12/09/2025
Riporto di seguito, la versione integrale dell'articolo scritto per il giornalino comunale di Casalgrande.
Ringrazio chi ha dimostrato solidarietà nei miei confronti e nelle mie scelte politiche.
Negli ultimi anni ho avuto l’onore di ricoprire il ruolo di assessore alle Politiche educative, Volontariato, Pari opportunità, Giovani e consigli di frazione.
E’ stata un’esperienza che mi ha permesso di entrare in contatto con persone, realtà associative e istituzioni, costruendo insieme percorsi di crescita e inclusione per la nostra comunità.
Come assessore ho lavorato per sostenere le scuole, che considero il cuore pulsante della formazione e della cittadinanza attiva. Ho creduto molto anche nel valore del volontariato, un settore che rappresenta la forza silenziosa del nostro territorio, capace di unire generazioni e offrire sostegno a chi ne ha più bisogno.
Con lo stesso spirito ho cercato di dar ascolto ai giovani creando uno spazio per loro.
Attraverso i consigli di frazione, ho potuto toccare con mano il valore del dialogo diretto coi cittadini.
Le pari opportunità sono state sempre una mia priorità: credo in una società che sappia garantire rispetto, uguaglianza e dignità a tutti senza discriminazioni nonostante ai più possa sembrare un’utopia.
Ho provato sulla mia pelle cosa si prova ad essere discriminata, isolata, questo è uno dei motivi per cui ho scelto di uscire dal gruppo di maggioranza.
Oggi, come consigliere comunale, continuo questo mio percorso politico con lo stesso entusiasmo di sempre, con la convinzione che il dialogo e l’ascolto siano le basi di una buona amministrazione per capire i bisogni reali delle persone.
Voglio rappresentare con coerenza chi mi ha dato fiducia, portando avanti le istanze del territorio con serietà, presenza e spirito costruttivo, non solo critico e distruttivo.
Credo fermamente che la politica debba essere a servizio dei cittadini in modo concreto e quotidiano per garantire un futuro migliore per la propria comunità.
Un impegno che esige trasparenza per il ruolo ricoperto e disinteresse personale.
Ho deciso di uscire dal gruppo di maggioranza e di proseguire il mio lavoro in gruppo misto: una decisione ponderata, dettata dalla volontà di mantenere coerenza con i miei valori e di poter rappresentare i cittadini con maggior libertà ed indipendenza.
Ho fatto una scelta ponderata, dettata da motivazioni personali e politiche che nasce da un crescente senso di distanza rispetto ad alcune scelte e modalità operative del gruppo di maggioranza, da alcune scelte politiche e gestionali che non rispecchiano più il mio modo di intendere l’amministrazione pubblica.
Ho ritenuto più onesto e coerente distaccarmi senza tuttavia abbandonare il mio impegno verso i cittadini che mi hanno eletto.
Se da un lato non si tratta di un passaggio all’opposizione, dall’altro rappresenta un segnale politico, soprattutto in un contesto di instabilità della maggioranza.
Creare un nuovo gruppo misto, non significa sottrarsi alla responsabilità politica, ma creare un nuovo spazio legittimo dove continuerò a dar voce ai cittadini di Casalgrande, senza vincoli di appartenenza che possano limitare la mia libertà di giudizio.
Continuerò a partecipare attivamente alla vita amministrativa, votando perciò che riterrò utile e giusto per il mio paese, così come sarò pronta a muovere obiezioni quando necessario.
Può sembrare un atto di indipendenza, o di arroganza politica ma non è così.
Non c’è rancore ma consapevolezza.
E la consapevolezza mi porta a dire che il mio posto è ancora qui, tra i banchi del Consiglio Comunale di Casalgrande, ma con libertà di parola, autonomia di pensiero e spirito critico.
Per questo, oggi, non mi sento fuori da nulla: anzi sono dentro più che mai.
Credo che la politica locale sia la forma più autentica di democrazia: è lì che si misurano le scelte che toccano la vita quotidiana delle persone.
Democrazia è la forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo, quindi dal volere di una maggioranza che lo rappresenta, ma non significa che questa possa decidere di ledere o privare i diritti altrui.
Fare politica in un comune significa conoscere profondamente il territorio: le frazioni, le scuole, le strade, le criticità e i punti di forza.
Non si amministra da una scrivania, ma camminando tra la gente, ascoltando chi vive ogni giorno il paese.
Un consigliere comunale è un portavoce della comunità che vuole aiutare a risolvere problemi concreti, non ideologici: dalla gestione dei rifiuti al sostegno alle famiglie ecc. perché la politica locale è fatta di scelte responsabili che hanno un impatto diretto sulla vita delle famiglie, delle imprese e di tutti i cittadini.
Ed è’ lì che si costruisce il futuro delle nostre comunità.