08/05/2026
GIOACCHINO CAMPAGNOLO ED ERMINIA CAON DI PEZZAN "GIUSTI TRA LE NAZIONI". UNA LUCE NELLE TENEBRE DA TENERE SEMPRE ACCESA. Giovedì 7 maggio, nella sede dell'associazione Cristiani per Israele di Padova, sono state consegnate cinque medaglie dello Yad Vashem alla memoria di cinque trevigiani che salvarono, a rischio della propria vita, due famiglie di ebrei perseguitati dai nazisti. Questi "Giusti tra le Nazioni" sono Gioacchino Campagnolo e la moglie Erminia Caon di Pezzan di Carbonera, don Daniele Bortoletto, Angelo Bressan e Rosetta Schiavinato di Montebelluna. Grazie alle ricerche di due storici dell'Istresco di Treviso, Francesca Meneghetti e Lucio De Bortoli, sono state ricostruite, con precise testimonianze, le drammatiche vicende risalenti alla seconda guerra mondiale, ricerche che hanno permesso di sottoporre i due casi trevigiani all’attenzione dello Yad Vashem per far riconoscere ai salvatori il titolo di “giusti tra le nazioni”: i coniugi Campagnolo di Carbonera ospitarono in segreto, nella loro casa di via Boschi a Pezzan, per quasi venti mesi, Esther Grunewald e la piccola Diane, che divenne come una sorella per gli otto figli di Gioacchino e Erminia; la famiglia Bressan di Montebelluna e il prevosto don Daniele Bortoletto si presero cura della bambina Gerda Pressburger, i cui genitori, catturati da italiani, finirono ad Auschwitz. Nel 2023 il tribunale dello Yad Vashem ha dato il proprio responso positivo a questo straordinario riconoscimento, ma la cerimonia ufficiale di consegna delle medaglie, più volte rinviata, si è potuta svolgere il 7 maggio scorso a Padova, alla presenza di figli e nipoti dei "Giusti". "Questi salvatori non sono rimasti indifferenti, hanno tenuto accesa una luce, quando tutto attorno era tenebra. Luce che ancora oggi deve fugare il buio che ci avvolge", è stato detto all'inizio della cerimonia. Molto toccanti le parole di Giacomo Giovanni Campagnolo, figlio di Gioacchino ed Erminia, che viene spesso invitato a raccontare a studenti e giovani questa pagina di storia di Carbonera: "Mio papà ci ha lasciato una grande eredità: il valore di fare del bene, sempre e comunque, e di tutelare la vita ad ogni costo". Alla cerimonia erano presenti Edda Fogarollo, presidente dei Cristiani per Israele, il presidente della Comunità ebraica di Padova, Gianni Parenzo, l’ambasciatore di Israele Jonathan Peled, i discendenti dei salvatori Giacomo Giovanni Campagnolo, Elisa Bressan e Milena Bortoletto, Lucio De Bortoli, Francesca Meneghetti, Emilia Peatini come cerimoniera, e il consigliere comunale di Carbonera, Cristiana Sparvoli, giornalista amica della famiglia Campagnolo che più volte ha scritto, per "Il Gazzettino" di Treviso, la storia di Gioacchino ed Erminia . Degli ebrei salvati è ancora in vita solo Diane Grunewald, che risiede negli USA. Diane negli anni scorsi è tornata più volte in Italia per riabbracciare la "sua" famiglia di Pezzan; la sua diretta testimonianza è stata resa da alcune sequenze del cortometraggio “Il segreto del silenzio”, girato da Michele Angrisani e prodotto da Oliviero Negro. Diane, nella casa di Carbonera in cui visse, dialoga con il “fratello” adottivo Giacomo e fa emergere i ricordi di anni dolorosi dell'infanzia (il padre Kurt ebreo tedesco, non si salvò e morì in un campo di sterimino). Lucio De Bortoli ha illustrato come riuscì a rintracciare le memorie di Gerda, che sono state pubblicate nel libro “La mia vita era cambiata tanto presto”. "Purtroppo stiamo vivendo un tempo molto, molto difficile e non è facile oggi essere rappresentante di Israele, non è facile oggi essere un ebraico in Italia e nel mondo, ma con il loro esempio credo che abbiamo speranza per un mondo migliore e più giusto" ha detto l'ambasciatore Peled. Con le medaglie consegnate giovedì a Padova sale a 29, il più alto del Veneto, il numero dei “giusti tra le nazioni” della provincia di Treviso. Sarà cura del gruppo consiliare Impegno Civico proporre all'amministrazione comunale di Carbonera l'intitolazione di un luogo pubblico alla memoria di Gioacchino ed Erminia.