Meetup Borgo San Lorenzo

Meetup Borgo San Lorenzo Il movimento 5 stelle del Mugello nasce dall'amore della natura e dalla voglia di sentirsi parte del tessuto sociale di questa terra.

Sono troppi ormai i soprusi e i torti che abbiamo subito in questi anni dalla classe dirigente politica di tutte le fazi

⚡Come partecipare alla CER del Mugello ⤵️
14/06/2026

⚡Come partecipare alla CER del Mugello ⤵️

📢 Online sul sito la pagina dedicata alla CER MUGELLO

È online sul sito del Comune di Borgo San Lorenzo la pagina dedicata alla CER Mugello – Comunità Energetica Rinnovabile del Mugello.

🔋 Cos’è la CER Mugello
La Comunità Energetica Rinnovabile Mugello è un’associazione nata per favorire la produzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili tra cittadini, cittadine, associazioni, imprese ed enti del territorio.

🎯 Gli obiettivi
L’obiettivo principale è aumentare l’autonomia energetica locale attraverso la produzione e l’autoconsumo diffuso di energia pulita. L’energia condivisa genera incentivi economici che vengono redistribuiti ai membri della comunità, producendo benefici ambientali, economici e sociali per tutto il territorio.

👥 Chi può partecipare
Possono aderire tutti i titolari di una bolletta elettrica (POD), sia semplici consumatori sia produttori di energia, purché allacciati alla rete elettrica nazionale dopo il 17 ottobre 2025, data di costituzione della CER Mugello.

📌 Cosa si deve fare
Aderire è semplice: non è necessario cambiare fornitore di energia, modificare il proprio contratto o effettuare interventi sull’impianto elettrico esistente.

💶 Quanto costa
È prevista una quota di adesione una tantum:
• € 10 per le persone fisiche
• € 100 per aziende e persone giuridiche
I costi di gestione vengono coperti attraverso una quota degli incentivi generati dalla comunità energetica.

✅ I vantaggi
🌱 Ambientali: maggiore utilizzo di energia rinnovabile e riduzione delle emissioni.
💰 Economici: accesso agli incentivi generati dall’energia condivisa e redistribuiti ai membri.
🤝 Sociali: collaborazione tra cittadini e imprese per generare benefici comuni e risorse da destinare a iniziative condivise.

📄 Per la domanda di adesione, lo statuto e il regolamento visita: https://www.comune.borgo-san-lorenzo.fi.it/it/page/165099

ℹ️ Per maggiori informazioni: [email protected]

Che ne pensate?
06/06/2026

Che ne pensate?

Ogni rivoluzione passa sempre da un cambiamento "culturale" e in quanto a cio', la Cina non ha da imparare da nessuno.

L'amministrazione digitale della Repubblica Popolare Cinese (la Cyberspace Administration of China - CAC) ha lanciato una massiccia operazione di pulizia della rete nota come campagna "Qinglang" ("Lindo e Brillante"). Questa direttiva impone la rimozione immediata degli account e dei contenuti incentrati sul lusso sfrenato, portando alla cancellazione di profili con milioni di follower.

Le principali piattaforme social cinesi (tra cui Douyin — la versione locale di TikTok —, Weibo e Xiaohongshu) hanno bloccato e rimosso migliaia di post e centinaia di account di mega-influencer. Tra i profili più noti cancellati figurano Wang Hongquanxing (soprannominato la "Kim Kardashian della Cina", famoso perché dichiarava di non uscire mai di casa senza indossare gioielli dal valore minimo di 1,3 milioni di euro), Bo Gongzi ("Il Giovane Lord Bo", noto per i video in cui testava Rolls-Royce e acquistava borse Hermès da collezione) e Baoyu Jiajie ("Sorella Abalone").
Oltre alla chiusura manuale dei profili dei creatori di contenuti, le piattaforme hanno dovuto riaddestrare i propri algoritmi di intelligenza artificiale per penalizzare e oscurare i tag, le menzioni e le esibizioni video di marchi del lusso estremo (come Ferrari, Rolex o valute in contanti), riducendone la visibilità fino al 90%.

La versione ufficiale del governo cinese. Il Partito Comunista Cinese giustifica la stretta come una misura necessaria per combattere il "culto del denaro" e il "materialismo volgare". Secondo la visione di Pechino, l'ostentazione della ricchezza online promuove valori tossici ed è contraria alla filosofia della "Prosperità Comune" promossa dal presidente Xi Jinping. L'autorità di regolamentazione dichiara che l'internet nazionale deve essere un ambiente "civile, sano e armonioso", focalizzato sul valorizzare il talento, il lavoro duro, l'artigianato e la coesione sociale, anziché l'invidia di classe o la ricchezza fine a se stessa.

La versione degli analisti occidentali. I media e gli economisti occidentali (come gli analisti citati da NBC News o The Guardian) offrono una chiave di lettura molto più pragmatica e legata alla congiuntura economica. Sostengono che il giro di vite sia un tentativo del governo di attenuare il senso di frustrazione e deprivazione della classe media e dei giovani cinesi. La Cina sta affrontando un significativo rallentamento economico, caratterizzato da un alto tasso di disoccupazione giovanile e dalla crisi del settore immobiliare. In questo contesto di difficoltà diffusa, vedere influencer che ostentano ville, super-auto e shopping multimilionario potrebbe innescare una pericolosa rabbia sociale e un risentimento politico verso le disuguaglianze interne. Per l'Occidente, Pechino sta semplicemente "nascondendo i sintomi" della crisi per preservare il controllo politico.

La versione dei paesi BRICS e dei media neutrali. I media del Sud Globale e gli osservatori non allineati inquadrano l'evento all'interno del concetto di "sovranità digitale". Evidenziano come la Cina sia uno dei pochi paesi al mondo in grado di imporre una regolamentazione ferrea sull'economia dei social media, dimostrando che lo Stato mantiene un potere superiore rispetto alle piattaforme private e alle celebrità online. Gli analisti di questo blocco mettono a confronto la decisione di Pechino con il modello occidentale, dove la cultura dell'ostentazione e dell'iper-consumismo guidata dagli influencer viene lasciata proliferare senza vincoli, esacerbando le spaccature sociali e psicologiche tra la popolazione. Per i BRICS, si tratta di una scelta di ingegneria sociale che mira a proteggere la produttività reale del Paese rispetto alla volatilità dell'economia dell'apparenza.

01/05/2026

12 likes, 3 comments. "Andrea Quartini ospite a "Super Partes" Rete4 26/04/2026"

26/04/2026

25 aprile 1945: l’Italia è libera. Giorgio Almirante è latitante, ricercato, nascosto a Milano sotto falso nome: Giorgio Alloni. Lo userà fino all’amnistia del ’46. A dicembre, a Roma, con un manipolo di reduci di Salò, fonda il “Movimento Sociale Italiano”.
Almirante, 32 anni, ex capo di gabinetto del ministro Mezzasoma, ex redattore al “Tevere” e alla “Difesa della Razza”, ex brigatista nero in Val d’Ossola, ne diventa segretario. L’anno dopo arriva la “fiamma tricolore”, simbolo sulla tomba di Mussolini, oggi nel logo di Fratelli d’Italia.
Il primo comizio? Roma, 10 settembre 1947: finisce a calci. Alle elezioni del ’48 il MSI prende il 2,1%. Almirante entra in Parlamento e ci resterà per nove legislature.
Nel frattempo, flirta con la Democrazia Cristiana, contribuendo nel ’47 all’elezione del sindaco DC Salvatore Rebecchini. Nel 1950 lascia la segreteria, ma si mette a capo dell’ala più estrema: «L’equivoco, camerati, è uno: essere fascisti in democrazia».
Il MSI appoggia il governo Tambroni nel 1960. Genova, Roma, Reggio Emilia insorgono. A Reggio, 5 operai vengono uccisi. Il governo cade, il MSI torna nell’angolo. Sprofonda al 4-5%.
Nel 1969 muore Michelini e Almirante riprende il comando. Sono gli anni della “strategia della tensione”. Aizza le piazze, sostiene i “boia chi molla” a Reggio Calabria, predica autodifesa armata.
Nel 1971 la Procura di Milano lo indaga per ricostituzione del partito fascista. Nel 1973 la Camera autorizza a procedere. Finisce nel nulla.
Si mostra in doppiopetto, ma dietro restano manganelli e nostalgie. Il MSI sfonda il 9% nel ’72, diventa “MSI–Destra Nazionale”. Il suo stile è chiaro: ordine, repressione, revisionismo.
Almirante è ovunque: alla Sapienza scortato da squadristi, implicato nella strage di Peteano (amnistiato). Il suo partito è un mix torbido: notabili, reduci, apparati, golpisti, servizi segreti. Rauti, Borghese, Maggi, Freda, Fachini, Zorzi. Una rete mai trasparente, ma reale.
Nel 1970, in TV, invoca un colpo di Stato come quello dei colonnelli greci. Questo era il partito di Meloni, La Russa, Rampelli.
Almirante fu sempre chiaro: «Che sono fascista ce l’ho scritto in fronte». Razzista, rastrellatore, repubblichino, firmatario di ordini di fucilazione. Nel ’44, in Toscana, un suo bando impone la pena di morte per chi non si consegna a fascisti e tedeschi. Poi si arruola nelle Brigate Nere.
Nel 1938 scrive su Difesa della Razza: «Il razzismo dev’essere cibo di tutti». Sostiene che «i meticci e gli ebrei hanno potuto cambiare nome e confondersi con noi». Pochi mesi dopo, arrivano le leggi razziali. Lui è tra i teorici dell’odio.
Parte volontario in Nordafrica, a dare corpo alle sue idee: sterminare. Alla fine della guerra, scappa. Poi fonda un partito che diventa trampolino per una nuova destra neofascista.
Muore nel 1988. Ma prima benedice Gianfranco Fini, nuovo segretario.
E Giorgia Meloni scriverà: «Onestà, coerenza, coraggio: valori che ha trasmesso alla destra italiana. Un grande uomo che non dimenticheremo mai»."E qui mi parte il besttemmione"
Essere antifascisti oggi non è semplicemente una presa di posizione contro la malvagità del fascismo.
Essere antifascisti è un metodo di interpretazione della Storia. Uno strumento di valutazione del passato, affinché quel passato non si ripresenti più.
Non si arretra di un millimetro.
Perché puoi anche non occuparti del problema, ma sarà il problema a occuparsi di te.
(Alfredo Facchini) Storico

18/04/2026

𝐓𝐫𝐚𝐯𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨. 𝐔𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢

Ogni tanto conviene 𝐮𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢 per capire dove siamo e dove stiamo andando. 𝟏) Il No al referendum ha azzoppato la destra, sempre dipinta come invincibile; ha zittito le litanie delle prefiche sull’opposizione che non ce la può fare; e ha dimostrato per l’ennesima volta l’inesistenza del “centro” e l’inutilità di figurine tipo Renzi e Calenda, più o meno travestiti da Silvia Salis (i loro partitucoli erano per il Sì come le tre destre e puntualmente ha vinto il No). 𝟐) Anziché arrendersi alla realtà, i poteri marci e i loro fogli d’ordini, in stereo con quelli della destra, hanno iniziato a bombardare il leader progressista in testa ai sondaggi, cioè Conte, e a gettare la Salis fra le ruote della Schlein, perché né Conte né Schlein garantiscono la necessaria sudditanza a chi vuol continuare a comandare. 𝟑) A destra la più lesta a riposizionarsi è stata Marina B., mera proprietaria di FI che, inebriata dall’odore di sangue della Giorgia ferita, ha umiliato Tajani – ritenuto troppo meloniano – con un lifting feroce che ha reso il partito ancor più berlusconiano di prima e aperto a ogni alleanza, da gestire in prima persona o con un’altra testa di legno. Il 𝐠𝐨𝐥𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐛𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐌𝐨𝐧𝐳𝐞𝐬𝐞, che avrebbe indignato anche un nordcoreano, è stato salutato con gridolini di giubilo e pompe magne (“svolta moderata”, “rinnovamento antisovranista”) dalla stampa padronale d’ogni colore.

Per capire il perché basta leggere i signorini grandi firme: gli stessi che nel 2020, quando Conte tornò dal Consiglio Ue con 209 miliardi di Pnrr, presero a lapidarlo e a invocare San Draghi Vergine e Martire per mettere le mani sul bottino (il libro del leader M5S racconta quello scempio minuto per minuto). Col risultato di riservare Palazzo Chigi alla Meloni sedata e normalizzata. Ora la scena si ripete: è bastato che Corrias e la Lucarelli raccontassero le manovre centriste di Marina&Silvia per scatenare una canea di accuse idiote al Fatto da parte di semileader e quaquaraquà: il sessismo, i famosi rubli di Putin, le fesserie sui nostri bilanci. Il 𝐝𝐢𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐠𝐨𝐧𝐢 tra i fumi puzzolenti dei loro alambicchi è chiaro come il sole: farci credere che il meglio della destra sia proprio il suo peggio, cioè il berlusconismo nella sua versione più triste e sfigata di seconda generazione. E che gli italiani, elettrizzati dal No al referendum dopo tre anni e mezzo di governo Meloni, non vedano l’ora di rimpiazzarlo con una br**ta copia formata dal nulla del forzismo marinato, dal sotto-nulla della destra salisiana del Pd e dal nulla-meno-meno di Calenda e Renzi che non stanno a destra solo perché la Meloni li ha rimbalzati. 𝐄𝐜𝐜𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐠𝐨𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐮𝐧𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢: 𝐮𝐧’𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐞 𝐫𝐢𝐝𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐜𝐢𝐨𝐟𝐞𝐜𝐚. Marco Travaglio FQ 18 aprile 2026

10/04/2026

Barbero ha detto in maniera informata e documentata ciò che tanti italiani pensano sul conflitto russo-ucraino

Aggiornamenti sui lavori post-alluvione🚧
09/04/2026

Aggiornamenti sui lavori post-alluvione🚧

🚧 Aggiornamenti sugli interventi in corso e in approvazione dopo gli eventi del marzo 2025

Proseguono - o stanno per partire - nuovi interventi gestiti dal Comune di Borgo San Lorenzo a seguito dei danni causati dagli eventi del 14 e 15 marzo 2025, finanziati dalla Protezione Civile Nazionale tramite la Regione Toscana.

A Ronta sono in fase di conclusione diversi lavori, per un totale di 100 mila euro, avviati dopo i movimenti franosi sopra la ferrovia e nelle aree limitrofe (come la piazza in zona Poste). Gli interventi riguardano la prima messa in sicurezza e il ripristino della corretta regimazione delle acque in via dei Lastroni e via Andreani.

Per il capoluogo è in via di approvazione la perizia per un intervento urgente da 45 mila euro sul Fosso San Giovanni, funzionale a prevenire allagamenti nell’area delle scuole medie e di Viale IV Novembre. Sono già stati avviati i lavori in via di Salto (320 mila euro) per il consolidamento di una frana e sulla strada comunale di Figliano (150 mila euro) per la stabilizzazione del fronte stradale.

È in fase avanzata anche il progetto della nuova strada tra Grezzano e Marzano, per un importo complessivo di circa 1,85 milioni di euro. Per la strada Luco Ronta sono stati finanziati 245 mila euro destinati alla rimozione delle frane e alle verifiche sul tracciato.

Sono inoltre in via di approvazione, da parte del Dipartimento di Protezione Civile, ulteriori interventi riguardanti:

- la strada comunale di Mucciano (190 mila euro);
- la strada Panoramica (500 mila euro);
- la strada comunale Salaiole Polcanto (175 mila euro);
- la strada comunale di Piazzano (210 mila euro);
- il potenziamento del sistema di smaltimento delle acque meteoriche a Lutiano (75 mila meuro);
- gli argini del torrente Le Cale (280 mila euro);
- interventi in località Striano (150 mila euro), Ripafratta (80 mila euro) e Sant’Ansano (150 mila euro).

Il Comune ha inoltre presentato alla Protezione Civile il fabbisogno per ulteriori interventi di messa in sicurezza definitiva. Su questa parte, al momento, non risultano finanziamenti assegnati.

22/03/2026

Giudicate voi.

La partecipazione è la cura.

18/03/2026

Intervento di Piero Calamandrei (Assemblea Costituente, 27 novembre 1947)

«[...] Si è parlato, in questi giorni, da vari oratori, del pericolo che la magistratura diventi un "quarto potere"; si è parlato del pericolo che la magistratura diventi una casta chiusa, uno Stato nello Stato, una specie di cittadella inespugnabile, sottratta ad ogni controllo della sovranità popolare.
Ebbene, onorevoli colleghi, io credo che queste preoccupazioni siano smentite dalla struttura stessa che noi abbiamo dato a questo progetto.

Noi abbiamo voluto che la magistratura fosse indipendente, ma non abbiamo voluto che fosse separata dalla nazione.

L'indipendenza che noi rivendichiamo per i magistrati non è un privilegio dei magistrati: è una garanzia dei cittadini.
Perché il cittadino sia libero, occorre che il giudice sia indipendente.
Ma v'è un punto su cui la discussione è stata più viva: quello del Pubblico Ministero.

Si è detto da alcuni: "Sia pure l'indipendenza per il giudice che giudica; ma il Pubblico Ministero, che è il promotore della giustizia, che è l'organo che deve dare l'impulso al processo, deve essere in qualche modo collegato al Potere esecutivo".

Noi abbiamo risposto di no.

Abbiamo risposto che anche il Pubblico Ministero deve essere un magistrato; che anche il Pubblico Ministero deve avere le stesse garanzie di indipendenza del giudice.

Perché se voi lasciate il Pubblico Ministero sotto la dipendenza del Governo, voi venite a mettere la giustizia penale sotto la dipendenza della politica.

Se il Pubblico Ministero deve attendere un cenno del Ministro per sapere se deve o non deve iniziare un processo penale contro un uomo politico, se deve o non deve insistere nell'accusa, in quel momento la giustizia penale è finita, e la libertà del cittadino è perduta.

Il Pubblico Ministero, nell'ordinamento che noi abbiamo tracciato, non è l'avvocato dell'accusa: è un magistrato, il quale ha l'obbligo di cercare la verità, anche se la verità giova all'imputato.
Egli appartiene all'ordine giudiziario; egli respira la stessa aria di imparzialità che respira il giudice.

Questa è l'unità della magistratura che noi abbiamo voluto difendere: l'unità che deriva da una comune cultura, da un comune concorso, da una comune coscienza di magistrato che non deve servire nessun altro padrone se non la legge.»

(pagina fb di Margherita Corrado, archeologa e già sottosegretario alla cultura nel governo Conte)

23/02/2026

A proposito di Epstein 🤔

Indirizzo

Borgo San Lorenzo
50032

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