15/02/2024
Oggi celebriamo il coraggio, la fede e la determinazione dei due aristocratici bresciani che nel II secolo d.C. non abiurarono la propria fede!
Faustino e Giovita erano due nobili cavalieri romani che si convertirono al cristianesimo e vennero battezzati dal vescovo di Brescia Sant’Apollonio. Dal giorno della conversione in poi, i due legionari convertiti, si impegnarono anima e corpo nell’evangelizzazione dei bresciani tanto da suscitare la reazione delle autorità.
Gli anni erano quelli della violenta e repressiva persecuzione di Traiano, momenti difficili per le comunità cristiane di tutto l’impero. La reazione delle autorità fu decisa: i due giovani vennero catturati e imprigionati. Ma la morte dell’imperatore sospese la pena di morte che era stata decretata. Si attendeva il responso del nuovo imperatore Adriano. Giudizio imperiale che non tardò ad arrivare: se Faustino e Giovita si fossero rifiutati di sacrificare agli dèi sarebbero stati uccisi. Messi di fronte alla scelta se abiurare la propria fede e sopravvivere o ve**re martirizzati, i due bresciani non ci pensarono due volte. Scelsero il martirio.
L’imperatore ordinò allora di gettare i due cristiani in pasto alle belve feroci ma queste, più mansuete del solito, si accovacciarono anzi ai loro piedi. Lo spettacolo, avvenuto durante il circo, sbalordì la folla intera tanto che molti da quel momento si convertirono al cristianesimo. Fra questi Afra, la moglie del governatore che aveva catturato Faustino e Giovita. Venne allora ordinato di scorticare i due cristiani e di bruciarli vivi. Ma il martiriologio racconta di come le fiamme non sfiorarono nemmeno le vesti dei giovani. La storia dei due Santi si allunga molto, si parla di un viaggio a Roma ed uno a Napoli, in cui vennero pure lasciati in balia del mare su una barca che però tornò a riva.
L’atto finale della loro storia avvenne in ogni caso a Brescia. Il 15 febbraio, Faustino e Giovita furono decapitati. I corpi, sepolti nel cimitero di San Latino, dove oggi sorge la chiesa di San Faustino ad Sanguinem in via Franco Crispi.