Pagina ufficiale del Consiglio di Quartiere Sant'Eustacchio.
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Brescia
25128
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Le origini del nostro quartiere
Il nome del quartiere Sant’Eustachio deriva dal nome della via principale che lo attraversa quasi nella sua interezza. A sua volta, questa strada ha ereditato il nome da un’antica chiesetta, ancora visibile. Ad eccezione di due minuscoli nuclei, tutto il quartiere è sorto nel secolo scorso. Dopo il primo dopoguerra si sviluppò lentamente e abbastanza ordinatamente grazie all’edilizia pubblica che svolse un ruolo determinante nella costruzione delle case comunali e delle case Incis. A partire dagli anni ‘50 e specialmente negli anni ‘60, l’edificazione privata si estese massicciamente in tutta l’area, sotto la spinta della speculazione edilizia.
Il quartiere è passato dai circa 3mila abitanti dell’immediato dopo¬guerra ai 13mila presenti all’inizio del ’74. Dopo quel picco è iniziato un lento e costante calo demografico. Vicino allo storico Canton d’Albera, che costituisce l’origine del quartiere, in poche centinaia di metri sono presenti diverse caserme, alcune ancora in uso, come quelle dei carabinieri e della polizia di stato, altre abbandonate o parzialmente riconvertite come quella dell’esercito. All’estremità nord ovest, accanto alla caserma intitolata al generale bresciano Achille Papa, sorgevano le ciminiere della fonderia Sant’Eustacchio, una delle tante “Cattedrali del lavoro” nel territorio bresciano, le cui vestigia sono visibili ancora oggi. La fonderia aveva come dirimpettaia la società anonima Brixia Zust che, dopo la prima guerra mondiale, si chiamava “OM”, mentre oggi ha preso il nome “Iveco”, che produce veicoli e mezzi di trasporto noti in tutto il mondo.
L’intensa e rapida urbanizzazione di qualche tempo fa sembra aver trovato ora il suo contraltare nel polmone verde di Campo Marte, messo a disposizione della cittadinanza, prima soggetto a servitù militare, di fatto un nuovo parco a ridosso del centro città esteso per circa 40mila metri quadrati.