Amici 5 Stelle Calenzano

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11/07/2022
11/07/2022

Al prossimo Consiglio Comunale di giovedì 14 luglio sarà finalmente portato in approvazione il Piano Operativo Comunale (POC), ad oltre un anno e mezzo dalla sua adozione.

Esprimeremo il nostro giudizio di merito sulle controdeduzioni dell’Amministrazione alle osservazioni dei cittadini direttamente in Consiglio Comunale. Quel che possiamo fin da adesso anticipare è una valutazione non certamente positiva sui tempi di risposta da parte dell’Amministrazione che sostanzialmente ci consegnano un POC che sarà attuato nel prossimo mandato.

Infatti, quello che dovrebbe essere il Piano del Sindaco, che dura per i cinque anni di un mandato amministrativo, di fatto si traduce in una pesante ipoteca per gli amministratori che verranno.

Sulle scelte più controverse, con l’edificazione delle ultime aree rimaste libere in ambito urbano, si è volutamente perseguita la strada dell’autosufficienza della maggioranza, invece che una condivisione più larga.

Si è scelto di non ascoltare la voce dei tanti cittadini che hanno chiesto un ripensamento volto a fermare la saturazione urbanistica.

Non si sono neppure ascoltati i pareri degli enti che hanno messo in evidenza tutte le criticità di quelle scelte, decidendo di andare avanti con correzioni minime, in alcuni casi addirittura peggiorative rispetto al POC adottato.

Tempi così lunghi di approvazione hanno di fatto bloccato anche le legittime istanze di quei cittadini che aspettavano risposte riguardo agli interventi ammissibili sul patrimonio edilizio esistente, provocando la caduta per oltre un anno dell’attività edilizia e delle entrate da oneri di urbanizzazione.

Insomma un Piano partorito male a cui si sono messe delle pezze con grande ritardo, che lascia tuttavia in campo la sua antistorica impostazione cementificatoria, proprio nel momento in cui è ormai chiara a tutti l’entità dei danni provocati da uno sviluppo insostenibile e la necessità di un cambiamento radicale, per preservare il territorio quale prezioso bene esauribile e salvaguardare l’ambiente in cui viviamo dalla paurosa progressione dei cambiamenti climatici.

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16/06/2022

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SI SAPEVA.
Che Di Mario voleva usare la debacle del Movimento alle elezioni amministrative, per attaccare Giuseppe Conte . Era tanto scontato che accadesse, quanto i cicli lunari.
Dire che Conte attacca il governo usando il metodo Salvini, è tanto strumentale quanto falso. Per quanto mi riguarda, Conte, rispetto al governo, è pure troppo morbido e lo è, ne sono certo, proprio per mantenere al guaglione la tanto adorata poltrona.

Di Mario ha un solo pregio: è di una scaltrezza che ha pochi precedenti nella politica nazionale. Un pregio che ha utilizzato a fini meramente, e tristemente, personali. Un pregio ch'è diventato, repentinamente, il suo peggiore difetto. Non ha basi culturali solide, tutt'altro. Però ha la scaltrezza che richiamava un detto antico: "contadino, scarpe grosse e cervello fino". Una scaltrezza diventata insopportabile, disprezzabile.

Conte non ha colpe nel tracollo elettorale. Le colpe vanno cercate lontano nel tempo e Di Mario ne è il massimo protagonista. L'entrata nel governo non fu sponsorizzata da Conte (non era all'epoca neppure iscritto e non disse nulla, mai, a proposito), ma fu voluta fortemente da lui e da Grillo. Lui per ovvi motivi di conservazione di poltrone altrimenti mai più garantite, Grillo per motivi ancora oscuri. Conte ereditò la decisione, ratificata dalla gente confusa dal quesito (me compreso) e l'ha gestita come meglio non si poteva.

In quanto alla democrazia interna, Di Mario ne è stato, più di chiunque altro, il carnefice. Le liste elettorali le decise lui nella quasi totalità (Spadafora docet).
Ho firmato un documento che parla di democrazia interna. È un documento che vuole aiutare Conte, non il contrario. È un'istanza che vuole evitare che si creino "sette" ed organizzazioni chiuse e sovrastrutturali. Che si garantisca il principio della "scalabilità" del Movimento, principio che, all'inizio, ne ha causato il successo. È un messaggio che vuole arrivare al Presidente Conte senza l'intermediazione di nessuno, men che meno di questi contiani dell'ultimo minuto che sono in piena lotta per le candidature. E che, guarda caso, sono gli stessi che Di Maio nominò nella scorsa tornata elettorale. Non si contesta a Conte la giusta esigenza di costruire attorno a sé, un gruppo di "fedeli", si contesta la scelta di qualche personaggio fedele a sé stesso ed inviso alla base. Il primo a creare cordate fu Di Mario e lo fece con la stessa gente che oggi si professa Contiana per l'interesse del momento. E che, difetto non ultimo, non avrebbe il voto neppure dei parenti oltre il secondo grado.

Di Mario pensi a leccare il fondoschiena del suo nuovo padrone e lasci stare Conte. Che Di Mario non si permetta di usare giuste inquietudini per cavalcare il "ciuccio" improvvisamente resosi disponibile. Noi, anche se inquieti, siamo con Conte. Siamo contro strumentalizzazioni, soprattutto da parte di chi, più di chiunque altro, ha la responsabilità della crisi di consenso del Movimento. Consenso sacrificato all'altare del proprio interesse personale.

Giù le mani da Conte.



Giancarlo Selmi

11/06/2022

Ad oltre otto mesi dal subentro di Autolinee Toscane nella gestione, il Servizio di Trasporto Pubblico Locale presenta moltissime lacune che procurano non pochi disagi ai cittadini.

Moltissimi utenti segnalano ancora diffusi disservizi, sia sulla rete extraurbana che su quella urbana: corse saltate, ritardi continui, orari cartacei alle fermate in molti casi non pervenuti, tabelle orarie del sito indecifrabili e strumenti interattivi fuoriuso.

La app ufficiale, che viene pubblicizzata come strumento per consentire un accesso facile alle informazioni, non contempla neppure i bus extraurbani e fornisce indicazioni fuorvianti, consigliando lunghi tragitti a piedi per raggiungere stazioni ferroviarie e mezzi urbani.

È evidente quindi che, in un periodo nel quale gli alti costi del carburante e la crescente sensibilità ambientale, nonché le difficoltà economiche delle famiglie, potrebbero far schizzare verso l'alto la domanda, il trasporto pubblico si presenta ai cittadini nel peggiore dei modi, fiaccando la resistenza dei pendolari storici e scoraggiando i potenziali nuovi utenti.

Il perdurare di questo stato di cose purtroppo finisce per danneggiare la credibilità e l’affidabilità di un servizio cruciale, il cui sviluppo costituisce invece essenziale per supportare la transizione energetica e la riduzione delle emissioni climalteranti, nonché per decongestionare dal traffico le nostre strade.

Mentre altri paesi europei investono massicciamente per il sostegno e l’estensione del Trasporto Pubblico e ne sostengono la domanda, in Italia e in Toscana si continua in una politica di mera sopravvivenza del servizio, senza alcun slancio e spinta verso il suo sviluppo e riqualificazione.

Come Sinistra per Calenzano riteniamo sia indispensabile non lasciar correre questo decadimento, e che l’Amministrazione debba farsi carico di interloquire con il soggetto gestore e con le istituzioni titolari di poteri di programmazione e controllo del servizio, quali Città Metropolitana e Regione: anche per questo abbiamo presentato una specifica interrogazione durante l’ultimo Consiglio Comunale.

11/06/2022
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12/04/2022

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DEF draghiano.

Fatevi l'applauso, leader di maggioranza, i vostri ministri hanno assolto al compito di ubbidire supinamente e senza proferire parola a Draghi che ha scritto il DEF con la sua consueta determinazione riservando agli italiani lacrime e sangue ovvero tagli e maggiori entrate per le casse dello Stato.

La sanità e l'istruzione sono le vittime più evidenti dell'accetta draghiana ma, cari leader, vi basterà leggere poche pagine del Documento per evincere che non saranno le sole voci ad essere sacrificate perché l'evoluzione in discesa del debito indicata da Draghi e i suoi non lascia scampo su quanto saranno difficili i prossimi anni. Suggerisco ai leader la lettura almeno delle pagine 102 e 115.

Mentre fingete di accapigliarvi sul catasto e mentre millantate interesse per le famiglie e imprese che non riescono a pagare le bollette, votate in silenzio ancora una volta la compliance che porterà maggiori introiti al bilancio statale per ulteriori 12 miliardi l'anno. Questi soldi si andranno a pescare sempre tra i piccoli professionisti, imprenditori e artigiani. Sempre i soliti.

Ipocriti! Non avete altro interesse che quello di inseguire poltrone e incarichi. Non avete nessun ritegno nel dire una cosa e farne esattamente un'altra.

Draghiani, Giorgettiani, Salviniani, Contiani, Dimaiani, Bersaniani, Lettiani, Renziani e Berlusconiani sempre pronti a dire sempre e solo sì a Draghi magari in cambio di una supercazzola che vi faccia apparire vincenti. Tanto poi si potrà negare tutto, si potrà dire di non essere stati d'accordo, si potrà dire la qualunque scaricando la realtà su qualcun altro. D'altronde a pagare i conti salati della vostra mediocrità saranno gli italiani.

24/03/2022
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24/03/2022

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Vergogna!

Sono profondamente indignata dall'asservimento del servizio pubblico al Partito Democratico. È osceno che la Rai si sia piegata al volere di Letta e abbia quindi cancellato il contratto al Orsini.

Il Partito Democratico che si indigna per un incarico è già ridicolo di per sé essendo di fatto un partito costruito sul potere di nomina ma si dovrebbero vergognare tutti coloro che lo definiscono "progressita e riformista". La censura è la caratteristica delle dittature. Questa è la verità. Con che coraggio parlano di valori i DEM? Con che sfacciataggine potranno ancora ergersi a moralizzatori?

Sono anche arrabbiatissima per il fatto che del M5S non sia rimasto che un partitello attaccato alla gonnella di Letta e Draghi. Se non fosse così, non si verificherebbero simili offese alla democrazia e al diritto ad un'informazione plurale e libera.

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10/03/2022

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Quando leggiamo e ascoltiamo persone che ancora oggi, a marzo 2022, credono senza ombra di dubbio che i sieri abbiano "reso meno cattivo lo morbo" e il greenpass sia stata una misura sanitaria utile e necessaria, inscalfibili di fronte all'esercito di tridosati contagiati, di non sierati guariti senza problemi, di presenza in TI di pluridosati; di fronte all'evidenza della maggioranza dei paesi che annullano restrizioni mentre l'Italia rimane l'ultimo paese aggrappato alla pan*emia, comprendiamo che non vi hanno spento solo la ragione, ma vi hanno prosciugato il cuore.

Dove la ragione può essere soggiogata dalla propaganda, dalla paura e dalla convenienza, può ancora accendersi una scintilla di umanità e di pietà verso la sofferenza dei propri simili.
Voi non provate nulla, se non odio, di fronte agli uomini, le donne, gli anziani e i minori che subiscono discriminazione per non aver accettato un ricatto. Non avete un moto di pietà di fronte ad un padre privato del sostentamento, una madre a cui viene impedito l'accesso alla scuola dei propri figli, ragazzi puniti con l'esclusione sociale.

Non siete più uomini. Avete smarrito quella caratteristica che vi distingue dalle bestie. La compassione.
Ogni volta che mostrate il greenpass, di qualunque tipo sia, sputate in faccia ad un lavoratore sospeso, un anziano che viene fatto scendere dall'autobus perché non ha uno smartphone per mostrare il greenpass, un malato che non viene visitato perché non ha la terza dose, un ragazzino che viene cacciato dalla squadra perché è sano.

Ci fate paura. Più dei politicanti senza scrupoli. Più dei virus. Più della guerra. Più della morte.
Fate paura perchè tutto ciò che di tremendo può accadere in questo mondo poggia sui milioni di uomini che hanno smesso di essere tali. Incapaci di compassione.
Vane sono le vostre richieste di pace. Vane le vostre preghiere. Voi siete causa del dolore e della guerra.
I politicanti sono attori della storia.

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