22/05/2022
Siamo arrivati alla fine dei 5 anni di Casaleone Viva in consiglio comunale come minoranza, come opposizione.
Casaleone Viva è nata 5 anni fa dall’unione dei tre consiglieri di minoranza che rappresentavano i gruppi di Vivere Casaleone, Libera e Lega.
Il progetto politico di Casaleone Viva voleva essere di alternativa costruttiva e con questo principio noi Ma**ca Faben con Nicoletta Tosco, Carlo Giulietti poi sostituito da Giada Berardo, e Angelica Rosestolato poi sostituita da Laura Zamperlin, abbiamo svolto con senso di responsabilità una attività di opposizione pungolante, stimolante, propositiva e mai litigiosa, come del resto è nel nostro stile.
Dal nostro punto di vista Casaleone ha delle potenzialità che l’amministrazione Gennari non ha saputo sfruttare o non ha affatto colto. La linea della maggioranza era categorica: niente spese (ma hanno diminuito i servizi), niente mutui (ma hanno rimodulato quelli in essere), niente fronzoli (tipo le manutenzioni straordinarie), niente che non sia assolutamente necessario (manutenzioni ordinarie fatte passare per opere pubbliche gentilmente concesse), fare ma quando non è più possibile aspettare oltre.
Sono trascorsi 10 anni con il famosissimo disco rotto “ I debiti di Ambrosi lasciati nel 2012” . Una manfrina durata oltre il sopportabile, ma per loro è stata un buon cavallo di battaglia e ha giustificato l’immobilismo generale di cui siamo tutti vittime.
A seguire è stata l’attuazione del detto “Chi non fa, non sbaglia”. Altri 5 e magari ancora altri 5 anni di Gennari & Co con lo stesso programma del 2012 – 2017 copiato e incollato su quello del 2022, basato sulla conservazione dello stato delle cose è davvero poco, troppo poco.
Ma allora direte: e perché non vi siete ricandidati?
Fermo restando che tutti sono liberi di rimboccarsi le manica, formare una lista e correre, noi non ci siamo candidati perché LO AVEVAMO PROMESSO;
Perché il 18 maggio 2017 in occasione della presentazione della lista, Ma**ca Faben disse “Noi siamo pronti a mettere a disposizione il nostro tempo e le nostre capacità. E se votate per noi non fate un piacere a me o agli altri candidati, ma lo fate a voi stessi, diversamente tra 5 anni dedicheremo le nostre energie e competenze ad altri progetti”.
I cittadini hanno votato, i cittadini hanno avuto quello che hanno chiesto.
Ora, se dopo questi 10 di mandato Gennari, i cittadini sono ancora contenti di quanto hanno avuto e non avuto, possono andare a votare l’unica lista candidata;
se invece non sono soddisfatti, possono benissimo astenersi, non succede proprio nulla di grave.
In questa particolare tornata elettorale il NON VOTO equivale ad un voto.
Il futuro potrebbe essere molto interessante.
Ma per le cose belle e interessanti ci vuole CORAGGIO, e bisogna avere l’ardire di chiedere di più. Chi chiede di più, avrà di più.
Altrimenti, al massimo vi arriverà un coppo del vecchio teatro sulla testa.
P.S. Fa quasi tenerezza la smania con cui sollecitano il popolo ad andare a votare; paura per la fuga di consensi???
Intanto vi lasciamo con immagini tra le più significative dello stile Gennari&Co. Aiuole del capoluogo