04/01/2020
VOCE ALL' ULTIMO
Non disprezziamo gli ambulanti: fanno risparmiare, danno lavoro e salvano tanti luoghi. Adesso sono circa 12000 mila solo a Roma.
A cura di Enzo Marino
Che cosa sarebbero alcuni borghi, alcune piazze e alcune strade senza le bancarelle?
Chi almeno una volta arrivato a Roma, invece di seguire il percorso del turismo di massa verso il centro storico non si è ferma almeno una volta presso le bancarelle? Il commercio ambulante restituisce identità ai luoghi: che cosa sarebbero alcune piazze, senza le bancarelle che ne fanno ormai parte integrante? Un mercato è vita, comunità, partecipazione, affari. Gli ambulanti ormai, secondo i calcoli della loro associazione nazionale, coprono un quinto del commercio al dettaglio in tutta Italia
I quartieri dei ceti popolari, dei venditori ambulanti, delle pensioni economiche e della compravendita quotidiana, un quartiere popolare che circonda l’imponente Roma, dove la vita comincia di primo mattino, quando i venditori aprono ed espongono per gli acquirenti il meraviglioso mondo delle merci. Il tranquillo quartiere si trasforma allora nel centro vitale di Roma, dove il vecchio e il nuovo, l’effimero e il sublime, la vita piccola e quella grande si mescolano in maniera impareggiabile. Infatti “a Roma arte e trippa sono buoni vicini”.
Passeggiare tra le bancarelle sotto i raggi di un tiepido sole, gustare dello sfizioso street food tra un acquisto e l'altro godendosi l'effervescente atmosfera di questi luoghi che spesso celano una lunghissima storia e tradizione è, infatti, un ⤑imperdibile piacere non solo per le amanti dello shopping nostrano ma, una leccornia anche per i turisti.
Il commercio ambulante è un pezzo strategico della nostra economia. 12.000mila operatori solo a Roma molti dei quali hanno una ditta individuale, che ogni anno fanno entrare nelle casse 20.000 euro di tasse regolarmente pagate singolarmente ( comprensive di : INPS; BOX, ASSICURAZIONE; AFFITTO SUOLO PUBBLICO; RIFORNIMENTI CARBURANTI), anche a vantaggio del comune. Da sottolineare che la maggior parte degli ambulanti svolge la sua attività nel territorio di nascita, quindi possiamo considerarlo un commercio di vicinato, di prossimità.
Molti ambulanti sono stranieri, e non stiamo parlando dei clandestini, che in molte città vengono individuati e multati dalla polizia municipale, ma di immigrati che sono ben integrati con le comunità locali. Non vi sembra un buon canale per gestire in modo fisiologico l’onda lunga dei migranti?
Negli ultimi quattro anni, durante la lunga Grande Crisi e mentre molti negozi venivano falcidiati dalla concorrenza insostenibile con Internet e dal crollo dei consumi, i punti vendita del commercio ambulante è cresciuto Perché fermarli invece di farli crescere? Ripetiamo: nel rispetto delle leggi e della concorrenza, che significa anche pagare regolarmente le tasse.
Quali vantaggi porta, per il consumatore e per il sistema economico, il boom degli ambulanti? Innanzitutto c’è spesso in questi punti vendita una garanzia di risparmio e di qualità. E in ogni caso l’allargamento dell’offerta è una garanzia di concorrenza che comunque va ad incidere nei prezzi. Ricordate la storia raccontata negli anni Novanta? Si diceva che la grande distribuzione avrebbe ucciso il mercato della piazza, della strada, del rione. È avvenuto esattamente il contrario.
In secondo luogo le imprese degli ambulanti danno lavoro, e se consideriamo che solo a Roma si parla di 12.000 aziende familiari è da tener bene in mente che si parla almeno di 12.000 pesrsone che non hanno problemi di occupazione e, no gravano sulla società già molto provata. E’ un lavoro che spesso si regge sulla rete della piccola economia familiare, con la collaborazione trasversale che passa anche per le diverse generazioni.
Noi proviamo siampatia per l’universo degli ambulanti, quelli che ovviamente rispettano le leggi e il decoro urbano. L’origine di questo commercio risale alla notte dei tempi, molto prima che arrivassero i negozi e poi Amazon, e ha consentito a milioni di persone di vivere e di crescere, la grande distribuzione sta inondando il perimetro della nostra città, fornendo centri commerciali e negozi pittoreschi, ma molto spesso di provenienza oltreconfine. Il territorio è vasto, lasciamo scegliere agli utenti finali dove spendere, lasciamo che resti sano il rapporto di fiducia tra commerciante e cliente.