Gal Vette Reatine

Gal Vette Reatine Gal Vette Reatine, una combinazione armonica di borghi, paesaggi, culture e tradizioni.

La storia come spinta creativa dalle origini, guardando sempre al futuro.

"SIAMO ARRIVATI PRIMI NEL LAZIO, OPPORTUNITA' PER NOI"REGALO DI NATALE ANTICIPATO PER IL GAL VETTE REATINE."Sapevamo di ...
02/12/2023

"SIAMO ARRIVATI PRIMI NEL LAZIO, OPPORTUNITA' PER NOI"
REGALO DI NATALE ANTICIPATO PER IL GAL VETTE REATINE.

"Sapevamo di aver fatto un grande lavoro preparatorio ma siamo davvero emozionati per essere arrivati primi tra i Gal di tutto il Lazio. E' un bel regalo di Natale anticipato per i Comuni, le piccole imprese e i giovani che vogliono continuare a vivere nei nostri piccoli Comuni montani del Reatino"" così il presidente Maurizio Aluffi.
Vette Reatine "svetta" e nella graduatoria definitiva dei 16 Gal vincitori di contributi si piazza nel gradino più alto. Riceve 89 punti di merito ed è ammesso ad una spesa pubblica di 4milioni e 29mila euro. Un successo.
Il bando regionale è stato promosso nel rispetto del Regolamento UE n. 2021/2115 - Piano Strategico della PAC (PSP) e Complemento per lo Sviluppo Rurale (CSR) della Regione Lazio per quadriennio 2023-2027. "La progettazione è stata condivisa con i rappresentanti dei Comuni e degli Enti che formano il nostro Gal - ha aggiunto Aluffi - grazie al nostro direttore, a tutti i nostri collaboratori, a tutto il Gruppo che ha lavorato. Ci mettiamo subito al lavoro per far ricadere sul nostro territorio questi contributi".

GAL VETTE REATINE: IL PRESIDENTE ALUFFI "SIAMO PRONTI A FARE LA NOSTRA PARTE ANCHE PER LA PROGRAMMAZIONE 2023-2027"E’ st...
20/11/2023

GAL VETTE REATINE: IL PRESIDENTE ALUFFI "SIAMO PRONTI A FARE LA NOSTRA PARTE ANCHE PER LA PROGRAMMAZIONE 2023-2027"

E’ stato illustrato al partenariato pubblico e privato la “Programmazione Leader 2023-2027 nel Lazio”. Per l’attuazione di tale Piano la Regione Lazio ha stanziato 73 milioni di euro che finanzieranno Strategie di Sviluppo Locale (SSL) di tipo partecipativo predisposte dai Gruppi di Azione Locale (GAL) con un piano finanziario in termini di spesa pubblica compreso tra 2 milioni di euro e 6,5 milioni di euro.

"Noi ci siamo - ha detto il Presidente del Gal Vette Reatine, Maurizio Aluffi - La selezione delle migliori Strategie di Sviluppo Locale (SSL) sarà rigorosa e oggettiva attraverso l’applicazione dei criteri di selezione di recente approvati dal Comitato di Monitoraggio. Dobbiamo essere bravi a mettere in rete i nostri Comuni, stringere su alcuni progetti condivisi che facciano territorio. Per le aree interne si tratta di un'ulteriore opportunità che va sfruttata. Per le nostre piccole aziende, per i giovani, per i tanti Comuni che si vanno spopolando. Saluto l'ingresso nel nostro Gruppo di Borgovelino".

La Regione Lazio si aspetta molto da questo strumento perché l’approccio, nel medio - lungo termine, deve contribuire affinché le aree rurali del Lazio diventino motore di sviluppo socioeconomico della Regione superando anche il dualismo rurale-urbano.

Lo sviluppo locale di tipo partecipativo è strategico per la Regione Lazio in quanto concorre al raggiungimento degli obiettivi strategici della politica agricola comunitaria e in particolare quelli volti a rafforzare il tessuto socioeconomico delle zone rurali e a promuovere l’occupazione, la crescita, l’inclusione sociale e lo sviluppo locale nelle aree rurali, comprese la bioeconomia e la silvicoltura sostenibile, anche per contrastare fenomeni di spopolamento, povertà e degrado.

Tutte le informazioni utili sulla Programmazione 2023-2027

05/11/2023

ORE DI PAURA A CAMPO STELLA PER IL MOVIMENTO FRANOSO TRA LEONESSA E TERMINILLO

GAL, COLDIRETTI LAZIO: FONDI GAL A PROGETTI DI FILIERAGranieri: “Chiediamo tre settimane di proroga per la presentazione...
26/09/2023

GAL, COLDIRETTI LAZIO: FONDI GAL A PROGETTI DI FILIERA

Granieri: “Chiediamo tre settimane di proroga per la presentazione dei progetti e dare il giusto peso al bando per le filiere”

“In un momento così delicato per l’agricoltura del Lazio i 73 milioni di euro stanziati per finanziare i Gruppi d’Azione Locale (Gal), dovrebbero essere destinati ai piani di filiera e utilizzati per lavorare sulla progettualità, in modo tale che si garantisca una crescita del settore agricolo. Chiediamo a riguardo una proroga di tre settimane per la presentazione dei progetti fissata per il 2 ottobre e dare così il giusto peso al bando per le filiere”. Così il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, sullo stanziamento da parte della Regione Lazio di 73 milioni di euro ai Gal.
“I Gal devono occuparsi dei piani di filiera - prosegue Granieri - con ricadute territoriali. Non possiamo più accettare “brutte copie” delle attività regionali. I fondi del mondo agricolo non possono essere destinati prioritariamente a lavori pubblici in un momento così difficile per le imprese agricolo, che hanno necessità di essere sostenute. Bisogna andare verso un rinnovamento anche per quanto riguarda il Piano di Sviluppo Rurale. In quello attuale permangono troppe lacune con misure che si sono ormai
rilevate superate e inefficaci”.
Tra i Gal presenti nel Lazio troviamo quello storico dei “Castelli Romani e Monti Prenestini”, “Vette Reatine”, “Futur@niene”, “Terre di Argil”, “Aurunci e Valle dei Santi”, “Salto-Cicolano”, “Sabino”, “Ernici Simbruini”, “Etrusco Cimino”, “Monti Prenestini e Valle del Giovenzano “Terre di Pre.Gio”, “Alto Lazio”, il Gal della “Via
Amerina, delle Forre e dell’Agro Falisco”, “Territorio dei Parchi”, “Monti Lepini”.
Servono fondi per l’agricoltura e la sua progettualità che consentano di superare le problematiche che devono fronteggiare le nostre aziende, ma anche consentire la loro crescita con strategie di sviluppo.
“Quello che occorre alla nostra agricoltura - aggiunge Granieri - è un investimento sui progetti di filiera e un Psr più snello e una semplificazione burocratica. Lo sosteniamo da sempre. Il Piano di Sviluppo Rurale deve rappresentare grande evoluzione per l’agroalimentare della regione Lazio in un’ottica di cambiamento generazionale, ma continua a non essere così”.
Coldiretti Lazio sottolineare l’importanza di una semplificazione. “Occorre prevedere una forte sburocratizzazione”, ribadisce
Granieri. Servono tempi certi di risultato: i cambiamenti hanno portato una evoluzionetale per cui dalla domanda di contributo alla erogazione sono passano anche tre anni, durante i quali le imprese in molti casi sono costrette a rinunciarvi perché i tempi così
lunghi modificano i mercati e i costi di investimento.

IL GAL ASCOLTA IL TERRITORIODicci la tua: compila il questionario.
17/09/2023

IL GAL ASCOLTA IL TERRITORIO

Dicci la tua: compila il questionario.

Il nostro GAL si appresta a redigere la nuova Strategia LEADER 2023/2027 con un fitto calendario di incontri rivolti all’ascolto del territorio. Vorremo avere l'opinione di aziende, associazioni, enti e cittadini, per costruire insieme il nostro futuro. Il coinvolgimento e la partecipazione sono f...

INCONTRI DI CONSULTAZIONE.Il 12 settembre prende il via il ciclo di consultazioni pubbliche avviato dal Gal che porterà ...
11/09/2023

INCONTRI DI CONSULTAZIONE.

Il 12 settembre prende il via il ciclo di consultazioni pubbliche avviato dal Gal che porterà alla definizione della Proposta di Strategia di Sviluppo Locale (SSL) per il periodo programmatico 2023-2027.
Di seguito il link per partecipare da remoto.

Di seguito trasmettiamo i Link degli incontri di consultazione previsti il 12 Settembre 2023: Comune di Leonessa ore 10: Entra nella riunione in Zoom https://us04web.zoom.us/j/75635684468?pwd=SPP4PpaQW9uJ7nSOZR3agONozVUaSM.1 ID riunione: 756 3568 4468 Passcode: 8H2wFM Comune di Cittareale ore 12:....

28/06/2023

VENERDÌ 30 GIUGNO NELLO SPAZIO CONVEGNI DI LARGO S.GIORGIO ARRIVA IL PRESIDENTE DELLA CORTE DEI CONTI

11/06/2023

FINALMENTE IL RIETI-TERNI-ROMA DIRETTO. DA OGGI IL NUOVO ORARIO ESTIVO TRENITALIA CI CONSEGNA I TRENI VELOCI BLUES

Ore 6.10 del mattino, Stazione di Rieti, in carrozza si parte. Destinazione Roma Termini in 1ora e 40 senza cambi a Terni. Ma è solo l'inizio.
Il capoluogo reatino si riappropria della sua storia, interrotta trent'anni fa con la soppressione della Freccia del Gran Sasso. Non è ancora la Rieti-Passo Corese-Roma ma è comunque un bel segnale. Soprattutto perché il nuovo treno è alternativo a una Salaria piena di cantieri, interruzioni e pericoli. " Ora la scommessa politica sta nel numero delle corse perché con quattro corsette non si risolve nulla - dicono da Uniti per Rieti - al momento si comincia con 6.10, 11.35 da Rieti e ritorno 13.58 e 20.48 da Roma. Queste corse vanno almeno raddoppiate. I nuovi orari a Dicembre. Prima di quella data tutti i reatini, di ogni colore politico, si dovranno far sentire. Forza Rieti!!!!"

04/06/2023
IL TEMA NON E' IL TERMINILLO MA LA MONTAGNAdi Maurizio Aluffi (Presidente Gal Vette Reatine)Periodicamente ritorna in au...
17/05/2023

IL TEMA NON E' IL TERMINILLO MA LA MONTAGNA

di Maurizio Aluffi (Presidente Gal Vette Reatine)

Periodicamente ritorna in auge il Terminillo. Dopo tanti anni e sempre più distrattamente, provo a capire e
a riflettere sul perché il tema sia sempre lo sci e non le tematiche legate alla montagna, con tutte le loro
sfaccettature.
Qualcuno già starà pensando che io abbia cambiato idea sul TSM e mi stia avvicinando a posizioni filo-
ambientaliste. Colgo l’occasione per chiarire che, personalmente, amo la natura in tutte le sue
sfaccettature, più di tanti “pseudo verdi”, e in particolare la montagna. Quello che probabilmente mi
differenzia è che ho sempre messo l’uomo al centro di tutto, convinto che senza di esso la montagna
muore. Non intendo quindi riaprire il dibattito o, peggio, la polemica sullo sci, sulle piste, sugli impianti di
risalita, ecc. Ho guardato però con attenzione il reportage di Lega Ambiente “Neve diversa” relativo al 2022.
Al di là di tutte le considerazioni possibili, non si può nascondere che la situazione non è più quella di dieci
anni fa e che il cambiamento climatico non è un’invenzione, bensì un fatto reale.
Ripensare la montagna è un dovere. In natura, d’altronde, non c’è niente di perenne. E questo vale anche
per le piste da sci, che prima o poi bisognerà capire se ce le potremo permettere. Si dovrà, inevitabilmente,
reinventare la montagna turistica invernale e integrare le grandi infrastrutture con il turismo dolce,
collegando l’inverno all’estate e alle mezze stagioni. La veloce trasformazione dei contesti ha spazzato via
anche l’aggettivo “perenne”. Di solito era abbinato proprio alla neve, ce lo insegnavano a scuola, perché
almeno su quella non si discuteva, in montagna ci sarebbe sempre stata, cadesse il mondo. La neve è
perenne e basta. Invece anche questa si è rivelata un’illusione o meglio un falso, perché in natura non c’è
niente di eterno, meno che mai nei progetti umani.
Dopo una seconda metà del Novecento, quanto le montagne furono trasformate in dorate periferie e lo sci
portò soldi e promesse nei luoghi da cui i montanari emigravano per povertà, tutti pensavano che fosse una
ricchezza senza fine, ma cinquant’anni dopo siamo qui a leccarci le ferite, non solo per avere spremuto
oltre misura aree di pregio e danneggiato e devastato territori immensi, ma anche e soprattutto perché il
sistema si è inceppato e non esistono alternative. La questione è complessa e ogni semplificazione
diventerebbe fuori luogo.
I dati riportati su “Neve diversa” sono da brivido: 234 impianti dismessi, 54 in più rispetto al 2021; 135 le
strutture temporaneamente chiuse; 149 impianti soggetti ad “accanimento terapeutico”, cioè che
sopravvivono solo con iniezioni di denaro pubblico, per lo più piccole stazioni che rischiano solo di
posticipare di qualche stagione un’inevitabile agonia.
Abbandonare lo sci? il tema non è questo e mi sembra stucchevole la solita polemica messa in campo dagli
ambientalisti reatini sui conti forniti da Comune di Rieti e ASM rispetto alla stagione sciistica appena
conclusa. Lo sci fa parte del patrimonio turistico-culturale dei comprensori, ma non si può pensare che
possano sopravvivere stazioni sciistiche ad altitudini inferiori a 1600/1700 mt. È semplicemente
antieconomico. Bisognerebbe smettere di progettare nuovi impianti, rimuovendo quelli vecchi solo quando
ha senso farlo e occorrerebbe distinguere attentamente tra comprensori capaci “di futuro” e quelli troppo
bassi, obsoleti ed economicamente improduttivi.
È però decisamente riduttivo legare l’economia montana con lo sci. Questo è il tema centrale. Arrestare lo
spopolamento ricreando attività economiche legate al territorio. Sia che siano turistiche, sia che siano
sportive, a basso impatto ambientale e che producano ricchezza e qualità.
Ma c’è anche un altro tema: ridare splendore a località abbandonate, ma che conservano una bellezza
straordinaria dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Fa davvero rabbrividire vedere tralicci, funivie,
strutture in cemento armato abbandonate e che oltre a rappresentare un pericolo sono visivamente
inguardabili. Non sarebbe male una legge che imponesse il ripristino primordiale delle aree dismesse.

Il tema montagna, aree interne, terre alte ecc, va portato sui tavoli del Governo. Alcune problematiche non
possono ricadere solo sulle comunità locali o le regioni, ma vanno affrontate come di interesse nazionale,
ad esempio la fiscalità di favore per le attività economiche o le normative relative ai laboratori artigianali di
produzione ecc.
Inutile negare che le diseguaglianze permangono, l’iniquità divide i cittadini da inclusione ed esclusione, ma
il contesto è profondamente cambiato. Anche il ritorno alle terre alte è un segnale di come una pandemia
può avere cambiato il senso di pensare e vivere. Non è quindi solo una questione legata alla rapidità di
come la crisi climatica si manifesta e si intreccia con le altre crisi sistemiche, ma un mito che si va
incrinando: vivere nelle metropoli non è più la massima aspirazione di molti.
Il corso della storia può davvero cambiare e la montagna può tornare a nuova vita. Spetta alla politica
accompagnare questo percorso che cambierà i termini della ricchezza e dei valori restituendo alle persone
una nuova vita fatta di relazioni e di integrazione con l’ambiente.

11/05/2023

Roma, 8 maggio 2023 – L’assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio ha approvato lo scorrimento di due graduatorie grazie alle quali vengono sbloccati circa 20 milioni di euro a favore delle aziende agricole del territorio. La prima determinazione riguarda i giovani agricoltori e l’avvio...

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Via Dante Alighieri
Cantalice

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