Socialisti Alto Adige/Sozialisten Südtirols PSI

Socialisti Alto Adige/Sozialisten Südtirols PSI Idee socialiste e determinazione per una nuova primavera altoatesina libera da populismi e sudditanze poltitiche.

Sozialistische Ideen und Entschlossenheit für einen neuen Südtiroler Frühling, frei von Populismus und politischer Unterwerfung.

13/06/2026

Intervento del Segretario PSI, Alessandro Bertinazzo, alla commemorazione di Giacomo Matteotti, evento promosso dal Comune di Bolzano. 10 giugno 2026 - piazza Matteotti a Bolzano

10 giugno 2026, piazza Matteotti a Bolzano. Commemorazione di Giacomo Matteotti con il Sindaco che ha indetto l' evento ...
13/06/2026

10 giugno 2026, piazza Matteotti a Bolzano. Commemorazione di Giacomo Matteotti con il Sindaco che ha indetto l' evento con Prefetto, Questore, autorità civili e militari, cittadini.

09/06/2026

L'Italia è ormai talmente autorevole che ai grandi summit internazionali ci invitano sempre, soprattutto per ascoltare quello che altri hanno deciso che noi faremo.
La Regione ha qualche piccolo problema, ma è chiaramente colpa degli orsi, tanto da richiedere un nuovo salvifico protocollo di sicurezza: “mantieni la calma e indietreggia molto lentamente”. L'orso, almeno, una casa ce l'ha. Il cittadino, per averne una, magari in un’area altamente inquinata, può sperare solo nella benevolenza di un mutuo cinquantennale.
In Provincia la ricchezza cresce grazie all'export. Non delle mele: degli infermieri, formati con soldi pubblici e regalati al resto del mondo. Tanto qui non servono, giusto? E se una visita specialistica diventasse necessaria, c'è sempre la rassicurante Casa di Comunità. In caso d'urgenza, il protocollo resta quello dell'orso: fingersi morto!
In città si pensa in grande: cambiare uno dei colori del semaforo (indovinate quale) per risolvere il traffico. Nel frattempo arriveranno la scomparsa definitiva di sporcizia, bivacchi, violenti rissosi spesso immigrati (grazie al CPR), sensi unici salvapolmoni e, già che ci siamo, anche delle festività religiose più ingombranti. Quanto ai violenti rissosi italiani, per il rimpatrio ci si sta organizzando.
La nostra memoria, così corta e selettiva, ha però un pregio: ci evita troppe sofferenze e ci permette di credere con entusiasmo che il futuro sarà migliore.
Così un giorno, ormai bisnonni, aspettando un autobus a guida autonoma in ritardo di quarantacinque minuti, guarderemo l'orizzonte con nostalgia e diremo:
«Eh... quando c'era LEI almeno il 10 passava ogni tanto.»
Sempre che, nel frattempo, non ce ne saremo già felicemente dimenticati.
Mig

09/06/2026

ALLARME ROSSO
Sì, lo ammetto: il rosso non è una scelta casuale. Il colore, benché di ispirazione socialista, serve a segnalare un pericolo vero, uno di quelli che meriterebbero l'attenzione di tutti. Quale pericolo? L'abitudine indifferenziata. Si dice che "ci si abitui a tutto" ed a giudicare dai fatti, sembra proprio così. Forse perché abbiamo delegato all'intelligenza artificiale il gravoso compito di custodire la nostra memoria, liberandoci dalla fatica di ricordare. Così dimentichiamo in fretta e senza il minimo imbarazzo etico.
Succede allora che il responsabile di un tentato colpo di Stato nel Paese militarmente più potente del mondo venga tranquillamente rieletto per completare il lavoro. Il suo omologo del Paese territorialmente più grande decide invece che, già che c'è, potrebbe allargarsi ancora un po', sterminando un po’ di persone qua e là e ricordando al resto del pianeta che il pulsante rosso esiste davvero.
In Medio Oriente, un popolo eletto (da chi, poi?) ritiene opportuno cancellarne un altro, evidentemente meno eletto (sempre da chi?), iniziando dai bambini e senza nemmeno limitarsi ai primogeniti, come vorrebbe una tradizione ben più antica.
Nel frattempo, approfittando della distrazione generale, un grosso orso dagli occhi a mandorla si lecca già i baffi immaginando un bocconcino taiwanese come digestivo dopo il piatto tibetano.
Per fortuna, da noi va tutto molto meglio. La rassicurante monocromia di chi è stato eletto (anche qui: da chi?) per decidere a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale sta cambiando il Paese a una velocità impressionante.
Mafia Capitale? Una leggenda metropolitana, il lavoro aumenta anche se il salario non se n'è accorto, il voto in condotta ha salvato la scuola (specie quella privata), la sanità gode di ottima salute e la ricerca è talmente efficiente che non si trova più. Il Ponte sullo Stretto, infine, libererà traghetti per deportare clandestini in Albania: l'ottimizzazione delle risorse è un'arte

30/04/2026

"QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DER PATENTINO A BOLZANO"

Viviamo tempi modernissimi: intelligenza artificiale, traduzioni simultanee, persone che arrivano da ogni parte del mondo, società che cambiano alla velocità della fibra ottica. E poi c’è la burocrazia, che invece viaggia ancora in carrozza, trainata da due muli (a Bozen uno italiano e uno tedesco) e da un regolamento del secolo scorso.

Il “Patentino”, oggi conservato con la devozione con cui si espongono i fossili nei musei, intoccabile, immutabile, impermeabile alla realtà, resta un Totem. Il mondo fuori cambia volto ogni cinque minuti, ma dentro gli uffici si continua a difendere un panorama umano fermo a quando il massimo dell’esotico era uno di Vipiteno che si trasferiva a Merano.

Nel frattempo, negli ospedali, negli sportelli e nei servizi pubblici arrivano cittadini che parlano arabo, urdu, albanese, rumeno, cinese semplificato, senegalese, uzbeco e magari pure un ottimo italiano imparato lavorando. Ma niente: il vero problema resta verificare se si possieda il certificato giusto per dimostrare di saper dialogare con il fantomatico “Sepp”, contadino tirolese del 1954, figura mitologica evocata a ogni concorso pubblico, probabilmente immortale e tuttora regolarmente iscritto alle liste elettorali del suo Comune.

Puoi aver studiato anni, salvato vite, maturato esperienza in reparti difficili, parlare con pazienti di mezzo mondo e capire al volo sintomi in tre continenti. Ma senza il patentino giusto, niente "camice". Il malato può attendere con serenità burocratica, perché il principio sembra essere questo: meglio un medico in meno che un congiuntivo imperfetto. Meglio una corsia scoperta che una visita con accento sospetto. Meglio allungare le liste d’attesa che rischiare una prescrizione pronunciata con cadenza forestiera.

Così la tutela diventa ostacolo, la garanzia si trasforma in barriera, e il principio sacrosanto degenera in rito amministrativo. Non si selezionano più persone capaci di servire una comunità reale, ma aspiranti sacerdoti del modulo timbrato.

La domanda, allora, non è se proteggere le lingue. Quello è giusto. La domanda è se abbia senso farlo ignorando le reali necessità dei cittadini, delle persone che oggi riempiono corsie, scuole, uffici e piazze. Difendere il proprio passato va benissimo, purché non significhi impedire al presente di entrare dalla porta.

Perché una norma pensata per includere, quando non si aggiorna, finisce spesso per fare l’unica cosa che la burocrazia sa fare benissimo: escludere.

Mig

23/03/2026

L' esecutivo del PSI, ha dato una lettura positiva all' affluenza al referendum. Massiccia e meditata, politica e meno tematica. Si auspica altrettanta partecipazione alle elezioni quando la proposta politica sarà chiara e veritiera. Le fake news le possono costruire anche gli avversari, mentre i manifesti di partito affissi sui tabelloni no. Da qui la scelta politica degli elettori, alla luce della falsa propaganda da parte di una maggioranza di governo che ha voluto addebitare ogni mancata vittoria delle proprie iniziative politiche all' intervento della magistratura. Se il tema era meritevole di attenzione, la propaganda a sostegno è risultata un boomerang. Avanti, il popolo ha ancora voglia di credere nella politica seria.

"Il Partito Socialista con tristezza ha ricordato il compagno Piero Cegna, che ci ha lasciato in silenzio, portando con ...
04/03/2026

"Il Partito Socialista con tristezza ha ricordato il compagno Piero Cegna, che ci ha lasciato in silenzio, portando con sé la saggezza e la sua storia di socialista.

Tutta la Federazione di Bolzano lo ricorda con affetto per quanto ha fatto sia sul piano sociale, sia su quello culturale, sempre mettendo a disposizione il suo impegno personale per la collettività. Ha contribuito ad una storia che non finisce, e attraverso i suoi scritti, interventi e contributi sia editoriali, sia pubblici lascia un segno nel pensiero di tutti i socialisti."

Alessandro Bertinazzo

Segretario PSI/SP Alto Adige/Südtirol

https://www.avantionline.it/il-partito-socialista-ricorda-il-compagno-piero-cegna

“Il Partito Socialista con tristezza ha ricordato il compagno Piero Cegna, che ci ha lasciato in silenzio, portando con sé la saggezza e la sua storia di socialista. Tutta la Federazione di Bolzano lo ricorda con affetto per quanto ha fatto sia sul piano sociale, sia su quello culturale, sempre m...

02/03/2026

Bolzano, 2 marzo 2026

La reazione del vicepresidente della Provincia Galateo alla grande manifestazione democratica, pacifica e colorata di sabato in risposta all’iniziativa della destra sulla "remigrazione" è patetica.

Il tatto istituzionale dell’esponente di Fratelli d’Italia non è da catalogare fra i migliori della categoria. Quello che lascia davvero stupiti sono, stando a quanto riportato dalla stampa, le analoghe dichiarazioni del sindaco di Bolzano.

Entrambi giocano su una provocazione di doppio livello, uno riferito a coloro che hanno partecipato al corteo, l’altro riferito alle altre istituzioni, ovvero la Provincia e le altre amministrazioni comunali dell’Alto Adige.

Per quanto concerne l’Amministrazione Provinciale vale appena la pena ricordare ad entrambi che la comune appartenenza politica delle due amministrazioni, Bolzano e Provincia, consentirebbe facili accordi, in pochissimo tempo stante la quasi sovrapponibile maggioranza di governo.

Per gli altri Comuni, non dovrebbe essere complicato trovare un punto d'intesa, stante le premesse, proprio per l’impulso che potrebbe ve**re dalla Provincia e dal suo ruolo di coordinamento.

Invece si agitano i problemi senza provare a risolverli, che sia per incapacità, per calcolo politico o per altre ragioni lo giudicheranno gli elettori nelle prossime occasioni di voto.

Chi è sceso in piazza l’ha fatto perché ha compreso che dietro alla parola "remigrazione" vi è una concezione dei rapporti politici, dei rapporti tra le persone, di concezione della storia che richiama e risveglia i peggiori incubi del Novecento.

Lo stesso Kompatscher con Schuler e molti esponenti della SVP si erano schierati contro la manifestazione di Casa Pound.

Le risposte dei vertici amministrativi del Comune a quella piazza democratica sono offensive e rivelatrici dell’impotenza di alleanze politiche che si tengono solo su presupposti nazionali ma incapaci di produrre risposte sui temi del governo del territorio.

Alessandro

09/02/2026

La convivenza in Alto Adige è una conquista costruita con impegno, rispetto e responsabilità. È il risultato di un secolo di dialogo, tutela delle lingue e dignità della persona.
Oggi questo patrimonio è in pericolo: estremismi legittimati, lavoro a rischio, dialogo ostacolato nelle scuole, progetti xenofobi che trovano spazio.
Non sono episodi isolati, ma segnali preoccupanti di una deriva che va fermata: le imbarazzanti vicende delle Acciaierie, il progetto snobbato della scuola elementare di via Bari e la vergognosa iniziativa sulla Remigrazione ne sono un chiaro ed evidente esempio.
In un clima politico sempre più divisivo, diciamo NO alla paura e SÌ al confronto, alla giustizia sociale, alla solidarietà.
Noi Socialisti difendiamo la convivenza, l’Autonomia e i valori di libertà ereditati da figure come Sandro Pertini.
Invitiamo tutte e tutti a vigilare, informarsi e partecipare.

24/11/2025

Indirizzo

Via Roma 61
Bolzano
39100

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 19:30

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