07/06/2024
Appello al voto per Pace Terra Dignità, contro la guerra voluta dai padroni
Sabato e domenica andremo a votare per le elezioni europee, in un clima che in pochi mesi sembra tornato quello della guerra fredda; e basta togliersi di dosso i paraocchi per rendersi conto invece che è una guerra già molto calda, che sul terreno ucraino vede già la presenza di truppe Nato non dichiarate. Nel frattempo, si consuma il genocidio del popolo palestinese a Gaza.
Lo scrivo così, senza le censure che nel frattempo abbiamo imparato a usare per aggirare l’algoritmo, perché se al dirigente di un partito politico nel democratico occidente, è impedito di chiamare le cose col loro nome in un appello al voto, significa che la società in cui viviamo è molto più simile al fascismo che a quella della costituzione del 1948, ed è l’ora che qualcuno inizi a ribellarsi apertamente. Del resto il clima di intimidazione e il pestaggio a Chef Rubio parlano da soli.
Per i comunisti, fermare la guerra è una priorità assoluta che sovradetermina tutte le altre: il motivo per cui siamo nati fu per prendere le distanze da chi pensava che si potesse redistribuire la ricchezza ottenuta massacrando altri popoli.
La nostra opposizione alla guerra non è di tipo buonista, perché il nostro obiettivo dichiarato è trasformare la guerra tra i popoli in lotta tra le classi, perché non saremo mai liberi e sicuri finché a questo mondo i padroni e i loro servi sciocchi avranno la possibilità di lanciare missili nucleari a difesa dei propri profitti, spacciando il tutto come sicurezza nazionale.
È necessario oggi fermare la follia genocida dell’imperialismo euro-atlantico, che come illustra bene il Prof. Volpi dell’Università di Pisa, ha già scommesso sulla guerra tramite lo strumento finanziario, inondando di investimenti i principali produttori di armi.
E il principale produttore di armi italiano, ovvero Leonardo Spa, ha da poco siglato un accordo con Ferrovie dello Stato per garantire la mobilità dei mezzi militari in caso di urgenza nei prossimi mesi: del resto, a fare da tramite tra le Ferrovie e Leonardo, negli ultimi anni abbiamo avuto Mauro Moretti, uno che di morte se ne intende.
Se vi state chiedendo chi dovrà salire su quei treni per andare a morire al fronte, secondo i piani di chi ci governa, guardatevi allo specchio: soprattutto se la vostra vita è stata già devastata da una crisi economica e una pandemia, dopo che vi avevano raccontato che grazie all’Europa unita avremmo lavorato tutti un giorno in meno guadagnando come se avessimo lavorato un giorno in più.
Non voglio qua aprire polemiche aperte con chi per l’ennesima volta voterà usando gli schemi di sempre: le virgole nei programmi politici che tanto nessuno mai applicherà, i sondaggi che servono più a creare l’opinione pubblica che a rilevarla, il calcolo preciso di quale candidato viene eletto con le preferenze, il disgusto comprensibile per i fenomeni da baraccone candidati dalla peggior destra di sempre; l’ho fatto abbondantemente nei mesi scorsi e tornerò a farlo da lunedì, perché la politica non finisce con le elezioni.
Ma oggi abbiamo una priorità, e la priorità è fermare la guerra. Con le occupazioni degli atenei, con le manifestazioni, con gli scioperi. E, sabato e domenica, con il voto.
Facciamo una croce sulla colomba di Pace Terra Dignità e sosteniamo i candidati di Rifondazione Comunista: più che un voto utile, un voto necessario.
Nicolò Martinelli
Segreteria Nazionale PRC-SE e Segretario Federazione della Versilia