SCRIVE DIANA SUL SUO SITO: Sono Diana De Marchi, nata a Milano nel 1959, figlia di uno spezzino trapiantato a Milano dopo gli studi, dove ha conosciuto una straordinaria ebrea turca rumena sfollata nel campo profughi di Barletta e tra mille peripezie arrivata a Milano. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, sono stata interprete/traduttrice e poi ricercat
rice nella sperimentazione educativa, da dieci anni insegno Tedesco e Italiano agli stranieri e dal 2006 sono alla scuola statale Rinascita-Amleto Livi di Milano. Ho partecipato alla costruzione del Partito Democratico, sono stata consigliera della zona Baggio-San Siro-Magenta di Milano, oggi sono Consigliera della Provincia di Milano e segretaria del Circolo Pio la Torre. In consiglio di zona ho seguito il territorio soprattutto sui temi della scuola e della coesione sociale, sul disagio e l’illegalità nelle case popolari, ma anche nelle progettazione di attività sportive, come la squadra multietnica di basket San Siro Lakers per i ragazzi, di corsi molto partecipati di sensibilizzazione contro la violenza domestica, di attività culturali ripetute negli anni, di recupero e riqualificazione di aree per il tempo libero di giovani ed anziani. In Provincia ho combattuto per l’indispensabile priorità del diritto allo studio, di percorsi formativi adeguati e innovativi e di un’edilizia scolastica efficiente e sicura, anche a fianco degli studenti con disabilità. Ho lottato contro la violenza di genere – sostenendo i finanziamenti della Provincia ai centri antiviolenza, alle case per le donne maltrattate, all’Istituto a Custodia Attenuata per Detenute Madri – e a favore della dignità delle donne, impegnando la Provincia a chiedere ai Comuni di farsi garanti del codice europeo sulle affissioni pubblicitarie. Il Consiglio ha inoltre approvato le mie proposte sulla presenza del 30% di donne nei CdA delle partecipate della Provincia e sull’intitolazione delle nuove vie alle donne che hanno fatto la Storia del nostro paese e che trovano riconoscimento solo nel 3% delle nostre strade. Ho proposto tre giorni di congedo obbligatorio di paternità per i dipendenti della Provincia. Ho sostenuto con mozioni ed interventi i lavoratori e le lavoratrici che hanno perso il lavoro. Ho lavorato per frenare il consumo di suolo e tutelare i nostri parchi e ho proposto un ripensamento dell’organizzazione agricola dei territori urbanizzati con una ridefinizione dell’equilibrio tra città e campagna. Sempre attenta alle istanze sociali ho sostenuto da subito iniziative come il referendum sull’acqua bene comune e sulla cittadinanza ai bambini stranieri nati in Italia, tema strettamente legato ad una delle mie più grandi battaglie: la non chiusura ed il rilancio della scuola di via Paravia a Milano che continuo a sostenere con entusiasmo. Ho scritto il progetto scuole aperte, fatto proprio anche dal Comune di Milano, per aprire i locali delle scuole pubbliche al territorio; convinta dell’importanza della scuola, luogo di aggregazione e di legame con il territorio in uno scambio reciproco di relazioni e costruzione di un tessuto sociale in continua evoluzione. Ho sostenuto la necessita di garantire un’adeguata rappresentanza femminile all’interno del gruppo di lavoro sulla città metropolitana. Ho lottato per mantenere le sedi giudiziarie locali rispetto alla proposta di sopprimerle in maniera indiscriminata da parte del Ministro della Giustizia
Ho sostenuto la necessità di rendere pubbliche e trasparenti le retribuzioni del Cda del Teatro alla Scala di Milano.