28/04/2026
COMUNICATO DELLA SEZIONE ANPI DI CANOSA DI PUGLIA
La nostra sezione ritiene necessario chiarire alcuni aspetti relativi agli episodi avvenuti durante le celebrazioni del 24 e 25 aprile nel nostro Comune.
Il 24 aprile, in occasione della posa del cippo dedicato alle donne partigiane di Canosa, un nostro iscritto ha chiesto di intonare Bella Ciao, canto storicamente legato alla Resistenza e riconosciuto a livello internazionale come simbolo della lotta contro ogni forma di oppressione. La richiesta è stata respinta dall’assessora alla cultura con la motivazione che si trattava di un “momento istituzionale” e che se avessimo voluto, avremmo potuto radunarci in seguito e cantarla fra noi. La replica del nostro iscritto è stata far notare come le istituzioni sono per Costituzione antifasciste, replica alla quale l'assessora non ha risposto. L’intervento si è dunque concluso senza un reale confronto sul merito della questione.
Il giorno successivo, durante il corteo del 25 aprile, è stato nuovamente impedito (come anche negli anni precedenti) alla banda musicale di eseguire Bella Ciao, non essendo questa prevista nei protocolli istituzionali. Come ANPI abbiamo scelto di cantarla comunque, nel pieno rispetto del carattere antifascista della ricorrenza e della sua storia.
In seguito, alcune dichiarazioni pubbliche hanno tentato di spostare l’attenzione su presunte strumentalizzazioni politiche. Riteniamo invece che la vera forzatura risieda proprio nel rifiuto categorico di un canto che appartiene alla memoria collettiva del Paese e che non ha natura di propaganda partitica. Bella Ciao viene resa divisiva da chi si rifiuta di cantarla, se fosse cantata da tutti non sarebbe divisiva. È doveroso anche ricordare come i partigiani fossero di qualunque schieramento politico, meno che fascisti (e quindi Bella Ciao non ha colore politico): ci sono stati partigiani di destra, partigiani di sinistra, badogliani, monarchici, anticomunisti, cattolici, democratici.
La nostra posizione è semplice:
le istituzioni della Repubblica sono fondate sui valori dell’antifascismo, e non vi è alcuna contraddizione tra il carattere istituzionale di una cerimonia (che la sezione ANPI di Canosa ha accolto con entusiasmo, sia chiaro) e l’esecuzione di un canto che rappresenta la Resistenza italiana. Rivendicare la memoria delle partigiane e dei partigiani tuttavia non può ridursi a un gesto simbolico o a un “riconoscimento” formale: significa anche rispettare i linguaggi, i simboli e le tradizioni che tengono viva quella memoria.
La nostra sezione continuerà a operare con spirito unitario, senza contrapposizioni pregiudiziali, ma con la fermezza necessaria a difendere la coerenza storica e civile del 25 aprile e dei suoi significati.
ANPI – Sezione di Canosa di Puglia