Archivio Storico Diocesano Brescia

Archivio Storico Diocesano Brescia “L’archivio assomiglia a un bosco senza radure; restandovi a lungo, gli occhi si abituano alla p

Il vescovo Verzeri e il monumento ad Arnaldo (1882)Come noto, l’inaugurazione del monumento ad Arnaldo da Brescia, nel 1...
23/06/2026

Il vescovo Verzeri e il monumento ad Arnaldo (1882)
Come noto, l’inaugurazione del monumento ad Arnaldo da Brescia, nel 1882, costituì un’ulteriore occasione di scontro negli anni post-unitari tra i cattolici e gli zanardelliani. Di questo clima di accesa contrapposizione vi sono tracce in alcune circolari che il vescovo Girolamo Verzeri inviava “al venerabile clero e dilettissimo popolo della città e della diocesi”. Fin dal febbraio 1881 egli denunciava il “sacrilego oltraggio che si prepara al Pontificato Romano e alla Chiesa, col monumento che si minaccia d’innalzare ad Arnaldo da Brescia”, argomento sul quale sarebbe tornato “almeno se il Signore non si degna, come lo prego con tutta l’anima, di togliermi di vita prima ch’io vegga una così enorme ingiuria alla fede di questa religiosa e diletta città”. Invece dovette sopravvivere all’inaugurazione del monumento “a quel turbolento settario, famoso solamente per odio dissennato contro la Chiesa ed il Vicario di Cristo”. Nella circolare del 19 settembre 1882, un mese dopo l’inaugurazione, Verzeri osservava: “intanto che in Brescia si inaugurava il monumento ad Arnaldo, un valente scalpello effigiava in Napoli il Serafino d’Assisi”, e concludeva: “Quale dei due monumenti ricorda le vere glorie d’Italia? Quale dei due le altre nazioni e la cattolica Europa ci invidieranno?”.

Anche oggi attenti visitatori sono passati in Archivio per la Mostra su Padre Pifferetti! La mostra è prorogata fino al ...
18/06/2026

Anche oggi attenti visitatori sono passati in Archivio per la Mostra su Padre Pifferetti! La mostra è prorogata fino al 24 giugno. Vi aspettiamo!

AVVERTENZE PER LE VACANZE DEI SEMINARISTI DI UN TEMPO 1949)Anche per i seminaristi le vacanze sono sempre state un perio...
17/06/2026

AVVERTENZE PER LE VACANZE DEI SEMINARISTI DI UN TEMPO 1949)
Anche per i seminaristi le vacanze sono sempre state un periodo particolare dell’anno, che segnava il ritorno nei propri paesi di origine. Un libretto del 1949 conservato in Archivio Diocesano, dal titolo “Avvertimenti per le Vacanze fuori del Seminario”, forniva indicazioni molto chiare ai seminaristi su come vivere i mesi estivi. “Le vacanze – esordiva – “sono il tempo della prova che Dio vuol fare di te, per vedere se la tua virtù è resistente o debole”. La guida avvertiva però che “le vacanze sono anche la vendemmia del diavolo”. Da qui tutta una serie indicazioni pratiche su come “comportarsi da buon seminarista”, ricordando che “i tre luoghi preferiti dal buon seminarista durante le vacanze sono: la casa, la chiesa e la canonica”. Perciò, “non recarti a far bagni nei fossati o in altri luoghi similmente pericolosi per il corpo e specialmente per la virtù”, “schiva le sagre e i pubblici ritrovi” e “non farti vedere continuamente in giro in bicicletta. Per usarla chiedi il permesso del reverendo parroco” e altri precetti di comportamento per far sì che, al rientro in seminario, “potrai esclamare di essere ancora buono come quando ne eri partito”.

LA CONSAPEVOLEZZA DELLA MEMORIA ovvero IL RECENTE CONVEGNO DI VIENNAIl recente convegno di Vienna ci ha fatto scoprire u...
10/06/2026

LA CONSAPEVOLEZZA DELLA MEMORIA ovvero IL RECENTE CONVEGNO DI VIENNA
Il recente convegno di Vienna ci ha fatto scoprire un luogo notevolissimo. Infatti lascia sbalorditi il progetto grandioso che Maria Teresa, imperatrice d’Austria e Ungheria, ideò per salvaguardare non solo il proprio Archivio, della casa regnante, ma dello Stato stesso di cui era suprema conduttrice. A metà del Settecento fece ideare, progettare ed eseguire la costruzione monumentale dell’edificio che ora contiene l’Archivio centrale statale di Vienna. L’edificio è stato costruito attorno ad un’enorme costruzione metallica di 11 piani che è contenuta entro le mura dell’edificio stesso: è una gigantesca gabbia metallica con piani e scaffali, anche riccamente ornati e decorati. Di questa opera colpisce la lucida consapevolezza che avevano gli ideatori: l’acribia nella progettazione, le risorse dedicate, la monumentalità dell’impresa comunicano la deliberata e consapevole volontà di tutelare la memoria. Ci insegna che uno Stato e una democrazia se non conservano la propria memoria, rischiano di perdere con essa anche le ragioni della propria esistenza.

08/06/2026
Riscoprendo Faville (pt 1):Consultando il giornale di prigionia “Faville”, emerge la molteplicità di contenuti che lo ca...
22/05/2026

Riscoprendo Faville (pt 1):
Consultando il giornale di prigionia “Faville”, emerge la molteplicità di contenuti che lo caratterizza: vignette, paragrafi storici e lettere alle persone più care, a cui i reclusi si rivolgevano per sfuggire alle sofferenze provocate dalla guerra.
Una pagina esposta alla mostra presenta un paragrafo dedicato agli scambi epistolari.
“Che tutto finisse per poterci riunire” scrive un padre alla moglie e alla figlia di Palermo.
E ancora, una moglie scrive al marito, “il Barba”: "Porta pazienza, barbetta:
verrà quel felicissimo giorno. Io mi ricordo nelle mie orazioni di te”; una lettera al caro fratello GIordano: “Il mio pensiero accompagnato dalla preghiera ti segue sempre.”

Un’altra pagina invece contiene parole in versi indirizzate alle proprie madri.
Una camicia nera, con linguaggio popolare, scrive così: “Te strugge er core pecchè sei senza mie notizzie, mamma bella. Son sette mesi che sò prigioniero. Durante sto periodo ho pensato sempre a te, vecchietta cara” , il sergente Porciello si rivolge alla madre speranzoso: “Potrà durare un poco ancor la guerra, è vero, - ma è diretta alla sua fine, che spezzerà la siepe che ci serra e che ci punse il cuor colle sue spine.”
“La pace è solo per gli uomini di buona volontà” conclude invece un’altra pagina, scritta per tutte quelle persone che non hanno potuto trascorrere il Natale accanto alla propria famiglia perché imprigionati in India.

Grazie a queste lettere, è possibile notare come il reggimento fosse composto da persone di ogni genere: dalle camicie nere, ai sergenti o da “da figliuoli attaccati alla mamma e da altri troppo indipendenti, da preoccupati della famiglia” come disse padre Pifferetti stesso.

"Compagni di storie”Con questo laboratorio, gli studenti della scuola primaria sono stati accolti nel meraviglioso mondo...
19/05/2026

"Compagni di storie”
Con questo laboratorio, gli studenti della scuola primaria sono stati accolti nel meraviglioso mondo degli archivi, fatto di storie, di carte, di scritture a mano e tanto altro.
Che attività abbiamo proposto? In primo luogo, come piccoli archivisti in erba, i bambini hanno visitato l'archivio e i suoi depositi, calandosi passo dopo passo nei panni dell'archivista e dello storico.
Successivamente sono stati educati al patrimonio culturale, scoprendo come si “fa”’ la storia tramite un approccio critico, come si ritrovano indirettamente le radici della propria identità, investigando le carte del passato ed hanno poi conosciuto il compito dell’Archivio: protettore di materiali antichi, che “raccontano” storie più o meno lontane nel tempo e del territorio in cui vivono e non solo.
Analizzando i duplicati anagrafici del periodo lombardo-veneto (1815-1865) e i documenti del Vescovo Giacinto Tredici (1933-1964), gli studenti hanno dato libero sfogo alla creatività, creando storie d'epoca. Infine, hanno scritto delle lettere e realizzato dei disegni destinati ai futuri alunni per gettare le basi di un piccolo archivio scolastico.

Nel marzo del 1941, nel campo di prigionia di Bangalore in India, viene composto "Faville", giornale destinato ai soldat...
19/05/2026

Nel marzo del 1941, nel campo di prigionia di Bangalore in India, viene composto "Faville", giornale destinato ai soldati.
Promotore è Padre Pifferetti (1908-1980), dell’Oratorio della Pace, cappellano militare nei campi di prigionia in India, Egitto ed Albania.
Dalla lettura di “Faville” si colgono gli stati d’animo dei soldati che, in quei momenti di guerra e prigionia, si rivolgono con affetto alle fidanzate, alle mogli o alle madri.
Il Giornale parla del contesto in cui è nato, tra fascismo e antifascismo, tra aspirazioni di guerra e speranze di pace: la sfida è raccontarlo a tutti senza cancellare e obliare. Tutto ciò è raccontato in una ricca Mostra visitabile presso l’Archivio Diocesano fino a venerdì 19 giugno.

UNA MOSTRA IN ARCHIVIO Nel marzo del 1941, nel campo di prigionia di Bangalore in India, viene composto "Faville", giorn...
19/05/2026

UNA MOSTRA IN ARCHIVIO
Nel marzo del 1941, nel campo di prigionia di Bangalore in India, viene composto "Faville", giornale destinato ai soldati.
Promotore è Padre Pifferetti (1908-1980), dell’Oratorio della Pace, cappellano militare nei campi di prigionia in India, Egitto ed Albania.
Dalla lettura di “Faville” si colgono gli stati d’animo dei soldati che, in quei momenti di guerra e prigionia, si rivolgono con affetto alle fidanzate, alle mogli o alle madri.
Il Giornale parla del contesto in cui è nato, tra fascismo e antifascismo, tra aspirazioni di guerra e speranze di pace: la sfida è raccontarlo a tutti senza cancellare e obliare. Tutto ciò è raccontato in una ricca Mostra visitabile presso l’Archivio Storico Diocesano fino a venerdì 19 giugno.

UNA MOSTRA IN ARCHIVIO Nel marzo del 1941, nel campo di prigionia di Bangalore in India, viene composto "Faville", giorn...
14/05/2026

UNA MOSTRA IN ARCHIVIO
Nel marzo del 1941, nel campo di prigionia di Bangalore in India, viene composto "Faville", giornale destinato ai soldati.
Promotore è Padre Pifferetti (1908-1980), dell’Oratorio della Pace, cappellano militare nei campi di prigionia in India, Egitto ed Albania.
Dalla lettura di “Faville” si colgono gli stati d’animo dei soldati che, in quei momenti di guerra e prigionia, si rivolgono con affetto alle fidanzate, alle mogli o alle madri.
Il Giornale parla del contesto in cui è nato, tra fascismo e antifascismo, tra aspirazioni di guerra e speranze di pace: la sfida è raccontarlo a tutti senza cancellare e obliare.
Tutto ciò è raccontato in una ricca Mostra visitabile presso l’Archivio Storico Diocesano fino a venerdì 19 giugno.

Indirizzo

Via Gabriele Rosa 30
Brescia
25121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 13:00

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Archivio Storico Diocesano Brescia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Archivio Storico Diocesano Brescia:

Condividi