29/07/2025
La riserva naturale della Fontana del Guercio è una delle aree verdi più importanti della Brianza.
Situata nel territorio comunale di Carugo, fa parte del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea.
La riserva accoglie numerose sorgenti che scaturiscono nella Val Sorda, nella parte settentrionale del paese.
Le acque che provengono da queste sorgenti danno origine all’antica Roggia Borromeo, per la maggior parte di origine artificiale, che attraversa l’intera riserva.
Le sorgenti hanno contribuito allo sviluppo di un ambiente particolare, con la presenza di animali come:
• ricci;
• ghiri;
• anfibi (tra cui la salamandra pezzata);
• gamberi di fiume.
Si pensa che le sorgenti venissero usate già ai tempi dei Celti, gli antichi abitanti del Nord Italia, che forse se ne servivano anche per svolgere riti magici.
I fontanili sono delimitati da muri a secco molto antichi (i più recenti sono stati realizzati verso la fine del XVII secolo); oltre alla Fontana del Guercio, che dà il nome all’intera riserva, vale la pena di citare anche la Testa del Capùn e la Testa del Nan, da cui scaturisce la Roggia Borromeo.
La riserva fu istituita nel 1986, e si sviluppa su una superficie di quasi 28 ettari.
Nel libro “Sacro, magia e tradizioni in Brianza” di Franca Pirovano si racconta dell’usanza in vigore in passato “di andare in ‘viaggio di nozze’ da Carugo – un viaggio di mezza giornata, come potevano permetterselo i contadini – alla ‘funtana del Guèrc’, perché la scelta di un luogo certamente pittoresco, ma soprattutto ricco d’acque e di sorgenti, doveva con molta probabilità essere ritenuto propizio alla fecondità della sposa”.
La strada che vi porta verso la Fontana del Guercio è costeggiata dalla Roggia Borromeo, che – come detto - sgorga proprio dalle risorgive della riserva naturale.
La roggia fu realizzata nel 1682 per trasportare l’acqua fino ai giardini di Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno.
All’inizio del percorso trovate un pannello che riporta tutte le informazioni che potrebbero esservi utili per godervi una passeggiata indimenticabile.
Qui sono indicate, fra l’altro, le regole da rispettare per non compromettere la quiete della riserva. Come potete immaginare, è vietato:
• cacciare;
• accendere fuochi;
• campeggiare;
• svolgere manifestazioni sportive.
Più in generale, è proibito “esercitare ogni altra attività che comporti alterazioni alla qualità dell’ambiente incompatibili con le finalità della riserva”.
A proposito di divieti, nella riserva naturale i cani non possono entrare, neppure se tenuti al guinzaglio.
Lo stesso pannello ospita, inoltre, la carta dei sentieri e dei percorsi del Parco della Brughiera Briantea e un cartellone dedicato, nello specifico, alla riserva naturale della Fontana del Guercio, con una descrizione dettagliata delle sue particolarità naturalistiche.
Accanto al pannello potrete ammirare un lavatoio, di cui viene raccontata anche la storia, risalente addirittura al 1725. L’11 maggio del 1725 il conte Carlo Borromeo concedeva agli abitanti della Cascina Sant’Ambrogio e di Incasate la possibilità di aprire - da un lato del ponte situato sopra la Roggia Borromeo - un piccolo guado, che consentisse di abbeverare gli animali e di lavare i panni. A questo scopo furono poste sette pietre per lavare: tre sulla destra e quattro sulla sinistra. Come si legge nella relazione dell’ingegner Italo Azimonti sulla Roggia Borromeo del 1914 citata nella bacheca in legno presente oggi davanti al lavatoio, “queste opere dovevano essere mantenute a spese di detti abitanti i quali si assumevano l’impegno di non impedire mai né direttamente né indirettamente il libero deflusso delle acque”.
A proposito di questa bacheca in legno, vale la pena di osservarla con attenzione: realizzata in legno di castagno, ospita due bassorilievi che raffigurano rispettivamente le lavandaie intente a lavare i panni e il gambero di fiume, simbolo della roggia. I bassorilievi sono stati disegnati da Luigi Marelli e scolpiti da Danilo Borgonovo.
A questo punto potete incamminarvi lungo via Fontana del Guerc per immergervi nell’ambiente della riserva naturale!
Il percorso può essere affrontato senza problemi anche in bici; più difficile, invece, muoversi con passeggini o carrozzine.