Dal cuore di Borgo

Dal cuore di Borgo Lista civica "dal cuore di Borgo" per Franco Frandi sindaco in vista delle comunali di Borgo San Lorenzo 2014. www.dalcuorediborgo.it

Canale ufficiale di comunicazione del progetto "dal cuore di Borgo", lista civica che sostiene la candidatura a sindaco di Franco Frandi in vista delle elezioni comunali di Borgo San Lorenzo nel 2014. Potrete qui trovare post, biografie, video ed aggiornamenti in tempo reale da parte del gruppo di lavoro. Qua sotto i collegamenti a tutti i social network! sito ufficiale: www.dalcuorediborgo.it
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12/03/2019

DAL CUORE DI BORGO – FINE LAVORI, E UN NUOVO INIZIO?

Sono ormai gli ultimi mesi di un percorso che abbiamo iniziato cinque anni fa, forti di ben mille voti, come prima forza di opposizione di Borgo San Lorenzo. Proviamo, quindi, a fare un bilancio. Ci siamo presentati come autentica forza civica, non legata ad alcun partito, espressione di un movimento di cittadini che non si riconoscevano nel modo di gestire il nostro Comune da parte delle forze da sempre al potere in Borgo. In un primo tempo siamo stati molto critici verso questo metodo chiuso e autoreferenziale, che si rifletteva in scelte talvolta incomprensibili ai cittadini e in modalità poco democratiche, come alcuni ordini del giorni piovuti dall’alto, blindati e non emendabili, approvati forzatamente tra i distinguo all’interno della stessa maggioranza. Col passare del tempo, guardando sempre al nostro programma e notando un cambiamento nell’amministrazione, abbiamo spesso votato a favore, perché i provvedimenti in esame erano in linea con i progetti in cui credevamo. Siamo arrivati al punto di votare a favore di un bilancio, atto che qualcuno potrebbe considerare un’eresia per un’opposizione. Ma, se nei contenuti c’è convergenza, come spiegare ai cittadini un voto contrario? Il consenso che ci è stato dato prevedeva l’impegno per i punti programmatici principali, come l’edilizia scolastica e il porta a porta. Abbiamo sostenuto questa nuova fase perché abbiamo creduto e crediamo in primo luogo nella bontà e nella competenza delle persone alla guida di Borgo San Lorenzo, come il sindaco Paolo Omoboni e alcuni assessori, e nella visione complessiva che ha animato gli interventi messi in campo.

Certo, non tutto è andato alla perfezione, anche per noi, ed ogni cosa è migliorabile. Tuttavia, è fin troppo facile alzare la voce per criticare, mentre è ben più difficile avanzare proposte concrete e realizzabili, consapevoli delle difficoltà economiche, dei vincoli e del poco spazio di manovra che caratterizza questo periodo storico. Riempire giornali e social con slogan e lamentele è molto semplice, perché alla pancia si arriva subito, ma questo alimenta un clima di odio e rabbia che non fa bene a nessuno. Fare politica, per come l’abbiamo inteso, è comprendere gli eventi, mediare e costruire – e questo anche per una forza di opposizione.

Siamo arrivati in fondo, e termina, così, dopo cinque anni in consiglio comunale la storia di Dal cuore di Borgo. La nostra lista civica che aveva sostenuto la candidatura di Franco Frandi alle passate amministrative di Borgo San Lorenzo non si ripresenterà alle prossime elezioni: ogni componente del gruppo di lavoro sarà libero di fare le sue scelte.

Sono stati anni importanti, in cui lo scenario politico locale e nazionale è cambiato radicalmente. Dal cuore di Borgo proseguirà nel lavoro consiliare fino a fine mandato, appoggiando le iniziative in cui si riconoscerà, e sperando che l’esperienza politica maturata in questi anni possa garantire una classe dirigente di qualità per il nostro Comune, per il bene comune che tutti abbiamo a cuore.
Per finire, ringraziando chi ha creduto in noi, ci lasciamo con la speranza che un nuovo progetto civico possa nascere e trovare spazio nel prossimo futuro: per adesso, da tutti noi, grazie di cuore.

Dal cuore di Borgo

IL NOSTRO VOTO FAVOREVOLE AL BILANCIOAbbiamo deciso di votare a favore del bilancio (e non solo) per una serie di ragion...
07/03/2018

IL NOSTRO VOTO FAVOREVOLE AL BILANCIO

Abbiamo deciso di votare a favore del bilancio (e non solo) per una serie di ragioni che ci portano ad apprezzare il lavoro di questa amministrazione. In particolare, vogliamo sottolineare alcune questioni di contenuto, di metodo e di valori.

Per quanto riguarda i contenuti, negli atti in approvazione c'erano progetti che sono in sintonia con quello che era il programma di “Dal cuore di Borgo”, come l’edilizia scolastica, il porta a porta, la riqualificazione complessiva dell’assetto urbano del nostro paese. Inoltre, guardiamo con favore alle scelte coraggiose di questa giunta, come lo spostamento del mercato comunale, e il ripensamento del percorso dei trasporti pubblici per alleggerire il carico del traffico pesante sul centro cittadino. In un contesto nazionale in cui si tende a non fare niente per non perdere consensi sul breve termine – la politica del sondaggio che guarda solo alla prossima scadenza elettorale e non ad un orizzonte più ampio – queste scelte locali, anche impopolari, ci sembrano da appoggiare, soprattutto per invertire questa sensazione di inerzia. E non è un “cambiare tanto per cambiare”, ma è un cambiare nell’ottica di un progetto complessivo, una visione d’insieme, che è un po’ quello che qua è spesso mancato negli ultimi anni.

Per quanto riguarda i metodi, poi, ci piacciono gli strumenti che sono stati messi in campo: incontri con i cittadini e confronto con associazioni. Se le scelte politiche sono il risultato di un processo condiviso, che coinvolge i cittadini e non li rende invece passivi davanti a decisioni piovute dall’alto, una forza civica come la nostra non può che essere soddisfatta.

E questo ci porta all’ultima questione, i valori. Partecipazione, ascolto e condivisione, erano le nostre idee guida. Molto spesso la politica nazionale ci lascia delusi e disillusi, soprattutto per una certa arroganza e lontananza dalle persone reali, ma, se guardiamo al nostro livello, la distanza cittadino – politico è minima, e di sicuro questa amministrazione non si sottrae al confronto e al dialogo, anche sui social. È un atteggiamento diverso, di apertura, per niente scontato: e non è cosa da poco.

Quindi, sia per ragioni puntuali (i singoli progetti) che per ragioni complessive (metodo e atteggiamento) abbiamo votato a favore, anche per dare un segnale politico di appoggio a questa amministrazione.

Dal cuore di Borgo

Considerazioni personali sugli interventi presso il Centro Piscine del Mugello e sulla palestra Ipsia Chino Chini.Sono a...
19/11/2017

Considerazioni personali sugli interventi presso il Centro Piscine del Mugello e sulla palestra Ipsia Chino Chini.

Sono apparsi in questi giorni a più riprese sugli organi di stampa locali on line e cartacei delle pesanti prese di posizione da parte del Presidente del Consorzio Sport Mugello, Giovanni Sorrenti, che gestisce le palestre ad uso scolastico e sportivo di Borgo San Lorenzo, e di qualche singolo cittadino nei confronti dell’Amministrazione comunale.
Sono in programma, infatti, interventi di miglioramento degli spazi presso il Centro Piscine del Mugello per una migliore organizzazione delle attività presenti in tale struttura.
In questa discussione si è parlato anche della ormai famosa palestra del Chino Chini di cui la Provincia, adesso Città Metropolitana, dopo tanti anni, aveva in un primo tempo presentato il progetto esecutivo e che, in un secondo tempo, sotto il naso di tutti, aveva fatto sparire. Purtroppo le due questioni non sono sovrapponibili, per una semplice questione di competenze: è come mescolare le mele con le pere, poiché sulla palestra del Chino Chini la competenza era ed è della Città Metropolitana (ex Provincia), e non certo del Comune di Borgo San Lorenzo.

Ma ricostruiamo con ordine i fatti. Il sottoscritto nel 2013, a termine del proprio mandato triennale di Presidente della Vivi Lo Sport Srl, nella relazione finale aveva sottolineato che erano necessari lavori urgenti presso il Centro Piscine, in particolar modo nella parte strutturale in cemento armato nella zona delle vasche interne. C’era inoltre da cominciare a pensare all’utilizzo di fonti energetiche diverse, visti gli altissimi costi di gas ed energia elettrica, e trovare una soluzione per una piccola palestra per la muscolazione ad uso soprattutto delle società sportive del settore natatorio.
Tutto questo prevedeva una spesa non inferiore al milione di euro, ma nessuno politicamente riusciva o provava ad intercettare queste cifre, né tanto meno poteva farlo la Vivi Lo Sport Srl, che all’epoca soffriva anche per i grossi crediti che avanzava dal socio privato di minoranza, la Uisp di quel periodo. E non credo sia in grado di farlo neanche oggi, nonostante la situazione di bilancio migliorata, anche se resta una fideiussione totalmente a carico del Comune di 350.000 euro.
Ora, mi sembra che la situazione sia favorevole, ed una parte di merito va all’Amministratore unico Giovanni Incagli, che ha favorito una migliore collaborazione con gli attuali dirigenti Uisp, all’attuale sindaco Paolo Omoboni, abile ad intercettare una parte di risorse necessarie anche grazie alla partecipazione dell’Unione dei Comuni, la quale Unione mi pare abbia fatto una giusta scelta nel finanziare impianti sportivi di rilevanza sovracomunale (in particolare le piscine, anche in altri comuni) e a tutto lo staff della struttura. Ricordiamo anche che la manutenzione straordinaria spetta alla Vivi Lo Sport, e che per questo giustamente il Comune interviene con una riqualificazione degli spazi, che permetterà alla società un bilancio migliore in modo da poter fare investimenti di manutenzione direttamente in un secondo momento.

Ecco, ora, mi sembra a dir poco insensato vedere che c’è del disappunto, e proprio alla vigilia di importanti lavori utili per la collettività che usufruisce di queste strutture, proprio da parte di chi mastica sport da una vita, tirando in mezzo la palestra del Chino Chini, che niente ha a che fare con le competenze del Comune di Borgo o dell'Unione dei Comuni. Sono due questioni, purtroppo, diverse.

Veniamo ora al tasto palestra Chino Chini. Era il 21 maggio 2010 e durante la manifestazione “Vivilosport” con lo slogan “Nasce a Borgo San Lorenzo la prima palestra a consumo zero” la Provincia di Firenze presentava il progetto dell’edificio “totalmente passivo” che non avrebbe avuto bisogno di allacciamenti esterni per luce, acqua e gas.
Questo era il comunicato sul sito dell’allora Provincia: “Illustrato ufficialmente a Borgo San Lorenzo, nell’ambito della manifestazione “Vivilosport”, il progetto innovativo che la Provincia di Firenze ha realizzato per la costruzione della nuova palestra dell’Istituto Chino Chini. Si tratta di un edificio “a consumo zero” che, grazie a particolari accorgimenti tecnici, non avrà bisogno delle fonti energetiche tradizionali. In pratica non necessiterà di allacciamenti esterni per luce acqua e gas. L’autonomia energetica sarà raggiunta in virtù dell’utilizzo di particolari tamponamenti esterni che garantiscono l’isolamento termico, e grazie all’impiego di tecnologie innovative che utilizzano una combinazione di impianti geotermici, pompe di calore e pannelli fotovoltaici”.
L’allora Assessore provinciale, l’architetto Stefano Giorgetti, spiegava: “Questo nostro progetto, che rientra di diritto nella classe A prevista dalla normativa per il risparmio energetico, è un esempio di utilizzo delle energie alternative, nell’ottica della sostenibilità ambientale, che segue un preciso orientamento espresso più volte dalla Provincia di Firenze, già iniziato con la realizzazione dell’Istituto Ferraris di Empoli. L’opera avrà un costo di due milioni e quattrocentomila euro e sarà realizzata con fondi propri della Provincia di Firenze.”
Intanto il progetto della nuova palestra di Borgo San Lorenzo, realizzato dai tecnici della Provincia (responsabile del progetto architetto Gentili; progetto impianti ingegnere Pancani; progetto architettonico Studio Vernuccio) era stato segnalato da parte del Comitato tecnico scientifico per il Premio “Toscana ecoefficiente 2009-2010”, ricevendo il diritto all’uso del prestigioso logo.
La cerimonia di consegna del logo ai progetti segnalati, quale indice di qualità, si svolse il 29 maggio nell’ambito della manifestazione “Terra Futura” in programma alla Fortezza da Basso.
Fu proprio al termine della presentazione del progetto a “Vivilosport” che sempre Sorrenti contestò vivacemente l’Assessore Giorgetti ed i tecnici della Provincia per le dimensioni del campo gara, che non poteva essere omologato per partite di squadre adulte maschili, ma solo per partite di settore giovanile, con deroga per gare femminili.

A questo punto intervenni io e, pur avendo stima del Presidente della Fiorentina Handball, avendo con lui molto spesso collaborato negli anni, gli feci notare con decisione alla presenza dei convenuti che per me stava esagerando nelle richieste perché non poteva di certo ridurre la questione della futura palestra alle partite ufficiali delle squadre adulte maschili della Pallamano, avendo già a disposizione anche il Palazzetto Gaddo Cipriani. Per me, era di gran lunga più importante che dopo tanti anni l’Istituto Chino Chini avesse finalmente la sua palestra!

Poi, accadde che la Provincia fece marcia indietro: e non sono mai riuscito a capire come un ente del genere abbia potuto ritirare tale progetto, dopo aver presentato un progetto esecutivo con una cifra di due milioni e quattrocentomila euro già pronti. Infatti, di lì a qualche mese si sarebbero potuti iniziare i lavori.
Come è possibile che la Provincia sia venuta a sbandierare pubblicamente un’opera così importante e così avveniristica, lasciando poi che di lì a qualche anno che non se ne facesse più niente, e permettendo che quei soldi venissero dirottati soprattutto per il rifacimento di manti stradali nelle più svariate parti della Provincia?
E soprattutto, perché i nostri amministratori di quegli anni (Giovanni Bettarini, sindaco di Borgo San Lorenzo e presidente dell'Unione Comuni del Mugello e Sonia Spacchini, assessore allo Sport della Provincia di Firenze) non hanno fatto niente per farsi restituire le risorse che ci sono state sottratte per questa palestra?
E ancora, perché non l’hanno detto subito ai mille ragazzi del Chini Chini? Perché non hanno portato motivazioni convincenti per giustificare quanto avvenuto?

Certo oggi è positivo il lavoro della Città metropolitana sull'ampliamento del Chino Chini grazie al bando periferie, ma lo scippo della palestra grida vendetta. Tuttavia prendere di mira i lavori al Centro Piscine per rivendicare la palestra mi pare davvero fuori luogo, oltre che sbagliato, sopratutto se a farlo è un profondo conoscitore della situazione.

Franco Frandi - DCDB

NUOVA LEGGE ELETTORALE: NO NOMINATI, SÌ PREFERENZECi auguriamo che ci sia data la possibilità di poter scegliere i candi...
14/06/2017

NUOVA LEGGE ELETTORALE: NO NOMINATI, SÌ PREFERENZE

Ci auguriamo che ci sia data la possibilità di poter scegliere i candidati sulla scheda elettorale!
Nella speranza che i cittadini, coi loro interessi e le loro scelte, siano sempre il centro della politica :-)
dal cuore di Borgo

UNIONE DEI COMUNI: OK OMOBONI, MA CON CHE METODO E’ STATO SCELTO?Riguardo alla prossima elezione del Presidente dell’Uni...
28/02/2017

UNIONE DEI COMUNI: OK OMOBONI, MA CON CHE METODO E’ STATO SCELTO?

Riguardo alla prossima elezione del Presidente dell’Unione dei Comuni, la posizione della lista civica “Dal cuore di Borgo” è questa. Ci sembra giusto che, vista la regola della turnazione, venga scelto Paolo Omoboni, che finora si è contraddistinto come buon amministratore, capace di comporre divisioni e prendere decisioni coraggiose, e inoltre sindaco del più numeroso comune del Mugello. Quello che stona è la tempistica e il metodo usati per individuare come unico candidato del PD il nostro sindaco. Come mai questa scelta non è stata fatta già nel 2014? Forse che, ai tempi, Omoboni non era della famiglia del Partito Democratico, e quindi si è deciso di fare un danno a Borgo pur di non scegliere lo straniero socialista? E forse che, adesso, con la nuova tessera di partito, è più gradito agli alti dirigenti, pur essendo ancora percepito come corpo estraneo? Purtroppo ci spiace constatare che per questi intrighi politici conti molto di più la semplice appartenenza al partito che la valutazione nel merito della persona.

Inoltre, dato che la presidenza dell’Unione, come dice il nome, è una carica di rappresentanza che dovrebbe unire, includere e coinvolgere le diverse realtà di un territorio, sarebbe interessante sapere con che metodo Omoboni è stato individuato: per esempio, c’è stata una discussione tra tutti i membri del Consiglio dell’Unione? Sono stati coinvolti tutti i sindaci? Sono state coinvolte le opposizioni? O, come spesso accade, si è deciso per questo candidato nelle stanze del partito? Spiace ancora una volta constatare la tendenza del Partito Democratico a decidere senza tener minimamente conto degli altri. Basterebbe poco, in realtà, per cambiare le cose: basterebbe, per esempio, delle volte, chiedere cosa ne pensa l’opposizione, la minoranza interna, o la voce fuori dal coro, chiedere, ascoltare, e arrivare ad una soluzione condivisa – già, basterebbe essere democratici.

Ci auguriamo quindi che, alla fine, prevalgano le questioni di merito sui giochi di potere per la spartizione delle poltrone e sulle ripicche, con la speranza che Omoboni riesca, alla lunga, a cambiare le carte in tavola nel maggior partito del nostro territorio, portando una ventata di apertura.

Dal cuore di Borgo

UNA RIFLESSIONE SUL REFERENDUMIl 4 dicembre è stata una data importante per la democrazia italiana: dopo molto tempo, un...
06/12/2016

UNA RIFLESSIONE SUL REFERENDUM

Il 4 dicembre è stata una data importante per la democrazia italiana: dopo molto tempo, una cittadinanza che sembrava indifferente, sonnolenta e lontana dalla politica, è tornata a partecipare. Non diremo che i cittadini sono intelligenti, ed hanno votato bene, perché la consultazione è andata come anche da noi auspicato - così come non si dovrebbe credere che il corpo elettorale sia stupido e immaturo quando il risultato è contrario alle proprie aspettative.

Chi ha vinto? E chi ha perso? La questione, nella sostanza, è molto semplice: ha vinto chi non voleva questo tipo di riforma costituzionale, ed ha perso chi voleva un tipo di assetto diverso. E se c'è chi ha scelto il "no" per altre ragioni, non per ultimo per antipatia verso chi ha provato a intestare alla sua unica persona una riforma che avrebbe dovuto unire più che dividere, e suscitare discussioni serie più che risse da stadio, questo dovrebbe far riflettere sulle disastrose strategie politico-comunicative con cui questo delicatissimo atto è stato presentato.

Ma quello che conta, adesso, è che si rifletta sul significato che è emerso, sul messaggio che gli elettori hanno dato a chi dovrebbe rappresentarli. I cittadini vogliono partecipare, e far sentire la propria voce - fosse anche un sonoro "no" di disgusto verso una classe dirigente autoreferenziale, che ha tentato di far credere che i problemi dell'Italia dipendessero dalle regole che i politici si sono dati per far funzionare la macchina politica. Forse che una banca italiana fallirà perché il bicameralismo paritario non è stato superato? Forse che un'azienda chiuderà il bilancio in negativo perché non è stato ridotto il numero di senatori?

Perché se c'è da approvare una legge "che ci chiede Bruxelles", magicamente la macchina funziona, e il bicameralismo non è un problema; perché se c'è da approvare d'urgenza un decreto per salvare le banche, la macchina va spedita, e non c'è rimpallo che faccia allungare i tempi; se invece, poi, si tratta di leggi anti-corruzione, o di riduzione dei costi della politica, allora la macchina s'inceppa, e tutto resta nella palude. Quando poi i cittadini dicono, a più riprese, che bisogna abolire il finanziamento pubblico ai partiti - sappiamo cosa succede, vero? E quando i cittadini finiscono per sentirsi presi in giro, delusi e arrabbiati, e protestano, ecco, si invoca l'antipolitica (!).

Se la politica si avvita su sé, e si chiude a riccio, crescerà ancora di più il malcontento. Se invece la politica va verso il cittadino, il cittadino va verso la politica. Ed è per questo che bisognerebbe pensare a nuove forme di partecipazione, sempre più frequenti ed inclusive. Invece, nella riforma che veniva proposta, il cittadino si sarebbe allontanato ancora di più dai palazzi del potere: basti pensare alla geniale idea di triplicare le firme per le leggi di iniziativa popolare. Perché la politica non vuol più ascoltare la voce delle persone? Forse perché, nonostante televisioni, giornali, propaganda invasiva, consigli non richiesti di giornali stranieri, minacce della finanza, nonostante tutto, la gente alla fine ragiona con la propria testa, e non è in fondo così manipolabile?

Solo con una profonda auto-analisi, ed una seria auto-critica, la politica potrà uscire dalle stanze e tornare nelle piazze. Ma bisogna coinvolgere la cittadinanza, e ascoltarla: e se oggi è stato dato uno schiaffo, chissà che un domani non si trovi, magari da entrambe le parti, una mano tesa.

REFERENDUM COSTITUZIONALE: "Dal cuore di Borgo" COMUNICA I PERCHE' DELLA SCELTA DI VOTARE "NO"
12/11/2016

REFERENDUM COSTITUZIONALE: "Dal cuore di Borgo" COMUNICA I PERCHE' DELLA SCELTA DI VOTARE "NO"

04/11/2016

Tutti i membri di "Dal cuore di Borgo" si stringono attorno alla famiglia Gherardi per il lutto subito. Un sincero abbraccio di cuore a Niccolò e a tutti i suoi cari.

LA RISPOSTA INTERESSANTE DEL PDDopo il comunicato di “Dal cuore di Borgo” sull’ultimo consiglio comunale è giunta a mezz...
13/06/2016

LA RISPOSTA INTERESSANTE DEL PD

Dopo il comunicato di “Dal cuore di Borgo” sull’ultimo consiglio comunale è giunta a mezzo stampa la replica del PD. Il documento è molto significativo, in quanto, oltre a non rispondere alle questioni sollevate, conferma in pieno le nostre idee. Lo si capisce anche da un’analisi superficiale: ma andiamo con ordine.

Che il “partito di maggioranza relativa praticamente in tutti i comuni del territorio al netto di Firenzuola”, come si definisce, soffra di una certa tendenza all’autocelebrazione, lo si capisce a colpo d’occhio: su 6 periodi, ben 4 sono dedicati alla descrizione delle proprie gesta.

L’inizio, poi, conferma la nostra tesi: il mancato coinvolgimento delle opposizioni mugellane. Si legge: “Importante e significativo è stato il lavoro che il Partito Democratico del Mugello ha fatto nei mesi passati […]”: appunto.

Il testo prosegue con una vaga accusa rivolta ad “alcune opposizioni”: forse noi (?) saremmo disturbati dalla “responsabilità” che il PD si assumerebbe. Peccato che in nessun luogo del nostro comunicato si accenni minimamente a una cosa del genere.

Ma il bello viene adesso. È paradossale riconoscere che i contenuti degli emendamenti proposti da Luca Margheri di “Cambiamo, Insieme!” erano “in parte pure condivisibili”. E che non sono stati accettati perché si spera, trasmettendo agli organi superiori documenti uguali, in “maggiore attenzione alle nostre richieste”.

È vero, poi, che anche i membri di Borgo Migliore sono stati costretti a ritirare i loro emendamenti? Su questo, il comunicato del PD, tace.

Quello che stona, e che avevamo denunciato chiaramente nel nostro intervento, è il metodo politico scelto dal PD: e cioè la mancata disponibilità preventiva a valutare ogni apporto, da qualunque altra parte che non sia il “partito di maggioranza relativa praticamente in tutti i comuni del territorio al netto di Firenzuola”.

Per ottenere questo scopo, purtroppo, si è deciso di chiudere la bocca almeno a Borgo a più del 40% dei cittadini, i cui rappresentanti si sono visti negare fin dall’inizio la possibilità di partecipare a migliorare il testo – sapevamo da principio che ogni emendamento sarebbe stato respinto.

Come si fa quindi a parlare di condivisione? E a chiederla, la condivisione?
Come si può chiedere alle opposizioni di appoggiare un testo che si è già deciso altrove non essere emendabile?
Che ruolo ha il consiglio comunale di Borgo, se ci arrivano testi blindati decisi nei circoli di partito?

Che il PD abbia i numeri per amministrare è un fatto: ma c’è modo e modo per gestire il potere. Una buona strada potrebbe essere quella dell’ascolto reciproco, se solo ci fosse la disponibilità e la capacità di comprendere voci diverse dalla propria – capacità che stavolta è mancata, anche in questa replica confusa e fuori tema.

Siamo sicuri che l’intenzione di “Dal cuore di Borgo” fosse una “sterile volontà di visibilità”? Non è che il PD viva accerchiato dalle sue proiezioni?

Se poi queste polemiche siano “inutili e, per i cittadini, poco interessanti”, almeno noi, lo lasciamo giudicare, appunto, ai cittadini.

NOTE DI METODO - LA COLLABORAZIONE SECONDO IL PDAl consiglio comunale di mercoledì 08 giugno il punto più importante era...
09/06/2016

NOTE DI METODO - LA COLLABORAZIONE SECONDO IL PD

Al consiglio comunale di mercoledì 08 giugno il punto più importante era sicuramente la mozione presentata dal PD sui migranti. Siamo venuti a sapere, nel corso della discussione e dell’esposizione del documento, che si trattava di un testo che il partito di riferimento del Mugello avrebbe presentato identico anche in altri comuni, tra cui Vicchio, in cui è stato già approvato.

Noi di “Dal cuore di Borgo” ci siamo espressi all’inizio in modo tendenzialmente favorevole. Poi, Luca Margheri di “Cambiamo, Insieme!” ha proposto due emendamenti di buon senso, che hanno riscosso un apprezzamento trasversale, sebbene da alcuni espresso a denti stretti. Ecco che, con un inaspettato colpo di scena, si è venuti a scoprire che il testo non è emendabile.

Alcune note di metodo. Il ragionamento del PD è stato questo: sarebbe un bel segnale se tutti i comuni approvassero esattamente la stessa mozione, in modo da non arrivare divisi e con idee contrastanti davanti a Prefettura e Città Metropolitana. Bene: basta leggere il nostro comunicato precedente, e si vedrà che vi è espressa la stessa idea politica. Cioè, che su temi importanti per esser più compatti sia auspicabile parlare con una sola voce, mettendo in pratica una leale condivisione.

La strana idea del PD di “condivisione” è però, purtroppo, questa: noi del PD scriviamo un documento senza minimamente sentire le voci dell’opposizione, tra l’altro né di Borgo né di altri comuni, e poi chiediamo a tutti di approvarlo così com’è. Questa non è vera condivisione. La condivisione si fa coinvolgendo fin dall’inizio tutte le forze politiche, confrontandosi, e arrivando ad una sintesi finale. Non si fa calando dall’alto un documento, e chiedendo agli altri di ritirare gli emendamenti. Sottointeso: se qualcuno non lo vota, si prende poi la responsabilità di incrinare il fronte comune, in una questione delicata come quella dell’immigrazione.

Ancora più strano poi, ve**re a sapere che anche membri di Borgo Migliore (la minoranza nella maggioranza) si sono dovuti allineare evitando di presentare modifiche: a quanto pare la disciplina di partito ha ancora il suo peso. Risultato? I due emendamenti molto utili di Margheri, che riguardavano la richiesta di clausole di garanzia e monitoraggio per le cooperative che gestiscono i migranti, sono andati in fumo, tra l’imbarazzo anche di chi li avrebbe evidentemente approvati. E chissà quanti altri emendamenti sono stati bloccati preventivamente.

Il consiglio comunale di Borgo scavalcato, esautorato: si fa come dice il partito, e non prendiamo nemmeno in considerazione la voce dell’opposizione. Bella idea: più del 40% dei cittadini di Borgo San Lorenzo – a questo ammonta la quota rappresentata dalle opposizioni congiunte – si sono visti preventivamente ridotti al silenzio, per la non disponibilità all’ascolto decisa altrove.
Dato che, comunque, il documento conteneva cose interessanti, nonostante l’arrabbiatura per il metodo indegno di una democrazia, “Dal cuore di Borgo”, scegliendo di far prevalere le ragioni dei contenuti positivi, e lasciando da parte i giochetti di potere, ha votato a favore.

Ma resta l’amaro in bocca. Quali sono i luoghi del potere politico, il consiglio comunale o la direzione di zona del partito? È come se il PD non vedesse altro che se stesso, come se sentisse il potere in modo così granitico, e garantito per il futuro, da non prendere minimamente in considerazione il punto di vista altrui. Questa tendenza accentratrice e autoreferenziale non sarebbe in sé un male, se non impedisse una sana dialettica politica.

È grazie al libero confronto che nascono sintesi condivise. Ma se l’opposizione si trova un muro davanti, che ci resta da fare? Non è questa la strada per un riconoscimento reciproco e una sana politica.

un interessante articolo del Corriere fiorentino che fa riflettere
28/05/2016

un interessante articolo del Corriere fiorentino che fa riflettere

La gestione del Comune, poi l’ingresso dei privati. Le bollette? Sempre alte

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Borgo San Lorenzo
50032

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