31/08/2022
LA CITTADINANZA di Antimo Ceparano
Il battesimo è una forma di cittadinanza, perché con questo sacramento si viene accolti in una comunità di credenti. Ebbene mi è capitato che una signora, notoriamente una radical chic , si accaniva contro questo sacramento adducendo che non era possibile per un bambino scegliere e che quindi ciò rappresentava un atto di violenza.
La stessa signora afferma, venendo meno alle proprie affermazioni, che un bambino, figlio di persone provenienti da Paesi stranieri, solo perché nato in Italia abbia diritto alla cittadinanza Italiana. In questo caso viene meno il diritto alla scelta! Segno di contraddizione e chiaramente ideologico.
Un bambino nato in Italia da genitori stranieri ha diritto, a 18 anni poiché maggiorenne, di potere scegliere tra la cittadinanza italiana e quella del paese di origine, poiché sentirsi italiano è un dato culturale e non una condizione prestabilita. Nel frattempo il bambino stesso, deve godere di tutto ciò che lo Stato Italiano mette a disposizione dei propri cittadini e ne deve osservare le leggi.
In Francia, molti terroristi sono figli di cittadini che vengono da Paesi non appartenenti culturalmente alla Francia e anche se considerati francesi non hanno esitato a colpire i francesi e la Francia, il che significa che non si sono mai sentiti francesi.
Al contrario il sacramento del battesimo, così osteggiato dalla signora radical chic, che non vincola, negli atteggiamenti e nella propria libertà nessuno e che non stabilisce obblighi giuridici, battezzare, quindi un bambino non significa sottoporlo a nessuna violenza ma, per i credenti, è semplicemente un segno di appartenenza a quel regno dei cieli ove non si predica il male ma l’amore.
Buona fortuna.