Casa Visciano

Casa Visciano Casa di mamma

29/01/2025

È Rosso.
È proprio quel tono di Rosso che sarebbe piaciuto al Drake.
È quel Rosso che piace a noi.

Rosso Passione.

Rosso Amore.

Rosso Sangue.

Rosso Cuore.

Lui è il Rosso Ferrari. ❤️

08/11/2023

Sapete qual è la cosa che mi fa ribrezzo? Non abbiamo la minima empatia rispetto alle tragedie che avvengono nel mondo e seguiamo esclusivamente le "notizie" che ci propina la stampa. Aprite qualche sito on line. La guerra in medioriente oggi è quasi sparita e quella russo-ucraina ormai a fondo pagina. Invece in evidenza possiamo ammirare l'ex firstgentleman che va a fare la spesa con la figlia. A me questa società comincia veramente a fare schifo!
🇵🇸

08/11/2023

Il 7 novembre del 1917 la classe operaia russa guidata dal partito bolscevico ha dimostrato che si può! Si può cambiare questo schifo di società! Si possono rovesciare borghesia e capitalismo! Si può e si deve lottare per un mondo nuovo, senza classi, di eguali! Un mondo comunista! Oggi davanti a una crisi così devastante in cui i ricchi diventano sempre più ricchi e il proletariato è gettato nella miseria più nera, quella lotta e quelle idee sono più attuali che mai.

Viva la rivoluzione russa!
Viva la lotta per il comunismo!

08/07/2023
08/07/2023

Lo torturarono per quaranta giorni di fila. Botte, sevizie, privazioni di ogni genere. Lo massacrarono, dentro e fuori, in quello che fu un inferno. Volevano i nomi dei suoi compagni, dei partigiani, ma lui rimase muto.

Don Andrea Gaggero, giovane prete, era un pacifista. Ma collaborava con la Resistenza per cacciare l’invasore e far finire la dittatura. Per questo fu arrestato e torturato.

Non parlò, nonostante ormai fosse ridotto ad una poltiglia.
Così lo spedirono prima a Bolzano, poi a Mauthausen. Qui, anziché rimanere quieto, Don Gaggero iniziò a dare una mano alla resistenza clandestina. Lo torturarono ancora per giorni e giorni. E ancora una volta non parlò, non fece un nome.

Finita la guerra, entrò in contrasto con la chiesa e smise di esser prete.

Si dedicò alla pace, ne divenne un testimone, un missionario. Ogni premio che vinceva per il suo impegno, lo devolveva in beneficienza. Ogni azione, ogni passo della sua vita, fu incentrato su questo: la pace. Perché aveva visto la guerra, le torture e i morti e dedicò un’intera vita a quella missione.

Divenne Presidente del Movimento italiano per la Pace. Organizzò, assieme ad Aldo Capitini, la prima marcia per la Pace Perugia-Assisi.
Fu instancabile, devoto alla causa per decenni.

Si spense l’8 luglio 1988 dopo una vita di lotte e di impegno.
A lui, a questo personaggio che oggi in tanti hanno dimenticato, il nostro saluto.

Indirizzo

Via Iossa, 1
Boscotrecase
80042

Sito Web

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