12/06/2026
Comunicato Stampa
RIFORMA COMUNI MONTANI/ IL COMUNE DI BRISIGHELLA RICORRE AL TAR CONTRO IL GOVERNO DI CUI FA PARTE CON LA VICE SINDACA FAROLFI. IL PD DI BRISIGHELLA SOSTIENE LA SCELTA, MA LA VICENDA MERITA QUALCHE RIFLESSIONE.
Il Sindaco Pederzoli ha annunciato che il Comune di Brisighella aderirà al ricorso al TAR contro i criteri del DPCM che ha escluso il nostro territorio dall’elenco dei Comuni montani. Lo ha fatto utilizzando, con una fedeltà quasi filologica, le stesse argomentazioni che il Partito Democratico ha prodotto e documentato in tempi non sospetti anche grazie al lavoro dell'On. Ouidad Bakkali.
Registriamo questa convergenza con la sobrietà che si addice a chi, avendo avuto ragione nel momento in cui costava qualcosa averla, non ha bisogno di esibirla.
La questione che rimane aperta, però, è politica, e nessun ricorso giudiziario può sanarla.
La Senatrice Farolfi siede nella Giunta di Brisighella come Vice Sindaca e al contempo siede al Senato della Repubblica come componente della maggioranza di Governo. Nell’esercizio di quest’ultimo mandato, nel settembre del 2025, ha votato la Riforma Calderoli sulla montagna — una legge che ha poi rivendicato pubblicamente, sui propri canali social, come conquista storica, dichiarando: «È con orgoglio che FDI ha sostenuto questa legge che restituisce centralità alle zone montane.»
La memoria dei cittadini non è poi così corta da dimenticare la fermezza con cui, lo scorso 10 febbraio, sempre dalla sua pagina Facebook, la medesima Senatrice liquidava le motivate denunce del Partito Democratico come inutile “allarmismo”, invitandoci con sufficienza a “informarci meglio” e assicurando che per Brisighella non sarebbe cambiato nulla.
Oggi, il suo Comune è costretto a impugnare davanti a un tribunale amministrativo il decreto attuativo di quella stessa legge, perché tale decreto ha prodotto esattamente quella condizione di inferiorità che la Senatrice aveva promesso di eliminare. Ora che anche il suo Sindaco l’ha pubblicamente e amministrativamente smentita, l’opinione pubblica brisighellese attende con comprensibile curiosità una parola, un segno di vita. La questione attiene alla stessa dignità della rappresentanza territoriale. Siamo in presenza, ci sia consentito di dirlo, di una contraddizione non risolvibile per via amministrativa.
Vi sono due sole spiegazioni logicamente compatibili con i fatti.
La prima: che la Senatrice Farolfi abbia votato e difeso con “orgoglio” un provvedimento senza averne minimamente compreso la portata e gli effetti per il proprio Comune.
La seconda: che ne fosse consapevole, e abbia ritenuto che la disciplina di partito e la visibilità politica nazionale valessero il sacrificio degli interessi di Brisighella. In entrambi i casi, il giudizio politico che ne discende è severo.
Nel primo, ci troviamo di fronte a una disattenzione legislativa difficilmente giustificabile da parte di chi ricopre contemporaneamente un ruolo di governo locale. Nel secondo, a una scelta deliberata il cui peso ricade interamente sul territorio e sui cittadini che quella Senatrice rappresenta e dovrebbe difendere.
Ci aspetteremmo, a questo punto, una parola pubblica. Non una giustificazione, che sarebbe, come si dice, peggio del danno, ma almeno una presa d’atto. Il silenzio, in questo contesto, non è una postura neutra. È già, di per sé, una risposta.
Il Partito Democratico di Brisighella sostiene il ricorso al TAR per senso di responsabilità verso il territorio, e continuerà a farlo con la medesima coerenza con cui lo ha sostenuto quando nessuno aveva ancora compreso le conseguenze negative di quella legge per Brisighella. Le frazioni montane di Brisighella meritano gli stessi diritti dei Comuni confinanti. Su questo non vi è spazio per ambiguità, né, consentiteci, di improvvisazioni romane.
Partito Democratico di Brisighella