Cittadini per il futuro

Cittadini per il futuro Associazione politico-culturale, sorta a Cantù, per l'affermazione di un nuovo modo di fare politica, nel concreto interesse delle persone.

"Cittadini per il Futuro" è un'associazione di fatto, di tipo politico-culturale, con un proprio manifesto politico di ispirazione cattolico-liberale, sorta a Cantù (CO), che si prefigge lo scopo di un radicale cambiamento della politica e, soprattutto, del modo di fare politica. In quest'ottica, "Cittadini per il Futuro" vuole scuotere la coscienza civica dei cittadini, per sottrarli ad una sosta

nziale apatia che si concretizza nell'astensionismo in occasione delle elezioni (che ha ormai largamente superato la soglia del 40%) e contribuire, partendo dal territorio, dal livello locale, quale unico presupposto metodologico, alla costruzione di un nuovo, grande partito nazionale, naturalmente ispirato ai principi cristiani ed al liberalismo più evoluto (manifesti di Oxford del 1947, del 1967 e del 1997) che garantisca:
― la libertà del territorio dallo strapotere centralista (nazionale e regionale) e dal predominio dei partiti nazionali;
― l'uscita dalla logica di una sterile contrapposizione tra opposti schieramenti;
― la promozione di un nuovo modo di intendere l’attività politica basato sull’autonomia, sulla responsabilità, sul merito, sulla competenza specifica, sulla convinta, reale e concreta partecipazione e che cancelli il concetto, ormai diffuso e assiomatico, che sono i soldi a fare la politica, ma è anche la politica a fare i soldi;
- il monitoraggio ed il governo della comunità, in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue estrinsecazioni, compito indispensabile di un’organizzazione politica, promuovendo, da un lato, una comunicazione ed un'informazione chiare, complete ed esaurienti ai cittadini e, dall'altro, un’effettiva capacità di percezione e di analisi dei reali bisogni del territorio, al fine di garantirne il più completo soddisfacimento;
― la realizzazione di un modello di “democrazia continua”, che consenta la partecipazione dei cittadini all'intero processo di elaborazione e di adozione delle decisioni, in ogni fase;
- il sorgere di una nuova passione civile e una sempre maggiore partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni;
- la rinascita della fiducia alle istituzioni pubbliche, da vedere come strumento al servizio della comunità.

E adesso, chi può criticare questa affermazione ?  Il "Mondo al contrario" si sta raddrizzando
21/05/2025

E adesso, chi può criticare questa affermazione ? Il "Mondo al contrario" si sta raddrizzando

18/05/2025
Si riporta, di seguito, il post pubblicato quest'oggi dal Generale Vannacci, Deputato al Parlamento europeo, sul proprio...
07/05/2025

Si riporta, di seguito, il post pubblicato quest'oggi dal Generale Vannacci, Deputato al Parlamento europeo, sul proprio profilo Facebook:

L'on. Roberto Vannacci, con un'intervista al quotidiano "Libero" è intervenuto oggi in merito alla cittadinanza facile c...
05/05/2025

L'on. Roberto Vannacci, con un'intervista al quotidiano "Libero" è intervenuto oggi in merito alla cittadinanza facile che vuole la sinistra, oggetto di uno dei cinque referendum popolari abrogativi, ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione, in materia di disciplina del lavoro e cittadinanza. In particolare, il Generale Vannacci ritiene che la cittadinanza "rapida" serva solo a una sinistra in cerca di elettori e che vivere in un Paese non equivale a diventarne cittadino. Cittadini per il futuro condivide pienamente il pensiero del Gen. Vannacci. Basta fare 15 chilometri, andare in Svizzera e si vede come vanno le cose (e come dovrebbero andare anche in Italia). https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/42490143/generale-vannacci-intervento-cittadinanza-rapida-serve-solo-sinistra-cerca-elettori/?fbclid=IwY2xjawKFbAJleHRuA2FlbQIxMABicmlkETB4aG9QRERXR0xtM3dyT1dsAR4ABvyRflDHn5_G33NbrRDc0xHYSmtrRc4Nw_LRa1vlGr7x2TmEcJlDlXO0YQ_aem_dcvKjYIU_HKVpCZGCdZmhA

L’obiettivo del referendum di giugno sull’immigrazione è dimezzare gli anni di minima residenza legale in Italia (da dieci a cinque)...

05/05/2025

Cittadini per il Futuro appoggia e sostiene il Generale di Divisione paracadutista incursore Roberto Vannacci, Deputato al Parlamento europeo.

Ho visto il comunicato del Presidente nazionale dell'ANPI, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, a proposito del...
31/10/2024

Ho visto il comunicato del Presidente nazionale dell'ANPI, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, a proposito della consueta commemorazione annuale della battaglia di El-Alamein, ricordata essenzialmente dai nostri Paracadutisti, ma che vide l'eroismo, poco o nulla ricordato, anche dei nostri fanti, carristi, bersaglieri, guastatori, cavalieri (cavalleria blindata), artiglieri.
Il comunicato critica il messaggio commemorativo emanato dal Ministero della Difesa, che parla dei nostri militari .
Certo, la Seconda Guerra Mondiale, per l'Italia, è stata una guerra d'aggressione, non la guerra del popolo italiano ma la guerra del fascismo. I soldati, però, devono eseguire gli ordini del governo legittimo e, nel 1940, il governo legittimo, il governo del RE, era il governo di Mussolini, Per questo, gli italiani sono andati a combattere, e a morire, in esecuzione di un ordine legittimo, PER LA PATRIA, non per il regime, anche se non condividevano la guerra - ed erano in molti, come mio padre, pur fascista convinto che, poi, nel 1944, aderì al CLNAI - giudicandola un errore. Proprio per questo, dobbiamo rendere onore a chi in quella guerra ha combattuto e, a maggior ragione, è caduto. Forse sarebbe stato più corretto affermare che, ad El-Alamein, così come in tutta la guerra, i nostri soldati sono, appunto, caduti PER LA PATRIA e, a loro, bisogna rendere onore, soprattutto per il coraggio mostrato nel combattere, praticamente inermi, contro un nemico poderosissimo. Non bisogna dimenticare, poi che a un eroe di El-Alamein, il Tenente Colonnello dei Paracadutisti Alberto Bechi Luserna, comandante del IV Battaglione e, interinalmente, del 187° Reggimento Paracadutisti della Divisione "Folgore" - distintosi particolarmente nella difesa delle quote di Deir el Munassib, che separavano il suo settore da quello del "Raggruppamento Ruspoli", pure della "Folgore", e per questo decorato con la quarta Medaglia di Bronzo al Valore Militare - fu poi conferita la prima Medaglia d'Oro al Valore Militare, peraltro "alla memoria", per fatti connessi alla Resistenza, caduto il 9 settembre 1943. Dobbiamo, quindi rendere onore ai combattenti e ai caditi di El-Alamein, non solo ai paracadutisti, ma anche ai carristi, ai bersaglieri, ai fanti, ai guastatori. E non dimentichiamo, inoltre, che un altro eroe di El-Alamein, il Maggiore Paolo Caccia Dominioni, Comandante del 31° Battaglione "Guastatori d'Africa", decorato con la Medaglia d'Argento al Valore Militare proprio per quella battaglia, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, entrò afar parte della 106ª brigata partigiana "Garibaldi" Sap, divenendo, infine, Capo di Stato Maggiore del C.V.L., il Corpo Volontari della Libertà, comandato dal Generale di Divisione Raffaele Cadorna (affiancato, come Vice Comandanti, dal comunista Luigi Longo e dall’azionista Ferruccio Parri), venendo decorato con una ulteriore Medaglia di Bronzo al Valore Militare. Certe affermazioni, come quella del Presidente dell'ANPI, oltre ad offendere i caduti, dimostrano la completa, totale mancata conoscenza (uso una terminologia cortese) della nostra storia patria, peraltro recente. Ma, soprattutto, quelle affermazioni offendono la memoria di due eroi della Resistenza, come Alberto Bechi Luserna e Paolo Caccia Dominioni, che hanno combattuto valorosamente a El-Alamein.

14/10/2024

Riporto un articolo del giornalista bolognese Gianandrea Gaiani, pubblicato quest’oggi sul sito Internet ”Termometro geopolitico”.
Gianandrea Gaiani, laureatosi in Storia Contemporanea, si è occupato di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra, seguendo sul campo i conflitti nei Balcani, in Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa.
E’ direttore responsabile di ”Analisi Difesa”, la prima rivista italiana di politica e analisi del mondo della Difesa e Sicurezza esclusivamente on-line, ha collaborato o collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari, è opinionista per reti TV e radiofoniche e ha scritto, inoltre, diversi libri relativi alle tematiche di cui è profondo conoscitore
Dall’agosto 2018 al settembre 2019 è stato Consigliere per le Politiche di Sicurezza del Ministro dell’Interno.
Ma davvero Zelensky e Syrsky pensano di vincere la guerra così?
Militari ucraini coadiuvati da agenti di polizia hanno fatto irruzione nella notte tra l’11 e il 12 ottobre in ristoranti, bar, discoteche e in una sala che ospitava un concerto a Kiev, controllando i documenti di registrazione militare e trattenendo gli uomini non in regola per arruolarli.
Lo riportano i media ucraini citati dall’Associated Press e in Italia dall’agenzia La Presse. Approfittando del gran numero di persone affollavano i locali il venerdì sera, gli arruolatori avrebbero fatto irruzione nel Palazzo dello Sport di Kiev dopo un concerto del gruppo rock ucraino Okean Elzy. I filmati trasmessi dai media locali mostrano quelli che sembrano agenti appostati fuori dalle porte della sala concerti che intercettano gli uomini all’uscita.
Nel filmato si vedono questi agenti trattenere alcuni uomini con la forza. Sono stati effettuati controlli anche al Goodwine, un centro commerciale di lusso, e all’Avalon, un ristorante popolare.
Benché da molto tempo vengano attuati arruolamenti forzati di persone fermate per strada o in locali pubblici, è insolito che simili raid avvengano nella capitale e questo riflette il disperato bisogno dell’Ucraina di nuove reclute, sottolinea l’AP anche se in realtà già in passato agenti arruolatori avevano effettuato retate in ristoranti e palestre in diverse città ucraine.
Tutti gli uomini di età compresa tra i 25 e i 60 anni, se idonei alla coscrizione, vengono arruolati a forza mentre tutti gli uomini di età compresa tra i 18 e i 60 anni non è consentito lasciare il Paese, a conferma che si valuta di abbassare l’età per l’arruolamento a 20 o 18 anni come del resto hanno chiesto a Kiev anche autorevoli esponenti della NATO.
Secondo i resoconti locali, sono state condotte ispezioni anche in club e ristoranti di altre città ucraine, tra cui Karkiv e Dnipro, nell’Ucraina orientale e centrale. Quest’anno l’Ucraina ha intensificato la mobilitazione. In primavera è entrata in vigore una nuova legge che prevede che gli idonei al servizio militare debbano inserire i propri dati in un sistema online per non incorrere in sanzioni.
In molte città ucraina cittadini e soprattutto donne si sono organizzati per aggredire i reclutatori nelle strade e in molti casi i loro veicoli sono stati bruciati, a conferma di come la guerra in Ucraina goda ormai di ben poca credibilità e sostegno.
Diversi report hanno citato anonimamente ufficiali ucraini che hanno raccontato la scarsa motivazione e il quasi nullo addestramento delle reclute arruolate a forza che diventano presto carne da cannone mentre fonti ucraine hanno evidenziato il boom di diserzioni come ha già ricordato Analisi Difesa.
Ma davvero il presidente Volodymyr Zelensky, che sta proponendo in America ed Europa il suo “piano per la vittoria”, e il generale Oleksandr Syrsky ritengono di poter sconfiggere i russi e vincere la guerra con soldati arruolati con metodi coercitivi nelle strade e nei ristoranti e mandati in prima linea dopo un raffazzonato addestramento?

Il pensiero di un grande Pontefice, Benedetto XVI Papa Ratzinger, a proposito del problema dei migranti
13/10/2024

Il pensiero di un grande Pontefice, Benedetto XVI Papa Ratzinger, a proposito del problema dei migranti

Riporto l'intervento postato ieri dal collega (a suo tempo) dirigente FIAT dr. Salvatore Aiello, sul quale si dovrebbe m...
12/10/2024

Riporto l'intervento postato ieri dal collega (a suo tempo) dirigente FIAT dr. Salvatore Aiello, sul quale si dovrebbe meditare.

Al termine dell'inchiesta amministrativa a suo tempo promossa. lo Stato Maggiore della Difesa ha prosciolto completament...
03/08/2024

Al termine dell'inchiesta amministrativa a suo tempo promossa. lo Stato Maggiore della Difesa ha prosciolto completamente il Generale di Divisione Roberto Vannacci, in atto europarlamentare, dalle contestazioni mossegli in merito a presunti illeciti (peculato e truffa), riconoscendo la NON SUSSISTENZA di alcun tipo di responsabilità a suo carico. Allego copia del relativo atto.

Pubblico il post inserito quest'oggi da un carissimo amico e collega di Corso Applicativo, Mario Paschetta.Il mio commen...
01/08/2024

Pubblico il post inserito quest'oggi da un carissimo amico e collega di Corso Applicativo, Mario Paschetta.
Il mio commento non può essere che del tutto identico al suo: .

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