06/06/2019
Rocco Panascì, papà della compianta Lucia, mi ha sottoposto all’inizio di questa campagna elettorale, con il consueto garbo, questa nota che la giovanissima Lucia scrisse all’indomani delle amministrative del 2007, che ricordiamo per l'entusiasmante, creativa e rivoluzionaria campagna elettorale di Gigino Di Lascio. Pur uscendo sconfitto da quella campagna elettorale, il geniale Gigino ha seminato tanto, ed i frutti continuiamo a raccoglierli ancora oggi noi capaccesi pestani.
La lettera è carica ancora dell’energia profusa da tutti noi protagonisti di quell’avventura memorabile, e della speranza che da lì nascessero numerosi germogli per il Cambiamento.
La pubblico ora, prima del ballottaggio di domenica prossima, perché non accada mai più di cedere “ai comportamenti opportunisti, furbi, aggressivi”.
E per ricordare teneramente Lucia.
SI ERA PARLATO DI ETICA
Considerazioni a conclusione della campagna elettorale
Si era parlato di etica. Si era parlato di passioni. Si era parlato di sentimenti di appartenenza. Si era parlato di valori. Di orizzonti limpidi. Di progetti chiari. Culturali, economici, urbanistici.
Si era parlato di Rinascenza territoriale. Si era parlato di giovani.
Si era parlato di Lotta. Ai comportamenti opportunisti, furbi, aggressivi.
Alle minacce. Alle volgarità.
Si era parlato di dignità.
Si era parlato di sfide. Scientifiche, tecnologiche, ambientali.
Umane.
Perché la prima sfida da vincere in questo comune era sempre quella umana.
Contro la mentalità di chi ha vissuto vedendo sempre, soltanto, la stessa cosa.
(Corruzione)
Interessi personali. Reti clientelari, poche e solite tasche gonfie e… tante, troppe, vuote.
Ricatti, sottomissioni. La politica dei piaceri che incatenano il voto, che otturano le menti, che zittiscono i cuori.
Il buon governo non è questo.
Capaccio svegliati! Coscienze svegliatevi! Le istituzioni hanno il dovere di promuovere il benessere collettivo!
Passiamo dai piaceri personali al piacere generale!
Il piacere di vivere senza catene, con la possibilità di avere ciò che ci spetta di diritto, senza doversi nascondere dietro a un ricatto.
Capaccio! Dov’è l’animo dei baroni che si opposero a Federico II e che trovarono nella tua roccia asilo?
Cosa vi aspettate con queste premesse?
Favori, ovviamente.
A cosa credete porterà vivere con la paura di ritorsioni e vendette?
Perché mettete a tacere il coraggio e la libertà che, come uomini, vi spetta?
Non è finita qui. La storia ci insegna. La storia siamo noi. Tutti.
Serve ora, ancora, la vostra presa di coscienza. Chi non ha avuto il coraggio di votare la libertà abbia almeno il coraggio di attivare il pensiero.
Avete votato chi mira al bene pubblico?
Avete votato programmi operativi efficienti? Sostenuti dall’amore per il territorio, o dal prepotente amore per le proprie tasche? Dalla volontà di crescita o dalla volontà di ripetere il passato? Dalla volontà di benessere sociale o dalla volontà di potere personale?
Non ho sentito nessuno festeggiare.
Il disagio della vita quotidiana è più forte.
La paura che nulla migliori, che tutto resti com’è, che addirittura peggiori, è lì, nell’angolo.
E a volte sovrasta anche una vittoria.
Per quanto ancora giocherete a rimpiattino con le vostre paure?
Vi avevamo fatto delle promesse. Avevamo l’idea di poterle mantenere.
Volevamo che Capaccio-Paestum dimostrasse di amare la propria libertà, che ritrovasse se stessa battendosi contro ogni forma di sopraffazione, che non accettasse di chiedere per FAVORE ciò che le spetta di DIRITTO.
Avevo il sogno di una spirale ascendente in opposizione alla guerra degli interessi, del conflitto permanente, della sfiducia reciproca.
Sognavo un comune in cui ognuno potesse mettere a frutto le proprie capacità, le proprie energie, la propria voglia di migliorare, senza dover passare per le strettoie della disoccupazione, dell’umiliazione, del disagio.
Ha vinto chi non affronterà questi problemi.
Ha vinto chi ha urgenze maggiori e ben altre priorità.
Non possiamo che aspettare. Ma non ce ne andiamo. Siamo qui, e continuiamo a far crescere ciò che, grazie a tutti quelli che ci hanno sostenuto, abbiamo fatto nascere.
Costruiamo le fondamenta per il futuro che meritiamo.
Sapete, si che lo sapete, che ci aspetteranno mesi tristi. Anni forse. Dipenderà dalle vostre coscienze. Da quanto amate il vostro futuro. Da quanto rispettate la vostra libertà. Da quanto desiderate che i vostri diritti di cittadini non siano più calpestati. Ignorati. Da quanto desiderate che non vi sia più concesso nulla. Ma RESTITUITO, perché vi appartiene.
A voi e per chi verrà dopo di voi.
Lucia Panascì