07/08/2025
La storia dei 😋
Nella provincia di Reggio Emilia si cominciò a consumare polenta nella metà del XVIII secolo, quando nella pianura Padana divenne coltivazione stabile il mais e fino a pochi decenni fa, era il cibo quotidiano del mondo contadino.
In dialetto valestrino il condimento viene definito “cünsèri” e viene sapientemente preparato con una ricetta a cui pochi hanno accesso, tramandata di generazione e che rende i Casagai di Valestra i più buoni d’Italia.
L’etimologia del nome Casagai (letteralmente, calza-gatti) risale alla leggenda sulla nascita: una rezdora stava riscaldando dei fagioli in umido sulla stufa a legna. Nel portarli in tavola inciampò nel gatto, appisolato ai piedi della stufa, ed il contenuto della teglia finì dritto nel paiolo della polenta che cuoceva poco distante, sul camino. Per non costringere a saltar la cena ai suoi famigliari, la rezdora inventò i Casagai: prese questo nuovo impasto di polenta, fagioli e condimento, la fece raffreddare, lo tagliò a fette che successivamente provò a friggere.
Questa polenta “2.0” così rivisitata, riscosse un enorme successo tra i commensali, che ne decantarono la bontà a parenti ed amici.
In questo modo, la ricetta frutto dell’errore della rezdora si diffuse, trasmessa di bocca in bocca, tra le campagne reggiane giungendo inalterata fino ai nostri giorni.