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LA PENA DI MORTE NON È MAI “FAZIOSA”La maggioranza di centrodestra ha bocciato la nostra mozione contro l’introduzione d...
18/06/2026

LA PENA DI MORTE NON È MAI “FAZIOSA”

La maggioranza di centrodestra ha bocciato la nostra mozione contro l’introduzione della pena di morte da parte del Parlamento israeliano, definendola politicamente “faziosa” e sostenendo che il Comune non avrebbe competenze in materia di relazioni internazionali.

Una motivazione francamente poco credibile: quando la stessa maggioranza ha presentato una mozione sulla guerra a Gaza, il Consiglio comunale era evidentemente considerato il luogo giusto per discuterne. Diventa improvvisamente “incompetente” soltanto quando viene chiesto di condannare una legge aberrante.

La pena di morte rappresenta una violazione dei diritti umani. Sempre. Non diventa accettabile perché viene applicata da uno Stato democraticamente riconosciuto o perché riguarda persone accusate di terrorismo. I crimini devono essere perseguiti e puniti, ma nel rispetto dello Stato di diritto e delle garanzie fondamentali, non affidando a tribunali militari il potere di decidere della vita e della morte.

La nostra mozione non negava il diritto di Israele a esistere e non giustificava in alcun modo gli atti terroristici. Chiedeva semplicemente al Consiglio comunale di affermare un principio universale: nessuno Stato e nessun ordinamento dovrebbero poter togliere la vita come forma di punizione.

Il centrodestra ha scelto di non farlo. Noi continueremo invece a dirlo con chiarezza: contro la pena di morte, contro il terrorismo e contro ogni violazione dei diritti umani. Senza eccezioni e senza doppi standard.

VANNACCI NEGA IL FEMMINICIDIO. UNA VERGOGNA POLITICA E CULTURALE.Roberto Vannacci ha dichiarato che «il femminicidio non...
15/06/2026

VANNACCI NEGA IL FEMMINICIDIO. UNA VERGOGNA POLITICA E CULTURALE.

Roberto Vannacci ha dichiarato che «il femminicidio non esiste» e che sarebbe un omicidio come tutti gli altri.

Non è una provocazione. Non è una battuta infelice. È una posizione politica precisa, reazionaria e pericolosa, che prova a cancellare la violenza strutturale subita dalle donne e a riportare indietro di decenni il dibattito pubblico.

Il femminicidio esiste. Esiste quando una donna viene uccisa perché considerata proprietà di un uomo. Perché ha detto no. Perché ha deciso di separarsi. Perché ha rivendicato la propria libertà.

Vannacci nega tutto questo. Nega le storie, i dati, le denunce e il lavoro quotidiano dei centri antiviolenza. Lo fa usando il dolore delle vittime per alimentare l’ennesima campagna ideologica contro i diritti e contro le donne.

Le sue parole non sono soltanto false: sono irresponsabili. Perché chi nega il femminicidio contribuisce a normalizzare la cultura del possesso, del dominio e della sopraffazione da cui quella violenza nasce.

Questa è la destra di Vannacci: aggressiva con le vittime, indulgente con il patriarcato, sempre pronta a trasformare ogni tragedia in propaganda.

Noi non resteremo in silenzio.

Il femminicidio esiste. Vannacci dovrebbe vergognarsi di negarlo.

A Enrico Berlinguer, sempre.Partito Democratico
11/06/2026

A Enrico Berlinguer, sempre.

Partito Democratico

Ieri abbiamo ricordato Giacomo Matteotti, rapito e assassinato dai fascisti il 10 giugno 1924.Pochi giorni prima, in un ...
11/06/2026

Ieri abbiamo ricordato Giacomo Matteotti, rapito e assassinato dai fascisti il 10 giugno 1924.

Pochi giorni prima, in un Parlamento già ferito da violenze, brogli, intimidazioni e abusi, Matteotti ebbe il coraggio di alzarsi in piedi e denunciare la vergogna del fascismo.

Lo fece da deputato, da socialista, da antifascista.
Lo fece con la forza limpida di chi non si piega davanti alle camicie nere, a Mussolini, alla brutalità di un regime nato nella violenza e cresciuto nella sopraffazione.

Per quella voce libera, per quella denuncia, per quel coraggio, Matteotti venne rapito e massacrato.

Centodue anni dopo, quella voce è ancora qui. Vive in chi non si arrende, in chi difende la democrazia, in chi sa da che parte stare.

Quando qualcuno dice che oggi parlare di fascismo non serve più, ricordiamo Giacomo Matteotti. Ricordiamo cosa è stato il fascismo. Ricordiamo da dove veniamo.

Noi saremo sempre, orgogliosamente, antifascisti.

Gruppo PD Lombardia

09/06/2026

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𝗗𝗘 𝗔𝗠𝗜𝗖𝗜𝗦: 𝗨𝗡 𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗢𝗣𝗢, 𝗖𝗔𝗡𝗧𝗨̀ 𝗠𝗘𝗥𝗜𝗧𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗘L’ex Collegio De Amicis non è un’area qualsiasi. È un luogo simbolo della...
06/06/2026

𝗗𝗘 𝗔𝗠𝗜𝗖𝗜𝗦: 𝗨𝗡 𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗢𝗣𝗢, 𝗖𝗔𝗡𝗧𝗨̀ 𝗠𝗘𝗥𝗜𝗧𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗘

L’ex Collegio De Amicis non è un’area qualsiasi. È un luogo simbolo della nostra città, una delle più importanti scelte urbanistiche e strategiche per il futuro di Cantù.

Un anno fa, grazie all’iniziativa delle forze di minoranza, centinaia di cittadini parteciparono a un’assemblea pubblica chiedendo che il recupero del De Amicis diventasse una priorità per rilanciare il centro cittadino e restituire valore a uno spazio identitario per tutta la comunità.

Da allora, però, non sono arrivati né indirizzi chiari né un progetto pubblico condiviso.

Per questo abbiamo chiesto all’Amministrazione di fare chiarezza: esiste una proposta concreta? Quali sono i criteri e gli obiettivi che guideranno le scelte sul futuro dell’area? Qual è la visione per uno dei luoghi più importanti della città?

Mentre si lavora alla variante generale del PGT, non c’è più tempo da perdere. La trasparenza non significa presentare decisioni già prese, ma condividere con la città criteri, obiettivi e prospettive prima che sia troppo tardi.

Il futuro del De Amicis riguarda tutta Cantù. E i cittadini hanno il diritto di sapere quale direzione si intende prendere.

𝗟’𝗢𝗖𝗖𝗔𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗣𝗥𝗜𝗥𝗘 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗔Dopo dodici anni, ricorsi, scontri politici e oltre 200mila euro di spese legal...
03/06/2026

𝗟’𝗢𝗖𝗖𝗔𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗣𝗥𝗜𝗥𝗘 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗧𝗔𝗚𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗔

Dopo dodici anni, ricorsi, scontri politici e oltre 200mila euro di spese legali, la vicenda del luogo di culto dell’associazione islamica Assalam arriva finalmente a una conclusione.

Il Comune ha rilasciato il permesso di costruire per il cambio di destinazione d’uso dell’immobile di via Milano.

Non c’è nulla da festeggiare nello scontro che ha diviso la città per così tanto tempo.
C’è invece molto da costruire, oggi, con responsabilità.

Come ha ricordato il nostro consigliere Roberto Malamisura su La Provincia, questo è il tempo della collaborazione e del dialogo.

Garantire a una comunità la possibilità di pregare in un luogo riconosciuto, sicuro e regolare non significa arretrare. Significa rispettare la Costituzione, riconoscere un bisogno reale e lavorare per una città più integrata, più ordinata, più capace di tenere insieme le differenze.

Le tradizioni possono dialogare.
Le comunità possono conoscersi.
Le istituzioni devono favorire percorsi di convivenza, non alimentare paure.

Ora serve aprire una fase nuova: meno propaganda, più confronto; meno muri, più responsabilità condivisa.

Cantù non ha bisogno di nuove divisioni.
Ha bisogno di costruire futuro, insieme.

2 GIUGNO: LA REPUBBLICA È NATA CON IL VOTO DELLE DONNEIl 2 giugno non è solo una data sul calendario.È il giorno in cui ...
02/06/2026

2 GIUGNO: LA REPUBBLICA È NATA CON IL VOTO DELLE DONNE

Il 2 giugno non è solo una data sul calendario.
È il giorno in cui l’Italia scelse la Repubblica, la democrazia, la Costituzione.

Ottant’anni fa, nel 1946, milioni di donne votarono per la prima volta in una consultazione nazionale. Entrarono nella storia della Repubblica non come spettatrici, ma da protagoniste.

Quel voto non fu una concessione gentile.
Fu una conquista politica, sociale e civile.
Il risultato di lotte, resistenza, lavoro, coraggio e partecipazione.

Ricordarlo oggi significa riconoscere che la democrazia italiana è nata anche grazie alla voce delle donne. E significa sapere che i diritti non sono mai acquisiti una volta per tutte: vanno difesi, allargati, resi reali ogni giorno.

La Repubblica vive quando tutte e tutti possono partecipare.
Vive quando l’uguaglianza non resta scritta solo sulla carta.
Vive quando la memoria diventa impegno.

Buon 2 giugno.
Buona Festa della Repubblica. 🇮🇹

28 maggio 1974. Piazza della Loggia. Una strage fascista.Alle 10.12 una bomba esplose a Brescia, durante una manifestazi...
28/05/2026

28 maggio 1974. Piazza della Loggia. Una strage fascista.

Alle 10.12 una bomba esplose a Brescia, durante una manifestazione sindacale e antifascista contro il terrorismo neofascista.

Otto persone furono uccise. Oltre cento rimasero ferite. Una piazza democratica venne colpita perché chiedeva libertà, lavoro, diritti, Costituzione.

Non fu una tragedia senza nome.
Non fu una violenza generica.
Fu una strage fascista, dentro la strategia della tensione, pensata per seminare paura, colpire il movimento democratico e ferire la Repubblica nata dalla Resistenza.

Dopo decenni di processi, depistaggi e verità negate, la giustizia ha riconosciuto le responsabilità di esponenti neofascisti di Ordine Nuovo.

Per questo ricordare Piazza della Loggia significa chiamare le cose con il loro nome.

Significa dire che il fascismo non è un’opinione.
È violenza, eversione, sangue, attacco alla democrazia.

E significa ribadire che l’antifascismo non è memoria del passato: è il fondamento vivo della nostra Repubblica.

Noi non dimentichiamo.

Piazza della Loggia è memoria viva. È antifascismo.

LA LOMBARDIA LANCIA UN SEGNALE CHIARODalle elezioni amministrative arriva un messaggio forte: dove il centrosinistra è u...
26/05/2026

LA LOMBARDIA LANCIA UN SEGNALE CHIARO

Dalle elezioni amministrative arriva un messaggio forte: dove il centrosinistra è unito, credibile e radicato nei territori, può vincere. E può farlo anche molto bene.

Mantova conferma con forza il governo progressista. Segrate, Corsico e Bollate premiano ancora una volta il centrosinistra. Parabiago segna una vittoria storica, dopo 26 anni di amministrazione di centrodestra.

Anche in provincia di Como il risultato è importante: l’area civica e democratica ha confermato tutti i Comuni già ben amministrati dalle forze politiche del nostro campo e, in più, ha ottenuto una vittoria netta e significativa a Guanzate, con Giovanni Somaini eletto sindaco con il 42,41%.

Non sono solo risultati elettorali. Sono il riconoscimento della buona amministrazione, della presenza nelle comunità, della capacità di costruire risposte concrete contro la politica degli slogan.

Complimenti e buon lavoro alle sindache e ai sindaci eletti, alle candidate e ai candidati, alle liste, ai circoli e a tutte le persone che si sono messe in gioco con passione e generosità.

Un ringraziamento va anche a chi continuerà il proprio impegno dai banchi dell’opposizione: rappresentare una comunità significa esserci sempre, anche quando il risultato non è quello sperato.

Ora avanti, uniti, verso i ballottaggi del 7 e 8 giugno: a Lecco con Mauro Gattinoni, a Legnano con Lorenzo Radice, a Somma Lombardo con Stefano Aliprandini e a Vigevano con Rossella Buratti.

La Lombardia democratica c’è.
Anche la provincia di Como c’è.
E continua a camminare.

PD Lombardia

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Via Ettore Brambilla
Cantù
22063

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