i sentimenti, le idee e l'eredità spirituale che esse hanno generato proseguono invece il loro cammino.
Con la scomparsa di Pasquale Francischetti si chiude un lungo ciclo durato ventiquattro anni, ma non si spegne ciò che egli ha seminato. Rimane il patrimonio umano e culturale che, con sensibilità, intelligenza e dedizione, ha saputo donare a migliaia di persone.
Uno dei miei tanti preziosi maestri, Henri Bergson, sosteneva che il passato non scompare mai davvero, continua a vivere nel presente e accompagna il nostro cammino. Forse è proprio questo il senso più profondo della memoria: comprendere che alcune presenze, pur sottraendosi ai nostri occhi, non ci lasciano realmente. Cambiano forma, entrano nel silenzio, ma continuano a vivere nelle parole che hanno scritto, nei pensieri che hanno suscitato e nell'affetto di chi continuerà a custodirne il ricordo. Per me, come può ben immaginare chi conosca le vicissitudini della mia vita, il pensiero di Bergson è alimento per lo spirito. Amaro alimento, certo, ma necessario per andare avanti.
Pasquale sarà degnamente ricordato con apposite iniziative. Oggi abbracciamo idealmente i suoi cari, nel commosso ricordo di un uomo meraviglioso e, soprattutto, di uno dei miei più cari amici.
Con profondo dolore si comunica la scomparsa del nostro stimato Presidente, Pasquale Francischetti. Ci uniamo al dolore della famiglia e di tutti i soci, ricordando con immensa gratitudine il suo instancabile impegno per la poesia e la cultura. “La parola poetica non muore, resta a illuminare il c...