PD Bresso, Circolo "A. Vassallo"

PD Bresso, Circolo "A. Vassallo" Il PD sotto casa.

Nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio Comunale Maurizio Pagano (Fratelli d'Italia), riferendosi al nostro C...
12/06/2026

Nella giornata di ieri il Presidente del Consiglio Comunale Maurizio Pagano (Fratelli d'Italia), riferendosi al nostro Consigliere Federico Valieri, ha ritenuto di dover "replicare alle eiaculazioni del Consigliere Gianburrasca in questione".

Pagano non è nuovo ad attacchi irrispettosi verso l'opposizione, con un gusto sempre marcato di discriminazione verso le donne. Ancora una volta ci dona infatti un esempio di linguaggio volgare e inopportuno rispetto alla carica ricoperta.

Ci inquieta ancora di più che sia il Presidente del Consiglio Comunale a esprimersi in questo modo, offendendo gratuitamente un collega consigliere.

Sono queste le persone scelte dal Sindaco Cairo per rappresentare la nostra città (in questo caso addirittura affidando un ruolo istituzionale di importanza cruciale) che ci mettono di fronte a episodi ripetuti di volgarità e maleducazione.

Ci aspettiamo scuse formali da parte del Sindaco Cairo a nome dell'amministrazione Comunale poiché queste affermazioni e linguaggi non devono più essere permesse.
Speriamo che, per usare le parole di Pagano, questa volta lui "ce la faccia a capire" di avere sbagliato.

Temiamo però che le vecchie abitudini siano ben dure a morire.

ASSEMBLEA PARTECIPATA APERTA ALLA CITTADINANZAPer costruire insieme la futura Bresso, vi invitiamo a partecipare al prim...
10/06/2026

ASSEMBLEA PARTECIPATA APERTA ALLA CITTADINANZA

Per costruire insieme la futura Bresso, vi invitiamo a partecipare al primo incontro pubblico di dialogo e confronto sabato 13 Giugno alle ore 16, vi aspettiamo!

09/06/2026

Tra pochissimo torneremo con tante novità: parleremo del nostro territorio, delle sue infrastrutture e della mobilità, ma anche di pace, diritti e ricorrenze.
Vi aspettiamo!

02/06/2026
28/05/2026

PRESIDIO DI STAMATTINA DAVANTI REGIONE LOMBARDIA – NO all'aeroporto commerciale a Bresso

Il presidio è stato organizzato davanti al Consiglio regionale, in occasione della discussione di una mozione presentata in Regione sul tema dell’aeroporto di Bresso e del futuro del Parco Nord.
Come Partito Democratico di Cinisello Balsamo abbiamo sentito da subito il dovere di raccogliere e sostenere le preoccupazioni e le proteste di tanti cittadini di Cinisello Balsamo, Bresso, Cusano Milanino, Sesto San Giovanni e Milano che convivono da anni con rumore, disagi e con un malessere crescente sul territorio.

Nel prossimo Consiglio comunale di Cinisello Balsamo, i nostri consiglieri presenteranno una mozione con cui chiederemo al Sindaco e alla Giunta di attivarsi formalmente presso ENAC e gli altri enti competenti affinché il Regolamento di Scalo del 2022 venga mantenuto e nel contempo di eliminare o restringere le previsioni che aprono a business aviation, aerotaxi e attività para-commerciali incompatibili con la vocazione storica dello scalo.

Il Parco Nord Milano non può diventare il retroporto di interessi economici e traffico aereo crescente. È un patrimonio ambientale, sanitario e sociale fondamentale per tutta l’area metropolitana. La difesa del territorio non è una battaglia di pochi: riguarda la qualità della vita di centinaia di migliaia di persone.

Il Parco Nord va tutelato così come la salute e la qualità della vita dei cittadini.

PD Milano Metropolitana PD Zona Nord-Est Milanese PD Sesto San Giovanni PD Cusano Milanino PD Bresso, Circolo "A. Vassallo" Simone Negri Matteo Mauri

Il 28 maggio facciamoci sentire!
15/05/2026

Il 28 maggio facciamoci sentire!

14/05/2026

METROTRANVIA MILANO-SEREGNO: BASTA ALLA PROPAGANDA, SERVE UN IMPEGNO CONGIUNTO PER I SOLDI CHE MANCANO

Sulla realizzazione della Metrotranvia Milano-Seregno bisogna recuperare il tempo perso, non proseguire con l’inutile propaganda che agita la destra.

Chi come noi vuole dare risposte ai tanti disagi deve puntare a ottenere dal Governo la totale copertura degli extracosti da 120 milioni. Il resto è demagogia.

E’ stata utile l’audizione in Commissione V di oggi: sono emersi degli elementi che consentono di fare chiarezza e di mettere ognuno di fronte alle proprie responsabilità.

A proposito di responsabilità: Città Metropolitana di Milano non è l’ente appaltante, ma l’attuatore.

L’ente appaltante è il Provveditorato interregionale per le opere pubbliche, connesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (sapete chi è il Ministro?). Il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) è un signore alle dipendenze proprio di questo ente e non di CMM.

Chissà perché si parla solo della Città metropolitana: l’impresa ha avuto grossi problemi economici, il comune di Bresso ha ritardato per mesi la consegna delle aree, in una zona così urbanizzata dal sottosuolo è venuto fuori di tutto, a partire dall’amianto, e per effetto delle crisi geopolitiche e dell’inflazione sono emersi degli extracosti. Ma CMM deve portare la croce... Mah!

Sappiamo che tali importi aggiuntivi sono stati verificati e sussistono. E’ avvenuto per la Milano-Seregno come è avvenuto per la totalità dei cantieri in essere in questi anni. Per alcune opere – vedasi la Pedemontana – siamo agli extracosti degli extracosti (e con importi di gran lunga superiori… ma lì i leghisti non si indignano).

Ergo, siccome sono stati validati da enti terzi, se si vuole proseguire con il cantiere si deve coprire l’ammanco. Tertium non datur.

Chi deve farlo? Secondo Corbetta, capogruppo della Lega, questo ulteriore impegno finanziario dovrebbe essere in capo a Città Metropolitana.

Non so a quale normativa si riferisca – può essere che si ricorra ai codici di Asterix e Obelix – ma se guardiamo allo Stato Italiano occorre precisare che la legge non ammette ignoranza: secondo la finanziaria del governo Meloni – e in coerenza con quanto disposto dal codice degli appalti (sempre approvato dal governo Meloni) – toccherebbe alla stazione appaltante coprire gli extracosti a seguito della revisione dei prezzi.

E chi è la stazione appaltante? Il Ministero!

Quindi la domanda da rivolgere ai colleghi leghisti è espressamente un’altra: perché la regione non ha voluto firmare il documento istituzionale congiunto in cui si chiede al governo di intervenire per reperire le risorse mancanti?

Lo faccia subito!

Questo è la direzione verso cui dobbiamo lavorare. Collaborazione istituzionale per risolvere i problemi.

E l’opera va portata a termine: collega i territori di due province, consentirà di ridurre il traffico veicolare. Trasporterà 2.250 passeggeri all'ora negli orari di punta. Una meraviglia!

Che si trovino i soldi. Basta chiacchiere (e b***e).

30/04/2026

COMUNICATO: Metrotranvia Milano-Seregno: basta rinvii, basta alibi. L’opera va completata, non azzoppata.

In questi giorni il dibattito sulla metrotranvia Milano-Seregno è tornato al centro dell’attenzione pubblica, a seguito dell’aumento dei costi necessari per completare l’opera. Ieri, 29/4/2026 se ne è parlato anche in Consiglio Comunale.
Il sindaco di Bresso ha lanciato l’allarme sulla mancata copertura di 120 milioni di euro, sostenendo che tali risorse non debbano gravare sul bilancio comunale e indicando Città Metropolitana come principale responsabile dei ritardi. Ricordiamo che città metropolitana ha già stanziato 13 milioni per coprire i rincari gravanti sui comuni, mentre risulta non pervenuta Regione Lombardia, come anche un serio impegno del ministero dei trasporti a guida Salvini. La maggioranza del Sindaco ha chiesto ieri in Consiglio Comunale che, in caso di mancata copertura degli extracosti, si consideri una modifica sostanziale del progetto: la limitazione della tratta a Calderara o, addirittura, la trasformazione dell’intero percorso con binario unico.

Riteniamo questa impostazione profondamente sbagliata. La metrotranvia Milano-Seregno non può essere ridotta, mutilata o trasformata in un’opera dimezzata. Deve essere completata secondo il progetto originario, da Milano a Seregno, perché solo così potrà rispondere davvero ai bisogni di mobilità dei cittadini, dei lavoratori, degli studenti e dei territori attraversati.

Il Comune di Desio ha già espresso con chiarezza questa posizione, chiedendo che Ministero delle Infrastrutture e Città Metropolitana garantiscano le risorse necessarie per ultimare l’opera. È questa la strada corretta: non riaprire ogni volta la discussione sul progetto, ma trovare le coperture per concluderlo.

Va ricordato che i ritardi accumulati in questi anni non sono stati dovuti soltanto a questioni tecniche o finanziarie. Hanno pesato anche resistenze politiche e amministrative di alcuni Comuni, tra i quali Bresso, che hanno contribuito ad allungare i tempi, ad aumentare i costi e a prolungare i disagi per i cittadini. Questa amministrazione ha indugiato per anni, almeno dal 2020 in poi. In questi anni, ovvero prima dell’inizio ufficiale dei lavori, i prezzi di laterizi, inerti e ferro sono aumentati del 30%, come testimoniano i dati ISTAT o la camera di Commercio. Non va inoltre tralasciato il ritardo con il quale sono state cedute le aree pubbliche per l’avvio dei cantieri. Facciamo, inoltre, rilevare che il progetto della metrotranvia risale alla decisione della giunta leghista del Sindaco di Milano, Gabriele Albertini, che ha costruito la tratta fino al Parco Nord, con il consenso della Regione Lombardia, di Città Metropolitana e del Ministero. Ricordiamo anche che fu il Sindaco milanese Marco Formentini a spostare il progetto di M3 dall’asse centro-nord via Niguarda all’asse nord-ovest via Affori, penalizzando la nostra città.

Oggi, però, non serve cercare nuovi colpevoli. Serve assumersi responsabilità. La proposta di ridurre la metrotranvia a un solo binario è inaccettabile. Non sarebbe una soluzione, ma un nuovo problema: ridurrebbe la frequenza del servizio, creerebbe difficoltà tecniche di gestione, comporterebbe una revisione profonda del progetto e potrebbe determinare nuovi appalti, nuovi costi, nuovi ritardi e cantieri aperti ancora per anni. Inoltre, si ridurrebbe l’attrattività e il coefficiente d’impatto per riuscire a portare nel prossimo futuro altre opere di trasporto pubblico in città.

Nella riunione convocata da Città Metropolitana il 14 aprile con i Sindaci interessati, è stato ribadito che l’opera deve essere completata secondo il progetto iniziale. Le risorse per coprire gli extracosti dovranno essere trovate attraverso un’assunzione condivisa di responsabilità: Ministero, Regione Lombardia, Città Metropolitana e Comuni, ciascuno per la propria parte.
Minacciare oggi di non contribuire significa soltanto rischiare un ulteriore blocco dell’opera, con possibili penali e con costi che, alla fine, ricadrebbero comunque sui cittadini.
Per questo chiediamo al Sindaco e all’Amministrazione comunale di Bresso un cambio di passo: meno propaganda, più collaborazione istituzionale; meno annunci sui social, più lavoro concreto ai tavoli dove si decide il futuro della città.

La campagna elettorale può attendere. I cittadini no. La metrotranvia va completata. Bresso non ha bisogno di altri cantieri infiniti, ma di collegamenti efficienti, scelte responsabili e istituzioni capaci di lavorare insieme.

Sinistra Unita bressese Insieme per Bresso e il Parco Nord - Lista Civica civico

21/04/2026

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14/04/2026

Indirizzo

Via A. Manzoni, 47
Bresso
20091

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