Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna

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17/06/2026

Femminicidio: che cos'è e perché si chiama così

Quando si discute se il femminicidio "esista", si rischia di trasformare in opinione un fenomeno che la ricerca studia da cinquant'anni. Come psicologhe e psicologi sentiamo la responsabilità di riportare il discorso su quello che gli studi, i dati e l’esperienza clinica hanno già documentato, perché comprendere questo fenomeno fa parte del nostro lavoro di ogni giorno.

La parola ha una storia precisa. La criminologa Diana Russell usa il termine femicide nel 1976, parlando al Tribunale internazionale sui crimini contro le donne, e ne mette a fuoco il significato nel volume del 1992, quando lo definisce come l'uccisione di una donna in quanto donna, cioè per ragioni che hanno a che fare con il genere. Negli stessi anni l'antropologa messicana Marcela Lagarde conia in spagnolo feminicidio, poi reso in italiano con femminicidio, allargando il concetto fino a comprendere le forme di sopraffazione e di violenza che spesso preparano il terreno all'omicidio. Serviva una parola nuova proprio perché "omicidio", termine neutro, finiva per cancellare l'informazione che più conta, e cioè il movente.

Prima ancora delle teorie, sono i numeri a raccontarlo. Nel 2025, secondo il report del Servizio analisi criminale del Ministero dell'Interno, in Italia sono state uccise 97 donne, di cui 85 in ambito familiare o affettivo e 62 per mano del partner o dell'ex. C'è un dato che colpisce più di tutti: mentre gli omicidi complessivi calano fino al minimo degli ultimi dieci anni, gli omicidi di donne dentro la coppia restano fermi, con le stesse 62 vittime sia nel 2024 sia nel 2025, tanto che le donne arrivano a rappresentare la quota più alta mai registrata sul totale delle persone uccise. Gli uomini vengono uccisi in contesti molto diversi e quasi mai da chi dicono di amare, e questa asimmetria si ripete identica anno dopo anno, segno di un fenomeno strutturale che ha una sua grammatica riconoscibile.

Quella grammatica la conosciamo bene, perché è materia clinica prima ancora che statistica. Il femminicidio arriva raramente all'improvviso, dal momento che di solito è l'ultimo gradino di una lunga escalation. Già nel 1979 la psicologa Lenore Walker, nel suo studio sulle donne maltrattate, descriveva il ciclo della violenza, in cui si alternano una fase di accumulo della tensione, l'esplosione vera e propria e una fase di riconciliazione che illude e trattiene la vittima, mentre la spirale a ogni giro si stringe un po' di più. Anni dopo il sociologo Evan Stark ha aggiunto un tassello che ai clinici dice molto, quello del controllo coercitivo, una forma di dominio fatta di svalutazione, isolamento, sorveglianza, controllo del denaro e delle relazioni, capace di non lasciare lividi e di restare per questo invisibile a chi osserva da fuori. È dentro dinamiche come queste, segnate dal possesso e dall'incapacità di accettare un rifiuto o una separazione, che si misura la distanza tra il femminicidio e gli altri omicidi.

Riconoscere questa specificità produce conseguenze molto concrete. Permette di prevenire, perché aiuta a valutare il rischio nei passaggi più pericolosi, a cominciare dalla fine di una relazione. Permette di proteggere chi è in pericolo e di prendere in carico, nei programmi dedicati, gli uomini che usano violenza, con l'obiettivo di interrompere le aggressioni e ridurre il rischio che si ripetano, tenendo sempre al primo posto la sicurezza delle donne. Permette, a chi resta, di dare un nome al proprio dolore e di sentirsi finalmente creduta. Una parola precisa diventa così uno strumento di lavoro, perché dove manca il nome si fatica perfino a vedere il problema.

Su questo terreno la legge 181 del 2025, che ha introdotto nel Codice penale il reato di femminicidio all'articolo 577-bis, ha recepito quanto la comunità scientifica andava dicendo da tempo. Nella stessa direzione si muove l'Unione europea, visto che la direttiva 2024/1385 nomina espressamente sia il femminicidio sia il controllo coercitivo tra le forme della violenza contro le donne. Quelle norme riconoscono un movente specifico, fatto di odio, dominio e possesso esercitati sulla donna in quanto donna e radicati in una cultura precisa, e gli danno un nome perché senza nome non lo si può contrastare. La dignità di ogni vittima resta identica davanti alla legge, e proprio per questo distinguere il movente aiuta a capire e a prevenire.

Come psicologhe e psicologi mettiamo a disposizione le nostre competenze, dai centri antiviolenza alla valutazione del rischio, dal lavoro con le vittime a quello con gli autori, fino alla formazione di chi accoglie le donne nei servizi. La parola femminicidio è il primo di questi strumenti, e rinunciarvi vorrebbe dire tornare a non vedere, come società intera, ciò che con fatica abbiamo imparato a riconoscere.

𝐶𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑐𝑎 𝑆𝑐ℎ𝑖𝑟 𝑆𝑒𝑔𝑟𝑒𝑡𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑛𝑠𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑃𝑎𝑟𝑖 𝑂𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑁𝑂𝑃, 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒

Per approfondire 👇
https://www.psy.it/femminicidio-che-cos-e-perche-si-chiama-cosi/

15/06/2026

Il CNOP ha attivato il 𝐃𝐨𝐬𝐬𝐢𝐞𝐫 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 (𝐃𝐅𝐆), garantendo a tutte/i le/gli iscritte/i all’Albo un bonus di 𝟑𝟎 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐢 𝐄𝐂𝐌 (già visibile nell’area riservata di CO.Ge.A.P.S) per il triennio 2026–2028.

Se, al termine del triennio, la formazione da te realizzata risulterà 𝐜𝐨𝐞𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝟕𝟎% nelle tre aree (obiettivi tecnico‑professionali 70%, obiettivi di processo 10%, obiettivi di sistema 20%), ti verranno riconosciuti ulteriori 𝟐𝟎 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐢, attribuiti nel triennio 2029–2031.

La valutazione di coerenza tra il dossier programmato e quello effettivamente realizzato sarà effettuata per aree e non per obiettivi formativi.

Puoi consultare il Dossier nella sezione “Dossier Formativi di Gruppo” del portale CO.Ge.A.P.S e controllare il tuo stato di avanzamento.

Ricorda: puoi comunque presentare il tuo Dossier Formativo Individuale (DFI), ma i bonus non sono cumulabili — se risulta la coerenza sia per DFI sia per DFG, ti verrà applicato il bonus più favorevole (quello previsto per il DFI)".

Per info sul DFI clicca qui 👉 https://www.psy.it/dossier-formativo/

L'Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna patrocina il convegno dal titolo «La cultura della tutela dei...
29/05/2026

L'Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna patrocina il convegno dal titolo «La cultura della tutela dei minori. Prospettive di dialogo interdisciplinare», promosso dal Servizio per la Tutela dei Minori e delle persone Vulnerabili dell’Arcidiocesi di Cagliari, in collaborazione con l’Ufficio per la Pastorale giovanile, con quella Universitaria e della Cultura e con il College Sant’Efisio.

L'evento si terrà sabato 6 giugno, a partire dalle ore 10, nell’Aula Magna del Seminario Arcivescovile di Cagliari.

Per iscriverti all’evento inquadra il Qr code.

Costruire competenze per il  sostegno familiare: un ponte tra  università e servizi per l’infanzia  vulnerabile. Venerdì...
27/05/2026

Costruire competenze per il sostegno familiare: un ponte tra università e servizi per l’infanzia vulnerabile. Venerdì 29 maggio 2026, Cagliari, AULA CAPITINI, Facoltà di Studi Umanistici, Via Is Mirrionis 1
Evento in modalità mista a ingresso gratuito https://teams.mic
rosoft.com/meet/354640809605259?p=zNan3hG8l8tFeSoPj9
ID riunione: 354 640 809 605 259
Passcode: tJ6VA6Wv

27/05/2026

Il 28 maggio 2026 diverrà operativo AscoltaMi, il servizio ideato e realizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), per il supporto psicologico agli studenti dell’ultimo anno della Scuola secondaria di I grado e del primo biennio della Secondaria di II grado.

Con AscoltaMI, si offre agli studenti un servizio di ascolto e consulenza, non terapeutica, per affrontare situazioni di fragilità e vulnerabilità che possono manifestarsi in età adolescenziale, in un’ottica di prevenzione dei fattori di rischio o di situazioni di disagio che spesso ostacolano i processi e la partecipazione alla vita scolastica.

“Troppo spesso il disagio dei ragazzi viene visto solo quando esplode. Invece bisogna arrivare prima, costruendo luoghi di ascolto, fiducia e prevenzione dentro la quotidianità degli studenti. Portare un servizio psicologico nazionale nella scuola, accessibile a tutti, significa fare prevenzione e intervenire sui bisogni sommersi. Il benessere psicologico dei giovani è una priorità educativa e sociale. AscoltaMI rappresenta un primo passo importante per intercettare fragilità e difficoltà prima che si trasformino in isolamento, sofferenza o abbandono scolastico. Il CNOP sarà in prima linea per monitorare il processo e gli esiti di questa iniziativa e costruire spazi di ulteriori sviluppi futuri. Ringraziamo il Ministro Valditara per aver investito su una progettualità che pone attenzione alla prevenzione e all’ascolto dei più giovani”, ha dichiarato la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Maria Antonietta Gulino.

Per tutti i dettagli👇
https://www.psy.it/progetto-ascoltami-dal-28-maggio-operativo-il-supporto-psciologico-degli-studenti/

Riprendiamo il convegno "La tutela ed il supporto psicologico per la sopravvissuta alla Violenza di Genere in tutte le f...
23/05/2026

Riprendiamo il convegno "La tutela ed il supporto psicologico per la sopravvissuta alla Violenza di Genere in tutte le fasi del percorso giudiziario" con la relazione della Professoressa di Legge Shazia Choudhry, docente presso l' Università di Oxford che ci presenta la ricerca internazionale: “La risposta della giustizia familiare agli abusi domestici. Uno studio empirico in sei Paesi sulle esperienze delle sopravvissute, Giudici, Avvocati ed esperti nominati dal Tribunale”.

Proseguiamo il convegno "La tutela ed il supporto psicologico per la sopravvissuta alla Violenza di Genere in tutte le f...
23/05/2026

Proseguiamo il convegno "La tutela ed il supporto psicologico per la sopravvissuta alla Violenza di Genere in tutte le fasi del percorso giudiziario" con la Dottoressa Nicole Cefis, giudice della prima Sezione Civile Tribunale Ordinario Cagliari che ci parla di "Tutela della dignità della vittima nel processo civile: strategie di conduzione dell'esame e strumenti per prevenire la vittimizzazione secondaria" e il Dottor Gilberto Ganassi, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Cagliari con la sua relazione "La protezione della vittima nel processo penale: doveri informativi, misure cautelari e audizione protetta"

Prima giornata del convegno ecm "La tutela ed il supporto psicologico per la sopravvissuta alla Violenza di Genere in tu...
23/05/2026

Prima giornata del convegno ecm "La tutela ed il supporto psicologico per la sopravvissuta alla Violenza di Genere in tutte le fasi del percorso giudiziario"

Dott. Tullio Garau-Presidente Ordine degli Psicologi della Sardegna

D.ssa Beatrice Zanotti - Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Cagliari

D.ssa Antonella Bozzaotra-Psicologa psicoterapeuta, componente protocollo Napoli, coordinatrice comitato scientifico APS Pensare piu/percorsi RAM

D.ssa Maria Mameli- Vice presidente Ordine Psicologi Sardegna-Psicologa Centro Antiviolenza

20/05/2026

Che cos’è il Dossier Formativo Individuale (DFI)?

A cosa serve e perché è uno strumento utile per pianificare il proprio percorso ECM in modo più coerente con l’attività professionale e gli obiettivi di crescita?

Per approfondire il funzionamento del DFI e consultare tutte le informazioni utili, è possibile visitare il sito del CNOP 👉https://www.psy.it/dossier-formativo/

Indirizzo

Via Sonnino 33
Cagliari
09125

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