Strade d'Europa Brescia

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Trump e i dazi: follia o strategia?Imporre dazi a alleati e rivali può sembrare irrazionale per una superpotenza come gl...
15/05/2025

Trump e i dazi: follia o strategia?
Imporre dazi a alleati e rivali può sembrare irrazionale per una superpotenza come gli USA. Ma dietro la mossa di Trump (e ora anche di Biden) c’è forse qualcosa di più profondo: il tentativo di recuperare la supremazia industriale americana, persa a vantaggio della Cina.
Nel 1939 gli USA erano industrialmente dominanti e vinsero la guerra grazie a questa forza. Oggi, la Cina li supera nella manifattura, acciaio e crescita industriale.
Dazi e incentivi come l’IRA sono strumenti per prepararsi al prossimo grande confronto globale.
E l’Europa? Serve a Washington solo se porta fabbriche e tecnologie in America, pronte a convertirsi per la difesa. Il resto è secondario.

5 Maggio 1981
05/05/2025

5 Maggio 1981

A Sergio.A 50 anni dalla sua scomparsa, noi continuiamo a ricordarlo e a tenerne viva la memoria. Sergiovive.
29/04/2025

A Sergio.

A 50 anni dalla sua scomparsa, noi continuiamo a ricordarlo e a tenerne viva la memoria.
Sergio
vive.

Pedaggio sì, pedaggio no, pedaggio boh, la Corda dei cachiiiii! Ah no, la Corda Molle.A marzo si sarebbe dovuta decidere...
28/04/2025

Pedaggio sì, pedaggio no, pedaggio boh, la Corda dei cachiiiii! Ah no, la Corda Molle.

A marzo si sarebbe dovuta decidere la sorte della direttissima Ospitaletto-Montichiari, ora rinviata a giugno.

Il MIT ne propaganda la gratuità in eterno, ma i cartelli del pedaggio sono comparsi già da tempo, e quindi, se tanto ci dà tanto, sappiamo come probabilmente andrà a finire.

Chi ci guadagnerà effettivamente dall’introduzione di un eventuale pagamento? Sicuramente Autovie Padane, l’ente gestore che in soli 6 anni rientrerebbe completamente dell’investimento di 30 milioni di euro per la realizzazione del tratto. Il tutto con comprensibile fastidio degli amministratori dei comuni attraversati dalla direttissima e notevole disappunto di pendolari e lavoratori, i quali vedranno aumentare le proprie spese di circa 800 euro all’anno e quindi, con ogni probabilità, per ovviare a questo ennesimo costo, si riverseranno nuovamente sulla vecchia e già abbondantemente trafficata tangenziale Sud, con tutte le conseguenze del caso.

Ai posteri l’ardua sentenza…

La rivolta di Pasqua in Irlanda nel 1916. La scintilla che fece scoppiare l’insurrezione. Ed i nostri cuori irlandesi no...
20/04/2025

La rivolta di Pasqua in Irlanda nel 1916. La scintilla che fece scoppiare l’insurrezione. Ed i nostri cuori irlandesi non dimenticano. 💚💚💚💚💚

“Sergio Ramelli. Una storia che fa ancora paura”Ieri sera a Brescia, una sala attenta e partecipe ha accolto la presenta...
11/04/2025

“Sergio Ramelli. Una storia che fa ancora paura”

Ieri sera a Brescia, una sala attenta e partecipe ha accolto la presentazione della decima edizione del libro che racconta la tragica vicenda di Sergio Ramelli, aggredito brutalmente nel 1975 e morto dopo 47 giorni di agonia. Una storia che scuote ancora le coscienze e getta luce su uno dei periodi più bui della nostra Repubblica.

Con l’autore , l’intervento del consigliere Regionale e la testimonianza intensa di Tino Corsini, abbiamo ripercorso il clima degli Anni di Piombo, tra violenze sottovalutate, impunità e silenzi pesanti come macigni.

🔴 “La storia di Ramelli è una ferita ancora aperta” – ha ricordato Giraudo – “Ogni volta che se ne parla, emergono verità scomode. Ma è doveroso ricordare.”

📖 Un libro che non è solo memoria, ma anche un monito. Perché il passato non resti impunito. Perché la violenza, di qualunque segno, non venga mai più giustificata.
ramelli

A 50 anni dalla morte di Sergio RamelliUna storia che fa ancora paura🗓 10 Aprile🕕 Ore 18.45📍 Via Asti 21 - BresciaNel ci...
01/04/2025

A 50 anni dalla morte di Sergio Ramelli
Una storia che fa ancora paura

🗓 10 Aprile
🕕 Ore 18.45
📍 Via Asti 21 - Brescia

Nel cinquantesimo anniversario dell’aggressione che cambiò per sempre la vita di Sergio Ramelli, presentiamo il libro che ne racconta la storia.

Una serata di memoria e riflessione, per non dimenticare.

Intervengono:
Giangiacomo Calovini – Deputato Fratelli d’Italia
Diego Invernici – Consigliere Regionale Fratelli d’Italia
Tino Corsini – Testimone dell’epoca
Guido Giraudo – Autore del libro

Evento promosso da:
Idrovolante Edizioni | Orizzonti Europei | Associazione Culturale Identità

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

La recente polemica del Presidente Attilio Fontana contro il Ministero della Salute, in seguito alla pubblicazione dei d...
25/03/2025

La recente polemica del Presidente Attilio Fontana contro il Ministero della Salute, in seguito alla pubblicazione dei dati relativi al monitoraggio sui livelli essenziali di assistenza, accende ancora una volta i riflettori sul tema della Sanità in Lombardia.

Se da un lato nessuno mette in discussione l’eccellenza del servizio sanitario lombardo, inteso come qualità delle cure, dall’altro lato il tema dell’accesso alle cure e alla diagnostica in regime di SSN merita un deciso approfondimento. E’ capitato a chiunque di dover accedere ad un servizio diagnostico (per se stesso o per un familiare) trovando tempi di attesa quasi infiniti, e che quasi per magia venissero ridotti a pochi giorni in caso di accesso a pagamento.

Ora, non abbiamo gli strumenti per avanzare ipotesi su quale sia l’ingranaggio che non funziona, sia essa la Medicina territoriale, il sistema di prescrizioni o cos’altro, né tantomeno abbiamo le competenze per avanzare proposte di miglioramento. Ciò che è certo, però, è il fatto che dormire sugli allori e fingere che non ci sia nulla da migliorare sia la strada più breve verso l’insuccesso.

Ben venga dunque il sistema di monitoraggio del Ministero, che punzecchi ancor di più l’orgoglio di chi ci amministra, e speriamo che i mal di pancia del Presidente Fontana (giusto per restare in tema Sanità) si trasformino presto in azioni e soluzioni che vadano verso il miglioramento continuo del nostro Welfare.

Le Associazioni culturali Orizzonti Europei e Identità sono liete di invitarvi alla presentazione del libro “Trump: La R...
21/03/2025

Le Associazioni culturali Orizzonti Europei e Identità sono liete di invitarvi alla presentazione del libro “Trump: La Rivincita” di Gennaro Sangiuliano.

📅 Quando: Sabato 29 marzo, ore 18:00
📍 Dove: Museo Millemiglia, Via della Bornata 123, Brescia

Introducono:
Diego Invernici, Consigliere Regionale
Mariachiara Fornasari, Consigliere Comunale

Dialogano con l’autore:
On. Giangiacomo Calovini, Commissione Affari Esteri
Prof. Gennaro Sangiuliano, autore del libro

Modera:
Claudio Antonelli, Vicedirettore La Verità

Un’occasione per approfondire il libro e discutere del ruolo di Donald Trump nello scenario politico internazionale.

INGRESSO LIBERO, ma per necessità logistiche è importante registrare la propria presenza al seguente link: https://www.eventbrite.com/e/biglietti-trump-la-rivincita-1280835917709?aff=oddtdtcreator

1540 campi da calcio. Questo è il totale della superficie delle aree dismesse nella nostra città e nella nostra provinci...
18/03/2025

1540 campi da calcio. Questo è il totale della superficie delle aree dismesse nella nostra città e nella nostra provincia apparso qualche giorno fa sulle copertine dei quotidiani locali. Un numero shockante, ma rende l’idea.

Rende l’idea di quanto la rigenerazione urbana sia un tema di primissimo piano. Non solo relativamente agli aspetti urbanistici e tecnici, ma per il nostro vivere quotidiano. Rigenerare queste aree significa investire sulla riduzione del degrado, certamente ambientale ed estetico, ma soprattutto del tessuto sociale.

E’ sinonimo di ricucitura economica e comunitaria, per garantire un maggior senso di unitarietà fra centri e periferie, di sicurezza e di sostenibilità.

Per questo, la rigenerazione urbana DEVE essere un intervento politico, olistico, perché costituirà l’elemento fondamentale per lo sviluppo del Paese (e della nostra provincia), da qui al 2050.

Alla Commissione Ambiente i senatori di centrodestra stanno lavorando concretamente ad un disegno di Legge che mira ad integrare in modo sinergico tutti gli aspetti di questo tema delicato e complesso, dimostrando la capacità di accogliere il cambiamento e tradurlo in un percorso che possa garantire sia l’innovazione sociale, sia una risposta ai problemi concreti della società.

Oggi, nella prestigiosa sede di Palazzo Reale a Milano, è stato presentato il francobollo commemorativo di Sergio Ramell...
13/03/2025

Oggi, nella prestigiosa sede di Palazzo Reale a Milano, è stato presentato il francobollo commemorativo di Sergio Ramelli. A 50 anni da quella tragica giornata. Noi vogliamo ricordare e tramandare alle future generazioni il suo insegnamento.

La Riforma della Polizia locale perché è così difficile farla e perché sarebbe molto utile “ Vada a fare il vigile” dice...
11/03/2025

La Riforma della Polizia locale perché è così difficile farla e perché sarebbe molto utile

“ Vada a fare il vigile” dice nell’ultima audizione il Presidente della commissione parlamentare in cui si stava discutendo la necessità della riforma della Polizia locale. “ Come diceva Alberto Sordi”… lo dice ad un poliziotto locale dell’Ugl che termina il suo intervento in quella commissione spiegando che è stato sintetico perché deve andare a lavorare. Il poliziotto locale risponde senza microfono ( immagino abbia detto non ci chiami vigili….) … ed il Parlamentare che credeva di essere stato simpatico si giustifica dicendo che non era sua intenzione essere offensivo. Dopo decine di audizioni, il Presidente della Commissione non ha ancora capito una cosa essenziale detta e ridetta da tutti gli intervenuti: il vigile urbano non c’è più, oggi c’è il poliziotto locale. Quanto siamo lontani dal raggiungere la riforma, non siamo stati in grado nemmeno di far capire al presidente dell’istituzione che dovrebbe scrivere la nuova legge quadro come vogliamo essere chiamati. La Polizia locale ha una sua legge quadro la 65/86. È stata una buona legge, ma è troppo vecchia in quanto non più adeguata per la Polizia locale di oggi. Facciamo un salto indietro nel tempo … un salto di 39 anni. Il Presidente del Consiglio era Bettino Craxi, il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Loro firmarono quella legge, una legge che fu presentata nei lavori preparatori nel 1983 dall’onorevole Franco Franchi, un deputato missino vicentino avvocato ed esperto di enti locali. La legge si impantana e rimbalza fino al 7 marzo del 1986, primo Governo Craxi. Il più longevo della Prima Repubblica, 2 anni 11 mesi e 28 giorni 17 Ministri DC, 5 PSI, 3 a ciascuno per PSDI, PRI, PLI. Tra i Ministri: Forlani, Andreotti, Scafaro, Martinazzoli, Spadolini, Biondi, Altissimo,De Michelis, Nicolazzi, Gava, ecc. Per molti agenti questi nomi non vogliono dire nulla ( eh si è così, sic transit gloria mundi), gli altri sanno che erano gli assi della classe politica nazionale di allora. Ma tra gli ispiratori di quella legge c’erano i tanti colleghi, le associazioni di categoria ed il comandante dei comandanti fondatore dell’Ancupm Francesco Andreotti. Non ho sbagliato il nome, Francesco alto un metro e novanta e morto poco prima di compiere 100 anni era stato il comandante della Polizia municipale di Roma. Era il fratello di Giulio Andreotti. Insomma quella legge era sostenuta da tutti. C’era Chernobyl, il mondiale in Messico, internet era prerogativa universitaria, non c’erano nemmeno i cellulari e tantomeno gli smartphone. Ecco immaginate il nostro mondo senza smartphone, forse così potete capire quanto tempo è passato da allora. Ottennero quella legge perché avevano convinto tutti, ma proprio tutti che era necessario farla. Certo c’era anche il comandante dei comandanti ( l’Ancupm è l’associazione dei comandanti di polizia locale ) che era il fratello di uno dei politici più importanti di allora ed uno sciopero condiviso ( mi raccontano) dall’intera categoria che fermó tutto. Ebbero la legge. Oggi la Polizia Locale è molto diversa da allora e non si sentano offesi i tanti bravi colleghi che nelle grandi città o nei piccoli Comuni hanno fatto un ottimo lavoro dai tempi dell’imperatore Augusto al 1986. La Polizia locale oggi rileva più sinistri stradali di tutte le altre uniformi, più sinistri di tutti gli altri messi insieme. E qui non me ne vogliano i miei maestri della Polizia Stradale. Eppure nell’art. 12 del CDS siamo gli ultimi o quasi. Se è vero come è vero che è nell’umiltà che crescono tutte le virtù, il riconoscimento di ciò che si fa sarebbe cosa doverosa e gratificante. Le nostre pattuglie operano nel pronto intervento tra codici rossi delle liti familiari e liti in strada tra delinquenti giovani e meno giovani. Affrontano squinternati completamente sconnessi dalla realtà, si trovano di fronte a persone armate di coltello, inseguono i ladri ogni santo giorno o notte, sequestrano droga a volontà e, nonostante questi interventi siano sempre più frequenti e ci vengano richiesti e riconosciuti da tutti , la Polizia locale non ha accesso alle banche dati che permetterebbero di fare meglio. C’è il rischio di fermare un latitante e di augurargli una buona serata. Armi… vedi sopra, siamo fermi all’ottantasei , qual è la differenza nel rischio che corrono in un posto di controllo i nostri amici Carabinieri o Poliziotti di Stato ed i rischi corsi dai ragazzi della Polizia locale ? Nessuna. Abbiamo sempre più comandi specializzati nella caccia agli spacciamorte con sequestri di droga sempre più ingenti, cosa potebbero fare ancora di più con le banche dati. Tutele previdenziali, lavoro usurante ? Non credete che dovrebbero essere le stesse per tutte le divise. Ho validissimi colleghi che sono in pattuglia ultra sessantenni, ma questa deve poter essere una scelta non una necessità. Stesse tutele devono esserci anche in caso di morte o di infortunio, stessi rischi, stesse tutele. Gradi e oserei dire uniformi che siano uguali in ogni parte d’Italia. Dignità , rispetto, equiparazione, causa di servizio, contratto con riconosciute le nostre specificità, tutela legale, pensione integrativa e strumentazioni e formazione adeguata. Formazione obbligatoria teoria e pratica prima di entrare in servizio, una formazione comune a tutti gli operatori e costantemente rinnovata nel tempo. Dignità e rispetto per i nostri caduti in servizio e per le loro famiglie. Nonostante tutti ci diano ragione, non siamo stati capaci di cambiare una virgola di quella legge. Perché ? Perché non ci sono i soldi. Falso basterebbe che ogni Comune fosse obbligato a versare una percentuale delle sanzioni in un fondo unico nazionale della Polizia locale. I veri motivi, per me, sono altri . Perché noi della Polizia locale siamo antipatici ( facciamo le multe, poco importa se poi queste servono a salvare vite ), perché non abbiamo un portavoce nazionale che parli all’unisono per tutti, perché gli alti rappresentanti delle altre uniformi forse temono di perdere potere e finanziamenti, perché siamo una minoranza tra i dipendenti comunali sebbene abbiamo un unico contratto, perche siamo troppo soggetti alle pressioni politiche, perché i giornalisti, la gente e il Presidente della commissione ci chiamano ancora vigili. Ossia, nel loro immaginario, quelli che ti lasciano la multa sul parabrezza. Concludo con una speranza. Davanti alla porta del comando dove lavoro, passano un bambino e suo nonno. “ Vedi quelli sono i vigili - dice il nonno al piccolo” . “ No nonno - risponde il piccolo - quelli sono i poliziotti”. “ Ti sbagli - replica il nonno- quelli sono i vigili”. “ Nonno sbagli tu- conclude il piccolo -quelli sono i poliziotti della Locale e quello che ci sta guardando è venuto nella mia classe e si
chiama Nicola”. Cambiare si può, ma è davvero difficile, dobbiamo vincere l’impresa più ardua conquistare il cuore degli Italiani e possiamo farlo raccontando loro il mare di dolore, di ingiustizie, di rabbia che vediamo ogni giorno. Spieghiamo cosa facciamo e cosa potremmo fare, ma forse abbiamo anche bisogno di un comandante a Roma o Milano che, così come accadde per Giulio e Francesco Andreotti , si chiami Meloni.

Articolo di Nicola Alberti

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Brescia

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