12/12/2021
ALLA REPRESSIONE
L'assemblea di indagate/i e solidali dell'Operazione Lince ha promosso una manifestazione in risposta alle gravi accuse che la procura di Cagliari ha mosso verso il movimento, che da anni lotta contro le basi e l'occupazione militare della Sardegna.
Persone di varie provenienze, estrazioni e generazioni tra cui divers* militanti del nostro movimento si trovano sotto accusa per aver organizzato e partecipato alle lotte degli ultimi 6 anni, che hanno toccato tutti gli angoli dell'isola e hanno permesso a migliaia di persone di potersi esprimere contro un'occupazione ingiusta e dannosa che da ormai 70 anni lede il diritto di sardi e sarde di poter riprendere possesso di larghe parti del proprio territorio espropriate con la forza.
Soffocare il dissenso è stata l'unica possibilità per una procura che ha visto bloccate esercitazioni internazionali, ha dovuto difendere le stellette dalle contestazioni nei contesti scolastici, universitari e cerimoniali o deviare l'attenzione mediatica e politica che sui militari in terra sarda si è fatta sempre più pressante.
SUBITO CONTRO L'INTERNATIONAL FLIGHT TRAINING SCHOOL
Dopo il 1° novembre a Teulada ci teniamo particolarmente e calpestare il terreno dei poligoni. Sono oramai tre mesi che il fuoco dei cannoni continua imperterrito mattina e sera. Abbiamo ospitato eserciti, marine e aeronautiche da tutto il mondo, sono in corso esperimenti e test che permetteranno alle industrie belliche multinazionali di vendere armi testate sulle nostre spalle e la nostra salute.
Fino all'anno scorso l'aeroporto militare di Decimomannu era in odore di chiusura di seguito alla dipartita della LuftWaffe, cosa che avrebbe avuto conseguenze catastrofiche anche per la base di Capo Frasca. Nella primavera del 2022 invece entrerà in funzione l'INTERNATIONAL FLIGHT TRAINING SCHOOL progetto promosso da Leonardo, l'aeronautica italiana, giapponese, tedesca e del Qatar con sede logistica nell'aeroporto militare del Cagliaritano e sede operativa nel poligono Oristanese. Non si tratta nient'altro di mantenere in vita un impianto logistico moribondo che Italia e Germania si sono rimpallate aspettando acquirenti che potessero continuare a immettere denaro, esternalizzando i costi di gestione. I protagonisti di questa joint venture militare sono la multinazionale bellica Leonardo, che riceve fondi pubblici dal Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero della difesa, e il Qatar, già attivo nella gestione di alcuni Hub militari de La Maddalena e interessata a diventare protagonista degli scenari geopolici Mediterranei e del Medio Oriente.
Questo nuovo tentativo di estrarre plusvalore dalla Sardegna a spese dei sardi e delle sarde non fa altro che aumentare il numero degli attori che speculeranno nell'isola e agiranno in barba all'ambiente e alla salute della popolazione. Gli agricoltori vicino all'aeroporto da anni protestano contro lo sversamento carburanti dei velivoli militari che avvelenano i campi, su Capo Frasca si rivolge l'attenzione delle commissioni d'inchiesta parlamentari che parlano di 23 morti tra lavoratori civili e militari del poligono dal 1990 al 2010 a causa delle falde inquinate e della bonifica senza protezioni dei terreni bombardati.
Il 19 dicembre è la prima tappa di una lotta che dovremmo condurre da Decimo a Capo Frasca per tutto il 2022 per evitare l'installazione dell'ennesimo progetto speculativo in terra sarda.
L'appuntamento è fissato il 19 dicembre presso la chiesa di Sant'Antonio di Santadi alle 11, nei prossimi giorni dai canali dell'assemblea imputat* e solidali saranno pubblicati i numeri per prenotare i bus, il percorso della manifestazione e le info per prepararsi al meglio alla giornata di lotta.
LA TERRA CI APPARTIENE E IL TERRORISMO NO!
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