29/04/2026
COMUNICATO STAMPA
Fusione Brusasco-Cavagnolo: un’occasione persa? Secondo noi sì, e vi spieghiamo perché.
Nella seduta del Consiglio comunale di Brusasco di lunedì 27 aprile, la maggioranza ha respinto la mozione presentata dal nostro gruppo consiliare “2027, l’anno giusto per la fusione Brusasco-Cavagnolo”.
Una proposta concreta, basata su dati certi, con un calendario chiaro e un obiettivo ambizioso: arrivare alle elezioni comunali della primavera 2027 con un unico Comune, più forte, più efficiente e maggiormente in grado di tutelare e servire i propri cittadini.
La risposta della maggioranza è stata negativa. La nostra posizione resta invece convinta e determinata.
*I numeri che la maggioranza non vuole considerare*
Non si tratta di un’idea romantica o di nostalgia storica, sebbene Brusasco e Cavagnolo siano stati un unico Comune fino al 1957. Parliamo di risorse economiche concrete e rilevanti.
La normativa nazionale prevede infatti che i Comuni nati da fusione ricevano un contributo straordinario statale fino al 60% dei trasferimenti erariali del 2010, con un tetto massimo di 2 milioni di euro all’anno per quindici anni. Nel nostro caso, quindi, più di 9 milioni di euro di parte corrente nell'intero periodo. Ricordiamo, a tal proposito, che nel solo 2024, il Ministero dell’Interno ha distribuito oltre 86 milioni di euro a 106 fusioni già realizzate. Per il 2025 il finanziamento statale ha raggiunto il livello più alto di sempre.
A questi fondi si sommano gli incentivi previsti dalla Regione Piemonte, che premia con bandi dedicati e agevolazioni specifiche le fusioni tra Comuni. Due enti come Brusasco e Cavagnolo, unendosi, potrebbero inoltre continuare a beneficiare delle semplificazioni e delle agevolazioni riservate ai Comuni sotto i 5.000 abitanti.
In termini concreti, un Comune unico avrebbe potuto contare su alcune centinaia di migliaia di euro di risorse aggiuntive ogni anno per ben quindici anni, da destinare a strade, servizi, scuole, sicurezza e manutenzione del territorio, riduzione della tassazione locale.
*Cosa fanno gli altri Comuni*
Mentre a Brusasco si sceglie di dire no, in Italia le fusioni continuano ad aumentare. Dal 2012 ad oggi sono 196 i Comuni che hanno scelto di unirsi, riducendo progressivamente il numero totale degli enti locali. Regioni come il Veneto hanno già incassato nel 2024 quasi 13,5 milioni di euro di contributi statali.
I Comuni che si sono fusi non lo hanno fatto per sentimentalismo, ma perché i conti tornano: minori duplicazioni amministrative, riduzione dei costi fissi, maggiore capacità di investimento e servizi più efficienti per i cittadini. Un solo segretario, un unico ufficio tecnico, una sola struttura amministrativa: risorse concentrate su ciò che davvero conta.
*Le obiezioni della maggioranza*
Il sindaco Bosso ha motivato il voto contrario sostenendo che i tempi sarebbero “troppo stretti” e che una fusione non può essere “calata dall’alto”, ma deve partire “dal basso”.
Rispettiamo la posizione, ma non la condividiamo. Attribuire ai cittadini una valenza “bassa” ci sembra riduttivo e sbagliato. Per noi non esiste un “basso” o un “alto”: tutti i cittadini di Brusasco e Marcorengo sono uguali e nessuno è di serie A o di serie B. La fusione deve essere un progetto condiviso, e può partire anche dal Consiglio comunale, che è il luogo della rappresentanza.
Inoltre, la nostra mozione non proponeva nulla di improvvisato: prevedeva un percorso serrato, certo, ma soprattutto ordinato e condiviso, con delibere parallele nei due Consigli, la richiesta formale alla Regione, un referendum consultivo entro l’autunno 2026 e la fusione effettiva in tempo utile per le elezioni del 2027. Un calendario che coincide perfettamente con la naturale scadenza dei mandati amministrativi di entrambi i Comuni.
Quanto all’obiezione di “impegnare le future amministrazioni”, crediamo invece che sia proprio compito di un’amministrazione responsabile preparare il futuro, anziché limitarsi a gestire il presente.
*Il nostro impegno*
La mozione è stata respinta, ma il nostro progetto non si ferma.
La lista “Per Brusasco e Marcorengo – Anna Marolo Sindaco” porterà questo tema al centro della prossima campagna elettorale. Vogliamo rendere Brusasco un Comune con più servizi ai cittadini, maggiore decoro urbano, più sostegno concreto al commercio locale e non solo concentrato sugli eventi culturali. Faremo della fusione con Cavagnolo uno dei punti principali del nostro programma. Se i cittadini ci daranno fiducia, avvieremo immediatamente il dialogo con Cavagnolo, realizzeremo gli studi tecnici e finanziari necessari e sottoporremo la decisione finale direttamente ai cittadini attraverso un referendum.
Il “no” di lunedì sera ha soltanto chiuso temporaneamente porta. Noi lavoreremo per riaprirla.
Anna Marolo
Carlo Giacometto
Daniele Testore