Legambiente Circolo "Il Cigno" Caltagirone

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16/06/2026

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05/06/2026

La notizia era nell’aria da tempo e ieri la Camera ha approvato la legge delega sul ritorno del nucleare in Italia. Il testo passa ora al Senato. Ma i toni entusiasti del ministro all’ambiente e alla sicurezza energetica Fratin (ha già promesso i primi reattori operativi “nel 2034-2035”) fanno già intuire l’esito.

In questa legge, il governo punta soprattutto sugli SMR (i piccoli reattori modulari) come risposta alla crisi energetica del Paese.

I problemi sono due. Il primo è che quegli impianti non esistono ancora. E i dati su quelli che sono stati provati sono impietosi. Il progetto SMR più avanzato al mondo era NuScale, negli USA: costi di produzione stimati tra 250 e 354 dollari per MWh, valori del tutto fuori mercato. Il progetto è stato cancellato. Gli unici tre SMR oggi in funzione nel mondo raccontano la stessa storia: lo Shidao Bay 1 in Cina è entrato in funzione 16 anni dopo l'annuncio iniziale, con costi aumentati del 200%. I due piccoli reattori galleggianti russi hanno superato il 300% del budget previsto. La seconda questione è che, se pure fosse vero che i primi reattori saranno pronti tra il 2034 e il 2035, famiglie e imprese hanno bisogno di ridurre i costi già oggi. Il nucleare arriverebbe troppo tardi.

A questo si aggiunge un problema che l'Italia non ha ancora risolto: gli SMR produrrebbero da 2 a 30 volte più rifiuti radioattivi rispetto ai reattori tradizionali. Un Paese che non ha ancora individuato il sito per il deposito nazionale delle scorie esistenti vuole costruire almeno 23 impianti che ne produrranno molte di più.

Intanto, il mondo va altrove. Nel 2025 l'85% dei nuovi impianti di produzione elettrica installati a livello globale erano rinnovabili. Negli USA, anche sotto Trump, le fonti pulite hanno coperto il 92% delle nuove installazioni. E come insegna la Spagna con le rinnovabili il costo all’ingrosso dell’energia è un terzo di quello italiano.

Rinnovabili, accumuli, reti intelligenti: la strada per liberarci dalla dipendenza dal gas esiste già, è matura, costa meno. Non ha bisogno di aspettare il 2035.

Questa legge non ci avvicina alla soluzione della crisi energetica. Ci sta solo distraendo.

I Signori del gas ringraziano.

https://www.legambiente.it/news-storie/nucleare-una-distrazione-di-massa

28/05/2026
26/05/2026
22/05/2026

Oggi è la Giornata mondiale della Biodiversità. Eppure, in un tempo attraversato da guerre, tensioni e crisi globali, parlare di natura non sembra essere una priorità.

Ma è proprio nei momenti come questo che dovremmo parlarne di più.

Secondo l’UNEP (il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) nel 2023 le spese militari globali hanno raggiunto i 2.700 miliardi di dollari, una cifra esorbitante, ben 12 volte più grande degli investimenti fatti per proteggere e ripristinare gli ecosistemi naturali.

Nel frattempo, oltre 45.300 specie sono oggi a rischio estinzione e il tasso di estinzione è fino a 1000 volte superiore a quello naturale.

Difendere la biodiversità significa difendere la vita. Per questo continuiamo a chiedere più tutela per gli ecosistemi naturali, la protezione delle specie minacciate, città più verdi, meno consumo di suolo e una transizione ecologica libera dalle fonti fossili.

Con il nuovo report “Biodiversità a rischio” raccontiamo il nostro impegno quotidiano per le Soluzioni Basate sulla Natura: interventi concreti per affrontare insieme crisi climatica e perdita di biodiversità.

Leggilo subito sul nostro sito!

22/05/2026

Ci ha lasciati Carlo Petrini, fondatore di Food Italia e una delle voci più libere, colte e visionarie del nostro tempo.
Carlo ha saputo rivoluzionare il modo di pensare l'ambiente, l'agricoltura e la terra, mettendo sempre al centro le persone e la biodiversità.

Per noi di Legambiente è stato un instancabile compagno di viaggio: abbiamo condiviso con lui battaglie importanti e una visione del futuro che continuerà a guidarci.

Tutta la nostra associazione si stringe attorno ai suoi cari.
Ciao Carlo, grazie per aver guardato lontano prima di tutti noi.

07/05/2026

GLOBAL SUMUD FLOTILLA MISSION II - SALPA CON NOIIndipendenti. Apartitici. Nonviolenti. Internazionali. E determinati a non restare a guardare.Stiamo per ripartire e abbiamo bisogno di te.L'estate scorsa, le piazze hanno soffiato sulle nostre vele.Grazie a decine di migliaia di volontari, donatori e....

03/05/2026

Oggi, 3 maggio, l'Italia ha già esaurito tutte le risorse che il nostro Pianeta riesce a rigenerare in un anno intero.

Le foreste, l'acqua, il suolo, l'aria pulita. Finiti. E mancano ancora otto mesi alla fine dell'anno. Da oggi in poi stiamo prendendo in prestito dal nostro futuro.

L'Earth Overshoot Day non è un dato da leggere distrattamente, ma è il segno di una crepa profonda nel legame tra noi e il Pianeta che ci ospita.

Eppure questa data non è immutabile. Studi del Global Footprint Network dimostrano che con scelte concrete su energie rinnovabili, alimentazione a basso impatto e città progettate per ridurre sprechi e consumo di suolo potrebbero farci guadagnare settimane ogni anno. Gli strumenti ci sono. Quello che manca è la volontà, collettiva e istituzionale, di usarli davvero.

Condividi se anche tu vuoi che le cose cambino davvero.

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