14/06/2026
LA TRUFFA DEL RAZZISMO E DELLA REMIGRAZIONE
In una società di persone sempre più anziane e sole e sempre più spesso vittime di soprusi legati alla malasanità, alle basse retribuzioni, al disagio abitativo, incutere paura è facile ed elettoralmente remunerativo. Particolarmente indirizzando i timori e le preoccupazioni contro l’altro, contro l’immigrato.
Ma è una truffa. Chi strumentalizza queste paure a fini politici è espressione purissima del padronato che da sempre ha bisogno di manodopera a bassissimo costo. E questa manodopera la può ottenere, e la ottiene, proprio dagli immigrati e può ottenerla solo se sono irregolari, fuorilegge, additati come sottouomini e quindi senza diritto alcuno e ricattabili, condannati quindi a lavorare per pochi spiccioli al giorno pena la minaccia dell’espulsione.
E’ la destra ad essere adibita a fare questo sporco lavoro: agitare la paura verso gli immigrati che fuggono dalla morte, dalle aree del mondo in cui noi abbiamo deciso ci debbano essere guerre e instabilità, con lo scopo non di allontanarli ma di averne in Italia molti di più disposti ad accettare le condizioni proibitive di lavoro che tanto piacciono al padronato.
Col risultato che questa massa di irregolari che vivono ai limiti della società finiscono naturalmente col contribuire al sottobosco dell’illegalità, accrescendo fatalmente quella percezione di insicurezza che, nella retorica truffaldina delle destre, si sarebbe voluta cancellare.
I rimedi sono solo due, egualmente grandi: esigere e lottare per la pace ed esigere e lottare per i diritti di questi lavoratori, facendo ve**re meno le condizioni basilari per il loro arruolamento nel sottobosco dello sfruttamento, per la nostra disoccupazione e per la nostra insicurezza.
Non sono obiettivi facili, chi ne sbandiera di facili è un truffatore.