16/02/2026
🔴🔴LETTERA APERTA AL DOTT. GRATTERI🔴🔴
Caro Dott. Gratteri,
Le scrivo queste righe con il profondo rispetto che si deve a un uomo che ha dedicato la propria vita, con coraggio e sacrificio personale, alla lotta contro la 'ndrangheta e alla sicurezza del nostro Paese. La Sua storia parla per Lei e nessuno può mettere in discussione il valore del Suo impegno civile.
Tuttavia, proprio in virtù di questa stima, non posso nascondere la mia amarezza di fronte ad alcune Sue recenti esternazioni. Lei ha ragione su un punto: è vero, chi è stato indagato, arrestato e poi assolto perché "il fatto non sussiste" voterà convintamente SÌ al referendum.
Ma queste persone non votano per vendetta, Dottor Gratteri; votano perché hanno vissuto sulla propria pelle le storture di un sistema che può distruggere vite, famiglie e carriere in un istante, per poi ammettere l'errore dopo anni di calvario processuale.
Quelle persone voteranno SÌ perché erano INNOCENTI erano e sono INNOCENTI.
I dati della malagiustizia sono una ferita aperta: tra il 2017 e il 2025, lo Stato ha riconosciuto 6.485 casi di ingiusta detenzione, pagando 278,6 milioni di euro in risarcimenti. Ma la dignità, quella non ha prezzo e nessuno può restituirla. Mi chiedo, Dottore: come può un sistema definirsi giusto se, a fronte di migliaia di errori, le azioni disciplinari avviate sono state appena 93 e le sanzioni effettive solo 10?. Parliamo dello 0,015% degli errori che trova una risposta sanzionatoria.
La realtà che dobbiamo affrontare con onestà è che oggi PM e Giudici appartengono alla stessa "famiglia" professionale e si GIUDICANO TRA DI LORO all'interno del CSM.
Come sottolineato dal Presidente Emerito Augusto Barbera, il CSM non dovrebbe essere un sindacato a difesa della categoria, ma un organo di garanzia. Invece, troppo spesso assistiamo a una sorta di "autotutela" in cui chi sbaglia non paga e, talvolta, prosegue serenamente la propria carriera quasi senza conseguenze.
È per questo che la creazione di un'Alta Corte terza e indipendente è necessaria: non per "punire" la magistratura, ma per garantire che chi giudica l'errore di un magistrato sia un soggetto realmente distaccato, non un collega di corrente.
La separazione delle carriere, inoltre, è l'unico modo per dare piena attuazione al "Giusto Processo" previsto dalla nostra Costituzione, dove l'arbitro (il Giudice) deve essere equidistante dalle parti e non un "compagno di squadra" di chi accusa.
Lei sa meglio di me che la legalità non è solo colpire i colpevoli, ma è anche proteggere gli innocenti e assicurare che ogni potere risponda delle proprie azioni davanti a un organo terzo.
Una giustizia che si auto-assolve perde la fiducia dei cittadini; una giustizia che accetta di essere giudicata da un'Alta Corte imparziale è, invece, una giustizia che torna a essere credibile.
Con la speranza che queste riflessioni possano essere uno spunto per un confronto sereno sul futuro del nostro sistema giudiziario.
Lettera garbata, approfondita ed esaustiva, “Rubata” dal profilo di un certo Massimiliano Roventini che non conosciamo ma ci ha “tolto le parole dalla tastiera”