06/09/2026
⏳ PILLOLE DI SUPERVISIONE:
🧭 LA FRETTA DI TROVARE UNA "SOLUZIONE"
✔ Di fronte a un problema, spesso la prima domanda che ci facciamo è:
“Cosa posso fare?”
Cerchiamo una risorsa, un servizio, una risposta. È parte del nostro lavoro.
NOI NON DOBBIAMO TROVARE SOLUZIONI.
Ma qualche volta la fretta di “fare qualcosa” rischia di arrivare prima della comprensione di ciò che sta accadendo.
📣 Una persona porta un bisogno e noi iniziamo già a costruire la risposta.
Una situazione sembra bloccata e sentiamo di doverla sbloccare.
Ma quella fretta appartiene davvero alla persona?
O qualche volta appartiene a noi?
Può essere il bisogno di sentirci utili.
La paura di non essere abbastanza competenti.
La pressione dell’organizzazione.
La difficoltà di tollerare l’incertezza.
O semplicemente l’idea che un bravo professionista debba sempre avere una risposta.
‼️ Eppure, tra il bisogno e la risposta, dovrebbe esserci anche uno spazio per pensare.
Fermarsi brevemente, interrogarsi, provare a guardare la situazione da prospettive diverse non significa rimandare o sottrarsi alla responsabilità.
Significa evitare che l’urgenza del fare prenda il posto della riflessione professionale.
📌 A volte il primo intervento è fermarsi.
Ascoltare.
Fare una domanda in più.
Restituire complessità a ciò che sembrava semplice.
Lasciare alla persona il tempo di trovare anche le proprie risposte.
Non tutto ciò che è urgente deve essere risolto subito e non tutto ciò che non ha ancora una soluzione è un fallimento professionale.
⁉️ In supervisione possiamo allora chiederci:
✔ “Ho davvero compreso ciò che sta accadendo?”
✔ “Quale bisogno sto cercando di affrontare?”
✔ “Sto cercando un’ipotesi di intervento perché serve alla persona o perché faccio fatica a stare, insieme a lei, in una situazione che per il momento non ha soluzione?”
📖 Forse una delle competenze più difficili dell’assistente sociale non è sapere sempre cosa fare. È riuscire a concedersi il tempo necessario per capire cosa sia davvero utile fare qualcosa o attendere.