ANPI Navacchio - "alla memoria di Celso Battaglia e dei martiri di Vinca"

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ANPI Navacchio - "alla memoria di Celso Battaglia e dei martiri di Vinca" Questa sezione è gemellata con la sezione ANPI Casola-Fivizzano ( https://www.facebook.com/ANPI-sezione-Casola-Fivizzano-499710296880737/ )

18/06/2026

Solidarietà alle studentesse e agli studenti indagati. Contro la criminalizzazione del dissenso e la stretta repressiva dei Decreti Sicurezza.

I provvedimenti notificati nei giorni scorsi dalla Questura e dalla Procura di Pisa nei confronti di oltre 50 attivisti e studenti – con l'ipotesi di reati pesantissimi legati alle manifestazioni per la pace e contro il transito di armi – destano profonda preoccupazione in tutte le forze democratiche della nostra città.

Come CGIL Pisa, ARCI Pisa, Comitato Provinciale ANPI Pisa, Casa della Donna Pisa, Legambiente Pisa e Presidio Libera Pisa esprimiamo la nostra piena e convinta solidarietà a tutte le ragazze, i ragazzi – di cui molti giovanissimi – i cittadini e le cittadine colpite da questa massiccia operazione giudiziaria. Manifestare contro la guerra, chiedere il cessate il fuoco in Palestina e accendere i riflettori sulla militarizzazione del nostro territorio non sono atti di criminalità: sono l'esercizio democratico di una coscienza civile e costituzionale che rifiuta la logica del conflitto globale.

Questo imponente impianto accusatorio non nasce nel vuoto, ma è il figlio diretto di una precisa strategia politica nazionale. Siamo di fronte all'applicazione plastica dei cosiddetti "Decreti Sicurezza", un pacchetto di norme ideato non per garantire la sicurezza dei cittadini, ma per colpire chirurgicamente le forme storiche, pacifiche e tradizionali della protesta sociale.

Trasformare il blocco stradale o ferroviario da illecito amministrativo a grave reato penale, punibile con anni di reclusione, ha un unico e chiaro obiettivo: terrorizzare chi vuole scendere in piazza, soffocare il conflitto sociale e svuotare di fatto l'Articolo 21 e l'Articolo 17 della nostra Costituzione. Si risponde con i tribunali e i fogli di via a domande che sono invece squisitamente politiche e sociali, mentre sul piano internazionale il governo italiano continua a rimanere colpevolmente inerte, rifiutandosi di adottare sanzioni o provvedimenti concreti nei confronti del governo israeliano per fermare il genocidio a Gaza tutt’ora in atto e violando i principi di ripudio della guerra sanciti dalla nostra stessa Repubblica.

Pisa ha una lunghissima e fiera tradizione democratica, antifascista e pacifista. La criminalizzazione del dissenso studentesco e dei movimenti per la pace è un segnale pericoloso per la tenuta Democratica del Paese. Quando si restringe lo spazio del diritto a manifestare, si indebolisce la democrazia di tutti.

Non permetteremo che la richiesta di pace e giustizia sociale venga derubricata a problema di ordine pubblico. CGIL Pisa, ARCI Pisa, Comitato Provinciale ANPI provinciale Pisa, Casa della Donna Pisa, Legambiente Pisa e Presidio Libera Pisa continueranno ad essere al fianco di chi difende i diritti costituzionali e a mobilitarsi contro norme liberticide che mirano a silenziare le voci critiche di questo Paese.

18/06/2026
Buona Festa della Repubblica!!!
02/06/2026

Buona Festa della Repubblica!!!

Auguri alla nostra Repubblica per il suo 80esimo compleanno e buon 2 giugno a tutte e tutti!

17/05/2026
09/05/2026
09/05/2026

9 maggio 1978 viene ucciso Peppino Impastato

29/04/2026

"Secondo gli investigatori della Digos l’autore della sparatoria del 25 aprile a Roma contro due iscritti all’ANPI è un giovane della comunità ebraica romana che ha detto di far parte della “Brigata ebraica”. Il giovane è stato fermato con l’accusa di tentato omicidio. Non può sfuggire a nessuno l’estrema gravità della vicenda.
Da tempo assistiamo a una deriva estremistica e intimidatoria di parte di alcuni esponenti della Comunità ebraica di Roma. In passato più volte dirigenti nazionali ANPI hanno ricevuto minacce e lettere intimidatorie dalla sigla GSE (Gruppo Sionistico Giovanile) e da altre sigle. Le aspre polemiche da parte del signor Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, si iscrivono in questo clima di esasperazione estremistica presente in parte delle Comunità; sappiamo peraltro che al loro interno si è aperto un dibattito critico nei confronti proprio delle posizioni del signor Meghnagi.
Ma se dalle parole si passa alle pistole cambia tutto. Oggi Gad Lerner in un post sui social ha richiesto lo scioglimento di “questi gruppi paramilitari”. È un’affermazione pesantissima. Per questo chiediamo alla magistratura non solo di appurare l’esistenza di eventuali mandanti dell’aggressione armata avvenuta a Roma, ma anche di aprire un’inchiesta su tali presunti gruppi paramilitari presenti nella Comunità ebraica romana. Chiediamo altresì al ministro Piantedosi di andare fino in fondo nelle indagini in merito e alla presidente del Consiglio di prendere finalmente posizione sulla vicenda, dopo il suo colpevole e gravissimo silenzio dei giorni scorsi.
Nelle comunità vi sono punti di vista diversi e anche contrastanti. Per questo chiediamo alla Comunità di Roma e all’Unione delle Comunità Ebraiche italiane una presa di posizione chiara e ferma in merito, anche pensando al forte legame che nel passato l’ANPI aveva stabilito col rabbino Elio Toaff.
L’ANPI nazionale ha sempre avuto un rapporto di dialogo e di confronto, anche su posizioni diverse, con l’UCEI; con questo spirito, per l’estrema gravità dell’accaduto, per superare eventuali incomprensioni e per isolare qualsiasi frangia violenta, chiediamo un incontro urgentissimo alla presidente nazionale dell’UCEI".

✍🏻 La Segreteria nazionale ANPI

Enrico Mattei nasceva il 29/04/1906
29/04/2026

Enrico Mattei nasceva il 29/04/1906

Quest’uomo qui si chiamava Enrico Mattei.
È stato uno dei grandi italiani del Novecento. Forse troppo grande.

Partigiano, comandante della Resistenza cattolica, politico, imprenditore illuminato.
Ma prima di tutto: un visionario.

Uno che letteralmente si è fatto dal niente, lui, nato povero ad Acqualagna da una modesta famiglia marchigiana, a vent’anni è già dirigente di una piccola azienda e a trenta imprenditore nel settore chimico.

Durante la guerra entra nella Resistenza e diventa uno dei capi del CLN. Viene pure arrestato dal fascismo ed evade dal carcere in modo rocambolesco un mese dopo. Organizza uomini, armi, viveri, costruisce reti di contatti tra preti, operai, contadini e industriali.
Finirà per essere uno dei sette esponenti del CLN alla testa della manifestazione, il giorno della Liberazione di Milano.

Finita la guerra, nel 1945 il governo gli affida il compito di liquidare l’Agip, considerata un carrozzone inservibile, un relitto del fascismo.
Lui disobbedisce. Capisce che l’Italia, se vuole rinascere, ha bisogno di energia, non di svendersi.
Così salva l’Agip, la rilancia, e nel 1953 fonda l’Eni, che diventerà il motore dello sviluppo economico italiano.

Non lo fa dietro una scrivania. Sale a bordo del suo aereo e vola direttamente a trattare coi Paesi produttori, rompendo il monopolio delle Sette Sorelle anglo-americane, per alcuni intoccabile. Tratta tutti alla pari, offrendo ad arabi e iraniani il 50% dei profitti, “violando” le regole del cartello.

Fa dell’Eni un motore economico e insieme uno strumento di politica estera.
Collabora con l’Unione Sovietica, dialoga con i Paesi arabi, parla di dignità e indipendenza in un tempo (mai finito) in cui l’Italia è sotto l’influenza soffocante degli americani.
Rovescia la piramide nei rapporti tra Nord e Sud del mondo, e lo stesso fa anche nei rapporti tra “padrone” e dipendente, restituisce dignità ai lavoratori, realizza luoghi di lavoro e di socialità a misura d’uomo.

A molti quell’imprenditore ribelle che ha cambiato le regole del mercato, del lavoro, della politica e della comunicazione non piace.

Perciò già allora, e ancora oggi, sono in pochi a credere che sia stato solo un tragico incidente quello del 27 ottobre 1962, quando il suo aereo precipita nelle campagne di Bascapè poco prima di atterrare all’aeroporto di Linate.

Anni di indagini, inchieste, rivelazioni, sospetti - e pure silenzi, omertà e depistaggi - non riusciranno a far piena e definitiva luce su uno dei grandi misteri italiani.

Aveva 56 anni.
Era nato il 29 aprile del 1906, centovent’anni fa esatti oggi, e chissà come sarebbe cambiata la storia italiana senza quello schianto.

Enrico Mattei è stato un patriota vero al cospetto di tanti sedicenti “patrioti”.

Ed è la ragione per cui pochi giorni fa i suoi eredi hanno diffidato il governo Meloni dall’utilizzare - e sporcare - il suo nome per il piano per l’Africa.

Perché non c’entra nulla con lo spirito, la visione, il coraggio, l’utopia realizzata da questo grande italiano.

Un italiano indimenticabile.
E, per questo, in un Paese senza memoria né gratitudine, dimenticato.

29/04/2026

Un ventunenne della Comunità ebraica di Roma, fermato stanotte, pare abbia ammesso di avere sparato con una pi***la ad aria compressa contro due manifestanti che indossavano il fazzoletto dell'Anpi il 25 aprile.
Da tempo denunciamo una degenerazione squadristica di elementi che in nome dell'autodifesa minacciano e aggrediscono nelle scuole e per strada chi individuano come nemico di Israele.
Basta omertà dall'alto per questi estremisti sospinti al fanatismo da leader irresponsabili.
Anche noi ebrei dissidenti dall'importazione della guerra mediorientale nelle nostre Comunità veniamo fatti oggetto da tempo di simili minacce, non solo verbali. Chi sa parli. Vengano disciolti questi nuclei paramilitari. E chi ha accusato l'Anpi di antisemitismo chieda scusa.

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