19/04/2026
Tutto esaurito, a Casaggì, per l’atteso convegno sull’antifascismo: cinque relatori, un video reportage e tre ore di interventi mirati, con una sala sempre piena e sempre attenta. Un’iniziativa perfettamente riuscita, che lancia un messaggio chiaro ed apre un percorso di analisi politica e di riflessione culturale su un tema attualissimo e controverso, che ancora oggi domina il dibattito pubblico e la cronaca quotidiana.
Dall’evoluzione storica ai dogmi imperanti e dai fondamenti ideologici alle espressioni militanti: l’antifascismo è oggi una religione laica imposta, che crea nemici immaginari e impone narrazioni unilaterali, che alimenta fobie prive di senso e che censura preventivamente, che chiude lo spazio pubblico e innesca spirali di odio, che fa lobby e che esclude, che aggredisce e che uccide. Una clava ideologica che viene agitata per delegittimare l’avversario e oltrepassare le categorie del politico; un collante retorico che tiene insieme una sinistra ormai incapace di confrontarsi con il reale; una polizia morale che si crede illuminata; una casta che vuole mantenere i propri privilegi, perpetrare la propria egemonia e moltiplicare i propri business; un circuito di movimenti - molti dei quali messi fuori legge - che utilizza la violenza organizzata come mezzo di affermazione.
Di questo e di molto altro si è parlato con Pietro Cappellari, Giovanni Luigi Manco, Alberto Busacca, Roberto Lobosco e Francesca Totolo, che ringraziamo di cuore per la disponibilità e il coraggio.