Chance - Sportello giovani

Chance - Sportello giovani Aiutiamo giovani a superare le loro difficoltà e a trovare lavoro

LA DISTANZA CHE AUMENTA TRA I GIOVANI E LA SOCIETÀAlle giovani generazioni è sempre spettato il compito di contestare la...
26/05/2023

LA DISTANZA CHE AUMENTA TRA I GIOVANI E LA SOCIETÀ

Alle giovani generazioni è sempre spettato il compito di contestare
la società, di metterla in discussione, di mostrarne le parti da cambiare.
Ma cosa succede quando la società decide di tagliare i ponti con la parte più scomoda di se stessa?

Invece di uno scontro generazionale è come se semplicemente avessimo deciso di voltarci dall'altra parte, di ignorare le grida di protesta e i comportamenti devianti. Deciso che i giovani sono un fastidioso rumore di contro cui mettiamo gli auricolari e alziamo il volume.

Mai come in questo periodo storico è stato scavato un baratro tra giovani e adulti, un baratro non di opposizione ma di disinteresse.

«Che cosa ci sta succedendo? Come facciamo a non renderci conto che stiamo perdendo il contatto con le nuove generazioni? Credo che il Terzo settore debba e possa svolgere un ruolo molto importante: assumersi l’onere di lavorare perché l’agenda istituzionale indichi il tema dei giovani come pr...

Dipendenza dalle nuove tecnologie, difficoltà relazionali, ritiro sociale, derive aggressive, stress e ansia da prestazi...
26/05/2023

Dipendenza dalle nuove tecnologie, difficoltà relazionali, ritiro sociale, derive aggressive, stress e ansia da prestazione...

Le difficoltà dei più giovani sono molte e diverse tra loro, legate da un filo comune: la fatica di costruire insieme nuove prospettive e trovare nuove "chance".

Grazie a un'equipe multidisciplinare composta da educatori, coach, counselor, psicologi, navigator e tutor lavorativi, "Punto Chance" è a disposizione per creare nuovi percorsi.

Alla Casa delle Associazioni di S. Polo, a Brescia, è aperto su appuntamento il primo "Punto Chance".È sempre più comple...
25/05/2023

Alla Casa delle Associazioni di S. Polo, a Brescia, è aperto su appuntamento il primo "Punto Chance".

È sempre più complesso capire i bisogni e immaginare prospettive per chi pare rimasto "bloccato" in un limbo senza via d'uscita. Noi siamo qui per cercare di costruire un percorso insieme.

IN CERCA DI NUOVI EQUILIBRI«Praticamente non conosco più nessuno che dice di stare bene». Le parole di Tullia Nargiso ci...
11/05/2023

IN CERCA DI NUOVI EQUILIBRI

«Praticamente non conosco più nessuno che dice di stare bene». Le parole di Tullia Nargiso ci ricordano quali sono gli effetti di una società che persevera nel porre in primo piano la competitività, a discapito del benessere individuale.

I giovani vivono un disagio interiore che genera in loro un conflitto moderno: da un lato mostrano la voglia di sperimentarsi e di mettersi in gioco per il proprio futuro e per quello della comunità in cui vivono, d'altro canto sono schiacciati dalla richiesta troppo alta che la loro attivazione comporta.

Se non mancano le manifestazioni violente da parte di chi non riesce a immaginarsi in prospettiva, cresce anche il disagio psichico, portando con sé depressione, disturbi del comportamento alimentare e isolamento sociale.

"Ci meritiamo di stare bene": una rivendicazione che ci ricorda come sia impossibile costruire equilibri futuri senza prima occuparci della salute mentale e fisica del nostro prossimo.

Nella giornata per la prevenzione dei disturbi alimentari, i ragazzi si danno appuntamento a Roma. Per chiedere che il benessere psicologico smetta di essere s…

INVECCHIARE SENZA CRESCERE: UNA GENERAZIONE ESAUSTAIl Rapporto realizzato dal Censis per il Consiglio Nazionale dei Giov...
04/05/2023

INVECCHIARE SENZA CRESCERE: UNA GENERAZIONE ESAUSTA

Il Rapporto realizzato dal Censis per il Consiglio Nazionale dei Giovani e l’Agenzia parla chiaro:
trascinando sulla pelle dei giovani le conseguenze di una crisi che ha creato forti squilibri economici, sociali e psicologici e che rischia di lasciarsi alle spalle una generazione esausta.

Stiamo parlando di un intero segmento della popolazione invecchia senza crescere o non cresce come avrebbe voluto. Di una fatica mentale dei ragazzi che non viene intercettata, ascoltata, accolta e instradata verso il loro futuro. I giovani di oggi si stanno indebolendo perché genitori e adulti sono incapaci di accoglierli con le loro identità, ascoltando le loro istanze e le loro paure perché sempre più fragili loro stessi.

Una fragilità adulta spiccata sembra contraddistinguere gli stessi genitori che perciò non sarebbero in grado di avere quel ruolo fondamentale di ‘adulti autorevoli’ in grado di rinunciare a qualcosa di sé in nome dell’ascolto delle fragilità e delle paure dei figli in crisi, insieme ai quali definire il loro progetto futuro.

(ANSA)

FRUSTRAZIONE, SOLITUDINE, IMMATURITÀ EMOTIVA:QUANDO IL BLOCCO SOCIALE È ANNUNCIATO MA NON ASCOLTATO.Il periodo pandemico...
27/04/2023

FRUSTRAZIONE, SOLITUDINE, IMMATURITÀ EMOTIVA:
QUANDO IL BLOCCO SOCIALE È ANNUNCIATO MA NON ASCOLTATO.

Il periodo pandemico ci lascia cicatrici visibili, ma anche altre di cui non ci accorgiamo.

Cicatrici che torneranno a chiederci il conto tra qualche anno.

21% di aumento dei comportamenti illeciti in adolescenti e preadolescenti significa una generazione segnata da quanto ha vissuto e che interiorizza il disagio senza superarlo. Una generazione bloccata nel “momento/adesso”, impossibilitata ad evolvere la propria identità.

Stiamo vedendo i primi vagiti di giovani impreparati a vivere la società, ma ho l’impressione che non stiamo prendendo sul serio la situazione. Fino ad ora non vedo, parlo del nostro territorio, un intervento sistemico e diffuso per monitorare gli effetti del lockdown. Non vedo un piano di intervento pluriennale per affrontare questi effetti.

Non facciamo l’errore di considerare questo 21% i soliti “ragazzi difficili”. Questi sono i sintomi di un malessere diffuso che stiamo provando ad ignorare.

Cresciuti in un anno del 21,4% gli episodi gravi che arrivano poi in tribunale: "Non sono caratteristiche di tipo criminale, ma sociale"

Net Gen - Essere giovani nell'era digitaleSpesso sentiamo parlare di “Net Gen” o di “nativi digitali”, ossia degli appar...
20/04/2023

Net Gen - Essere giovani nell'era digitale

Spesso sentiamo parlare di “Net Gen” o di “nativi digitali”, ossia degli appartenenti a quella generazione nata in un contesto in cui gli strumenti digitali, in particolare internet e computer, sono già accessibili a chiunque.
Ma essere nativo non significa necessariamente aver sviluppato competenze spendibili nell’utilizzo delle tecnologie.
Nella mia esperienza di educatore, ho avuto occasione di incontrare e dialogare con giovani di ogni età, provenienza ed estrazione sociale. Sono sempre curioso di comprendere meglio l’approccio che la cosiddetta “generazione Zeta” ha nei confronti del web.
La costante che ho riscontrato nella maggior parte di loro è sì una dimestichezza, dovuta anche all’abitudine del gesto, nel maneggiare app e social, ma spesso combinata ad un analfabetismo sia nella conoscenza dei meccanismi a cui questi rispondono, sia degli effetti che producono.
Sanno come pubblicare un video su TikTok, ma non sanno come funzioni un algoritmo. Sanno come improvvisarsi influencer, ma non sanno chi trae guadagno dalla loro immagine.
Quest’ignoranza li rende fortemente manipolabili; soggetti a stimoli esterni a cui rispondono senza troppi interrogativi; spesso più vulnerabili di quanto riconoscano.
La pandemia ha accentuato ulteriormente la loro passività ai social, che si sono rivelati sempre più richiestivi nei confronti dell’utenza, promuovendo con insistenza alcune proprie funzioni potenziate per generare un rapporto di dipendenza con i fruitori.
Ma il boom di dirette, videochiamate e selfie che si sono susseguiti durante il lockdown ha implicato parimenti “zoomer” e “boomer”, giovani e adulti.
Il punto è questo: il divario digitale è una forbice molto più stretta di quanto tendiamo a immaginare.
I giovani della “Net Gen” si sentono umiliati dagli stessi troll e dagli stessi cyberbulli con cui intavola discussioni il papà nei commenti alla notizia del giorno.
Provano lo stesso identico smarrimento di un anziano che subisce la visita di un furfante quando qualche ladro di galline, con una truffa online, si appropria delle credenziali dei loro social e magari di qualche euro dalla carta prepagata.
E tutti i nodi vengono al pettine quando devono compilare moduli, impostare un foglio di calcolo o svolgere faticose procedure online (come abilitare lo SPID o iscriversi alle scuole superiori).
Insomma, questo falso mito, alimentato da un certo “pensiero magico”, secondo il quale tutti i giovani a contatto con le nuove tecnologie si trasformerebbero in luminari del mondo digitale, è sfatato quotidianamente dagli esiti, spesso disastrosi, dei loro tentativi: del resto sarebbe come chiedere a un baby boomer, giacché nato insieme alla televisione, di dirigere il Festival di Sanremo.
Il nostro ruolo educativo rimane fondamentale per individuare come supportare queste ragazze e questi ragazzi nello sviluppo delle loro propensioni e per affiancarli nell’uso delle tecnologie, cercando strade che aprano la possibilità di un reciproco scambio di conoscenze e accrescano la consapevolezza. Perché per superare paure e demonizzazioni, la questione essenziale resta sempre la stessa: non si tratta del mezzo in sé, ma dell’uso che ne facciamo.

L'INVISIBILITÀ DI CHI RIFUGGEQuesta bella testimonianza mette in luce un aspetto che deve essere sottovalutato quando pa...
13/04/2023

L'INVISIBILITÀ DI CHI RIFUGGE

Questa bella testimonianza mette in luce un aspetto che deve essere sottovalutato quando parliamo di assistenza a giovani .
Citando testualmente:
"[...] immaginavo il futuro come un luogo ostile, brulicante di pericoli e negatività, non dissimile da una nuvola tempestosa che maschera l'orizzonte e folgora chiunque si avvicini troppo. Una sincera paura del domani.
Prima di quel momento, ero un NEET."

Il come un cumulo nero di minaccia, come una tempesta contro cui sei in rotta di collisione, come un qualcosa da cui fuggire e nascondersi, magari cercando di diventare invisibile ai radar.
Perché se nessuno può vederti, forse anche il futuro ti lascerà stare, si scorderà di te.
Per un NEET, spesso, la proposta di , il percorso di reinserimento, rappresenta di nuovo quella nuvola, rappresenta di nuovo avanzare verso la tempesta, rappresenta perdere la sicurezza della propria invisibilità.

Forse non dobbiamo chiederci come trovare un giovane NEET.
Forse dobbiamo chiederci se un giovane NEET vuole essere trovato.

3rd of July, 8.40 pm.

Senza entrare in polemica sui termini   e   usati spesso come sinonimi, nei progetti sociali vedo dipingere i NEET come ...
07/04/2023

Senza entrare in polemica sui termini e usati spesso come sinonimi, nei progetti sociali vedo dipingere i NEET come una singola categoria univoca, a cui quindi si vuole applicare un univoco approccio.

Sono felice che finalmente si espliciti quanto siano variegate e differenti le tipologie di che rientrano nella definizione di NEET, perché senza la presa di coscienza di queste vengono ideate strategie fuori bersaglio.

Nella nostra esperienza abbiamo incontrato giovani madri senza un aiuto domestico e sedicenni in abbandono scolastico a causa della lingua madre, ventenni incapaci di reggere lo stress accademico e trentenni che scoprono di essere già fuori mercato.

Esempi di fragilità anche antitetiche che portano a conseguenze comuni, ma che devono essere affrontate in base alla loro natura.

Per questo un percorso in grado di far fronte al fenomeno NEET deve prevedere una molteplicità di professionisti (psicologo, educatore, counselor, coach, assistente sociale) in grado di far fronte alla varietà del bisogno.

Una prospettiva a tratti disarmante ma che, a nostro parere, individua nella capacità differenziale delle cooperative sociali i soggetti ideali per un intervento di successo.

L’incidenza dei neet, giovani dai 15 ai 34 anni che non studiano e non lavorano, raddoppia nel Sud rispetto al Nord, 1,7 milioni sono donne. Queste le prime evidenze del rapporto “NEET tra disuguaglianze e divari. Alla ricerca di nuove politiche pubbliche” presentato da ActionAid e CGIL

Il nostro team si avvale di alcuni dei più validi professionisti nel campo della psicologia, dell'educazione e della for...
10/03/2023

Il nostro team si avvale di alcuni dei più validi professionisti nel campo della psicologia, dell'educazione e della formazione.

Dr. Federico Loda è psicologo clinico specializzato sul tema del digitale e si occupa di disturbi legati ai videogame, stimolando nei giovani un uso consapevole del gioco e delle sue regole anche nelle dinamiche di gruppo.

Il nostro team si avvale di alcuni dei più validi professionisti nel campo della psicologia, dell'educazione e della for...
09/03/2023

Il nostro team si avvale di alcuni dei più validi professionisti nel campo della psicologia, dell'educazione e della formazione.

Dr. Simone Zamboni è esperto in social media, dipendenze da smartphone e da altri mezzi tecnologici. Aiuta gli adolescenti a superare la propria "social addiction" e lo stress da essa generato per affrontare al meglio le relazioni sociali e la vita lavorativa.

Il nostro team si avvale di alcuni dei più validi professionisti nel campo della psicologia, dell'educazione e della for...
08/03/2023

Il nostro team si avvale di alcuni dei più validi professionisti nel campo della psicologia, dell'educazione e della formazione.

Dott.ssa Sabrina Marini Psicologa con il supporto della pratica "Brain Gym" aiuta i giovani a mantenersi allenati e a ottimizzare le proprie risorse interne fisiche, emotive e cognitive per fare fronte al proprio carico mentale.

Indirizzo

Via Baracca 1
Brescia
25128

Orario di apertura

09:00 - 16:00

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