10/12/2022
in un clima di festa per la comunità marocchina in città dopo la vittoria storica della loro nazionale durante il mondiale di calcio. Una oscena frase rivolta a una madre con due figli: “Qui per noi è aperto, per voi no. A voi non danno da mangiare.” E infine un netto: “Signora, io sono fascista.”
Episodi di razzismo sono sempre da condannare senza se e senza ma, quindi vorrei esprimere solidarietà e vicinanza a tutta la comunità marocchina sassolese. Purtroppo, non sono pervenuti messaggi di solidarietà da parte dall’assessora con le deleghe ai giovani e allo sport, mentre il sindaco ha liquidato frasi così gravi con un invito sui social a "non insultarsi a vicenda", come se la colpa fosse equamente ripartita, ma comunque nessuna condanna netta a livello istituzionale. Per di più c’è una chiara connotazione ideologica con un riferimento al concetto dell’alterità, sottolineando così come l’altro, straniero, sia qualcosa di diverso da noi, mentre in realtà siamo cittadini della stessa città. L’aggravante è che parole di questa cattiveria siano state pronunciate ad una madre con figli da dei ragazzi di poco più che maggiorenni, quindi nostri coetanei, che forse non sanno neanche cosa sia stato effettivamente il fascismo in questo paese e a Sassuolo.
Un episodio ancora più grave è quello avvenuto a Verona, dove c’è stato un vero e proprio agguato nei confronti dei tifosi con addirittura bastoni con i quali hanno aggredito. Giustamente sono stati arrestati tredici militanti di estrema destra, che risponderanno davanti alla legge. Vogliamo anche noi arrivare a questo punto? Speriamo di no.
Lo sport, soprattutto in una città vivace di come Sassuolo, dovrebbe essere un elemento di unione tra persone anche e soprattutto di culture diverse, ad esempio nel è molto emblematico perché quando si gioca insieme si parla un vero e proprio linguaggio universale.
Per combattere stereotipi, conflitto sociale e degrado giovanile servirebbero politiche di vera integrazione, partendo dai giovani attraverso il volontariato e lo sport, coinvolgendo le scuole e le famiglie. Sassuolo non è nuova a questi episodi e scene di violenza tra giovani nel centro cittadino. Tutto ciò è la riprova che è da anni che non ci sono programmi efficaci costruiti dall’amministrazione da questo punto di vista. Per fortuna il Terzo settore sassolese riesce in questo intento di dialogo con realtà giovanili e multiculturali, ma purtroppo non basta, serve investire di più a livello organizzativo da parte della Giunta, ma soprattutto da un punto di vista politico.
Ha avuto grande coraggio e ha dimostrato grande maturità la ragazza che ha denunciato questi fatti, perché occorre denunciare ogni violenza e sopruso.
Per combattere stereotipi, conflitto sociale e degrado giovanile servirebbero politiche di vera integrazione, partendo dai giovani attraverso il volontariato e lo sport, coinvolgendo le scuole e le famiglie. Sassuolo non è nuova a questi episodi e scene di violenza tra giovani nel centro cittadino. Tutto ciò è la riprova che è da anni che non ci sono programmi efficaci costruiti dall’amministrazione da questo punto di vista. Per fortuna il Terzo settore sassolese riesce in questo intento di dialogo con realtà giovanili e multiculturali, ma purtroppo non basta, serve investire di più a livello organizzativo da parte della Giunta, ma soprattutto da un punto di vista politico.
Ha avuto grande coraggio e ha dimostrato grande maturità la ragazza che ha denunciato questi fatti, perché occorre denunciare ogni violenza e sopruso.