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ClassyFarm, il modello IZSLER diventa riferimento globale contro l’antibiotico resistenzaClassyFarm, il sistema nato e s...
14/05/2026

ClassyFarm, il modello IZSLER diventa riferimento globale contro l’antibiotico resistenza

ClassyFarm, il sistema nato e sviluppato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna in collaborazione con il Ministero della Salute, compie un salto di scala internazionale: la FAO lo ha scelto come piattaforma di riferimento mondiale nella lotta all’antimicrobico resistenza. Una decisione che premia l’efficacia scientifica del modello e la sua capacità di ridurre in modo strutturale l’uso di antibiotici negli allevamenti, una delle sfide sanitarie più urgenti del nostro tempo.

«ClassyFarm – spiega il Dott. Giorgio Varisco, direttore generale IZSLER - unisce insieme 4 elementi: consumo di farmaci, livelli di biosicurezza, benessere animale e grado di antibiotico resistenza», un approccio integrato che permette di misurare e controllare i fattori che portano all’abuso di antimicrobici. La FAO ha riconosciuto proprio questa forza: la capacità di trasformare dati complessi in strumenti gestionali concreti per gli allevatori, favorendo un miglioramento continuo e misurabile.

Il sistema, oggi adottato dal 98% degli allevamenti italiani, è stato inserito nel progetto globale RenoFarm (Reduce the Need for Antimicrobials for Sustainable System Transformation), il programma decennale lanciato nel 2024 per aiutare i Paesi a ridurre l’uso di antimicrobici nei sistemi agroalimentari. Una scelta motivata dai risultati già ottenuti in Italia: nel settore avicolo la riduzione degli antibiotici ha superato il 90%, mentre nella filiera suinicola ha oltrepassato il 60%, portando alla nascita di allevamenti “antibiotic free”.

Si tratta di una svolta cruciale per la salute pubblica globale. Secondo le stime internazionali, oltre il 70% degli antimicrobici venduti nel mondo viene impiegato negli animali destinati alla produzione alimentare. Senza un'inversione di rotta, entro il 2050 l'antibiotico-resistenza rischia di diventare la principale causa di morte a livello mondiale, superando patologie come tumori e malattie cardiovascolari.

Il salto di scala internazionale è iniziato con la prima missione ufficiale a Chongqing, nell'Ovest della Cina. La delegazione dell'IZSLER, con il fondamentale supporto dell’IFFSS (International Foundation For Food Security and Safety) ha presentato la piattaforma a istituzioni, Dipartimento agricoltura e sviluppo rurale di Chengdu, ambasciata italiana e ICE (istituto per il commercio estero) (Pechino), Università di Veterinaria, Sichuan Agricultural University (Chengdu), China Agricultural -university (Pechino) e organizzazioni agricole cinesi, China meat association registrando un forte interesse.

In particolare presso le università sono stati siglati accordi di collaborazione per programmi di studio e ricerca congiunti e presso le istituzioni e associazioni gli incontri hanno avuto l’obiettivo di far conoscere le garanzie scientifiche ed i sistemi di controllo italiani che garantiscono le produzioni nazionali e possono assicurare la sicurezza dell’esportazione anche dei prodotti di salumeria dall’Italia alla Cina a fronte dell’attuale situazione epidemiologica della peste Suina africana. Il Dott. Giovanni Loris Alborali, direttore Sanitario IZSLER, sottolinea che «il sistema di raccolta e trasparenza dei dati ha dato chiaro esempio di come la gestione nazionale del Ministero della Salute e delle Regioni sia in grado di controllare le malattie negli animali e garantire la sicurezza delle produzioni alimentari», evidenziando come ClassyFarm unisca benessere animale, sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare.

L’interesse cinese ha già portato alla proposta di un progetto pilota dedicato al suino nero locale, che prevede l’applicazione di ClassyFarm nella filiera, e alla firma di un memorandum of understanding con la Sichuan Agricultural University per collaborazioni scientifiche e formazione di ricercatori.

A Pechino, inoltre, l’incontro con la China Meat Association ha aperto nuove prospettive commerciali. Oltre al valore sanitario, l'adozione globale di ClassyFarm rappresenta un valore aggiunto per l'export agroalimentare italiano. Mostrare ai mercati esteri – come quello cinese – un sistema di controllo scientifico così rigoroso permetterà di aumentare la credibilità e la tutela delle produzioni Made in Italy nel mondo.

Una nuova esperta designata per il Laboratorio di Referenza WOAH per la MixomatosiAlla fine di marzo, con una comunicazi...
22/04/2026

Una nuova esperta designata per il Laboratorio di Referenza WOAH per la Mixomatosi

Alla fine di marzo, con una comunicazione ufficiale del dott. Baba Soumaré, Vicedirettore Generale della WOAH per International Standards and Science, è stata formalizzata la nomina della nuova esperta designata presso il Laboratorio di Riferimento WOAH per la Mixomatosi dei conigli.

L’IZSLER si conferma, a oggi, l’unico Laboratorio di Riferimento WOAH per questa malattia a livello mondiale, riconoscimento ottenuto nel 2012 e mantenuto nel tempo grazie all’elevata qualità dell’attività scientifica svolta.

La dott.ssa Patrizia Cavadini subentra al dott. Antonio Lavazza, recentemente collocato a riposo. Nel corso degli anni, la dott.ssa Cavadini ha collaborato strettamente con il dott. Lavazza, che ha diretto il laboratorio con grande competenza, contribuendo a renderlo un punto di riferimento internazionale per la mixomatosi.

Alla dott.ssa Cavadini e al suo gruppo di lavoro vanno le congratulazioni per la nomina, con l’augurio di proseguire il percorso di eccellenza tracciato, garantendo continuità, competenza e autorevolezza a livello internazionale.

Si è svolto martedì 31 gennaio presso l’Università degli Studi dell’Insubria a Varese il kick-off meeting del progetto I...
08/04/2026

Si è svolto martedì 31 gennaio presso l’Università degli Studi dell’Insubria a Varese il kick-off meeting del progetto Interreg “SAI: Salvaguardia Acquae Insubriae. Salvaguardare i laghi, proteggere la vita: innovazione e natura in azione”.

Il progetto vede coinvolto IZSLER insieme a partner italiani quali ATS Insubria, capofila del progetto, e Università degli Studi dell’Insubria e a partner elvetici quali la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e il Laboratorio Cantonale del Ticino. Il progetto ha lo scopo di monitorare, tramite un approccio One Health, lo stato di salute dei laghi transfrontalieri insubrici, ovvero il lago Maggiore e il lago di Lugano, attraverso analisi microbiologiche e chimiche su pesci e acque. Per IZSLER saranno coinvolte principalmente le Sedi Territoriali di Binago e Bergamo e il Reparto Chimico di Bologna.

SAI è un’importante occasione di collaborazione transfrontaliera che permetterà agli Enti sanitari coinvolti di sviluppare un approccio comune al monitoraggio sanitario ed ecologico degli ecosistemi acquatici e per affrontare sinergicamente le problematiche sanitarie in ambito lacustre, condividendo protocolli e conoscenze.

L’IZSLER ricorda il Dott. Maurizio ZavanellaÈ venuto a mancare, nei giorni scorsi, il dott. Maurizio Zavanella, dirigent...
07/04/2026

L’IZSLER ricorda il Dott. Maurizio Zavanella

È venuto a mancare, nei giorni scorsi, il dott. Maurizio Zavanella, dirigente biologo dell’Istituto dove ha svolto per intero la sua attività professionale dal 1966 al 1998.

Il dott. Zavanella, laureatosi all’Università di Padova nel 1965 con una tesi sui micobatteri tubercolari e atipici, ha sempre lavorato, tranne una parentesi iniziale (in cui si è occupato di diagnosi delle pesti suine) nel settore della batteriologia. Ha iniziato con la produzione di tubercoline e di antisieri diagnostici da utilizzare nella caratterizzazione delle salmonelle: per queste ultime, si deve a lui la creazione di un servizio centralizzato, dedicato alla sierotipizzazione, attivo ancora oggi.

Ma l’ambito al quale il dott. Zavanella si è maggiormente dedicato è quello della sicurezza alimentare: ha infatti avviato, nel 1972, il laboratorio di microbiologia degli alimenti che ha diretto fino al collocamento a riposo.

Gli va riconosciuto inoltre di avere intuito per primo l’importanza di disporre di protocolli codificati per l’attività di laboratorio, una sorta di embrione di Sistema Qualità che negli anni 1970-80 si tradusse nella redazione dei “Quaderni” che venivano distribuiti a tutte le strutture dell’Istituto.

Infine, ma non da ultimo, il dott. Zavanella teneva particolarmente alla trasmissione delle sue conoscenze, in particolare ai giovani laureati che considerava un po’ tutti suoi allievi: docente alla Scuola per la Ricerca Scientifica ha continuato, dopo la pensione, a organizzare corsi e a realizzare pubblicazioni per la Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche fino al 2018.

A lui, per la sua attività professionale, scientifica e didattica va il ringraziamento dell’Istituto: in particolare, ma non solo, il personale che con lui ha collaborato e che successivamente ne ha continuato l’attività ne conserverà sempre un prezioso ricordo.

Il 24 marzo si è svolto il sesto e ultimo meeting del progetto ImdiTBap “Improving the diagnosis of tuberculosis in dome...
07/04/2026

Il 24 marzo si è svolto il sesto e ultimo meeting del progetto ImdiTBap “Improving the diagnosis of tuberculosis in domestic ruminants through the use of new antigens and test platforms”, un momento chiave per fare il punto sui risultati raggiunti e delineare le prospettive future.

All’incontro hanno partecipato i membri del consorzio del progetto europeo ICRAD, con partner presenti in sede provenienti da Spagna e Irlanda, mentre i colleghi di Regno Unito e Turchia si sono collegati da remoto. Tra i partecipanti anche Douwe Bakker, in qualità di scientific advisor, ricercatore di rilievo internazionale noto per i suoi contributi scientifici nello studio della tubercolosi bovina e della paratubercolosi, che ha offerto un prezioso apporto al confronto scientifico.

Il consorzio ha riunito competenze di alto profilo a livello europeo: dalla Spagna hanno partecipato i ricercatori del centro di referenza europeo per la tubercolosi VISAVET e dell’Instituto de Salud Carlos III; per l’Italia erano presenti IZSLER, sede del Centro di Referenza Nazionale per la tubercolosi bovina, e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che ospita il Centro di Referenza Nazionale sull’Igiene e le Tecnologie dell’Allevamento e delle Produzioni Bufaline (CRENBUF -https://crenbuf.izsmportici.it/); dall’Irlanda ha contribuito il laboratorio di ricerca in diagnostica e immunologia della tubercolosi dell’University College Dublin; dal Regno Unito ha partecipato Animal and Plant Health Agency, impegnata nella gestione della tubercolosi bovina e centro di referenza WOAH.

La tubercolosi bovina rappresenta una sfida significativa per la salute animale e pubblica a livello globale, essendo anche una causa rilevante di tubercolosi zoonotica, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. L’approccio “One Health” riconosce che l’eradicazione della tubercolosi negli animali ha un impatto diretto sulla riduzione della zoonosi nell’uomo.

In questo contesto, il progetto ImdiTBap si è posto l’obiettivo di migliorare le strategie diagnostiche, superando i limiti dei test tradizionali basati su tubercoline (derivati proteici purificati), attraverso l’impiego di antigeni definiti, piattaforme innovative e nuovi test sierologici. Questi strumenti sono stati validati su ruminanti domestici – bovini, caprini e bufali – in diversi contesti epidemiologici, valutando anche l’esposizione ambientale ai micobatteri non tubercolari e identificando le combinazioni ottimali di test per accelerare l’eradicazione della BTB.

Durante il meeting sono stati presentati i principali risultati dello studio, le metodologie adottate e le possibili applicazioni future, confermando la rilevanza internazionale della collaborazione tra i partner.

La partecipazione di team provenienti da diversi Paesi ha favorito uno scambio proficuo di esperienze scientifiche e metodologiche, contribuendo a rafforzare la rete europea di ricerca nel settore veterinario.

Con questo incontro conclusivo, IZSLER conferma il proprio impegno nella ricerca veterinaria di eccellenza e guarda con entusiasmo a future collaborazioni internazionali, nella convinzione che il lavoro condiviso continui a generare innovazione, conoscenza e benefici concreti per la salute animale e la sicurezza alimentare.

Sicurezza alimentare ed export: a Bologna il punto sull'inattivazione dei microrganismi nei prodotti a base di latte non...
26/03/2026

Sicurezza alimentare ed export: a Bologna il punto sull'inattivazione dei microrganismi nei prodotti a base di latte non pasteurizzato

Lunedì 23 marzo 2026, la Sala 20 Maggio della Regione Emilia-Romagna ha ospitato una giornata di aggiornamento di alto profilo istituzionale e scientifico. Il tema centrale, “Processi inattivanti nei confronti degli agenti virali nella filiera dei formaggi a base di latte non pastorizzato”, ha richiamato l'attenzione di esperti del settore, delle autorità competenti e dei rappresentanti dei Consorzi di tute-la di Parmigiano Reggiano e Grana Padano. L’evento è stato il risultato di una stretta collaborazione tra il Ministero della Salute, le Regioni Emilia-Romagna e Lombardia e l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia-Romagna (IZSLER).
L’apertura dei lavori è stata caratterizzata dai saluti istituzionali di Massimo Fabi, Assessore alle Po-litiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, e Alessio Mammi, Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca. Entrambi hanno sottolineato come la sicurezza alimentare non sia solo un prerequisi-to di salute pubblica, ma il vero motore economico dell’agroalimentare regionale. Giorgio Varisco, Direttore Generale dell'IZSLER, ha evidenziato come la ricerca applicata sia lo strumento necessario per fornire dati oggettivi alle sfide del mercato globale. Inoltre, ha spiegato che la validazione scien-tifica dei processi produttivi è l'unico modo per superare barriere tecniche e sanitarie, preparando il settore e le autorità ad affrontare le sfide sanitarie e le nuove malattie che si presenteranno in futuro.
L’intervento di Giovanni Filippini, Direttore Generale per la Salute Animale del Ministero della Salute, ha delineato le strategie nazionali per il contrasto alle minacce epidemiche emergenti, quali la peste suina africana, l’influenza aviaria e la Lumpy skin disease. In un mondo globalizzato, la rapidità di risposta e la solidità dei dati scientifici rappresentano armi indispensabili per proteggere il patrimonio zootecnico nazionale. Su questa scia, Ugo Della Marta, Direttore Generale per l'Igiene e la Sicurezza Alimentare, e Nicola Santini, Direttore dell’Ufficio 9, hanno focalizzato l'attenzione sulle barriere sanitarie che spesso ostacolano il commercio estero. Un caso emblematico è quello del Canada, che richiede garanzie rigorose per l'importazione di formaggi a latte crudo: la dimostrazione scientifica della sicurezza di tali prodotti è, dunque, la chiave per garantire la continuità e lo sviluppo dell’export.

La discussione è proseguita con la presentazione di studi recenti che confermano l'eccezionale profilo di sicurezza dei grandi formaggi duri italiani, come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. Ana Moreno e Paolo Daminelli dell'IZSLER hanno illustrato i risultati del “challenge test” condotto sull'inattivazione del virus dell'influenza aviaria durante il processo di caseificazione, analisi quanto mai attuale alla luce dei focolai insorti nei bovini negli Stati Uniti d’America nel 2024. La ricerca ha dimostrato che la sinergia tra l’acidificazione della cagliata e la riduzione del valore di acqua libera garantisce un'inattivazione totale e rapida dei virus influenzali, sia a bassa che ad alta patogenicità (H1N1 e H5N1). I dati indicano infatti che dopo un mese di stagionatura, la carica virale viene completamente abbattuta, azzerando ogni rischio di trasmissione alimentare.

Complementare a questo studio è stata la relazione di Giuseppe Merialdi (IZSLER), il quale ha presentato una revisione sistematica della letteratura scientifica volta a valutare se il processo produttivo dei formaggi sopramenzionati possa essere considerato equivalente alla pastorizzazione. In tale contesto, Merialdi ha introdotto un fondamentale cambio di paradigma, ovvero passare dalla semplice certificazione del prodotto finito alla certificazione di un processo produttivo intrinsecamente sicuro. L’analisi ha confermato che la combinazione di cottura, acidificazione e lunga stagionatura crea un ambiente ostile alla sopravvivenza dei microrganismi. Questi “ostacoli” tecnologici (hurdle technology) garantiscono una riduzione della carica microbica conforme ai più rigorosi standard internazionali, rendendo il prodotto finito completamente sicuro.

L’analisi degli scenari operativi in caso di focolai di malattie infettive animali è stata approfondita da Francesco Maraschi (Direzione Generale Welfare della Regione Lombardia) e da Stefano Benedetti (Settore Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica della Regione Emilia-Romagna). I relatori hanno ribadito le problematiche legate al possibile ingresso di agenti infettivi quali l'afta epizootica e richiamato l'esperienza della Lumpy skin disease, che ha già colpito il territorio con un focolaio in Lombardia causando danni significativi.

Il valore di queste ricerche per il sistema produttivo è stato infine ribadito durante la tavola rotonda che ha visto protagonisti Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, e Angelo Stroppa, del Consorzio del Grana Padano. Entrambi hanno sottolineato come la validazione scientifica dei processi tradizionali sia lo strumento più efficace per difendere il valore delle DOP sui tavoli negoziali internazionali, trasformando la tradizione in un vantaggio competitivo certificato. I lavori si sono conclusi con la discussione in plenaria e la chiusura da parte del referente scientifico Stefano Benedetti, il quale ha ribadito l'importanza della collaborazione tra Ministero, Regioni, Istituto e Consorzi di tutela per farsi trovare pronti di fronte alle nuove sfide sanitarie e garantire la sicurezza dei prodotti tipici nazionali.

Aggiornamento del Sistema di Misurazione e Valutazione della PerformanceCon decreto del Direttore Generale n. 63 del 17....
24/03/2026

Aggiornamento del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance

Con decreto del Direttore Generale n. 63 del 17.03.2026 è stato approvato l’aggiornamento del “Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance”, con l’obiettivo favorire il miglioramento complessivo dell’organizzazione. Il nuovo Sistema sostituisce integralmente il precedente ed entra in vigore a partire dall’attuale ciclo di gestione della performance. A tutela dei valutati, l’Istituto garantisce la più ampia diffusione dei contenuti, in un’ottica di piena trasparenza informativa. Il documento è disponibile nella sezione “Amministrazione Trasparente” al seguente link: https://trasparenza.izsler.it/.
Si invita tutto il personale a prenderne visione.

L’Italia alla guida della strategia globale "5G": IZSVe e IZSLER designati Centro di Referenza FAO per la riduzione degl...
12/02/2026

L’Italia alla guida della strategia globale "5G": IZSVe e IZSLER designati Centro di Referenza FAO per la riduzione degli antimicrobici

Legnaro (Padova) / Brescia, 12 febbraio 2026 – L’eccellenza della sanità veterinaria italiana al servizio della salute pubblica globale: l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (IZSLER) sono stati ufficialmente designati Centro di Referenza FAO per la riduzione degli antimicrobici nelle aziende agricole per la trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari (RENOFARM - Reduce the Need for Antimicrobials on Farms for Sustainable Agrifood Systems Transformation).

Si tratta del primo polo di eccellenza a livello mondiale incaricato di fornire supporto tecnico-scientifico alla FAO su un tema cruciale per il futuro del pianeta. Il traguardo, raggiunto grazie al supporto del Ministero della Salute, vede l'Italia protagonista nella trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari grazie all’eccellenza scientifica dei due Istituti.

La leadership scientifica: le dichiarazioni dei Direttori Sanitari

La guida operativa del polo è affidata ai Direttori Sanitari dei due Istituti, il dott. Giovanni Cattoli (IZSVe) e il dott. Giovanni Alborali (IZSLER), che hanno sottolineato la portata globale dell'incarico.

"Sono molto orgoglioso di questa designazione, sono stati premiati l’impegno e la competenza professionale dei nostri Istituti in un settore critico e fondamentale per la sanità pubblica” commenta il Direttore sanitario dell’IZSVe dott. Giovanni Cattoli. “L’antimicrobico-resistenza continua a rappresentare una delle principali minacce per la salute pubblica a livello globale. Negli ultimi anni, la maggior parte dei paesi europei, tra cui l’Italia, è riuscita a ridurre l’uso di antimicrobici negli allevamenti a fronte di un consumo umano rimasto pressoché stabile. Insieme ai colleghi dell’IZSLER intendiamo proseguire il nostro impegno in questa direzione, grazie anche alla solida collaborazione che abbiamo sviluppato con la FAO, in particolare con la Divisione produzione e salute animale, in attività finalizzate a ridurre la n

L’Italia alla guida della strategia globale "5G": IZSVe e IZSLER designati Centro di Referenza FAO per la riduzione degl...
12/02/2026

L’Italia alla guida della strategia globale "5G": IZSVe e IZSLER designati Centro di Referenza FAO per la riduzione degli antimicrobici

Legnaro (Padova) / Brescia, 12 febbraio 2026 – L’eccellenza della sanità veterinaria italiana al servizio della salute pubblica globale: l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (IZSLER) sono stati ufficialmente designati Centro di Referenza FAO per la riduzione degli antimicrobici nelle aziende agricole per la trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari (RENOFARM - Reduce the Need for Antimicrobials on Farms for Sustainable Agrifood Systems Transformation).

Si tratta del primo polo di eccellenza a livello mondiale incaricato di fornire supporto tecnico-scientifico alla FAO su un tema cruciale per il futuro del pianeta. Il traguardo, raggiunto grazie al supporto del Ministero della Salute, vede l'Italia protagonista nella trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari grazie all’eccellenza scientifica dei due Istituti.

La leadership scientifica: le dichiarazioni dei Direttori Sanitari

La guida operativa del polo è affidata ai Direttori Sanitari dei due Istituti, il dott. Giovanni Cattoli (IZSVe) e il dott. Giovanni Alborali (IZSLER), che hanno sottolineato la portata globale dell'incarico.

"Sono molto orgoglioso di questa designazione, sono stati premiati l’impegno e la competenza professionale dei nostri Istituti in un settore critico e fondamentale per la sanità pubblica” commenta il Direttore sanitario dell’IZSVe dott. Giovanni Cattoli. “L’antimicrobico-resistenza continua a rappresentare una delle principali minacce per la salute pubblica a livello globale. Negli ultimi anni, la maggior parte dei paesi europei, tra cui l’Italia, è riuscita a ridurre l’uso di antimicrobici negli allevamenti a fronte di un consumo umano rimasto pressoché stabile. Insieme ai colleghi dell’IZSLER intendiamo proseguire il nostro impegno in questa direzione, grazie anche alla solida collaborazione che abbiamo sviluppato con la FAO, in particolare con la Divisione produzione e salute animale, in attività finalizzate a ridurre la necessità di utilizzo degli antimicrobici. Vi sono infatti dati che indicano come, a livello globale, l’impatto della antimicrobico-resistenza sia ancora elevato nei paesi con limitate risorse economiche, dove l’utilizzo degli antimicrobici è meno regolato e controllato".

Il dott. Giovanni Alborali ha aggiunto: “La designazione rappresenta un riconoscimento importante della professionalità e della lungimiranza dei nostri Istituti nei confronti della sanità animale e della protezione del consumatore. Siamo particolarmente orgogliosi di mettere a disposizione di altri Paesi l’esperienza acquisita negli anni consolidata con la preziosa collaborazione dei colleghi dell’IZSVe e riconosciuta dalla FAO. Abbiamo iniziato questo percorso più di 10 anni fa con il Progetto Classyfarm voluto dal Ministero della Salute e realizzato dall’IZSLER. L’obiettivo è stato quello di offrire soluzioni concrete per il controllo dell’antibiotico resistenza, la tutela della salute pubblica e la sostenibilità delle produzioni.
Ad oggi si toccano con mano i primi risultati dell’applicazione del Sistema Classyfarm in Italia. Il consumo degli antibiotici negli allevamenti è stato ridotto notevolmente a fronte di un miglioramento del livello di benessere degli animali e di biosicurezza degli allevamenti. Basti pensare che l’utilizzo di antibiotici è diminuito del 96% e 92% rispettivamente nel settore del pollo da carne e dei tacchini. Il trend di riduzione si è confermato rilevante anche nei suini all’ingrasso (64%) e nelle bovine da latte (37%). L’applicazione del Sistema in altri Paesi, ove l’attenzione all’utilizzo di antibiotici è minore, rappresenta una grande opportunità offerta dalla FAO per dare un nostro contributo alla riduzione dell’impatto globale dell’antibiotico resistenza”.

L’uso improprio ed eccessivo degli antimicrobici in ambito sanitario e nel settore agroalimentare non solo favorisce il fenomeno della resistenza, riducendo l’efficacia dei farmaci negli animali e nell’uomo, ma ha un impatto significativo sulla produzione alimentare, sull’economia del comparto agrozootecnico e sull'ambiente. In questa prospettiva, il Centro di Referenza RENOFARM della FAO avrà il compito di promuovere sinergie, condividere esperienze e conoscenze e rafforzare le capacità di monitoraggio e controllo delle realtà coinvolte, mettendo a disposizione competenze scientifiche e servizi tecnici per attività di formazione, sviluppo di comunità di pratiche, webinar, workshop e meeting.

L'importanza strategica del Centro: il Modello "5G"

Il nuovo Centro di Referenza agirà come motore operativo per l'implementazione globale dei pilastri "5G" definiti dalla FAO:

• Good Governance: sostenere l’antimicrobial stewardship basata su ClassyFarm, il sistema implementato dall’IZSLER per il Ministero della Salute per classificare gli allevamenti in base al loro rischio per la sanità pubblica veterinaria, in particolare in relazione al consumo di antimicrobici e alla resistenza antimicrobica;
• Good Health: garantire l’appropriatezza diagnostica (progetto condiviso dalla rete degli IIZZSS con leadership Ministeriale) e il monitoraggio ambientale al fine di migliorare l’uso appropriato degli antimicrobici, condurre studi sull’epidemiologia genomica dei patogeni per ridurre la diffusione delle malattie animali e migliorarne il controllo attraverso vaccini e vaccinazioni;
• Good Practices: condurre valutazioni aziendali basate sul rischio e supportare l’implementazione delle buone pratiche di produzione, al fine di ridurre la necessità di antimicrobici e ad un loro uso prudente e responsabile, anche attraverso piani di vaccinazione mirati;
• Good Production: raccogliere dati di allevamento relativi allo stato sanitario, alla produzione animale, alla nutrizione e al benessere; effettuare valutazioni in macello sullo stato di salute e sul benessere animale;
• Good Economics: valutare l’impatto della resistenza antimicrobica sull’economia del comparto agrozootecnico e sulla produzione alimentare mediante indagini sul campo e raccolta di dati relativi al benessere animale e alla biosicurezza.

Una proiezione internazionale "One Health"

I Direttori Generali, la dott.ssa Antonia Ricci (IZSVe) e il dott. Giorgio Varisco (IZSLER), hanno espresso profonda soddisfazione per un riconoscimento che consolida la credibilità della rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IIZZSS). L’istituzione del Centro segna una nuova fase: l'approccio One Health diventa operativo, integrando salute umana, animale e ambientale per contrastare un fenomeno che non solo minaccia l'efficacia dei farmaci, ma incide profondamente sull'economia zootecnica e sulla sicurezza alimentare globale.

One Health e Classyfarm: aperte le iscrizioni al Master di II livello per l’a.a. 2026/2027Sono ufficialmente aperte le p...
09/02/2026

One Health e Classyfarm: aperte le iscrizioni al Master di II livello per l’a.a. 2026/2027

Sono ufficialmente aperte le procedure di ammissione per la prima edizione del Master di II livello in “One Health e Classyfarm”. Il percorso formativo, nato dalla prestigiosa sinergia tra l’Università degli Studi di Brescia, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna “Bruno Ubertini” e la Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche “Angelo Pecorelli”, punta a formare i professionisti della sanità pubblica del futuro.

Il Master si distingue per la visione integrata della salute umana, animale e ambientale, riflettendo la vera essenza dell’approccio One Health: le lezioni saranno tenute da esperti di medicina umana, medicina veterinaria, scienze agrarie e ambientali, in una sinergia fondamentale per affrontare le sfide sanitarie globali, dalle zoonosi emergenti alla gestione della resistenza antimicrobica, dove la salute dell’uomo, degli animali e dell’ecosistema sono interdipendenti.

Nonostante il cuore tecnico del Master sia il sistema ClassyFarm, strumento cardine per la categorizzazione del rischio nelle aziende zootecniche, il programma amplia gli orizzonti dell’insegnamento formando su competenze trasversali e conoscenze sempre più richieste dal mercato e dalle istituzioni. Sono infatti previsti moduli dedicati alle tecniche di divulgazione verso il grande pubblico e gli stakeholder di settore, all’analisi del quadro legislativo nazionale ed europeo e alle dinamiche di governance sanitaria, e ad approfondimenti sull’evoluzione delle richieste di mercato e sulle risposte della filiera agroalimentare.

Alternando la didattica frontale ad un tirocinio pratico, i partecipanti acquisiranno competenze immediatamente spendibili in enti sanitari, centri di ricerca, organismi di controllo e aziende della filiera agroalimentare.

Sul sito dell’Università degli Studi di Brescia è possibile consultare il bando completo: https://short.do/vXuweW

Le candidature dovranno essere presentate entro le ore 12:00 di lunedì 23 marzo 2026.

Indirizzo

Via Bianchi, 9
Brescia
25124

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