01/02/2026
Articolo pubblicato su AA.
A chi è scappato, denunciamo l'ennesimo abuso di una classe politica che elargisce nomine e si spartisce le poltrone anche quando non ci sono. Le creano ad hoc con la bacchetta magica.
Università di Bolzano: Statuto piegato alle logiche politiche
Un copione che si ripete
Esprimiamo forte preoccupazione per le modalità con cui la maggioranza provinciale sta intervenendo sulla governance della Libera Università di Bolzano, mettendone a rischio autonomia e credibilità istituzionale.
Dalla stampa apprendiamo che il vicepresidente della Provincia Marco Galateo aveva inizialmente indicato Vincenzo Gullotta, intendente scolastico delle scuole italiane, come presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo.
La successiva scelta del presidente Arno Kompatscher di sostenere Federico Giudiceandrea, proposto da Confindustria Alto Adige, ha però fatto venir meno questa ipotesi.
Invece di prenderne atto, si è tentato un nuovo percorso: attribuire a Gullotta un ruolo “importante” e permanente attraverso l’istituzione di un tavolo di raccordo tra università e mondo della scuola, da inserire addirittura nello Statuto dell’Università. Una forzatura inaccettabile: lo Statuto non è uno strumento di compensazione politica, ma il fondamento dell’autonomia accademica.
Questa vicenda si inserisce in un quadro già visto. Nel 2023, in occasione della nomina di Gullotta a direttore sostituto del Dipartimento Cultura italiana, la Giunta provinciale approvò una modifica regolamentare immediatamente successiva alla promozione, intervenendo su obblighi di autodichiarazione e incompatibilità dei dirigenti.
Il consigliere Nicolini contestò subito il provvedimento, che per tempi e contenuti apparve costruito su misura. Nonostante la maggioranza parlasse di “adeguamento tecnico”, rimase evidente la sensazione che prima si nominino le persone e poi si adattino le regole.
Oggi assistiamo allo stesso schema: una candidatura fallita seguita dal tentativo di creare ex novo una struttura, modificando persino lo Statuto universitario, per garantire un ruolo a una persona precisa.
Il successivo intervento della SVP, che propone l’inclusione anche degli intendenti delle scuole tedesche e ladine, non risolve il problema ma lo conferma: manca un progetto organico sul rapporto tra scuola e università, mentre prevalgono equilibri politici interni alla maggioranza.
Ribadiamo quindi con fermezza che:
• l’autonomia della Libera Università di Bolzano va tutelata e non piegata alle logiche di Giunta;
• lo Statuto non può essere modificato per risolvere partite politiche personali;
• il raccordo tra scuola e università, se necessario, va costruito in modo trasparente, strutturale e plurilingue.
Questo modo di procedere mina la fiducia nelle istituzioni e ripropone un metodo già noto: regole che inseguono le nomine, invece di guidarle.