12/09/2024
“…Io sono come il piccolo anemone che ho visto una volta nel giardino. Si era talmente aperto durante il giorno che non riusciva più a chiudersi per la notte. Vederlo nel prato oscuro, spalancato, continuava ad assorbire nel calice quasi follemente lacerato, e sopra di lui la notte eccessiva che non trovava fine. E accanto tutti i saggi fratelli, ognuno chiuso nella sua piccola misura di abbondanza.
Anch’io sono cosi inguaribilmente rivolto verso l’esterno, e perciò anche distratto da tutto, senza rifiutare nulla. I miei sensi, senza chiedermelo, trapassano in ogni possibile elemento di disturbo. Se c’è rumore mi do per vinto e sono quel rumore. E poiché tutto ciò che è disposto allo stimolo vuole essere stimolato, cosi in fondo io voglio essere disturbato e lo sono senza fine.”