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Casagiove è un comune attiguo a Caserta, capoluogo della omonima provincia. È parte integrante della vasta conurbazione che unisce numerosi centri situati lungo l'asse della via Appia, da Maddaloni a Capua. Sul suo territorio è situato il casello autostradale dell’A1 di Caserta nord. Oggi vi risiedono circa 13.500 abitanti. La popolazione è stata sempre in crescita fino agli anni ’80 quando, dopo una impennata nel decennio precedente dovuta allo sviluppo edilizio ed al trasferimento di numerosi lavoratori napoletani e casertani che preferivano non abitare nelle grandi città, ha visto diminuire il numero dei suoi abitanti anche a causa di uno spopolamento del centro storico poco valorizzato. Le origini di Casagiove, come quelle di molti altri comuni del casertano, sono molto più antiche di quanto si possa pensare. Già nel IV secolo a.C. vi sono testimonianze di un insediamento sannitico, nonché di successive strutture romane realizzate nel corso dei secoli. Per il primo documento ufficiale relativo alla storia della città, invece, dobbiamo attendere il 969 d.C.. Quell’anno è presente una testimonianza scritta relativa ad una concessione del vescovo Alderico della Fondazione della Chiesa Santa Croce. Il nome riportato nell’atto, tuttavia, non è quello di Casagiove, bensì di Casanova. Con l’avvento dei Borbone e l’inizio dei lavori della Reggia di Caserta, dell’allora borgo di Casanova, si ebbe un notevole incremento demografico e sviluppo della città. Molte delle famiglie degli operai impegnati nel cantiere vanvitelliano, infatti, trovarono dimora proprio nella piccola Casanova. Il borgo di Casanova nel 1810, si unisce alla vicina Villa di Coccagna, prendendo il nome di Comune di Casanova e Coccagna. Nel 1872, poi, con il Regio Decreto 695, ecco spuntare il nome di Casagiove. Il motivo? Parte della comunità scientifica locale sosteneva che nell’antichità, a ridosso del vicino monte Tifata, vi fosse un tempio romano dedicato a Giove o un’ara (una sorta di altare per raccogliere le offerte) della Venere Giovia. Tesi confermata dal ritrovamento di un’iscrizione sulla Tabula Peutingeriana, in cui si legge di una struttura eretta in onore a Iovis Tifatinus (Giove Tifatino). Il Quartiere Militare Borbonico, fu realizzato su consulenza di Luigi Vanvitelli, architetto progettista della Reggia di Caserta. Adibito ad ospedale destinato agli operai ed agli schiavi che riportavano ferite nella costruzione della residenza reale, finì poi in disuso, divenendo – secondo alcuni documenti – un’abiura di belve. Con l’avvento di Ferdinando, l’Ospedale di Casanova divenne una caserma per la fanteria borbonica e, in seguito all’Unità d’Italia, per quella italiana. Alla fine del 1943 arrivano gli alleati e il Quartiere ospita le truppe ed i loro depositi. Un provvedimento di sdemanializzazione della metà degli anni ’70 apre la via all’acquisizione del complesso da parte del Comune avvenuta nel 1985. Ma solo all’inizio del secondo millennio, con il progetto dell’Amministrazione comunale, “L’altra Reggia - Incontro tra le culture”, vincente il Premio Cento Città, arriva il primo e unico importante finanziamento destinato a trarre, solo parzialmente, dal degrado l’immobile. Con decreto del Ministro dell’interno del 1° agosto 2003 il Comune di Casagiove ha ottenuto la concessione del titolo di Città.