28/10/2022
I giorni della marcia su Roma: notizie dalla Lombardia
Brescia
28 ottobre, sabato
Mattina: il leader del fascismo bresciano, Augusto Turati, impartisce le disposizioni per la mobilitazione dei fascisti in provincia: i propositi sono bellicosi. I luoghi di concentramento, Bagnolo, Brescia, Desenzano e Calvisano, vedono l'affluire nel giro di 24 ore delle squadre fasciste.
29 ottobre, domenica
Mattina: il piano fascista, che prevede l'immediato attacco della Casa del Popolo e del quartier generale del movimento cattolico bresciano, palazzo San Paolo, è in azione. Le sedi, nella latitanza della forza pubblica, vengono occupate e devastate. Ma la violenza non termina, protraendosi con scorribande e azioni squadristiche dirette verso singoli esponenti politici, come i socialisti Viotto e Maestri, i popolari Bulloni e Castagna, o circoli socialisti e abitazioni di militanti sindacali.
Sera: giunge la notizia, veicolata dalle pagine del "Popolo d'Italia", che il re ha incaricato Mussolini di formare il governo. Le violenze prendono, se possibile, più vigore. "Da oggi - secondo le parole di Augusto Turati – incomincia il paradiso per i buoni e l'inferno per i cattivi". Non sono solo parole. La mobilitazione fascista raggiunge capillarmente altre parti della città di Brescia, portando le squadre all'assalto del quartiere popolare del Carmine, dove, a detta di un partecipante fascista alle vicende, alcuni Arditi del popolo si oppongo agli assalti, probabilmente spalleggiati dagli abitanti di quel quartiere.
30 ottobre, lunedì
Intorno alle 20: i fascisti hanno il loro unico morto, Giuseppe Pogliaghi, che, con altri squadristi, è intento a dare l'assalto al circolo panettieri di Sant'Ambrogio, sede del settimanale socialista "Brescia Nuova". Il giovanotto viene colpito da un proiettile di arma da fuoco; sebbene sulle vicende non sia mai stata fatta chiarezza, per i fascisti si tratta di un "martire della causa", "vittima" dei rossi – dimenticandosi che il Pogliaghi, nell'assalto al circolo dei Panettieri, è ben armato e spinto da propositi tutt'altro che pacifici.
31 ottobre, martedì
Il funerale di Pogliaghi si trasforma in parata cittadina. Il fascismo bresciano ha il suo martire e conclude simbolicamente la marcia sulla città.
Giornali consultati: La Fiamma del 4/11/1922, Brescia Nuova del 11/11/1922, Cittadino di Brescia del 3/11/1922
Testi consultati:
P. Corsini, Il feudo di Augusto Turati. Fascismo e lotta politica a Brescia (1922-1926), Milano, Franco Angeli, 1988;
P. A. Vecchia (a cura di), Storia del fascismo bresciano 1919-1922, Brescia, Vannini, 1929.
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