31/10/2024
Ho visto il comunicato del Presidente nazionale dell'ANPI, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, a proposito della consueta commemorazione annuale della battaglia di El-Alamein, ricordata essenzialmente dai nostri Paracadutisti, ma che vide l'eroismo, poco o nulla ricordato, anche dei nostri fanti, carristi, bersaglieri, guastatori, cavalieri (cavalleria blindata), artiglieri.
Il comunicato critica il messaggio commemorativo emanato dal Ministero della Difesa, che parla dei nostri militari .
Certo, la Seconda Guerra Mondiale, per l'Italia, è stata una guerra d'aggressione, non la guerra del popolo italiano ma la guerra del fascismo. I soldati, però, devono eseguire gli ordini del governo legittimo e, nel 1940, il governo legittimo, il governo del RE, era il governo di Mussolini, Per questo, gli italiani sono andati a combattere, e a morire, in esecuzione di un ordine legittimo, PER LA PATRIA, non per il regime, anche se non condividevano la guerra - ed erano in molti, come mio padre, pur fascista convinto che, poi, nel 1944, aderì al CLNAI - giudicandola un errore. Proprio per questo, dobbiamo rendere onore a chi in quella guerra ha combattuto e, a maggior ragione, è caduto. Forse sarebbe stato più corretto affermare che, ad El-Alamein, così come in tutta la guerra, i nostri soldati sono, appunto, caduti PER LA PATRIA e, a loro, bisogna rendere onore, soprattutto per il coraggio mostrato nel combattere, praticamente inermi, contro un nemico poderosissimo. Non bisogna dimenticare, poi che a un eroe di El-Alamein, il Tenente Colonnello dei Paracadutisti Alberto Bechi Luserna, comandante del IV Battaglione e, interinalmente, del 187° Reggimento Paracadutisti della Divisione "Folgore" - distintosi particolarmente nella difesa delle quote di Deir el Munassib, che separavano il suo settore da quello del "Raggruppamento Ruspoli", pure della "Folgore", e per questo decorato con la quarta Medaglia di Bronzo al Valore Militare - fu poi conferita la prima Medaglia d'Oro al Valore Militare, peraltro "alla memoria", per fatti connessi alla Resistenza, caduto il 9 settembre 1943. Dobbiamo, quindi rendere onore ai combattenti e ai caditi di El-Alamein, non solo ai paracadutisti, ma anche ai carristi, ai bersaglieri, ai fanti, ai guastatori. E non dimentichiamo, inoltre, che un altro eroe di El-Alamein, il Maggiore Paolo Caccia Dominioni, Comandante del 31° Battaglione "Guastatori d'Africa", decorato con la Medaglia d'Argento al Valore Militare proprio per quella battaglia, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, entrò afar parte della 106ª brigata partigiana "Garibaldi" Sap, divenendo, infine, Capo di Stato Maggiore del C.V.L., il Corpo Volontari della Libertà, comandato dal Generale di Divisione Raffaele Cadorna (affiancato, come Vice Comandanti, dal comunista Luigi Longo e dall’azionista Ferruccio Parri), venendo decorato con una ulteriore Medaglia di Bronzo al Valore Militare. Certe affermazioni, come quella del Presidente dell'ANPI, oltre ad offendere i caduti, dimostrano la completa, totale mancata conoscenza (uso una terminologia cortese) della nostra storia patria, peraltro recente. Ma, soprattutto, quelle affermazioni offendono la memoria di due eroi della Resistenza, come Alberto Bechi Luserna e Paolo Caccia Dominioni, che hanno combattuto valorosamente a El-Alamein.